Mario Bava
Mario Bava nasce a Sanremo
nel 1915. Era un grande stregone capace di grandi prodigi e maestose
illusioni.Se fosse vissuto in un altro paese sarebbe diventato ricco e
potente;ma non ebbe questa fortuna e dovette adattarsi con i pochi mezzi messi
a disposizione per il cinema di genere in quell'epoca; Mario Bava,
fu l'inventore del cinema del terrore italiano.
L'esordio dietro la macchina da presa avviene nel 1960 con quello che
da molti è definito il suo capolavoro, LA MASCHERA DEL DEMONIO;
aveva in precedenza, nel '57 per la precisione, collaborato e girato
alcune sequenze con Freda per I VAMPIRI, il primo horror
italiano in assoluto della storia del cinema.
Tra i suoi circa 20 films, vanno ricordati l'argentiano 6 DONNE PER
L'ASSASSINO, capostipite prima dell'esordio del maestro 6 anni più tardi, I
3 VOLTI DELLA PAURA con il mitico Boris Karloff (
famoso il suo fuori scena finale sul cavallo di legno...), passando per OPERAZIONE
PAURA, con la celebre bambina-fantasma con la palla, ripresa anche da F.Fellini
per un suo film "TOBY DAMMIT", mediometraggio ispirato ad un
racconto di Poe. Poi è la volta di TERRORE NELLO SPAZIO,
che ha ispirato gli americani per il celebre ALIEN.
Bava era anche un grande appassionato di fumetti; nasce cosi
nel '67 il suo DIABOLIK, trasposizione cinematografica
del personaggio creato dalle sorelle Giussani. Film prodotto da DE
LAURENTIS, girato con un budget ridottissimo e mille difficoltà, ma comunque
un prodotto dignitoso per i fans dell'eroe in calzamaglia.
Dopo alcuni films non eccezionali (a parte forse IL ROSSO
SEGNO DELLA FOLLIA..) arriva nel '71 un 'altro capolavoro
REAZIONE A CATENA, anche chiamato Ecologia del delitto;
questo film sarà un monito per la lunga serie americana di VENERDI 13,
a cui il film di Bava è grosso debitore; seguono il bellissimo
LISA E IL DIAVOLO (che alcuni anni dopo, sull'onda del filone
esorcistico, venne rimontato dal produttore Leone, e ridistribuito con
il titolo LA CASA DELL'ESORCISMO).
Ultimo film del compianto artigiano è il meraviglioso SHOCK,
con una grande Daria Nicolodi; film che sente molto la collaborazione
e co-regia del figlio Lamberto, che praticamente con questo
film, prende in mano le redini di suo padre, senza comunque mai toccare i suoi
standard migliori.
Nel 1980, nello stesso anno della scomprsa di Alfred Hitchcock,
anche Bava ci lascia ma il grande pubblico neanche se ne
accorge; ora in molti paesi sia lui che Fulci,
vengono considerati registi di culto di un cinema che non esiste più, quello
della paura "old style", di cui Mario Bava
ne resterà per sempre L'artefice.
FollettoFrenk