Barbara Shelley:
(a
cura di Massimo Baroni)
Attrice
(Barbara Kowin), nata nel 1933 a Londra. Oscurata dalla più' famosa Barbara di
quel periodo, Barbara Steele, la Shelley rappresenta in ogni modo un'icona di
culto per tutti gli amanti del cinema dell'orrore e fantastico degli anni '60 e
'70, specialmente per i fanatici della celebre casa di produzione Hammer.
Barbara cambia decine di lavori prima di intraprendere una felice carriera come
modella, cosa che gli procura i primi contatti con l'ambiente del cinema e,
conseguentemente, il suo ingresso nel mondo della celluloide. Il primo lavoro
(subito una produzione Hammer) risale al 1952, ed e' in ogni caso solo una
breve comparsa nel giallo di Terence Fisher (v.) "Mantrap": le case di produzione
britanniche, infatti, all'epoca erano scettiche nell'impiegare delle famose
modelle nei loro film, cosa che ha in pratica costretto Barbara a trasferirsi
in una vicina nazione (all'epoca) fervente d'attività cinematografica,
l'Italia. Durante i quattro anni di permanenza nel nostro paese, l'attrice
inglese ha partecipato alla realizzazione di una quindicina di film (tra cui
vale la pena ricordare "Totò,
Peppino e i… fuorilegge")
diventando in breve tempo un'attrice discretamente nota a livello europeo. Con
queste premesse, al suo ritorno in patria la Shelley fu immediatamente
contattata dalle maggiori case di produzione, che la portarono a partecipare al
film "Cat Girl" e,
successivamente, alla produzione Hammer "The Camp on blood island", un film d'ambientazione bellica. La
svolta horror stava per giungere, e le prime avvisaglie si ebbero con il film
"Blood of the vampire", non
una produzione Hammer, ma in ogni caso un discreto cash-in sceneggiato da Jimmy Sangster sulla scia del già campione
d'incassi "Dracula". Dopo numerose
apparizioni in alcuni sceneggiati di successo (come per esempio "The Avengers" o "Danger Man") ed altri ruoli
cinematografici importanti, come quello ne "Il villaggio dei dannati" oppure nel non del tutto apprezzato
"Shadow of the cat",
ghost-story dove la nostra interpretava lo spirito di un felino che uccide per
vendicare la morte della sua anziana padrona, Barbara si trasferisce a
Hollywood per prestare la sua interpretazione in vari prodotti televisivi
("Route 66", "Hazel…").Al suo ritorno in Gran
Bretagna fu immediatamente scritturata dalla Hammer per "The Gorgon", storia di una gorgone,
Megera, che terrorizza un piccolo villaggio trasformando in pietra tutti quelli
che hanno il coraggio di guardarla negli occhi. Barbara interpreta qui il ruolo
di Carla Hoffman, l'assistente del locale medico (egregiamente impersonato dal
mito Peter Cushing), nelle cui fattezze si nasconde la gorgone. La Shelley, per
sentire più "completo" il personaggio, voleva a tutti i costi
interpretare anche il ruolo della stessa Megera, e per far questo si era
addirittura offerta di recitare con serpenti vivi infilati tra i capelli, per
dare un'idea di maggiore realismo alle scene. Purtroppo la produzione preferì
affidarsi ai soli (questa volta mediocri) effetti speciali di Roy Ashton,
lasciando la parte di Megera ad un'altra attrice (Prudence Hyman), sorvolando
su questo coraggioso esempio di dedizione al cinema. Dopo il film "The Secret of the Blood Island",
seguito di "The Camp on…" e
sempre prodotto dalla Hammer, in cui la bella Barbara interpreta il ruolo di
un'agente segreto inviato a recuperare alcuni prigionieri di guerra, è la volta
di "Dracula, prince of darkness",
definitiva consacrazione della Shelley a vera e propria attrice di culto del
genere horror. Qui Barbara Shelley interpreta la parte di Helen, una donna di
mezza età, semi-frigida, che viene vampirizzata dal Conte (impersonato da
Christopher Lee) e si trasforma in una sensualissima vampira, ma solo per poi
venire impalata da quattro preti che la tengono immobilizzata su un tavolo, in
una scena memorabile ormai entrata di diritto negli annali del cinema
dell'orrore mondiale. Durante le riprese di questo film, la Shelley dà ancora
prova della sua estrema dedizione al proprio mestiere: durante la colluttazione
con i preti, infatti, ingoia per errore uno dei suoi finti canini (che si era
inavvertitamente staccato); la cosa avrebbe comportato la fine delle riprese
"vampiriche" per quella giornata, ma senza perdersi d'animo Barbara
si fece portare un bel bicchiere di acqua salata per "restituire"
prontamente il dente perduto e continuare quindi a lavorare. Un altro
"incidente di percorso", questa volta un po’ più grave, lo ebbe anche
durante le riprese di una sequenza di lotta con Christopher Lee in "Rasputin the mad monk", quando una
brutta caduta le provocò una dislocazione del coccige. Inutile dire che le
riprese furono terminate puntualmente senza alcuna lamentela da parte
dell'attrice (che questa volta impersonava la parte di Sonia, cortigiana fedele
al monaco pazzo). L'ultimo suo film per la Hammer, nonche' l'ultimo vero lavoro
importante della sua carriera, fu "Quatermass
and the pit", un ottimo thriller fantascientifico in puro Hammer-style
diretto da Roy Ward Baker e considerato quasi unanimemente come il miglior
prodotto della saga di "Quatermass". Dopo questo, Barbara Shelley
prese parte ancora a due film, "Spy
killer" e "Madhouse mansion",
prima di dedicarsi ad alcune produzioni per la televisione e, ancora
successivamente, ad un lavoro come arredatrice di interni che la vede attiva ed
impegnata ancora adesso, ormai dimenticata dal grande pubblico, ma ancora ben
presente nei cuori dei fans del cinema horror e fantastico di tutto il mondo.
Filmografia:
1957 Psichus (Cat Girl
, di A. Shaughnessy)
Blood of the Vampire (Il sangue del vampiro , di H. Cass)
1958 The Camp on Blood Island (L'isola dei disperati , di V. Guest)
1960 Village of the Damned (Il villaggio dei
dannati . di W. Rilla)
1961 The Shadow of the Cat (L’ombra
del gatto , di J. Gilling)
1964 The Gorgon
(Lo sguardo che uccide , di T. Fisher)
1965 Dracula -
Prince of Darkness (Dracula
, principe delle tenebre , di T.
Fisher)
The Secret of the Blood Island (I prigionieri dell'isola insanguinata , di
Q. Lawrence)
1966 Rasputin - the Mad Monk
(Rasputin , il monaco folle , di D. Sharp)
Quatermass and the Pit (L’astronave degli esseri perduti , di R.W. Baker)