E’ un idea comune ritenere il vampiro una figura fortemente legata al personaggio Dracula, elaborato da Bram Stoker nel 1897.

 

Dracula

 

Dracula o Dracul, in rumeno, significa Figlio del Drago o del Diavolo (Drac ha il doppio significato di Drago o Diavolo, il suffisso “ul”  vuol dire figlio).

Dracula è effettivamente una figura storica realmente esistita.

Era infatti il Vovoidna, o principe regnante, della Transilvania, dal  1456 al 1462, conosciuto come Vlad Tepes III detto “l’Impalatore”.

 

Vlad III nacque a Sighisoara (Transilvania) nel 1431, figlio secondogenito di Vlad II detto “Drakul” e della principessa ungherese Cneajna.

Con l’assassinio del padre diventa legittimo erede al trono. Dopo numerose vicissitudini rientrerà nella sua Valacchia e uccidendo Vladislav II riprenderà possesso delle sue terre come legittimo principe regnante.  La Valacchia era, all’epoca, l’ultimo baluardo del Sacro Romano Impero contro l’Impero Ottomano.

Il mito della crudeltà di Dracula nasce dalle violente spedizioni punitive che egli guidò contro le vicine regioni, spesso colpevoli di aver imposto pesanti tributi, compiendo violentissimi e sanguinari massacri, profanando chiese ed uccidendo molte persone con un metodo molto originale: l’impalamento (come raffigurato nella famosa miniatura dove banchetta tra i cadaveri impalati dopo l’attacco alla città transilvana di Brasov).

Le incursioni punitive di Vlad III in Transilvania culmineranno in violenza con il grande impalamento del 24 agosto 1459(Notte di San Bartolomeo), dove, ad Amlas, impalerà oltre 20.000 persone.

Vlad Tepes III Dracula morirà nel 1476 nella battaglia contro l’esercito turco guidato da Basarab III che, vinta la battaglia, inviò la testa del”Impalatore” al sultano turco presso la corte di Costantinopoli.

Dracula venne poi sepolto in un monastero di Snagov, ma i suoi resti no vennero mai trovati.

 

Vampiri nel folklore

 

In effetti il capolavoro dello scrittore irlandese è stato la maggior fonte di ispirazione per i registi, immortalandolo così nell’immaginario collettivo con grandi film ed eccezionali interpretazioni di  attori come Bela Lugosi, Max Schreck o Christopher Lee. Ma il Vampiro non nasce agli inizi del ‘900. Lo troviamo presente nel folklore di numerosissime culture, non solo est-europee. I popoli slavi li chiamano “Blautsauger”, “Vlkodak”, “Vrykolakas” o “Upir”, le tribù dell’Africa Nera li conoscono come “Owenga”,  li troviamo in Brasile con il nome di “Lobhomen” o addirittura come “Lemures”  nell’Antica Roma.

In tutte le culture il Vampiro è un non-morto, che succhia il sangue delle sue vittime (a seconda del folklore locale umani, donne, vergini o bambini) e che non può essere ucciso se non con precisi rituali o metodi.

 

Le caratteristiche essenziali dei vampiri sono:

 

·        ·        Vivono solo di notte: in quanto creature malefiche, quindi figli delle tenebre. In contrapposizione con la luce, simbolo di purezza e del bene.

 

·        ·        Sono in uno stato intermedio tra la vita e la morte: sono cioè “non-morti.

 

·        ·        Non sopportano croci(nelle culture cristiane) o aglio: la croce in quanto  simbolo di Dio e l’aglio a causa del suo  forte odore.

 

·        ·        Succhiano il sangue: del quale si nutrono. Ma possono “vampirizzare” una preda,  cioè trasformarla in vampiro facendole bere il proprio sangue maledetto

 

·        ·        Non si riflettono negli specchi: o meglio, gli umani non possono vederli riflessi, perché privi di anima, ma, si dice, essi riescano a vedersi come sono in realtà, una deforme creatura demoniaca.

                                                                                                                                               

·        ·        Si trasformano in animali: notturni poiché sono i soli che possono vedere (lupi, pipistrelli, topi, gufi) ma a volte anche in nebbia o fumo.

 

·        ·        Hanno servi che agiscono per loro nelle ore diurne: spesso grazie alla loro potenza riescono a piegare le menti degli umani più deboli.

 

·        ·        Possono entrare in casa solo se invitati: (cfr “Ammazzavampiri” di Tom Holland o “Ragazzi perduti” di Joel Schumacher).

 

·        ·        In genere non amano viaggiare e devono dormire nella terra sconsacrata del loro paese natale.

 

·        ·        Possono essere uccisi dalla luce del sole oppure da un paletto di legno

            conficcato nel cuore.

 

 

Nella letteratura essi incarnano numerose metafore :

 

·        ·        Sesso-Sensualità-Seduzione :           Il Dracula di Bram Stoker

·        ·        Contagio-Malattia:                            Il Nosferatu di Murnau

·        ·        Aristocrazia-Alterigia-Orgoglio:      Il Lord Ruthwen di Polidori

 

 

Vampiri e Cinema

 

 

Sin dagli albori dell’horror, il vampiro è sempre stato una figura amata dai registi del brivido, ecco alcuni dei migliori o più originali film trattanti l’argomento, assolutamente impedibili per ogni appassionato del genere:

 

 

Nosferatu il vampiro (Nosferatu: eine Symphonie des Grauens, GER, 1922)

         Regia: Fredric W. Murnau

         Sceneggiatura: Henrik Galeen

         Con: Max Schreck (conte Orlok), Greta Schroder (Ellen)

 

Il vampiro incarna la malattia, il contagio. Giunge in città con l’avvento della peste. Non ha i tratti affascinanti, non è un bel nobile aristocratico, ma ha il cranio calvo, un aspetto orribile, le unghie lunghe ed affilate.

