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Chi osa dire primarie?
di Rossano Salicini

Per combattere la deriva sclerotizzante della Politica, bisogna battere le segreterie dei Partiti astenendosi dal voto nella scheda proporzionale.

A parole tutti i politici, di destra, di sinistra o di centro che si voglia, declamano la necessità che la gente partecipi e non manca occasione che pronuncino il loro disappunto per assemblee semi deserte o tesseramenti nulli.
A parole, perché nei fatti la mancanza di partecipazione è voluta dalla stessa classe politica che così facendo rimane immutabile ed intoccabile, autoreferenziata e cooptante. La bella stagione che ha visto la nascita dell'Ulivo di Prodi ha provato di capitalizzare quell'entusiasmo partecipativo nella costruzione di un movimento con regole e modi organizzativi diversi dai desueti rituali dei partiti. Primarie, bipolarismo, assemblee elettive, cordate a sostegno e trasparenza sono state alcune coordinate di quel periodo che nella sola provincia di Bologna ha coinvolto e convinto all'adesione all'Asinello circa un migliaio di persone. E' bastato poco : alcune decisioni centraliste e accordi verticistici sono stati determinanti a far franare le aspettative del movimento. Dove sono andati e dove è oggi indirizzato quell'entusiasmo partecipativo ? Non mi consta nessun rientro significativo nei DS o nel PPI (o in altri elefanti) come forse alcuni speravano. Non certo defezioni a favore del centro o del centro destra, lontani dai valori portati avanti in questi anni in decine di assemblee e nel materiale prodotto dall'Ulivo. Siamo ritornati a cedere quelle tensioni ideali che ci hanno guidato nell'Ulivo alla società civile, al volontariato o alle professioni e pur se pronti a votare ancora per il centro sinistra, non siamo certo disposti a tacere i danni che a tutto il Paese una politica accentratrice fatta di arroganza e di superbia ha prodotto. Non ricordo che le decisioni sulle candidature, pur anche nel togliattiano PCI o nella DC, fossero mai state così blindate come in questa tornata elettorale del 2001. Pensare che cinque anni fa, poi anche alle Comunali bolognesi e alle Regionali si era osato parlare e, a volte, a praticare la strada delle primarie. Chi oggi si è esposto o si espone a tanto ? Nessun rinnovamento, nessun confronto con il territorio, non vale nemmeno più la regola dei due mandati, anzi se un candidato è sgradito nel collegio - ma gradito alle segreterie - lo si sposta. Mentre il Paese si rinnova, la mobilità nel lavoro e nelle professioni aiuta questo rinnovamento, la classe politica invece si sclerotizza, e l'unica speranza di cambiare le cose è il praticato nepotismo politico. Male abbiamo fatto a perdere il referendum: voterò Rutelli, ma proprio un premio nel proporzionale ad uno qualsiasi dei partiti del centro sinistra, responsabili di questa resa a Berlusconi, non lo darò. Voglio illudermi che tanti più voti all'Ulivo che non ai partiti della coalizione, possano contemporaneamente sconfiggere la destra e le segreterie dei partiti, siano esse di destra o di sinistra. Mi asterrò dal scegliere prodotti di bio-tecnologia partitica.


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