INDAGINE ISPESL

PRIORITA’ E STRATEGIE DI RICERCA
NELLA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI
Presentata nel corso del Seminario internazionale del 22/23 marzo 2000

1. INTRODUZIONE

All’inizio del nuovo millennio l’innovazione tecnologica ed i mutamenti sociali stanno delineando rapidi cambiamenti della forza lavoro e delle tipologie di rischio professionale. La tutela della salute del lavoratore sul luogo di lavoro richiede pertanto uno sforzo di orientamento della ricerca in questo ambito allo scopo di rispondere alle crescenti e diversificate esigenze della prevenzione.

Tali indicazioni sono state segnalate anche da Organizzazioni Internazionali, fra cui la Commissione Europea (già in un rapporto del 1995), e dal documento “ Occupational Health for All” prodotto dai Centri di Collaborazione dell’OMS nel settore della salute occupazionale.

Negli ultimi anni, iniziative di ampio respiro sono state condotte in alcuni Paesi allo scopo di individuare e orientare, secondo uno schema di identificazione di priorità, la domanda di ricerca nel settore. Va in particolare ricordata l’iniziativa del National Institute of Occupational Safety and Health degli Stati Uniti (NIOSH), il quale, attraverso un programma di ripetuti confronti tra esperti al proprio interno e rappresentanti delle parti sociali del mondo del lavoro americano, è giunto all’individuazione di 21 aree che costituiscono gli ambiti prioritari di ricerca per quanto attiene la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro.

I risultati già ottenuti dal programma coordinato dal NIOSH, detto National Occupational Research Agenda (NORA), hanno finora permesso una più razionale riallocazione delle risorse disponibili per la ricerca nel settore e lo sviluppo di una maggiore sinergia di tutte le parti in causa per l’identificazione e il conseguimento degli obiettivi prioritari in tema di tutela della salute nell’ambito occupazionale.

In Europa, va segnalato lo studio condotto dal Prof. J.M. Harrington nel Regno Unito. Questo studio presenta differenze metodologiche rispetto a quello del NIOSH. Sono stati infatti coinvolti medici del lavoro provenienti sia dal mondo universitario che dal mondo aziendale quali testimoni qualificati, interpellati secondo la tecnica Delphi mediante invio di questionari in due fasi. Nella prima fase si chiedeva tramite domanda aperta di individuare tre aree nel settore OSH che, nell’opinione dell’intervistato, rappresentano una priorità di ricerca. In base ai risultati, si provvide a individuare le aree indicate con maggior frequenza nelle risposte, inserendole in un nuovo questionario e chiedendo ai soggetti coinvolti di assegnare a ciascuna area un punteggio in ordine di priorità.

Una successiva estensione dello studio, condotta con la stessa metodologia, ha permesso di individuare le priorità nel settore secondo l’ottica delle parti datoriali.

La scientificità del metodo utilizzato e l’ampio coinvolgimento di tutte le parti in causa hanno costituito un modello per lo studio dell’ISPESL.

Si deve anche ricordare una recentissima indagine curata dal Prof. E.B. Macdonald e collaboratori nel Regno Unito che, in base a un questionario articolato in due fasi ed inviato ai membri dell’European Association of Schools of Occupational Medicine (EASOM), della Sezione di Medicina Occupazionale della Union of European Medical Specialities (UEMS) e dell’European Network of Societies of Occupational Physicians (ENSOP), ha consentito di identificare, sulla base delle risposte fornite da testimoni qualificati appartenenti a tutti i Paesi dell’Unione Europea, le competenze comuni di base che dovrebbero essere patrimonio dei medici del lavoro in Europa.

2. LO STUDIO ISPESL

PROCEDURA

L’ISPESL, quale Istituto nazionale di ricerca e centro di riferimento per il Servizio Sanitario Nazionale in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché referente italiano dell’Agenzia Europea di Bilbao, ha inteso individuare e priorizzare la domanda di ricerca nel settore per quanto attiene il nostro Paese. Nella realizzazione dello studio l’ISPESL si è avvalso dell’esperienza maturata dalle ricerche citate, coinvolgendo peraltro attivamente i loro promotori.

L’approccio metodologico è stato scelto tenendo conto della peculiarità della situazione italiana.

Nell’identificazione dei testimoni qualificati è stato ritenuto opportuno coinvolgere i due principali ambiti che, con approcci e finalità in parte differenti, operano quotidianamente nel settore OSH in Italia. Da un lato gli Istituti e le Cattedre Universitarie di Medicina e Igiene del Lavoro, nella figura dei Professori Ordinari, Professori Associati e Ricercatori, autori di gran parte della ricerca nel settore OSH.

Dall’altro le Aziende Sanitarie Locali, nella figura dei Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione, quotidianamente impegnati sul territorio in attività di sorveglianza e vigilanza per quanto attiene i luoghi di lavoro. Va inoltre segnalato che in molte ASL sono attivi gruppi che svolgono ricerca finanziata a livello nazionale e/o regionale.

Si è proceduto anche al coinvolgimento delle Parti Sociali, in funzione dello specifico ruolo che in questo ambito esse assumono nei diversi settori lavorativi.

Per quanto riguarda gli Istituti, le Cattedre Universitarie e le ASL, l’indagine è stata svolta a mezzo questionario, ricorrendo ad una tecnica che fa riferimento al metodo Delphi. Questa, che consiste nell’interpellare in cicli successivi (ognuno basato sui risultati del precedente) esperti in un determinato settore in veste di testimoni qualificati, si propone la ricerca del consenso relativamente ad una tematica mediante una convergenza delle opinioni espresse.

Nel caso in oggetto, sono stati reputati sufficienti due cicli (fasi) di invio e ritorno di questionari ad hoc. Nel primo si è chiesto a ciascun testimone di individuare, mediante domanda aperta, tre aree che, a proprio avviso, costituiscono tema prioritario di ricerca nel settore OSH. In base alle risposte pervenute, si è provveduto ad allestire un secondo questionario nel quale sono state riportate le voci identificate con maggior frequenza dalle risposte della prima fase, raggruppandole per area tematica.

