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Come faccio a votare Boselli?
di Eliseo Fava

Alcune riflessioni sulla situazione politica e sul comportamento da tenere nelle prossime elezioni politiche.

"Cosa fate?", "Dove andate?" Sono domande al plurale che mi vengono rivolte con insistenza da persone che hanno frequentato in questi ultimi anni gli ambienti del Movimento dell'Ulivo e dei Democratici e io li metto un po' in imbarazzo rispondendo che faccio il mio lavoro e, di conseguenza, giro per la bella Italia. So per certo che la maggior parte di questi amici è informata perfettamente della scelta compiuta, senza grande clamore, da un gruppo di Democratici di non aderire alla alleanza della Margherita, per tentare piuttosto un rilancio di Progetto Democratico come testata giornalistica e come ipotesi politica di più lungo periodo: queste domande, nei fatti, sottintendono il desiderio di riaprire una discussione, di verificare le rispettive posizioni personali, di cercare un dialogo. Personalmente, ritengo che questo sia un buon segnale e utilizzo lo spazio offerto da questo sito per svolgere alcune considerazioni sulla situazione politica, sullo stato della coalizione di centro-sinistra, sulla campagna elettorale, sulla scelta delle candidature, per verificare se è possibile ottenere una convergenza tra posizioni politiche diverse..
La situazione politica italiana andrebbe sempre più inquadrata nell'ambito dello scacchiere europeo per cercare di capire le tendenze che lì si rivelano - anche sul piano dei comportamenti elettorali - dall'Austria alla Germania, da Parigi a Londra; sono per me più interessanti le dichiarazioni del Segretario spagnolo del PPE che quelle di Buttiglione: le grandi scelte hanno ormai bisogno di un respiro ampio, che superi i confini nazionali. All'interno del nostro Paese è evidente la difficoltà a comunicare ai cittadini gli straordinari risultati ottenuti dal centro-sinistra in questi ultimi cinque anni. Mi viene in mente una campagna efficace, ideata negli anni ottanta da Seguela per il governo Mitterrand: basata su un messaggio "Ad occhi aperti: la forza dei fatti". Ci si è attardati a soppesare il contributo di Prodi, quello di D'Alema o di Amato piuttosto che rivendicare i meriti alla squadra nel suo insieme. La composizione delle liste dei candidati mi sembra rifletta lo stato della coalizione: una sommatoria di interessi partitici, senza alcun valore aggiunto. Si preferisce confermare i parlamentari uscenti, premiare qualche pretoriano, piuttosto che aprirsi alla società civile, ricercando il contributo di nuove forze, di rappresentare nuove istanze.
A conti fatti sembra prevalga il segno della conservazione.
Come voterò ?
Per il Senato non ho problemi, la riconferma di Giancarlo Pasquini mi sembra premiare il parlamentare bolognese che più si è rapportato al territorio che lo ha eletto nel 1996, partecipando a dibattiti, ascoltando le esigenze dei cittadini, rendendo conto della sua attività in aula e in commissione.
Per la Camera dei Deputati, rispetto alle considerazioni svolte da Rossano Salicini, manifesto di avere molte perplessità a votare il candidato presentato dal Centro-sinistra.
Nel mio collegio, il 13 di Bologna, sarà candidato nel maggioritario (dicono) Enrico Boselli. Su questo nome non si è svolta alcuna consultazione preventiva. Nella prima dichiarazione, dopo l'annuncio della candidatura, Boselli ha dichiarato che il suo primo impegno - in caso di elezione - sarà quello di ricercare un ritorno al sistema elettorale proporzionale. Perchè dovrei votarlo?
Vorrei votare per un laico, democratico e progressista, da cui sentirmi rappresentato per quello che ha fatto, che ha scritto, che si propone di fare: Boselli ha già mostrato quello che sa fare da Presidente della Giunta regionale dieci anni fa: il peggior periodo di governo della Regione; dei suoi scritti ricordo soltanto l'encomio servile di Bettino Craxi; quello che si propone di fare è esattamente il contrario di quello che, secondo me, ha bisogno il sistema democratico italiano per rinnovarsi e mettersi in grado di dirigere la società italiana.
Mi trovo così nella situazione paradossale, ma involontaria, di rischiare di annullare quel segnale forte che Salicini propone di far arrivare alle segreterie dei partiti attraverso una sorta di sciopero bianco.
O non voto per il proporzionale alla Camera o mi sento costretto a scegliere tra le quattro liste del centro-sinistra che si presentano al proporzionale.
Vedrò come saranno definite le liste dei candidati, chi saranno i capilista, chi sono i probabili eleggibili.
Sarà un bel rebus.


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