Giugno 2001

Proviamo ora a costruire una nuova sinistra Di Paolo Ferrero

I metalmeccanici non accettano le briciole della Federmeccanica  Di Luigi Fenoglio

A Pinerolo vince Barbero, Rifondazione migliora il suo radicamento. Dal gruppo consiliare

Questi i tempi di attesa nella ASL 10. Di Piero Malano

Chi ha deciso la liberalizzazione dei servizi forniti dall'ACEA? Di Luigi Fenoglio


Proviamo ora a costruire una nuova sinistra

  Di Paolo Ferrero

Il risultato delle ultime elezioni è un risultato articolato e come tale va considerato: In primo luogo le elezioni più che averle vinte il centro destra le ha perse il centro sinistra. E’ la strategia politica emersa dalla Bolognina, di rincorsa continua verso il centro che viene sconfitta. E’ nella delusione popolare per la politica del governo che nasce la possibilità della vittoria della destra. Noi avevamo provato a modificare questa strategia dall’interno della maggioranza di governo, chiedendo una svolta al governo Prodi: non è stato possibile e questi ne sono i risultati.
In secondo luogo la destra ha vinto le elezioni lucrando largamente sulla delusione per il governo di centro sinistra anche tra gli strati sociali più deboli, ma non ha operato uno sfondamento: raccoglie una quantità di consensi inferiore al 94 e al 96. Dentro questi consensi poi vi sono significativi elementi di contraddizione: il programma del governo è organicamente liberista e confindustriale, la campagna elettorale è stata di impronta largamente populista. Non credo che l’elettorato della destra si possa definire in quanto tale un blocco sociale reazionario e penso che il maturare di contraddizioni tra l’azione di governo e gli strati sociali subalterni dipenda sostanzialmente dalla qualità dell’opposizione che saremo in grado di sviluppare.
In terzo luogo il risultato di Rifondazione Comunista è un risultato importantissimo perché permette di tenere aperta – al di fuori e contro il bipolarismo – la porta dell’alternativa. Era un risultato per nulla scontato che deve assolutamente essere valorizzato ed utilizzato per fare un salto di qualità. Questo è il compito fondamentale che ci consegnano le elezioni: utilizzare il 5% di Rifondazione Comunista per far crescere i movimenti di lotta, per costruire una vasta opposizione al governo delle destre, per costruire una rete che aggreghi la sinistra di alternativa. Si tratta di fare un salto di qualità nella nostra capacità di lavoro politico, aggredendo con spirito non minoritario le crescenti contraddizioni capitalistiche (dal lavoro al welfare all’ambiente) per incidere – da questo lavoro di aggregazione sociale – sulla crisi della sinistra moderata. Dopo aver conquistato questo risultato nel passaggio più difficile , quello elettorale, dobbiamo saper uscire dalle sezioni e costruire percorsi di aggregazione. Questo è tanto più vero nel pinerolese dove il nostro risultato è buono e che dove abbiamo un lavoro politico consolidato, si attesta al 10%. Siamo nelle condizioni di fare un salto di qualità per proseguire una efficace azione sociale già fatta in questi anni e per aggregare le forze di sinistra e ambientaliste in un processo di coordinamento. Organizzare la partecipazione a Genova può essere la prima tappa di questo percorso che poi dobbiamo riportare sul territorio.


Andamento del voto alla Camera proporzionale nel Pinerolese

Centro-destra
Forza Italia passa dal 18,9% del 96 al 31,1%. La Lega passa dal 21,3% al 6,6%. AN passa dal 9,5 al 7,2. CCD-CDU passano dal 4,1% al 2%. Il centro destra con la Lega passa dal 53,8% del 96 al 46,9%.

Centro-sinistra:
La Margherita diventa il primo partito del Pinerolese passa dal 12,6% (P.P.I. + Dini) al 18,1%. I D.S passano dal 15,7% al 14,8%. I Verdi passano passano dal 2,4% del 96 allo 1,3% assieme allo SDI che nel 96 poteva contare su uno 0,5% di consensi. Il PdCI raggiunge un 1,3%. Si può dire che il Centro sinistra rispetto al 96 perde dei consensi, passando dal 36,6% al 35,5%, comprendendo nel 35,5% anche l' 1,3% di voti sottratti alla Sinistra alternativa dalla scissione del PdCI.