L’elaborazione dei dati della prima fase ha portato alla formulazione di un questionario unico per ASL e Università, data la concordanza delle voci indicate con maggior frequenza. Quest’ultimo è stato inviato ai medesimi testimoni, chiedendo loro di esprimere, per ognuna delle voci riportate, un punteggio compreso tra 1 (poco rilevante) a 5 (estremamente rilevante). I dati di ritorno relativi a questa seconda fase sono stati elaborati separatamente per Istituti Universitari e ASL, definendo le relative master list secondo l’ordine di priorità individuato.

Il coinvolgimento delle Parti Sociali è stato preceduto da un incontro con qualificati rappresentanti nazionali e ad essi è stato demandato il compito di identificare i testimoni coinvolti successivamente nello studio. Quest’ultimo è stato condotto con metodologia analoga a quella utilizzata per le Università e le ASL ed ha portato all’identificazione di 18 aree in ordine di priorità.

RISULTATI

Degli oltre 300 questionari nominativi inviati nel complesso agli Istituti universitari e alle ASL (131 tra Professori Ordinari, Professori Associati e Ricercatori, 179 Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione) oltre la metà sono stati compilati e restituiti per quanto riguarda il primo ciclo. In questa fase, il tasso dei rispondenti è stato più elevato per quanto riguarda le Università (70% e oltre) rispetto alle ASL (non superiore al 50%). Nella seconda fase, la percentuale dei rispondenti è risultata complessivamente più elevata (75%) rispetto al primo ciclo, equamente distribuita tra Università e ASL. In totale, risultavano disponibili per l’analisi dei risultati 203 questionari di fase II.

Come si può evincere dalle liste di priorità di seguito riportate (tabelle 1 e 2), i risultati dell’indagine attestano anzitutto che, per quanto riguarda ASL e Università, riveste priorità la grande area tematica che investe direttamente l’approccio metodologico alla ricerca nel settore. Questo comprende numerosi aspetti, che vanno dalla formazione del lavoratore al problema della qualità in medicina del lavoro, dalla messa a punto di metodi ed indicatori per l’individuazione delle esposizioni a rischio e di effetti precoci al problema dell’ottimizzazione dei servizi di prevenzione e sicurezza in ambiente di lavoro.

Subito dopo, si identifica come prioritario anche l’esteso settore dell’identificazione dei meccanismi d’azione degli agenti di rischio (premessa per lo sviluppo di indicatori di esposizione/effetto sensibili e specifici).

Sono invece risultate in coda alle priorità le aree inerenti la valutazione di singoli rischi professionali o le tematiche di singoli settori occupazionali.

Relativamente alle singole voci tematiche, si configurano quali assolutamente prioritarie la cancerogenesi professionale e la verifica di qualità in medicina del lavoro, ai quali viene pertanto dedicato a seguire un puntuale commento di due esperti italiani del settore.

Prioritari risultano inoltre i problemi legati alla ricerca degli effetti sulla salute dell’esposizione a basse dosi di inquinanti ambientali e dell’esposizione contemporanea a più agenti di rischio (aspetto sottolineato in particolare dagli Istituti universitari). Ai primi posti si colloca inoltre il tema dello sviluppo di approcci e metodi per un’efficace, corretta ed adeguata formazione dei lavoratori, nonché per la loro effettiva partecipazione all’attività di prevenzione (problema avvertito maggiormente a livello di Aziende Sanitarie Locali).

Come già accennato, sono state considerate meno prioritarie le voci che riguardano singoli rischi, patologie o settori produttivi. Per una stessa voce, tuttavia, si assiste spesso ad una differente valutazione di peso tra Istituti Universitari ed Aziende Sanitarie Locali.

Ad esempio, il tema della suscettibilità individuale all’azione dei fattori di rischio è considerato sufficientemente prioritario da parte degli Istituti Universitari (forse perché investe direttamente tecniche e metodologie proprie della ricerca biomedica avanzata), collocandosi al 5° posto, mentre per le ASL occupa soltanto il 24° posto.

Un altro esempio è dato dal problema della movimentazione manuale dei carichi in ambienti di lavoro, abbastanza rilevante per le ASL (13° posto), molto meno per gli Istituti Universitari nel loro complesso (26° posto).

In generale, rispetto alle Università i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL considerano meritevoli di maggior rilevanza per orientare l’attività di ricerca le questioni relative alla verifica di qualità, alla formazione dei lavoratori, ai servizi di prevenzione, agli infortuni sul lavoro e al tema della movimentazione manuale dei carichi.

Viceversa, per gli Istituti Universitari temi quali la suscettibilità individuale ai fattori di rischio, l’esposizione professionale ad inquinanti chimici e le patologie dell’apparato respiratorio di origine professionale (asma in particolare) sono di maggior rilevanza ai fini dello sviluppo di ricerca rispetto a quanto ritenuto dalle ASL.

Per quanto riguarda le risposte fornite nell’ambito delle Organizzazioni Sindacali (la cui elaborazione ha fornito i dati riportati nelle tabelle 3 e 4), l’esame dei 30 questionari di fase II pervenuti conferma il ruolo prioritario del settore dei Tumori professionali (1° posto) e della formazione (1° posto ex aequo), nonché una grande attenzione verso le problematiche relative all’organizzazione del lavoro e alle nuove tipologie di lavoro.

Fra i settori produttivi che richiedono prioritariamente impegno di ricerca nel settore OSH spicca, nell’ottica delle Organizzazioni Sindacali, la microimpresa.

Infine gli infortuni, in sintonia con quanto evidenziato dai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, vengono considerati come un’area prioritaria di ricerca.

Tabella 1. Aree di ricerca complessivamente identificate secondo l’ordine di priorità, così come evinte dai risultati dei questionari inviati da docenti e ricercatori degli Istituti universitari di Medicina del Lavoro e dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali.

AREA IDENTIFICATA (MACROSETTORE)

RANGO

MEDIA DEI PUNTEGGI* OTTENUTI DALL’AREA IDENTIFICATA

Metodi, approcci e strategie di ricerca

1

3.88

Meccanismi d’azione e sviluppo di indicatori

2

3.57

Patologie e infortuni

3

3.56

Valutazione dei rischi

4

3.45

Ambienti di lavoro, forza lavoro e settori produttivi

5

3.4

* Il punteggio del macrosettore per ciascun rispondente è ottenuto come mediana delle singole variabili che gli afferiscono

Tabella 2. Tematiche di ricerca complessivamente identificate secondo l’ordine di priorità, così come evinte dai risultati dei questionari inviati da docenti e ricercatori degli Istituti universitari di Medicina del Lavoro e dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali.

