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Le lacrime dei coccodrilli
di Giancarlo Funaioli

In una competizione difficile come questa, l'unica speranza di vittoria era la capacità di scegliere candidati radicati nel territorio, ma...

Lo spettacolo offerto dai partiti italiani nella selezione dei candidati per le prossime elezioni è stato veramente avvilente. Lo hanno già detto tutti, come sempre per dare la colpa a qualcun altro o a qualche condizionamento esterno.
Eppure chi ha partecipato anche a qualche isolato dibattito di un qualche oratore dell'Ulivo si è sempre sentito dire che in una competizione difficile come quella che si preannuncia la speranza di vittoria era fortemente collegata alla capacità di scelta dei candidati: persone stimate, radicate sul territorio, in grado di far capire che la politica poteva ancora avere colpi d'ala.
E non so se sia più deprimente l'ormai purtroppo abituale consuetudine di raccontare una cosa e farne un'altra o vedere le lacrime di coccodrillo versate da tanti autorevoli politici. Curiosamente infatti sono stato per lunghi anni convinto che, ad esempio, il senatore Mancino, l'onorevole Veltroni e l'onorevole D'Alema fossero politici importanti, in grado di indirizzare o quantomeno tentare di incidere sull'evoluzione della politica del paese. Ma evidentemente mi sbagliavo, visto che dalle loro dichiarazione emerge che mai, se fosse dipeso da loro, avrebbero assecondato questo mercato. Ma a chi dare la colpa?
E si sono rispolverati problemi tecnici: se sia meglio il proporzionale, se si sarebbe evitato questo sconcio se fossero esistite le primarie, ecc.
Certo le primarie sono un meccanismo che consente una espressione diretta dei cittadini e come tali vanno perseguite, ed è veramente grave che nessuno abbia tentato di perseguirle neppure in via sperimentale (è appena il caso di dire che in un passato non lontano alcuni movimenti sembravano considerare le primarie una esigenza imprescindibile di democrazia, così come appare abbastanza strana l'insistenza sul fatto che se non c'è una legge che le prevede sia inutile farle).
Ma il problema mi appare la totale indifferenza dei politici ad apparire credibili. Dando così l'ennesima delusione a chi aveva intravisto nello spirito del 1996 la speranza di poter creare un miglior rapporto tra rappresentanti e rappresentati.
E allora andiamo pure a votare. Votiamo pure il centrosinistra, perché certamente la possibilità di avere un governo Berlusconi mi appare comunque una soluzione fortemente più negativa, e quindi da evitare.
Ma resta il problema di far capire che per troppi elettori la corda è vicina al punto di rottura e che non si può sempre sperare di vincere contando su chi vota contro anziché a favore di qualcuno.


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 Persone citate  

[D'Alema Massimo]
[Mancino Nicola]
[Veltroni Walter]

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