Le forze indipendenti
La lista di Pietro è certamente quella che ottiene un consenso significativo 4,3%. I Radicali con 3,1% migliorano di poco il 2,6 del 96 ma sono lontanissimi dal 14% delle Europee. Democrazia Europea raggiunge 1,8%.

PRC
Rifondazione passa dal 10,6% al 7,6%. Un 3% in meno, andato per un 1,3% al PdCI ed in parte disperso verso l'astensione e il centro sinistra. Va segnalato che nella bassa Val Chisone e nella Val Germanasca (12218 votanti) rispetto al 96 la perdita è notevolmente ridotta dal 12,4% al 11,7%.

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I metalmeccanici non accettano le briciole della Federmeccanica

  Di Luigi Fenoglio

La riuscita dello sciopero nelle fabbriche metalmeccaniche Pinerolesi del 18 Maggio, nonostante il poco lavoro di mobilitazione fatto da FIM-FIOM-UILM, è un segnale importante che indica un disgelo dei movimenti. Le condizioni di lotta sono certamente più difficili che in passato, la flessibilità introdotta aumenta il numero di persone facilmente ricattabili dalle direzioni e l'adesione ai valori del mercato di buona parte della sinistra e del sindacato creano notevoli confusioni. Molti lavoratori anche poco motivati dalle basse richieste, si nascondono nei giorni di sciopero con l'uso delle ferie, oppure cercano guadagni immediati con il lavoro straordinario. Tuttavia si può vedere dalla reazione delle fabbriche più combattive e anche dalla buona riuscita della manifestazione a Torino che i magri salari dei metalmeccanici Italiani non bastano e per i metalmeccanici le 85000 lire offerte dalla Federmeccanica sono una miseria. Questa lotta può avanzare e fare delle conquiste perché non si tratta di richieste anomale ed incompatibili, ma di richieste ampiamente accoglibili vista la situazione economica delle aziende in Italia e in Europa. Un operaio metalmeccanico della SKF Tedesca guadagna circa 72 milioni all'anno contro i 40 milioni guadagnati da un suo collega della SKF di Villar Perosa, e lavora con un orario settimanale di 35 ore contro le 38 del suo collega Italiano con una produttività per addetto pressoché uguale. A chi obietta che le condizioni sono diverse si può facilmente rispondere che un recente studio della Commissione Europea sullo sviluppo del mercato interno afferma che: su un paniere di 10 prodotti base della spesa alimentare la spesa media è identica in Germania Italia, Irlanda e Gran Bretagna, circa 44500 lire, sale a 50343 lire in Francia ed in Svezia e scende a 35000 lire in Spagna. Ma venendo al concreto della trattativa, dato che le 135.000 lire di aumento sono state calcolate su una inflazione prevista per il 2001-2002 del 2,9% e verificato che l'inflazione è più alta, e secondo il Governatore della Banca d'Italia Fazio nello stesso periodo l'inflazione sfiorerà il 5%, le 18.000 lire di aumento proposte dalla Federmeccanica non sono nient'altro che una piccola parte di quanto gli industriali dovrebbero pagare per la revisione della inflazione programmata.
Per dirla come Cremaschi " Da questa vicenda emergono due insegnamenti, il primo riguarda la vertenza in atto: non c'è ragione di fare regali agli industriali alla vigilia della probabile revisione dell'inflazione programmata, bisogna ripartire con la lotta. Il secondo riguarda le strategie sindacali. Nel futuro bisogna smetterla di fare i contratti partendo dall'inflazione programmata. Che si è rivelata un artificio per ridurre i salari, un assurdo burocratico simile a quello di chi, per ridurre la febbre del malato decidesse di abbassare di grado le lineette del termometro"

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A Pinerolo vince Barbero, Rifondazione migliora il suo radicamento.