TEMATICA IDENTIFICATA

RANGO

MEDIA DEI PUNTEGGI* OTTENUTI DALLA TEMATICA IDENTIFICATA

Cancerogenesi professionale

1

4.32

Verifica di qualità in medicina del lavoro

2

4.15

Esposizione a basse dosi ed esposizioni multiple

3

4

Formazione, informazione e partecipazione dei lavoratori

4

3.89

Organizzazione, strategie e ottimizzazione dei servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro

5

3.87

Monitoraggio biologico: identificazione dei marker per esposizione a basse dosi

6

3.83

Nuove malattie lavoro-correlate

7

3.77

Sorveglianza sanitaria e criteri di idoneità

7

3.77

Infortuni sul lavoro

9

3.75

Campi elettromagnetici

10

3.69

Organizzazione del lavoro e nuove tipologie di lavoro

11

3.66

Disordini muscolo-scheletrici e sindromi da traumi ripetuti

12

3.64

Settore sanitario e ospedaliero

13

3.61

Fibre sostitutive dell’amianto

14

3.55

Suscettibilità individuale e sviluppo di indicatori di suscettibilità

15

3.53

Allergopatie professionali

16

3.46

Agenti biologici

17

3.44

Asma professionale e malattie dell’apparato respiratorio

18

3.43

Agricoltura

19

3.38

Movimentazione manuale dei carichi

20

3.36

Popolazioni speciali a rischio (portatori di handicap, minori, anziani)

21

3.33

Esposizione professionale a inquinanti chimici urbani

22

3.32

Meccanismi d’azione dello stress da lavoro e insorgenza di malattia

22

3.32

Disordini della salute riproduttiva e della gravidanza

24

3.31

Metodi di valutazione e misura dello stress da lavoro

25

3.29

Qualità dell’aria e ambienti indoor

26

3.14

Studio dei meccanismi di assorbimento cutaneo degli xenobiotici

27

2.93

Tabella 3. Aree di ricerca complessivamente identificate secondo l’ordine di priorità, così come evinte dai risultati dei questionari inviati da testimoni qualificati individuati dalle Organizzazioni Sindacati.

AREA IDENTIFICATA (MACROSETTORE)

RANGO

MEDIA DEI PUNTEGGI* OTTENUTI DALL’AREA IDENTIFICATA

Patologie e infortuni

1

4.25

Metodi, approcci e strategie di ricerca

2

4.15

Valutazione dei rischi

3

3.5

Ambienti di lavoro, forza lavoro e settori produttivi

4

3.5

* Il punteggio del macrosettore per ciascun rispondente è ottenuto come mediana delle singole variabili che gli afferiscono

Tabella 4. Tematiche di ricerca complessivamente identificate secondo l’ordine di priorità, così come evinte dai risultati dei questionari inviati da testimoni qualificati individuati dalle Organizzazioni Sindacati.

TEMATICA IDENTIFICATA

RANGO

MEDIA DEI PUNTEGGI OTTENUTI DALLA TEMATICA IDENTIFICATA

Tumori professionali

1

4,6

Formazione, informazione, partecipazione e cultura della prevenzione

1

4,6

Organizzazione del lavoro e nuove tipologie di Lavoro

3

4,23

Metodologie di registrazione e censimento dei tumori

3

4,23

Stress da lavoro

5

4,1

Disordini muscoloscheletrici e sindromi da traumi ripetuti

6

4,07

Infortuni sul lavoro

7

4,03

Piccole imprese

8

4

Movimentazione manuale dei carichi

9

3,77

Agenti biologici

10

3,63

Campi elettromagnetici

11

3,53

Rumore e vibrazioni

11

3,53

Disordini della salute riproduttiva e della gravidanza

13

3,43

Settore sanitario e ospedaliero

13

3,43

Suscettibilità individuale e di gruppo

15

3,4

Trasporti

16

3,27

Utilizzo di Videoterminali

17

3,13

Agricoltura

17

3,13

3. IL PUNTO DI VISTA DEGLI ESPERTI SULLE AREE PRIORITARIE

Sulle due tematiche risultate prioritarie, la cancerogenesi professionale e la qualità in medicina del lavoro, sono stati interpellati Esperti del settore per avere una visione sulle prospettive di sviluppo della ricerca nel settore.

LA CANCEROGENESI PROFESSIONALE

Vito Foà, Professore Ordinario di Igiene Industriale
Dipartimento Clinica del Lavoro “Luigi Devoto”, Università di Milano

QUALITA’ ED ACCREDITAMENTO IN MEDICINA DEL LAVORO

Pietro Apostoli, Cattedra di Igiene Industriale ,Università degli Studi di Brescia
Silvia Candela, Dipartimento di Prevenzione, Azienda USL Reggio Emilia

Promozione e riconoscimento formale della competenza di chi eroga servizi, compresi quelli sanitari, sono collegati all’esigenza di migliorare e garantire la qualità delle prestazioni e di regolare la concorrenza. Forme di garanzia della qualità dei servizi erogati (certificazione, accreditamento) diventeranno ineludibili per poter continuare ad operare in un determinato ambito sia in Italia sia negli altri paesi dell’Unione Europea . Le procedure saranno disciplinate da norme di Enti specializzati ( ISO ,UNI) o da vere e proprie leggi come quelle nazionali e regionali sull’accreditamento delle strutture ospedaliere. Nell’ambito specifico della tutela e promozione della salute dei lavoratori il riconoscimento della competenza è stimolato anche dall’esigenza, sempre più sentita dalle aziende che già hanno ottenuto una certificazione dei loro prodotti o servizi, del mantenimento della cosiddetta catena della qualità. Questa è, di fatto , l’assicurazione che tutte le entità (fornitori, subfornitori) con cui l’azienda collabora operino a loro volta in qualità.

