Febbraio 2001

Care compegne e compagni della sinistra di Fausto Bertinotti
La salute non è un mercato di Renato Nuccio
ACEA: Le preoccupazioni aumentano di Luigi Fenoglio

La Ferrovia Pinerolo - Torre Pellice deve essere riattivata subito di Rodolfo Duò

Da Treviso uno stimolo per l'unità delle lavoratrici e dei lavoratori di Enzo Chiattone

No al buono scuola! Si ad una buona scuola!

Care compagne e compagni della sinistra

Lettera di Fausto Bertinotti

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Care compagne e cari compagni, ho letto con attenzione il vostro appello, che in parte è rivolto anche a noi di Rifondazione comunista,…….. In questo appello, che voi stessi definite accorato, vi esprimete con molta passione a favore di una ripresa del dialogo tra le forze della sinistra antagonista e quelle della sinistra moderata nel nostro paese. Di più, auspicate un’intesa elettorale in vista della prossima scadenza di primavera per battere le destre.
Andiamo con ordine. Un conto è mantenere aperto il dialogo, un conto è postulare un esito unitario. Sul primo punto non abbiamo dubbi: lo dimostra il nostro comportamento che non ha mai sfuggito a nessuna occasione di confronto, nel merito e nel metodo, con le altre forze della sinistra. Sul secondo punto l’esito non dipende da noi, né da uno sforzo soggettivo dell’ultima ora. Da cosa deriva infatti un accordo politico e elettorale?
Dall’esistenza di una convergenza programmatica significativa, che pur non essendo tale su tutte le questioni è in grado di dispiegare una volontà unitaria su punti essenziali, comprensibili e percepibili come tali dagli elettori. Questo risultato non può essere in alcun modo frutto di tentativi e furbizie dell’ultima ora…… Purtroppo non ci vuole molto a vedere le distanze che separano le idee e le scelte politiche del centrosinistra e di Rifondazione, così come si sono manifestate in particolare in questi ultimi tre anni.

  • Il centrosinistra ha accettato e ha partecipato alla guerra, lasciandoci in eredità le distruzioni e le sofferenze delle popolazioni dei Balcani, nonché le conseguenze dell’uso massiccio di proiettili a uranio impoverito, noi siamo stati e siamo contro per ragioni di principio oltre che di fatto.

  • Il centrosinistra ha accentuato la precarietà lavoro, senza alcun reale vantaggio occupazionale, accettando la continua diminuzione di retribuzioni e salari, noi ci siamo battuti per la riduzione dell’orario di lavoro, per l’incremento e la detassazione delle retribuzioni, per il salario sociale ai disoccupati di lunga durata.

  • Il centrosinistra ha accelerato con un ritmo che non ha precedenti le scelte di privatizzazione in ogni settore, noi ci siamo battuti al contrario per un nuovo programma di interventi pubblici nell’economia a cominciare dai settori di pubblica utilità.

  • Il centrosinistra ha fatto ciò che quaranta anni di governi a dominanza democristiana non avevano osato fare, cioè finanziare la scuola privata; noi ci siamo battuti per la difesa della scuola pubblica, libera e repubblicana, per la effettiva gratuità dell’accesso alla medesima, per la qualificazione dei suoi programmi.

L’elenco potrebbe continuare, ma questi esempi dimostrano a sufficienza la diversità delle scelte e l’impossibilità di ricondurle a unità, a meno di non volere imbrogliare gli elettori e noi stessi nei tempi che ci separano dalla prova elettorale…….

Le forze del centrosinistra hanno avuto e esercitato una responsabilità di governo e quindi un potere reale nel paese. Fino al ‘98 esse hanno potuto contare sull’appoggio parlamentare da parte di Rifondazione comunista, fornito esclusivamente in nome della necessità di consolidare la vittoria contro le destre con una politica di svolta sociale. Quella svolta venne rifiutata e al contrario il centrosinistra ha dato vita ad una politica moderata e ha rincorso le destre sul loro stesso terreno, come purtroppo si verifica anche nella scelta dei temi di una campagna elettorale già cominciata.