Dal gruppo consiliare

Il primo dato positivo è l’affermazione del Sindaco Alberto Barbero. Una affermazione legata sicuramente ai buoni risultati della passata amministrazione ed anche ad una destra fortemente divisa e conflittuale al suo interno. Il secondo dato, meno positivo, è il risultato del nostro partito che si attesta al 7,1% con 1322 voti a fronte del 9% (1697 voti) del 1996. Questo risultato porta alla elezione di due consiglieri comunali a fronte dei cinque della passata legislatura. E’ evidente il fatto che questo è determinato dal meccanismo elettorale. La maggioranza conquista e si divide comunque 18 seggi ed avendo non più tre forze nella coalizione ma quattro diventa evidente che un calo di consiglieri era ampiamente prevedibile. A ciò si aggiunge il risultato notevole della Lista Margherita (21,55%) che spiazza un po' tutte le previsioni e che Rifondazione manca il terzo consigliere per circa 80 voti. Un dato positivo è certamente il piccolo scarto in termini percentuali tra il voto alla camera 7,6% ed il voto comunale 7,1%. Se rapportato ad altri risultati in altre città dove la differenza è molto più marcata (Torino/Roma/Napoli) ed alla differenza del 1996 (- 2,5%) segnala sicuramente il miglior radicamento territoriale del nostro partito.
E’ però del tutto evidente che il risultato non premia l’impegno profuso dai compagni in consiglio comunale in questi cinque anni. Le motivazioni vanno sicuramente analizzate seriamente per apportare i necessari correttivi. Sicuramente il nostro elettorato è più sensibile ai grossi temi sia nazionali, che internazionali ed è un elettorato più antagonista che "amministrativo". E’ altrettanto evidente che però dobbiamo lavorare di più fuori del palazzo, cercare maggiore confronto con singoli cittadini, con associazioni, con spezzoni della società per informarli e confrontarci sui temi amministrativi e politici che li coinvolgono direttamente. Sicuramente va in questa direzione la decisione del Compagno Zanello Piero che eletto in sostituzione del Compagno Clement nominato assessore, ha deciso di continuare ha dedicare maggiori energie al suo impegno sindacale in fabbrica rinunciando alla carica di consigliere, dando spazio al compagno Bassani che svolgerà le funzioni di capogruppo. Il compagno Prola eletto in consiglio saprà sicuramente portare e lavorare per quei valori e quegli obiettivi che assieme ci siamo dati e che vogliono qualificare il nostro partito. Il nuovo Consiglio è sicuramente più spostato al "centro". Il nostro compito sarà quello di lavorare perché i punti qualificanti del nostro programma e del programma della coalizione non vengano toccati.

Comune di Pinerolo - Elezione del Consiglio Comunale

Elettori

Votanti

B/N

Solo

Sindaco

PRC

DS

Progetto Pinerolo*

Margherita

Popolari*

Dini

voti % voti % voti

%

voti

%

voti

%

voti

%

Elez. comunali 96

29909

21954

1020

3079

1697

9

2870

15,2

1122

5,9

1937

10,3

1804

9,6

Elez. comunali 01

29992

24612

1203

4765

1322

7,11

3315

17,8

821

4,41

4009

21,55

Elettori

Votanti

B/N

Solo

Sindaco

F.I.

A.N.

Lib.città (FI)

Liberali.

Lega

Pinerolo. futuro

Ins.Pinerolo#

Di Pietro

voti % voti % voti % voti % voti % voti % voti %
Elez. comunali 96

29909

22691

1020

3079

2283

12,1

704

3,7

917

4,93

1948

10,3

2565

13,6

Elez. comunali 01

29992

24612

1203

4765

5306

28,52

1077

5,79

528

2,83

935

5,03

681

3,66

206

1,11

404

2,17

*Nel 96 Popolari e Progetto Pinerolo erano all'opposizione.
# Insieme per Pinerolo = lista civica presente nel 96, composta da ex DC ed ex socialisti in parte confluiti in F.I.

Andamento del voto a Rifondazione nel Comune di Pinerolo

Elettori

Votanti

voti validi prop.

% voti prop

PRC

voti

%

Elez. regionali 95

30250

23934

17922

59,25

1601

8,93

Elez. politiche 96 Cam

30235

25674

23937

79,17

2698

11,3

Elez.Europee 99

64,80

1016

5,7

Elez, Provinciali 99

64,60

886

5,71

Elez. Regionali 00

29838

20457

15246

51,10

1051

6,89

Elez. politiche 01 Cam.

29896

24863

22772

76,17

1751

7,6

 

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Questi i tempi di attesa nella ASL 10.