Affrontando il tema della qualità in Medicina del Lavoro emergono alcune peculiarità che devono essere messe a fuoco in modo da permettere appropriati interventi a chi si occuperà del processo di verifica e certificazione.

Anzitutto va ricordata la molteplicità delle parti coinvolte, portatrici di legittimi ,non sempre coincidenti, interessi ed aspettative quali lavoratori, imprenditori, dirigenti di azienda ed azionisti, autorità ed enti di controllo ,opinione pubblica, clienti e fornitori ,assicurazioni. Secondo i modelli più diffusi di certificazione si potrebbero individuare come cliente il lavoratore, gli enti pubblici di controllo e non; come fornitore il datore di lavoro; come sub fornitori il Medico del Lavoro o la struttura che effettua le visite, accertamenti strumentali, analisi .

Altro elemento di rilievo è rappresentato dalla varietà delle strutture cliniche, di diagnostica strumentale ,laboratoristiche che erogano i servizi e che possono far capo ad Aziende Sanitarie Private, ad Aziende Ospedaliere e Territoriali Pubbliche, ad Università ed Istituti di Ricerca, e con una cospicua componente libero professionale rappresentata spesso da singoli medici.

Vi sono infine alcuni aspetti critici che riguardano da vicino le attività svolte dai Medici del Lavoro. Queste possono soggiacere a vincoli esterni come gli obblighi di legge (DPR 303/56) che costringono ad effettuare visite con periodicità fissata a priori senza tenere conto dei reali livelli di rischio. A volte intervengono vincoli di natura “sociale” (accordi tra le parti per l’erogazione di prestazioni sanitarie integrative ) giustificati non da rischi professionali dimostrati, ma con l’esigenza (del tutto legittima) di migliorare i rapporti aziendali.

Non è infrequente poi l’erogazione di prestazioni “non giustificate” quali visite mediche generali non mirate ai rischi, indicatori di dose non specifici o non adeguati per il livello di esposizione esistente, test di funzionalità epatica o renale non specifici. Questo aspetto si collega alla perdurante difficoltà di raggiungere conferme (sperimentali) dell’efficacia di molte attività di monitoraggio biologico e sorveglianza sanitaria per l’assenza di indicatori o di metodi validati di misura.

L’obbiettivo dei servizi o dei singoli che esercitano la Medicina del Lavoro è quello della tutela e della promozione della salute di chi lavora, puntando all’integrazione della prevenzione nella cultura e nelle scelte tecniche ed organizzative delle aziende.

L’attività storica della sorveglianza sanitaria, ancora oggi prevalentemente se non esclusivamente intesa come visita medica, deve essere invece intesa in una più ampia accezione che comprenda diagnosi, informazione e formazione, organizzazione e gestione, partendo da una conoscenza dei rischi lavorativi (partecipazione attiva alla valutazione degli stessi) e come detto entrando nella formazione delle scelte e decisioni aziendali .

Sono questi i contenuti dovrà su cui la qualità di Medici e Servizi di Medicina del Lavoro dovrà essere misurata e riconosciuta con atti formali.

L’ambito finora maggiormente studiato è stato quello delle attività dei Servizi Sanitari di Azienda, affrontando in particolare previsione, effettuazione, valutazione delle attività cliniche, laboratoristiche e strumentali, e loro analisi costo-beneficio.

Ne è spesso derivata la sensazione che il complesso delle attività preventive sia sovradimensionato. Ciò rende ancora più necessario un approccio sistematico alla problematica che ne valuti la reale necessità ed importanza, l’adeguatezza degli strumenti e metodi utilizzati, la capacità di un loro adeguamento al mutare ,continuo e rapido, del lavoro.

A livello internazionale esistono già modelli organizzativi dei Servizi di Medicina del Lavoro, dichiaratamente finalizzati a garantire la qualità delle prestazioni erogate , la soddisfazione dell’utente, a migliorarne la produttività.

La caratteristica peculiare di tali servizi è il loro “essere sistema” ovvero frutto di un controllato processo di progettazione, basato su una politica, su obiettivi , su procedure organizzative e gestionali, sulla individuazione di ruoli e responsabilità , sul controllo dell’efficacia e dell’efficienza del sistema.

La salute e la sicurezza del lavoratore sono visti come il “prodotto” che la Medicina del Lavoro, per la sua parte,deve garantire, soddisfacendo specifici requisiti normativi contrattuali tecnici e come tale può essere garantito unicamente attraverso un modello organizzativo opportunamente progettato e controllato.

Vale forse la pena di ricordare come il tema della definizione di standards per i servizi di medicina occupazionale su cui avviare le procedure della certificazione di qualità, è già stato preso in considerazione da Istituti qualificati quali l’ISO . In uno specifico workshop del 1996 venne concluso che non era opportuno procedere in un ambito in cui gli interessi di parti sociali e governi erano pressanti e diversificati da paese a paese ed all’interno di uno stesso paese . Queste motivazioni erano prevalse su quelle del miglioramento globale delle attività comunque indotto dall’introduzione e dalla verifica degli standard, dall’integrazione nel sistema qualità delle aziende delle attività preventive, dallo stimolo all’avvio di attività standardizzate .

Nella specifica situazione italiana poi va sottolineato come il trasferimento alla Medicina del Lavoro delle pratiche dell’accreditamento, previsto dalle vigenti normative per le strutture sanitarie pubbliche e private, può non essere pertinente in quanto le prestazioni erogate non sono direttamente finanziate dal Servizio Sanitario Nazionale. Si potrebbe così realizzare una singolare condizione di minor “garanzia” proprio su attività che per la loro complessità ed importanza sociale ed economica dovrebbero invece essere oggetto di particolare attenzione.

Da qui il ruolo fondamentale che devono giuocare le Società Scientifiche, di concerto con le Istituzioni centrali e regionali interessate, optando decisamente al cosiddetto accreditamento volontario o di eccellenza. Punto di partenza non può che essere la definizione delle attività di Medicina del Lavoro, su cui individuare le modalità di promozione dell’aggiornamento e qualificazione delle figure coinvolte nelle attività preventive, a partire dai Medici del Lavoro, procedere alla individuazione delle forme di riconoscimento, definire attività e modalità della loro valutazione, mediante idonei indicatori, stabilire i requisiti organizzativi dei servizi.

