Ottobre 2000

Il 14 Ottobre non mancate di Luigi Fenoglio
Eliminare le barriere architettoniche di Luca Prola
Insegnanti in lotta per un nuovo contratto di Gianpaolo Cleri

Lavori pubblici a Pinerolo: un bilancio positivo. di Beppe Spinnato

Profitti alle stelle, salari alle stalle. Di Luigi Fenoglio

No al Chisone intubato di Franco Polastro
 


Non mancate Sabato 14 Ottobre

Di Luigi Fenoglio

Care compagne cari compagni,

Abbiamo deciso di parlare di diritti, si di diritti, proprio in questo momento in cui tutto quello che si fa, sembra determinato dalle cose contingenti e pratiche, dalla scelta del meno peggio, conoscendo la difficoltà che comporta l'alzare il tiro del dibattito. Abbiamo deciso di parlare dei diritti dei lavoratori perché le grandi trasformazioni economiche e politiche avvenute stanno relegando il mondo del lavoro dipendente e in parte di quello autonomo in una zona buia, dove non si capisce più chi decide, non si sa più cosa fare. Le vicende della Beloit, gli accordi separati in SKF, sono solo degli esempi di un intero mondo che va cambiando producendo un senso di smarrimento e di individualismo impotente. Capire per poter cambiare è sempre stato il nostro modo di agire, perciò con la speranza di fare una cosa utile, vi invito caldamente a partecipare al dibattito pubblico che abbiamo organizzato.

 

vai a indice

Eliminare le barriere architettoniche
di Luca Prola

Per parlare correttamente di handicap, io credo, si debba abbandonare quel senso di pietà che, spesso, quando incontriamo un disabile ci assale. Dobbiamo considerare la disabilità non come una sfortuna o come una maledizione essa è semplicemente una condizione di svantaggio che va normalizzata, ma non per pietà o compassione, semplicemente, perché un uomo non deve essere condizionato dalla sua situazione fisica. Lo stato Italiano, per seguire questo principio, già a partire dal 1978, ha emanato delle leggi (leggi molto avanzate e di grande civiltà) riguardanti lo scottante tema dell'handicap. L'unico problema è che queste leggi (che riguardano l'accessibilità degli esercizi e dei luoghi d'arte) non vengono quasi mai rispettate. Infatti, come risulta da un censimento che ho fatto nel 1996 con la collaborazione dell'ARCI di Pinerolo e della CGIL di Pinerolo, la maggior parte dei bar risulta inagibile, ma il bello viene quando si scopre che alcuni esercizi hanno un servoscale o una porta adatta per l'handicap ma, queste facilitazioni, non funzionano oppure non vengono usate! Perché? Dove è finita l'uguaglianza sostanziale che proclama la nostra Costituzione?
Questo significa, in poche parole, non permettere a un uomo di fare esperienze di vita considerate normali e fisiologiche, come andare in banca o prendere una birra con gli amici, vi sembra giusto? In ultimo, ai commercianti che non mettono a norma il loro negozio vorrei ricordare che in disabili in Italia sono circa un milione e mezzo e che anche loro sono potenziali clienti…

vai a indice

Insegnanti in lotta per un nuovo contratto

Dopo il riuscito sciopero dello scorso 17 febbraio, la scuola italiana è nuovamente in fermento. Nel mese di ottobre, anche se in date diverse, tutte le OO.SS. di categoria, dai confederali agli autonomi ai sindacati di base, hanno proclamato lo sciopero per il rinnovo del contratto scaduto da oltre 9 mesi.. I sindacati hanno calcolato che il potere d’acquisto reale dei salari si è ridotto in questi ultimi otto anni di circa 500.000 lire mensili. Nel confronto poi con i colleghi europei, gli stipendi degli insegnanti italiani risultano i più bassi sia all’inizio, che durante l’arco della carriera e al momento del pensionamento.