Non è simbolo di potenza sessuale, non ha i canini prominenti (metafora di potenza sessuale maschile) e non viene trafitto (penetrato) da un paletto, bensì muore con la luce del sole.

Murnau non riuscì ad ottenere l’autorizzazione della vedova di Stoker, dovendo così cambiare i nomi ai personaggi.

 

 

Dracula (Dracula, USA, 1931)

          

       Regia: Tod Browning 

       Sceneggiatura: Garret Fort

       Con: Bela Lugosi (Dracula), Edward Van Sloan (dr. Van Helsing),

                                           Helen Chandler (Mina)

 

La prima mitica produzione Universal.                                    

Grande l’interpretazione di Bela Lugosi nei panni di un Dracula affascinante seduttore, dall’accento straniero e dai modi raffinati, nella sua leggendaria battuta: ”I’m Dracula, I bid you welcome”.

La sceneggiatura non è tratta dal romanzo di Stoker, ma da una sua trasposizione teatrale.

 

 

Dracula il Vampiro (Dracula, G.B., 1958)

      Regia: Terence Fisher

      Sceneggiatura:Jimmy Sangster

      Con: Christopher Lee (Dracula), Peter Cushing (Van Helsing)

 

Verso la fine degli anni ’50 la casa di produzione britannica Hammer tenta una revisione dei temi gotici anni ’30-’40 Universal/Mgm.

Un ottimo Peter Cushing nei panni di Van Helsing, ed un grande Christopher Lee nel difficile ruolo di Dracula, dopo la mitica interpretazione di Lugosi. Il vampiro di Lee è comunque di grande impatto, anch’esso di immediata potenza sessuale e dal perfetto accento inglese, testimoniando così il passaggio da una concezione del gotico meno mitteleuropea e più britannica.

 

 

Nosferatu – Il Principe della Notte ( Nosferatu, Phantom der Nacht, GER/FRA, 1978)

 

       Regia e Sceneggiatura: Werner Herzog

       Con: Klaus Kinski (Dracula), Bruno Ganz (Jonathan Harker)

                Isabelle Adjani (Lucy) Roland Topor (Renfield)

 

Ottimo il lavoro di Herzog, che rilegge il mito di Dracula seguendo la visione che Murnau ci aveva lasciato, riprendendo così i temi del contagio e della malattia. Notevole l’interpretazione di Klaus Kinski nei panni del vampiro.

 

Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker’s  Dracula, USA, 1992)

 

                                       Regia: Francis F. Coppola

                                       Sceneggiatura: James V. Hart (dal romanzo di Stoker)

                                       Con: Anthony Hopkins (Van Helsing), Gary Oldman (Dracula)          

                                                Keanu Reeves (Jonathan Harker) Winona Ryder (Mina)

 

Dalla fine degli anni ’60 il cinema gotico stava scomparendo. Coppola invece ne riprende il tema, con il suo Dracula, rispettando più dei predecessori il romanzo di Stoker.

 

 

Dal Tramonto all’Alba (Till Dusk to Dawn, USA, 1996)

      Regia: Robert Rodriguez

      Sceneggiatura: R. Rodriguez, Q. Tarantino

      Con: George Clooney, Quentin Tarantino, Harvey Keitel

 

 

Una gustosa fusione di Pulp ed Horror.

 

 

Vampires (John Carpenter’s Vampires, USA, 1998)

      Regia e Sceneggiatura: John Carpenter (tratto da un romanzo di John Steakly)

      Con: James Woods (Jack Crow), Daniel Baldwin (Montoya), Sheryl Lee

               (Kathrina), Thomas Ian Griffith (Ian Valech), Tim Guinee (Padre Adam)

 

Carpenter introduce l’idea dei Maestri, cioè vampiri più, forti e crudeli che custodiscono il loro “branco” in covi. Vi è anche la figura del cacciatore di vampiri. Un riuscito mix di Western ed Horror.

 

 

Blade (Blade, USA, 1999)

 

                                        Regia: S. Norrington

                                        Con: Wesley Snipes (Blade), Stephen Dorff (Deacon Frost)

 

 

I vampiri esistono da sempre in mezzo agli umani e si sono organizzati in scale gerarchiche per dominare il mondo. Possono essere uccisi con l’argento, sono allergici all’aglio, ma con forti creme protettive possono sopportare la luce solare.

Presente la figura del cacciatore di vampiri metà uomo e metà succhiasangue. Un ottimo Horror-Action

 

Dracula’s Legacy  (Dracula’s Legacy, USA, 2000)

     Regia: P. Lussier

     Con: Gerard Butler (Dracula), Christopher Plummer (Van Helsing)

 

Viene rivoluzionata la figura di Dracula, non più riconducibile a Vlad Tepes III, ma a Giuda Iscariota. Con numerose spiegazioni sugli “odi” dei vampiri (argento, croce, luce del sole)

  

                                              

 

Ian Draka

 

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