4. BIBLIOGRAFIA

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ROSENSTOCK-L, OLENEC C., WAGNER G.R. - The National Occupational Research Agenda: a model of broad stakeholder input into priority setting. Am-J-Public-Health. 88: 353-356, 1998.

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VAN DER BEEK A.J., FRING DRESEN M.H., VAN DIIJK F.J. - Priorities in Occupational Health Research: a Delphi study in the Netherlands. Occup-Environ-Med 54: 504-510, 1997.

5. APPENDICE

QUESTIONARIO PRIMA FASE INVIATO A TUTTI I TESTIMONI DELLO STUDIO ISPESL

Si prega di restituire il presente questionario completo di tutte le informazioni richieste preferibilmente via fax a:

ISPESL - Dipartimento di Medicina del Lavoro- V. Fontana Candida,1 00040 Monteporzio Catone (RM) - Fax. 0694181410 - 069419453

Per contatti Dott. Sergio Iavicoli, Dott.ssa Nicoletta Vonesch, Dott.ssa Cinzia Ursini Tel. 0694181407- 0694181516 - 0694181454

Email [email protected]

QUESTIONARIO (I fase)

Prof./ Dott.__________________________________________________________

Istituzione _____________________________________________________________

Indirizzo Completo _______________________________________________________________

Tel. ________________________Fax._____________________ Email_____________________

Eventuale persona di contatto:___________________________________________________

La preghiamo di indicare in maniera sintetica e senza un ordine di priorità fra loro tre aree di medicina del lavoro sulle quali reputa importante che venga focalizzata attività di ricerca:

Negli ultimi 5 anni ha partecipato e/o condotto ricerche nel settore della medicina del lavoro per le quali siano sttai erogatifinanziamenti internazionali, nazionali e/o regionali

Si ) No)

In caso affermativo indicare le tre aree principali oggetto di finanziamento:

QUESTIONARIO SOMMINISTRATO AGLI UNIVERSITARI
E AI DIRETTORI DEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE DELLE ASL.

Si prega di restituire il presente questionario completo di tutte le informazioni richieste preferibilmente via fax entro e non oltre il 20 luglio 1999 a:

ISPESL - Dipartimento di Medicina del Lavoro- V. Fontana Candida,1 00040 Monteporzio Catone (RM) - Fax. 06-94181410 oppure 06-9419453

Per contatti Dott. Sergio Iavicoli, Dott.ssa Cinzia Ursini, Dott. Carlo Grandi, Dott.ssa Marta Petyx Tel. 06-94181407 / 06-94181454 / 06-94181406

Email [email protected]

QUESTIONARIO (II fase)

Prof./ Dott.__________________________________________________________

Istituzione _____________________________________________________________

Indirizzo Completo _______________________________________________________________

Tel. ________________________Fax._____________________ Email_____________________

Eventuale persona di contatto:___________________________________________________

Di seguito sono riportate le aree risultate come prioritarie scaturite dall’analisi, secondo il metodo Delphi, del complesso delle indicazioni ricavate dal questionario della prima fase.

La preghiamo di assegnare a ciascuna delle aree di seguito indicate (avendo cura di non tralasciarne alcuna) un punteggio in relazione alla priorità attribuita secondo la seguente legenda.

LEGENDA

Poco rilevante; 2. Discretamente rilevante; 3. Mediamente rilevante;
4. Molto rilevante; 5. Estremamente rilevante

AREE IDENTIFICATE COME PRIORITÀ DI RICERCA
IN MEDICINA DEL LAVORO

Punteggio da attribuire alla singola area (barrare la casella corrispondente al punteggio prescelto)

PATOLOGIE ED INFORTUNI

1

2

3

4

5

Allergopatie professionali

 

 

 

 

 

Asma professionale e malattie dell’apparato respiratorio

 

 

 

 

 

Disordini della salute riproduttiva e della gravidanza

 

 

 

 

 

Disordini muscolo-scheletrici e sindromi da traumi ripetuti

 

 

 

 

 

Infortuni sul lavoro

 

 

 

 

 

Nuove malattie lavoro correlate

 

 

 

 

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI

1

2

3

4

5

Agenti biologici

 

 

 

 

 

Campi elettromagnetici

 

 

 

 

 

Esposizione professionale ad inquinanti chimici urbani

 

 

 

 

 

Fibre sostitutive dell’amianto

 

 

 

 

 

Movimentazione manuale dei carichi

 

 

 

 

 

AMBIENTI DI LAVORO, FORZA LAVORO E SETTORI PRODUTTIVI

1

2

3

4

5

Agricoltura

 

 

 

 

 

Organizzazione del lavoro e nuove tipologie di lavoro

 

 

 

 

 

Popolazioni speciali a rischio (portatori di handicap, minori, anziani)

 

 

 

 

 

Qualità dell’aria e ambienti indoor

 

 

 

 

 

Settore sanitario e ospedaliero

 

 

 

 

 

MECCANISMI D’AZIONE E SVILUPPO DI INDICATORI

1

2

3

4

5

Cancerogenesi professionale

 

 

 

 

 

Esposizioni a basse dosi ed esposizioni multiple

 

 

 

 

 

Meccanismi d’azione dello stress da lavoro e insorgenza di malattia

 

 

 

 

 

Studio dei meccanismi di assorbimento cutaneo di xenobiotici

 

 

 

 

 

Suscettibilità individuale e sviluppo di indicatori di suscettibilità

 

 

 

 

 

METODI, APPROCCI E STRATEGIE DI RICERCA

1

2

3

4

5

Formazione, informazione e partecipazione

 

 

 

 

 

Metodi di misura e valutazione dello stress da lavoro

 

 

 

 

 

Monitoraggio biologico: identificazione di marker per esposizioni a basse dosi

 

 

 

 

 

Organizzazione, strategie e ottimizzazione dei servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro

 

 

 

 

 

Sorveglianza sanitaria e criteri di idoneità

 

 

 

 

 

Verifica di qualità in medicina del lavoro

 

 

 

 

 

