John Gilling (1912-1985):

Regista e sceneggiatore; nato a Londra il 29 maggio 1912. Dopo aver lavorato per una compagnia petrolifera, cominciò a lavorare nel cinema nel 1933 come controfigura (anche per Errol Flynn) e come assistente di suo zio, il regista Roy Kelling. Passata la guerra, cominciò a scrivere sceneggiature e nel 1949 firmò il suo primo film con A Matter of Murder. Nel 1952 diresse Bela Lugosi nella farsa (con il comico Arhur Lucan) Old Mother Riley meets the Vampire. Dopo una dozzina di film e svariate sceneggiature per la Hammer, Gilling nel 1959 s’impose agli occhi degli appassionati di cinema fantastico con The Flesh and the Fiends (Le iene di Edinburgo), che racconta di Burke e Hare, i due ladri di cadaveri, e dei loro rapporti con il dottor Knox (Cushing), il pioniere dell’anatomia. Il film, prodotto da Baker e Berman, piacque molto alla Hammer tanto che gli affidò la regia di The Shadow of the Cat (L’ombra del gatto, 1961), con Barbara Shelley, e di The Pirates of the Blood River (I pirati del fiume Rosso, 1962), un film che generò la nascita di un mini – filone, essendo stato nella top ten degli incassi dell’epoca. Seguirono, due film d’avventura come The Scarlet Blade (La lama scarlatta, 1963) e The Brigand of Kandahar (Il bandito di Kandahar, 1965), ambedue con Oliver Reed, e un’incursione nella splendide atmosfere della fantascienza made in England: Medra, il terrore di Londra (The Night Caller, 1965), Il 1966 vide il ritorno del regista all’horror con due piccoli capolavori Hammer a basso costo, realizzati quasi contemporaneamente e sullo stesso set: The Reptile (La morte arriva strisciando) e The Plague of the Zombies (La lunga notte dell’orrore) che introduce, anticipandole, molte delle tematiche relative ai revenants che affolleranno il cinema degli anni ’70 e ’80. Dopo un  thriller, Where the bullets fly e il terzo capitolo della saga Hammer sulla mummia (The Mummy’s Shroud, Il sudario della mummia, 1967), Gilling abbandonò il fantastico inglese per dirigere in Spagna il suo ultimo film, La Cruz del Diablo, una riduzione di tre leggende di Gustavo Becquer su sceneggiatura di Jacinto Molina. Uno dei grandi meriti di Gilling, è stato quello di recepire e modernizzare la capacità di Fisher di esprimere i propri temi, non solo attraverso l’atmosfera e la tensione, ma anche attraverso la suggestione delle immagini.

Filmografia essenziale, da regista e da sceneggiatore:

1949 A Matter of Murder

1952 Old Mother Riley Meets the Vampire (anche produzione) 

1959 The Flesh and the Fiends (Le iene di Edinburgo, anche sceneggiatura)

1961 The Shadow of the Cat (L’ombra del gatto)

1962 The Pirates of Blood River  (I pirati del fiume Rosso; anche sceneggiatura, da un    soggetto di J. Sangster)

         The Saint,  Serie televisiva (sceneggiature degli episodi The Man who was Lucky, 1962 e The King of the Beggars ,1963)

1963 The Scarlet Blade (La lama scarlatta, anche sceneggiatura)

         The Gorgon (Lo sguardo che uccide, di T. Fisher  - sceneggiatura)

1965 The Brigand of Kandahar (Il bandito di Kandahar, anche sceneggiatura)

         The Night Caller (Madra, il terrore di Londra)

         The Secret of the Blood Island (I prigionieri dell’isola insanguinata, di Q. Lawrence – sceneggiatura)

1966 The Plague of the Zombies (La lunga notte dell’orrore)

         TheReptile (La morte arriva strisciando)

         Where the Bullets Fly

1967 The Mummy's Shroud (Il sudario della mummia, anche sceneggiatura)

1970 Trog (id, di F. Francis - soggetto)

1975 La Cruz del diablo

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