Docenti scuola superiore

Inizio carriera

Fine carriera

Italia

1.915.000

2.960.000

Francia

3.450.000

4.500.000

Germania

3.500.000

4.600.000

Inghilterra

2.100.000

4.400.000

Spagna

2.300.000

4.100.000

Ancora più grave la situazione salariale degli insegnanti delle materne, elementari e medie che guadagnano qualche centinaio di lire in meno al mese. Il problema salariale, per quanto rilevante, è però solo una delle tante questioni che travagliano il personale scolastico La politica governativa di privatizzazione degli ultimi anni ha avviato un processo di profonda trasformazione della scuola, con un peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro e una progressiva riduzione dei diritti sindacali. A scuola si sta sempre peggio, c’è disagio, demotivazione e anche conflittualità interna. Si tende a dividere la categoria creando al suo interno nuove figure professionali a cui si attribuisce un salario accessorio e un po’ di potere.
Dal settembre 2000 è entrata in vigore la cosiddetta AUTONOMIA scolastica: le scuole sono diventate aziende, i capi di istituto dirigenti e in un’ottica privatistica ogni istituto d’ora in poi metterà in concorrenza la sua offerta formativa sul mercato dell’istruzione, cercando di accaparrarsi più "studenti-clienti" possibili. I fondi erogati dallo Stato agli Istituti pubblici sono però stati ridotti del 70%, mentre contemporaneamente le scuole private si sono viste di recente riconoscere per legge la loro funzione di servizio pubblico con conseguenti contributi della collettività. E’ probabile poi che l’autonomia inneschi una spirale di aumenti dei contributi aggiuntivi richiesti alle famiglie. Nel documento di contabilità amministrativo pubblicato quest’estate, si prevede che il Fondo di Istituto sia composto dal budget proveniente dal Ministero, dal contributo delle famiglie e da quelli di "soggetti esterni" (imprese, fondazioni, enti locali, altro). In questa prospettiva sempre di più i Consigli di Istituto da organi collegiali diventeranno simili a consigli di amministrazione cui parteciperanno anche rappresentanti esterni alla scuola.
All’inizio di quest’anno scolastico i Presidi-manager si sono scelti i loro collaboratori, il loro consiglio di presidenza, facendo venire meno quella collegialità nelle scelte didattiche e organizzative che aveva trovato una sua codificazione nelle leggi nate in seguite alle lotte e alle riforme degli anni 70.
Questa trasformazione della scuola in senso aziendalistico prevede anche una riduzione dei diritti sindacali. Oggi le assemblee in orario di lavoro possono essere richieste solo dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative (confederali o snals) che negli ultimi anni con una pratica concertativa hanno sostenuto questa "riforma" della scuola; molto raramente però indicono assemblee, per cui i lavoratori non hanno più luoghi di informazione, discussione e confronto. A tutt’oggi in vista di uno sciopero così importante, nel Pinerolese non sono state richieste assemblee sindacali. Tutte le altre voci fuori dal coro (Cobas, CUB, Unicobas) sono state ridotte al silenzio. In questo clima si andrà nel prossimo mese di dicembre alle elezioni delle RSU, in ritardo di due anni rispetto a tutti gli altri settori del pubblico impiego. L’autonomia è quindi decollata con il minimo di opposizione interna. Anche il diritto di sciopero, pesantemente ridimensionato dalle recenti disposizioni di legge, è sottoposto a tutte le limitazioni degli altri servizi pubblici essenziali.
In un prossimo articolo parleremo delle tante disfunzioni del servizio scuola all’utenza, dalla dispersione scolastica, alla selezione, al difficile inserimento dei disabili.

vai a indice


Lavori pubblici a Pinerolo: Un bilancio positivo.

di Beppe Spinnato

....................................................

