TOD BROWNING
Charles Albert Browning, detto da sempre Tod senza un
motivo preciso, nasce a Lousville, nel Kentucky, il 12 luglio 1882.
A 16 anni si innamora di una
ballerina circense e lascia la famiglia per seguirla. Lavorerà nel circo con lei
e il circo rimarrà per lui un imprescindibile punto di riferimento…
Fa l’imbonitore, il
contorsionista, il fantino e pure il Clown! Dal 1905 al 1912 Tod fa coppia con
Roy C. Jones con cui gira il mondo e lo affianca nei suoi spettacoli da
“Vaudeville” che spesso rievocherà nei suoi futuri film.
Nel 1912 un amico lo presenta al grande regista D. W.
Griffith che lo assume come attore in una serie di comiche “slapstick” e in un
film intitolato “The mother and the law”. Nel 1915 Tod viene promosso regista ed
esordisce con un breve film intitolato “The lucky transfer”. Da quel momento
inizia la sua carriera e sforna oltre 25 cortometraggi muti, scrivendone
altrettanti per altri autori. Griffith affascinato dal suo talento lo chiamerà
in seguito come assistente al suo “Intolerance”. Nel 1917 Tod gira il suo primo
lungometraggio intitolato “Jim Bludso”.
Da allora la sua carriera passa
di successo in successo almeno fino a “Freaks”: assunto alla Metro, passa 5
anni alla Universal e dal 1925 è sotto contratto con la MGM. Dirige in tutto 48
lungometraggi (39 muti, 9 sonori) e si conquista la fama di abile adattatore di
romanzi popolari, autore di melodrammi e avventure esotiche e straordinario
poeta del macabro e dell’orrorifico.
Il primo suo vero successo resta “The unholy three” (I tre,
1925) un melodramma basato sulle azioni criminali di un trio formato da un
ventriloquo, un nano e un forzuto, con Lon Chaney in una delle sue più riuscite
interpretazioni.
Dopo “The blackbird (Il corvo,
1926) e “The Show” (Il padiglione delle meraviglie, 1927, sempre ambientato in
un circo!) Browning si afferma definitivamente come maestro del macabro e del
terrificante con “The Unknown” (Lo sconosciuto 1927) con ancora un grandissimo
Lon Chaney nei panni di un falso mostro da circo che rinuncia ai suoi arti per
amore di una cavallerizza psichicamente turbata. (Joan Crawford)
Nello stesso anno Tod
realizzerà anche “London after Midnight” (Il fantasma del castello) il primo
film sui vampiri girato in America.
Ma il suo vero film sui vampiri
arriverà mel 1931 con il grandissimo “Dracula” interpretato dal grande Bela
Lugosi.
Con la sua regia Tod riesce a
regalarci un’atmosfera gotica sinistra che produce risultati insuperati
rispetto a tutte le altre versioni di questa classica storia di paura.
Dopo questo successo però arriva il catastrofico insuccesso
di “Freaks”. Un colpo durissimo per Tod da cui non riuscirà più a riprendersi
del tutto.
Negli anni successivi infatti
dirigerà straordinari film quali “Mark of the vampire” (I vampiri di Praga
1935) e “The devil doll” (La bambola del Diavolo 1936) e “Miracles for sale”
(1939). Ma ormai il regista abbandonerà il cinema alla vigilia della guerra per
ritirarsi nella sua villa a Malibu Beach.
Dopo un esilio di quasi 25 anni
dagli studi di Hollywood, muore il 6
ottobre 1962 di un cancro alla laringe: esattamente la stessa malattia che 30
anni prima aveva colpito il suo prediletto Lon Chaney.A lui Tod deve certamente
parte del suo successo, il successo di un regista capace di trasformare il quotidiano
in eccezionale e di immergere il reale in un alone di inquietante sorpresa. Un
regista che concepisce l’orrore in termini principalmente visivi…
“Il
pubblico non è tenuto a credere all’orrido impossibile ma all’orrido
possibile…” (T. Browning)