QUESTIONARIO SOMMINISTRATO AI TESTIMONI DELLE PARTI SINDACALI

Si prega di restituire il presente questionario completo di tutte le informazioni richieste preferibilmente via fax entro e non oltre il 14 gennaio 2000 a:

ISPESL - Dipartimento di Medicina del Lavoro- V. Fontana Candida,1 00040 Monteporzio Catone (RM) - Fax. 06-94181410 oppure 06-9419453

Per contatti Dott. Sergio Iavicoli, Dott.ssa Cinzia Ursini, Dott. Carlo Grandi, Dott.ssa Marta Petyx Tel. 06-94181407 / 06-94181454 / 06-94181406

Email [email protected]

QUESTIONARIO (II fase)

Prof./ Dott.__________________________________________________________

Istituzione _____________________________________________________________

Indirizzo Completo _______________________________________________________________

Tel. ________________________Fax._____________________ Email_____________________

Eventuale persona di contatto:___________________________________________________

Di seguito sono riportate le aree risultate come prioritarie scaturite dall’analisi, secondo il metodo Delphi, del complesso delle indicazioni ricavate dal questionario della prima fase.

La preghiamo di assegnare a ciascuna delle aree di seguito indicate (avendo cura di non tralasciarne alcuna) un punteggio in relazione alla priorità attribuita secondo la seguente legenda:

LEGENDA

Poco rilevante; 2. Discretamente rilevante; 3. Mediamente rilevante;
4. Molto rilevante; 5. Estremamente rilevante

AREE IDENTIFICATE COME PRIORITÀ DI RICERCA IN MEDICINA DEL LAVORO

Punteggio da attribuire alla singola area (barrare la casella corrispondente al punteggio prescelto)

PATOLOGIE ED INFORTUNI

1

2

3

4

5

Disordini della salute riproduttiva e della gravidanza

 

 

 

 

 

Disordini muscolo-scheletrici e sindromi da traumi ripetuti

 

 

 

 

 

Infortuni sul lavoro

 

 

 

 

 

Tumori professionali

 

 

 

 

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI

1

2

3

4

5

Agenti biologici

 

 

 

 

 

Campi elettromagnetici

 

 

 

 

 

Movimentazione manuale dei carichi

 

 

 

 

 

Rumore e vibrazioni

 

 

 

 

 

Utilizzo di videoterminali

 

 

 

 

 

AMBIENTI DI LAVORO, FORZA LAVORO E SETTORI PRODUTTIVI

1

2

3

4

5

Agricoltura

 

 

 

 

 

Organizzazione del lavoro e nuove tipologie di lavoro

 

 

 

 

 

Piccole imprese

 

 

 

 

 

Settore sanitario e ospedaliero

 

 

 

 

 

Trasporti

 

 

 

 

 

METODI, APPROCCI E STRATEGIE DI RICERCA

1

2

3

4

5

Formazione, informazione, partecipazione e cultura della prevenzione

 

 

 

 

 

Metodologie di registrazione e censimento dei tumori

 

 

 

 

 

Stress da lavoro

 

 

 

 

 

Suscettibilità individuale e di gruppo

 

 

 

 

 

Elenco dei Dipartimenti, Istituti e Cattedre delle Università Italiane che hanno partecipatto all’Indagine ISPESL sull’Identificazione delle Priorità di Ricerca in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

SEDE UNIVERSITARIA

STRUTTURA PARTECIPANTE

UNIVERSITA' DI ANCONA

CLINICA DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI BARI

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI BOLOGNA

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI BRESCIA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI CAGLIARI

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI CATANIA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI CHIETI

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI FERRARA

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI FIRENZE

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI GENOVA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DE L'AQUILA

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI MESSINA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI MILANO

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI MODENA

CATTEDRA DI MEDICINA DEL LAVORO

II UNIVERSITA' DI NAPOLI

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI NAPOLI

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI PADOVA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI PALERMO-POLICLINICO

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI PARMA

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI PAVIA

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI PERUGIA

DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE SEZIONE.MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI PISA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' "CATTOLICA" ROMA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI ROMA "LA SAPIENZA"

ISTITUTO MEDICINA LEGALE E DELLE ASSICURAZIONI

UNIVERSITA' DI ROMA "LA SAPIENZA"

ISTITUTO BIOLOGIA ANIMALE E DELL’UOMO

UNIVERSITA' DI ROMA "TOR VERGATA"

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' "CATTOLICA" - ROMA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI SASSARI

CATTEDRA MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI SIENA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI TORINO

DIP. DI TRAUMATOLOGIA, ORTOPEDIA E MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI TRIESTE

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI VERONA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

UNIVERSITA' DI VERONA

ISTITUTO DI MEDICINA DEL LAVORO

Elenco dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL Italiane che hanno partecipato all’Indagine ISPESL sull’Identificazione delle Priorità di Ricerca in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

AZIENDA SANITARIA LOCALE

COMUNE DI SEDE

USL FG/1 - SPESAL

FOGGIA

USL 19 ADRIA

ADRIA

ASL 18 ALBA-BRA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

ALBA

ASL 20 ALESSANDRIA - SPRESAL

ALESSANDRIA

AUSL BA/1 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

ANDRIA

ASL AR - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

AREZZO

ASL AVELLINO 1

ARIANO IRPINO

USL 5 ARZIGNANO

ARZIGNANO

U.S.L. 13 ASCOLI PICENO

ASCOLI PICENO

ASL 19 ASTI - SPRESAL

ASTI

ASL AVELLINO 2

AVELLINO

ASL CASERTA 2

AVERSA

AUSL BA/4 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

BARI

USL BA/2

BARLETTA

AZ USL 3 BASSANO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

BASSANO DEL GRAPPA

ULSS 1 BELLUNO - SPISAL

BELLUNO

ASL BN 1 SERVIZIO DI IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO

BENEVENTO

USL BERGAMO

BERGAMO

ASL BIELLA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE (SPRESAL)

BIELLA

AZ. USL CITTA' DI BOLOGNA

BOLOGNA

SERVIZIO MULTIZONALE DI MEDICINA DEL LAVORO

BOLZANO

ASSESSORATO ALLA SANITA' DI BOLZANO

BOLZANO

AUSL 10 FIRENZE ZONA MUGELLO - UNITA’ OPERATIVA PISLL

BORGO SAN LORENZO

AZ. USL RM/F

BRACCIANO

ASL PROVINCIA DI BRESCIA

BRESCIA

ASL BRESCIA - SPSAL PRESIDIO DI VILLA CARCINA

BRESCIA

AUSL BR/1 DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE (SPESAL)