Con molta probabilità questi anni dell'amministrazione del Sindaco Barbero e della sua Giunta, saranno anche ricordati per la mole di opere pubbliche, grandi e piccole, che è stata in grado di avviare e di portare a compimento. Dalle precedenti amministrazioni si sono ereditate scelte che impegnavano la città a realizzare servizi importanti e soprattutto ‘sentiti’ e attesi dai suoi abitanti: stiamo parlando naturalmente di opere come la piscina ed il palazzetto del ghiaccio. È vero erano scelte predeterminate, ma è anche vero che sono state per molti, troppi, anni gestite in modo indeterminato ed inadeguato e tutti noi ne avevamo sotto gli occhi il risultato. Il merito di questa amministrazione è consistito nell’aver saputo tenacemente perseguire l’obiettivo, sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello operativo, di portare a compimento (è credibile il termine di fine anno per il disbrigo anche delle pratiche di agibilità) tali opere. Anche la costruzione dell’Istituto Alberghiero è frutto di scelte precedenti ma anche qui la volontà dell’attuale Amministrazione ha consentito di risolvere i problemi legati al fallimento della vecchia impresa, per arrivare, già dallo scorso anno scolastico, alla consegna dei locali per gli studenti e le segreterie mentre i laboratori e le cucine sono in fase di allestimento. La stessa cosa è successa, il fallimento dell’impresa, per l’ampliamento del cimitero centrale che molti ritardi e molti problemi ha creato ai cittadini i quali avevano già acquistato i loculi, ma anche qui si è finalmente arrivati alla conclusione. Le opere di urbanizzazione del (PIS) piano integrato di sviluppo sono terminate e già si stanno costruendo i capannoni. Purtroppo non tutte le opere ereditate sono state portate alla conclusione, ne è un esempio la casa di via Mazzini ferma nell’ultimazione dei lavori per contenziosi con la regione. Alcune opere erano quindi ‘dovute’, ed il merito consiste nelle averle portate a termine, ma altre ed importanti sono state frutto delle scelte di questa amministrazione. Scelte che, pur nella complessità della vita dell’ente locale, hanno un loro indirizzo. Così si sono messi in primo piano gli impianti scolastici pubblici facendo un programma di intervento che prevede la sostituzione delle coperture in eternit e la loro messa in sicurezza, allo stesso tempo si interviene, con un forte impegno finanziario, sui locali di via Montegrappa sia per utilizzare al meglio un edificio sia per garantire una adeguata collocazione degli istituti scolastici stessi. Non di minore importanza sono stati gli interventi di ammodernamento e di messa a norma dei parchi gioco di scuole alcune elementari e dei nidi: una scelta che valorizza allo stesso tempo un patrimonio pubblico e che dà il segno di un impegno verso una scuola pubblica di qualità. Si è fatto e si va realizzando un piano di intervento pluriennale sui parchi gioco, localizzati in città e nelle frazioni, che consiste nella sostituzione delle attrezzature e nel riordino delle aree. Anche sullo sport, oltre agli impianti già citati, si sono concluse e si sono avviate importanti realizzazioni: il bocciodromo, i locali del circolo del tennis, il campo di calcetto in zona F3, il campo di calcio di Abbadia. Si è lavorato anche per recuperare e riqualificare edifici e zone importanti della città: la ricostruzione del teatro sociale, da così tanto tempo attesa da tanti cittadini, gli interventi di risanamento della Casa del Senato, il contratto di quartiere nell’ex foro boario che permetterà di riqualificare un’area degradata della città. Anche intervenire sulla viabilità ha la sua importanza e ci sembra utile ricordare la realizzazione della rotonda tra via Martinat e corso Torino, che è già stata messa a bilancio per quest’anno e che sta vedendo le fasi definitive della stesura del progetto esecutivo. È chiaro che non è solo con le grandi opere pubbliche o con il loro numero che si misura lo star bene in città, vi sono tutta una serie di piccole cose che danno il senso della qualità della vita e del vivere collettivo su cui probabilmente bisognerà porre maggiore attenzione e far sì che funzionino meglio: dallo sfalcio dell’erba e dalla potatura degli alberi, all’asfaltatura di strade e marciapiedi, a tutte quegli interventi che migliorano la città nella sua bellezza (arredo urbano) e nella sua sicurezza (dossi a protezione dell’uscita delle scuole. In questo senso si è lavorato e si sta lavorando ma ci sono ampi spazi di miglioramento.

vai a indice


Profitti alle stelle, salari alle stalle

Di Luigi Fenoglio

Gli utili delle imprese Italiane continuano a macinare record: nei primi sei mesi del 2000, come dice Repubblica, gli industriali "hanno fatto soldi a palate". Da Mediaset alle maggiori banche italiane, i guadagni realizzati si collocano tra il 20 ed il 30%. Impressionanti gli incrementi dell'ENI +119% e di Pirelli + 650%!
Al contrario i dati dell'inflazione dimostrano che i prezzi per i beni primari (acqua, elettricità, affitti e riscaldamento) volano al 6,4%, mentre gli stipendi di operai e impiegati continuano a diminuire. I dati ISTAT ci danno un idea della dinamica del potere d'acquisto delle retribuzioni, dal 1995 ad oggi l'indice generale delle retribuzioni minime contrattuale è passato da 100 a 113,9 mentre quello dei prezzi da 100 a 113,1 ma in questo ultimo anno le retribuzioni minime contrattuali sono aumentate del 2% mentre i prezzi sono aumentati del 2,6%.