Voi fate riferimento a diverse questioni di grande importanza e significato. Sono le stesse su cui si è caratterizzata l’iniziativa di rifondazione comunista nella maggioranza di governo prima e all’opposizione poi lungo l’arco di tutta la legislatura. Per questo vi accludiamo, a mò di esempio, la proposta di legge del governo Prodi sulla riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore a parità di retribuzione, alla cui elaborazione abbiamo direttamente contribuito, e che è stata dallo stesso governo e dai successivi affossata, nonché la nostra più recente proposta di legge per l’introduzione di un salario sociale per i disoccupati di lunga durata. Attendiamo una risposta da parte delle forze che si raccolgono attorno a Rutelli, risposta che finora non è giunta…… Sono perfettamente consapevole che bisogna sconfiggere le destre, ma questo obiettivo, come quello della rinascita delle sinistre, richiede la costruzione di un programma di alternativa, qualificato e condiviso, cioè di una nuova proposta per la società.

Con affetto.

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La salute non è un mercato.
di Renato Nuccio responsabile politiche sociali del PRC

La Giunta Ghigo, dopo il fallimento della politica sanitaria che ha gravato il Piemonte di un deficit finanziario di circa 3000 miliardi senza che ne derivasse alcun beneficio effettivo per la qualità e quantità dell’assistenza e dei servizi erogati ha deciso un taglio dell’1% da attuare in due mesi nelle ASL del Piemonte ed ha previsto un premio per i Direttori che riusciranno a ridurre ulteriormente dello 0,5% le spese delle loro aziende. La gravità della decisione è indiscutibile.

La Giunta Ghigo cerca di riparare ai propri errori scaricandoli, ancora una volta, sui servizi per gli ammalati con un’ulteriore diminuzione delle prestazioni e della qualità dell’assistenza erogata. Rifondazione Comunista giudica tale decisione profondamente sbagliata ed iniqua e organizzerà nel territorio regionale iniziative per respingerla. L’obbiettivo di ripianare il deficit sanitario deve avvalersi di altre direttrici, che non prevedano alcun taglio ai servizi nè nuovi aumenti tariffari. I tagli alle spese che si potrebbero adottare sono altri. Rifondazione Comunista ne indica uno immediato: provvedere alla sospensione di tutti i lavori di ristrutturazione e di tutte le pratiche di acquisizione dei locali per l’attività libero-professionale dei medici che, attraverso dette strutture, potrebbero operare in regime privatistico, con il pagamento integrale di tutte le prestazioni.

Oltretutto sarebbe utile ed urgente affrontare il problema del decentramento nel territorio dei servizi sanitari. Ciò produrrebbe indubbiamente effetti positivi, attraverso lo sviluppo della prevenzione, sul numero dei ricoveri ospedalieri che diminuirebbero notevolmente.

Ecco i tagli previsti per la ASL10 di Pinerolo

"Il fabbisogno finanziario netto indistinto indicato dall'azienda in 216 miliardi, viene invece ridefinito in 205 (duecentocinque) miliardi."

Occorre mettere mano ad un progetto complessivo di sanità piemontese decentrata territorialmente con lo sviluppo delle prevenzione e delle strutture di base rendendole efficienti ed efficaci negli interventi e nei mezzi a disposizione invece di continuare con interventi privi di programmazione e funzionali a politiche (sbagliate) di bilancio.
La Giunta di centro-destra, in realtà, vuol consegnare la sanità pubblica in mano ai privati. Occorre, per questo, che le forze democratiche e progressiste respingano questo tentativo.

