FREAKS di Tod Browning
(1932)
Dopo
aver diretto la prima trasposizione cinematografica di Dracula con Bela Lugosi
protagonista, Tod Browning, mente geniale fortemente attratta dall'ambiente nomade
dei Luna Park, diresse nel 1932 la pellicola che tutt'oggi rappresenta il punto
cardine della sua scarna ma importantissima filmografia: Freaks. Su un progetto
nato nel 1927, l'autore estese la sua conoscenza in materia (già alla tenera
età di 7 anni il piccolo Tod si divertiva a mettere in piedi spettacoli di
magia) sino a partorire il plot finale.
Il successo di Dracula permise al regista di avere carta bianca sul film anche se in realtà in seguito, la versione originale di Freaks fu giudicata troppo scioccante e quindi tagliata fino agli odierni 60 minuti circa. Addirittura alle proiezioni d'anteprima nelle sale di San Diego e di Huntington Beach la reazione del pubblico fu durissima. Alcuni spettatori lasciarono le sale a metà della visione. Tutt'oggi circola la leggenda che una donna in seguito al trauma provocatole dalle forti immagini abortì.
Ma cosa ha di così "perverso" e
"disturbante" Freaks? Questa è una domanda che può avere risposta
solo vedendolo. Freaks in sostanza non fa altro che descrivere l'ambiente dei
parchi di divertimento e più in profondo del padiglione dei cosiddetti
"freaks", scherzi di natura che un tempo allietavano e spaventavano
allo stesso tempo i visitatori dei parchi stessi. Tod
Browning
nel fare ciò infarcisce la pellicola di malinconia e tristezza attraverso una
sceneggiatura intensa, straziante e
coinvolgente allo stesso tempo. I protagonisti sono loro, i
"diversi", gli scherzi della natura, che uniti e regolati da una
sorta di legge d'onore ("uniti in tutto e per tutto"), si scontrano
con la crudeltà e la perversa e morbosa attrazione per il "mostro" da
parte di coloro che si credono normali.
La bella Cleopatra (magistralmente interpretata dall'attrice
russa Olga Baclanova) si diverte a prendere in giro il nano Hans (un superbo
Harry Earles) facendogli credere d'essere innamorata di lui e soprattutto si
pone come antagonista della vera innamorata: la piccola ed irresistibilmente
irriverente Leila Hyams. In mezzo a questa storia si intrecciano le immagini
forti dei veri protagonisti: i freaks. Ecco quindi le gemelle siamesi Hilton
(peraltro già famose prima di girare con Browning), Jennie, Elvira, Zip, Zap
(le "teste a spillo"), Olga Roderick ovvero "la donna
barbuta", Johnny Eck "L'uomo torso" ed altri. E questa carrellata
fece e tutt'oggi fa venire i brividi. Infatti i freaks erano tutti veri, niente
effetti speciali. Ma la verà diversità qual'è? Dove si cela? Nella diversità di
questi "freaks" o nella nonaccettazione dei "normali"? E'
questa la chiave di lettura del film di Browning oppure lo stesso regista
voleva solamente descrivere il "suo" ambiente senza troppi fronzoli
ed in maniera tremendamente diretta? Non ci
sono
domande con risposte sicure in questo caso, non ci sono sicurezze, l'unica
certezza è rappresentata dalla meravigliosa folgore estetica creata dal genio
di Tod, dalla bellezza delle scenografie e dalla tecnica registica eccelsa. Gli
interpreti sono magistrali e alla fine si ha sempre la sensazione d'aver
assistito ad un capolavoro, ad un grandissimo "tourbillon" di
immagini che termina nella maniera più giusta, divertente e disturbante allo
stesso tempo: una sorta di contrappasso dantesco.
"Sono come bambini, Dio li ama..."
DalpoHorror