Se teniamo poi conto che:

Dal 1992 anno del blocco della contingenza al 1995 l'inflazione era elevata ed ha eroso decisamente il potere d'acquisto delle retribuzioni.
L'indice dell'aumento dei prezzi calcolato dall'ISTAT non tiene conto di politiche tariffarie, ne sembra rappresentare adeguatamente l'insieme delle spese che si fanno nell'arco di questi anni in una famiglia.
In questi anni sono state introdotte forme di lavoro con retribuzioni sensibilmente più basse (apprendistato, CFL, stage, ecc.).
La contrattazione integrativa è limitata per estensione e limitatissima nei contenuti salariali.
Il Governatore della Banca d'Italia afferma che l'aumento della pressione fiscale in questi ultimi anni ha eroso le retribuzioni del 5%.
Uno studio dell'Unione Europea afferma che il potere d'acquisto delle retribuzione Italiane è il più basso di quelle registrato nei maggiori paesi dell'Unione.

Si può dire che il risultato della politica dei redditi, voluta dai vari Governi e dai Sindacati non ha prodotto i risultati desiderati, le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono stati gli unici redditi da lavoro di fatto bloccati ed erosi come potere d'acquisto dall'aumento dei prezzi e non si è avuto in cambio nemmeno un buon risultato sull'occupazione.

vai a indice


No al Chisone intubato

di Franco Polastro

Dopo l’incontro tenuto a Perosa (di cui vi abbiamo già relazionato) le cose si sono notevolmente evolute. Innanzitutto va detto che si è costituito un comitato per la difesa del torrente Chisone e dei suoi affluenti, al quale Rifondazione ha aderito e al cui interno ha una parte molto attiva. E' vero che l’energia idroelettrica è rinnovabile e pulita perché non produce scorie, però se un torrente è sfruttato troppo intensamente possono verificarsi dei danni ambientali irreversibili. Questo è proprio il nostro caso se si costruissero le cinque nuove centrali sul Chisone. In questo momento sul torrente Chisone ci sono già centrali che producono 140 milioni di watt/anno, usando 19 Km di torrente. Le 5 nuove centrali ne produrrebbero 80 milioni sfruttando altri 19 Km di torrente. Quindi il Chisone da Pragelato a Porte sarebbe completamente intubato e in esso per 7 mesi all’anno scorrerebbe solo più la quantità d’acqua pari al "deflusso minimo vitale" (quantità minima d’acqua rilasciata dalle centrali per legge). Secondo il comitato questa situazione provocherà nel giro di pochi anni dei danni irreversibili alla ittio-fauna e priverà il torrente della sua capacità di auto-depurazione. Nel progetto, parallelamente alle centrali, è prevista la costruzione del collettore di valle in tre tronconi: Pragelato – Usseaux, Fenestrelle – Perosa, Perosa – Villar. Noi siamo perfettamente d’accordo alla costruzione di tale opera, anzi, consiglieremmo di non depurare a Perosa, ma fare un depuratore unico a Villar come da ipotesi di studi precedenti. Però non vogliamo che il problema centrali e collettore venga per forza collegato, in quanto si corre il rischio di falsare i problemi. È evidente che questo collegamento forzato è dovuto al fatto che le centrali si giustificherebbero perché la ditta che farebbe l’intervento darebbe una consistente quantità di soldi per la costruzione del collettore. Secondo il Comitato impoverire di acqua il fiume per avere le risorse per fare il collettore creerebbe una condizione peggiore di quella attuale! I Comuni che dovrebbero dare il loro parere sono su posizioni nettamente differenti tra loro, per esempio Fenestrelle con una delibera di Consiglio ha espresso un voto unanime contrario al progetto. Il Comitato in questi ultimi tempi ha avuto incontri con la Provincia e con parecchi Comuni della Valle, in questo momento ha già programmato incontri con i restanti Comuni. In tutti i Comuni dove gli amministratori vengono a conoscenza delle motivazioni del Comitato si sviluppa un proficuo dibattito e nascono forti perplessità. Sta venendo avanti da più parti che questa potrebbe essere un’occasione di fare degli interventi in positivo per valorizzare la valle in chiave turistica. Evidentemente la strada da seguire non è quella indicata da questo progetto. Visto che la testata di valle verrà a subire pesanti interventi in occasione delle Olimpiadi del 2006, ci sembra che consistenti finanziamenti debbano essere usati per le opere di urbanizzazione primaria (fogne) nel rispetto delle esigenze turistico-ambientali della nostra valle.

vai a indice

 


vai a indice
Hosted by www.Geocities.ws

1