BRINDISI

USL 8 CAGLIARI

CAGLIARI

USL 10 CAMERINO

CAMERINO

AUSL 7 CARBONIA

CARBONIA

ASL CARRARA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

CARRARA

ASL 21 CASALE MONFERRATO

CASALE MONFERRATO

ASL CE 1 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

CASERTA

ASL NA 3 - SERV IZIO DI IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO

CASORIA

ASL. 7 ANCONA - SPSAL

CASTELFIDARDO

ASL NA 5 DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

CASTELLAMARE DI STABIA

AZ USL 2 - U.O. IGIENE E SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO

CASTROVILLARI

USL 6 LIVORNO

CECINA

USL CERIGNOLA

CERIGNOLA

AZ. USL CESENA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE (SPSAL)

CESENA

ASL 8 CHIERI - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

CHIERI

ASL CHIETI - DIPARTIMENTO DI PREV ENZIONE, SERVIZIO TSLL

CHIETI

USL 14 CHIOGGIA

CHIOGGIA

ASL 6 CIRIE'

CIRIE'

USL 15 CITTADELLA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

CITTADELLA

A.S.L. 8 CIVITANOVA MARCHE

CIVITANOVA MARCHE

AZ. USL RM/G

COLLEFERRO

ASL COMO - SPSAL

COMO

USL 17 CONSELVE

CONSELVE

ASL 4 CONTRADA SERRASPIGA - UO IG SIC. LUOGHI DI LAVORO

CONTRADA SERRASPIGA

USL CREMONA

CREMONA

AZ USL 5 CROTONE

CROTONE

USL 13 DOLO

DOLO

ASL 15 CUNEO

DRONERO

AUSL 11 REGIONE TOSCANA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

EMPOLI

SPISAL A.S.L. 6 FABRIANO

FABRIANO

USL 3 FANO

FANO

ULSS 2 FELTRE - SPISAL

FELTRE

ASL 11 FERMO SERVIZIO PSAL

FERMO

AZ. USL FERRARA

FERRARA

AZ SANITARIA FIRENZE ZONA SUD-EST

FIRENZE

ASL FIRENZE 2 - UO PISLL

FIRENZE

CENTRO RICERCHE IN ERGONOMIA

FIRENZE

ASL 10 FI - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

FIRENZE

ASL FG/3 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE (SPESAL)

FOGGIA

AZ. USL 3 FOLIGNO

FOLIGNO

AZ. USL FORLI

FORLI'

ASL NAPOLI 3

FRATTAMAGGIORE

AZ. USL FROSINONE - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

FROSINONE

ASL 3 ALTO FRIULI - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

GEMONA DEL FRIULI

A.S.L. PROVINCIA MILANO 2

GORGONZOLA

ASL N.2 ISONTINA

GORIZIA

USL 9 GROSSETO

GROSSETO

AZ. USL 1 CITTA' DI CASTELLO

GUBBIO

AZ. USL IMOLA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

IMOLA

ASL 9 IVREA

IVREA

ASL 5 BASSA FRIULANA

JALMICCO (PALMANOVA)

USL 5 JESI - SERV. PREV. SIC. AMBIENTI DI LAVORO

JESI

ASL 4 L'AQUILA - SERV. TUTELA SALUTE LUOGHI DI LAVORO

L'AQUILA

ASL 6 LAMEZIA TERME - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

LAMEZIA TERME

A.S.L. 4 LANUSEI - SERVIZIO DI PREVENZIONE E SICUREZZA

LANUSEI

AZ. ASL LATINA

LATINA

AUSL LE/1 - SPESAL

LECCE

USL LECCO

LECCO

USL 21 LEGNAGO

LEGNAGO

SERV. PREVENZIONE IGIENE E SALUTE LUOGHI DI LAVORO

LIVORNO

ASL 9 LOCRI

LOCRI

USL LODI

LODI

USL 2 LUCCA

LUCCA

USL 9 MACERATA

MACERATA

AUSL LE/2 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

MAGLIE

USL FG/2

MANFREDONIA

A.S.L. PROVINCIA MANTOVA - SERV. PREV. SIC. AMB. LAVORO

MANTOVA

USL 3 PISTOIA - UO PISLL

MASSA E CORZILE

USL MILANO

MILANO

AZ. USL MODENA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

MODENA

ASL 16 MONDOVI' - SPRESAL

MONDOVI'

USL 8 MONTEBELLUNA

MONTEBELLUNA

USL MILANO3

MONZA

ASL NAPOLI 2

NAPOLI

ASL NAPOLI 1

NAPOLI

ASL SALERNO 1

NOCERA INFERIORE

ASL 13 NOVARA - SERV. PREV. SIC. AMBIENTI DI LAVORO

NOVARA

ASL 22 NOVI LIGURE

NOVI LIGURE

USL 3 NUORO

NUORO

AZ. USL 2 OLBIA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

OLBIA

ASL 14 OMEGNA - PRESAL.

OMEGNA

AUSL 5 REGIONE SARDEGNA

ORISTANO

ULSS 16 PADOVA - SPISAL

PADOVA

SERVIZIO PREV. SIC. AMBIENTI DI LAVORO (SPSAL)