Di Piero Malano

Vorremmo iniziare con questo numero a fornire dati e informazioni sulla qualità ed efficienza dei servizi dell’A.S.L. 10 di Pinerolo, per verificare se il taglio alla Sanità chiesto e voluto dalla Giunta Regionale di centro destra ha delle ricadute sull’erogazione delle prestazioni della nostra A.S.L. Vogliamo cominciare dai tempi di attesa per ricoveri e prestazioni poiché ci pare il dato più immediato e comprensibile, anche se, per il momento, non abbiamo dati precedenti di raffronto.
Sugli interventi operatori troviamo senz’altro le cifre più interessanti, poiché se per un intervento in Ostetricia/Ginecologia aspettiamo 9 giorni, per l’Oculistica i giorni di attesa arrivano addirittura a 183; significativi anche i 55 giorni dell’Ortopedia e i 42 della Chirurgia. Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali i dati sono comprensibilmente eterogenei. Se andiamo molto bene per Servizi quali Laboratorio Analisi (1 g. di attesa), Allergologia e Oncologia (2 gg.), Medicina Interna e Pneumologia (3 gg.), Anestesia e Rianimazione (4 gg.), i "dolori" cominciano con la Rieducazione età evolutiva (109 giorni), Reumatologia (50 gg.), Rieducazione Patologie croniche e Diabetologia (48 gg.), Oculistica e Odontostomatologia (29 gg.). Particolarmente gravi ci sembrano i tempi di attesa per due esami importantissimi: ecografie e mammografie per cui bisogna attendere rispettivamente 41 e 32 giorni. I dati che abbiamo citato sono rilevati alla data del’’8.1.01. Ci ripromettiamo di aggiornarli periodicamente, confrontarli con quelli regionali e magari cercare di capire quali sono i motivi e le cause di ritardi e disfunzioni.

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Chi ha deciso la liberalizzazione dei servizi forniti dall'ACEA?

Di Luigi Fenoglio

A prima vista uno penserebbe che la decisione di procedere verso la liberalizzazione è stata presa dall'assemblea dei Sindaci proprietaria dell'azienda, invece bisogna andare molto lontano. In una serie di riunioni del W.T.O. (Organizzazione mondiale del commercio a cui aderiscono 136 membri e di cui fa parte l'Italia) tenutesi circa tre anni fa si è arrivati alla approvazione di un documento (G.A.T.S.) che liberalizza tutti i servizi, esclusi quelli tipicamente statali e non commerciali (diritti, ricerca del lavoro, controlli sui movimenti delle persone ecc.). Il principio basilare del GATS è il seguente: I membri sono obbligati a garantire che non vi siano discriminazioni tra fornitori di servizi nazionali e quelli dei paesi firmatari. La Comunità Europea i cui membri aderiscono al WTO ha emanato una direttiva in materia di liberalizzazione dei servizi. Al Senato è già stato approvato un disegno di legge che obbliga i Comuni a mettere in gara d'appalto i seguenti servizi: Acqua, rifiuti, trasporti, energia. Nel Pinerolese i comuni si stanno apprestando a trasformare l'ACEA in società per azioni. Ora di tutto questo, quanto ne sanno i cittadini del Pinerolese formalmente proprietari dell'ACEA? Nel campo dei servizi fondamentali quali la gestione del ciclo dell'acqua, e la raccolta e smaltimento dei rifiuti, la liberalizzazione produrrà dei benefici? Abbiamo posto questa domanda a molti amministratori e tecnici dell'ACEA, ma non abbiamo ricevuto risposte esaurienti. Per noi la liberalizzazione di questi servizi non produrrà maggiore efficienza, ma un aumento delle tariffe e la possibilità che gli utili dei servizi pagati dai cittadini servano a remunerare solo i dirigenti e capitalisti delle imprese private. Può darsi che in molte zone le amministrazioni pubbliche facciano peggio di quelle private, ma perché costringere quelle amministrazioni pubbliche che fanno meglio a smettere in favore dei privati? Questo è solo un esempio delle scelte operate dai potenti del mondo (G8, WTO, FMI, ecc.), molte altre sono state prese e verranno prese per imporre un nuovo ordine economico, politico e militare.

E un nuovo ordine fondato sulle classi medio alte di quei paesi industrializzati (20% della popolazione mondiale che consumano l'83% delle risorse mondiali). E un ordine ingiusto che globalizza la povertà e distrugge l'ambiente e che va combattuto.

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