PALAZZOLO

USL BASSA FRIULANA

PALMANOVA

ASL 10 PALMI - UO PREV . IG. SIC. AMBIENTI DI LAVORO

PALMI

AZ. USL 1 PAOLA

PAOLA

USL MILANO 1

PARABIAGO

AZ. USL PARMA

PARMA

ASL PAVIA

PAVIA

AZ. USL 2 PG - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

PERUGIA

AZ USL 1 PESARO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

PESARO

AUSL PESCARA - UFFICIO TUTELA SALUTE LUOGHI DI LAVORO

PESCARA

AUSL PIACENZA - SPSAL

PIACENZA

USL 12 VERSILIA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

PIETRASANTA

USL 7 PIEVE DI SOLIGO

PIEVE DI SOLIGO

ASL 10 PINEROLO

PINEROLO

AZ. USL 5 PISA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

PISA

AZ. USL RM/H

POMEZIA

ASL SALERNO 2

PONTECAGNANO

ASL 6 FRIULI OCCIDENTALE

PORDENONE

AUSLL 10 - SERV. PREV. SIC. AMBIENTI DI LAVORO

PORTOGRUARO

USL 4 PRATO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

PRATO

SPESAL ASL BA/5

PUTIGNANO

AUSL RAVENNA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

RAVENNA

USL 11 REGGIO CALABRIA

REGGIO CALABRIA

AUSL REGGIO EMILIA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

REGGIO EMILIA

AZ. USL RIETI

RIETI

AZ. USL RIMINI - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

RIMINI

ASL 5 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

RIVOLI

ASL RM/A - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

ROMA

AZ. USL RM/C - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

ROMA

AZ. USL RM/E - SERV. PREV. SIC. AMBIENTI DI LAVORO

ROMA

AZ. USL RM/B

ROMA

ASL RM/D - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

ROMA

AZ USL 3 ROSSANO

ROSSANO

AULSS 18 REGIONE VENETO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

ROVIGO

ASL SA/ 2 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

SALERNO

ASL 17 SAVIGLIANO - SERV. PREV. SIC. LUOGHI DI LAVORO

SALUZZO

USL 12 S. BENEDETTO DEL TRONTO

SAN BENEDETTO DEL TRONTO

USL 10 SAN DONA' DI PIAVE

SAN DONA' DI PIAVE

AZ USL BO NORD - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

SAN GIORGIO DI PIANO

AUSL BO SUD - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

SAN LAZZARO DI SAVENA

ASL LANCIANO/VASTO - SERV. TUTELA SALUTE LUOGHI LAVORO

SAN SALVO

USL 6 SANLURI

SANLURI

AUSL BA/3 - SERV. PREV. SIC. AMBIENTI DI LAVORO

SANTERAMO IN COLLE

USL 1 - SASSARI

SASSARI

USL 4 SENIGALLIA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

SENIGALLIA

UO PISLL ZONA NORD-OVEST

SESTO FIORENTINO

ASL 7 PIEMONTE - SPRESAL

SETTIMO TORINESE

AUSL 7 SIENA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

SIENA

ASL NAPOLI 4 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

SOMMA VESUVIANA

USL SONDRIO

SONDRIO

ASL AVEZZANO-SULMONA

SULMONA

USL TA/1

TARANTO

ASL TERAMO - SERVIZIO TUTELA SALUTE LUOGHI DI LAVORO

TERAMO

AZ. USL 4 TERNI - SPSAL

TERNI

ULSS 4 ALTO VICENTINO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

THIENE

ASL 1 TORINO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

TORINO

AUSL 7 ZONA VALDICHIANA SENESE - UO PISLL

TORRITA DI SIENA

USL 9 TREVISO

TREVISO

ASL N. 1 TRIESTINA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

TRIESTE

ASL 4 MEDIO FRIULI

UDINE

AZ USL 2 URBINO - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

URBINO

ASL SA/3 - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

VALLO DELLA LUCANIA

USL VARESE

VARESE

ASL 6 DIP - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE (SPRESAL)

VENARIA REALE

USL 12 DORSODURO

VENEZIA

ASL 11 VERCELLI

VERCELLI

USL 20 VERONA

VERONA

ASL 8 VIBO VALENTIA - DIPARTRIMENTO DI PREVENZIONE

VIBO VALENTIA

ULSS 6 VICENZA - SPISAL

VICENZA

ASL PAVIA

VIGEVANO

ASL VITERBO - SERV. PREV. E SIC. AMBIENTI DI LAVORO

VITERBO

Organizzazioni Sindacali Nazionali che hanno partecipato all’Indagine ISPESL sull’identificazione delle Priorità di Ricerca in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro:

Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL)
Funzione Pubblica Nazionale - Roma
FILT Nazionale Trasporti - Roma
FILT Lombardia - Milano
RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) Ferrovie dello Stato - Roma
FIOM (metalmeccanici) Nazionale - Roma
FIOM Toscana - Lucca
FIOM - Terni
FILCEA (chimici) Nazionale - Roma
FILCEA - Gela
FILCEA - Cagliari
FILCEA (edili) Nazionale - Roma
FLAI (agro-industrie e agricoltura) Nazionale - Roma
FILCAMS (commercio e turismo) Nazionale - Roma
INCA (patronato) Nazionale Consulenza Medica - Roma
SLC (poste) - Roma
CGIL Lombardia - Milano
CGIL Sicilia - Palermo
CGIL Puglia - Taranto
CGIL Padova
CGIL Sportello Ambiente - Brescia
CGIL Mantova
CGIL La Spezia
CGIL Verona
CGIL Coop Adriatica - Marche

Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL)
ASL città di Milano
ASL provinvia di Milano
Associazione Dipendenti Piccole Imprese - Milano
CISL Milano
Unione Italiana del Lavoro (UIL)
Ufficio Prevenzione rischi lavorativi - Roma
UIL Veneto
UIL Milano
UIL Coordinamento donne - Milano
UIL Sanità - La Spezia

Si ringraziano i seguenti esperti internazionali che hanno contribuito con la loro esperienza alla realizzazione dello Studio:

Prof. Linda Rosenstock
National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH)
Stati Uniti d’America
Dr. Marilyn Fingerhut
National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH)
Stati Uniti d’America
Prof. J. Malcolm Harrington
International Commission on Occupational Health
Institute of Occupational Health - University of Birmingham
Regno Unito
Prof. Ong Choon Nam
University of Singapore

Gruppo di Ricerca ISPESL:

Dr. Silvana Palmi
Direttore Dipartimento di Medicina del Lavoro
Dr. Sergio Iavicoli
Responsabile della Ricerca “Identificazione delle Priorità di Ricerca in Medicina del Lavoro”
Dr. Carlo Grandi
Dr. Alessandro Marinaccio
Dr. Nicoletta Vonesch
Dr. Stefano Signorini
Dr. Cinzia Lucia Ursini

Hosted by www.Geocities.ws

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