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ACEA: Le preoccupazioni aumentano

di Luigi Fenoglio

La mancanza di elaborazione politica ha portato il consiglio comunale a respingere una nostra mozione avente come scopo quello di modificare il disegno di legge n°7042, che prevede la liberalizzazione obbligata di tutti servizi comunali acqua, gas, rifiuti, trasporti.
Il nocciolo della nostra mozione chiedeva solo la libertà per gli enti locali che ritenevano i propri servizi soddisfacenti di non essere obbligati a metterli in gara d'appalto, considerato che questi servizi sono particolarmente delicati e basati su reti uniche sulle quali la concorrenza non esercita alcuna funzione positiva.
La nostra posizione su quest'argomento era nota da tempo a tutti, come era noto a tutti che l'ostacolo non era la trasformazione dell'ACEA in SPA a totale controllo pubblico, ma una posizione che toglie autonomia all'ente locale, che dichiara l'incapacità dell'ente pubblico nel gestire servizi pubblici importanti e che mette in pericolo i buoni risultati ottenuti dall'ACEA e le condizioni di lavoro degli addetti a questi servizi.
Perché si è giunti a questa spaccatura?
A nostro avviso essenzialmente perché è stata un discussione che non ha coinvolto la cittadinanza.  Abbiamo deciso di presentare questa mozione, sapendo quanto complicato fosse discutere su una proposta di legge in cui gli schieramenti si erano già delineati, perché era l'unica possibilità che avevamo per rendere pubblico questo necessario ed importante dibattito, considerato che le nostre proposte di aprire una discussione sul bollettino comunale non erano state accolte. Vi erano certo delle difficoltà, ma abbiamo riscontrato da parte degli altri gruppi, una mancata discussione sulle possibili soluzioni, la sola proposta che ci è giunta all'ultimo minuto era quella di ritirare la mozione in cambio di accordi per pubblicizzare la nostra posizione. Una proposta tardiva, che abbiamo respinto, perché a nostro avviso non permetteva più l'apertura di una vera discussione e la comprensione del punto di vista degli altri gruppi.
Considerato che dall'opposizione erano arrivate indicazioni di comprensione delle nostre argomentazioni e anche indicazioni di astensione, ci è parsa un poco superficiale e non sufficientemente articolata la decisione degli altri gruppi della maggioranza di votare contro la nostra mozione.
Quali sono le conseguenze?
Non riteniamo questo dissenso su una proposta di legge nazionale, tale da inficiare una intesa programmatica sui temi dell'amministrazione comunale.
Tuttavia non possiamo non rilevare che:

  • Gli sforzi fatti per raggiungere delle intese anche originali su problemi che investono nello specifico il terreno amministrativo, siano stati a nostro avviso insufficienti.

  • Il problema della comunicazione con i cittadini è tutt'altro che risolto

  • La deriva liberista continua a rendere la popolazione sempre più subalterna ai grandi interessi economici, (secondo il Sole 24 Ore il valore dei servizi comunali che secondo la legge devono essere posti sul mercato è di 150.000 miliardi).

Pertanto con maggior determinazione indirizzeremo i nostri sforzi nella ricerca di strumenti validi di comunicazione ai cittadini e di discussione delle istanze anche diverse che arrivano dall'interno della maggioranza.

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La ferrovia Pinerolo - Torre Pellice deve essere riattivata subito

di Rodolfo Duò

Ad oltre tre mesi dalla tragica alluvione dell'ottobre scorso, nulla si è mosso per il ripristino del servizio ferroviario sulla tratta interrotta. Questa situazione di stallo favorisce quelli (ed in particolare qualcuno dell'Eco del Chisone) che vorrebbero la chiusura della linea. Intanto i pendolari e gli studenti della val Pellice che usavano il treno, ora subiscono dei gravi disagi con il servizio sostitutivo effettuato dagli autobus e la strada provinciale è sempre più intasata di traffico. Si rende quindi necessario sollecitare la ricostruzione del ponte promiscuo (strada / ferrovia) sul Torrente Chisone, non solo per evitare il guado, provvisorio si spera, ma per riprendere il servizio ferroviario e non tramviario come sostiene qualcuno. L'idea del tram è consigliabile che non possa essere realizzata per diversi motivi. Si è proposto di acquistare dall'ATM di Torino alcuni tram costruiti circa 25 anni fa e mai utilizzati e già bisognosi di una radicale revisione. Gli stessi sono lenti e con poca accelerazione; aumenterebbero di conseguenza i tempi di percorrenza. Si dovrebbero inoltre cambiare l'alimentazione elettrica da 3000 volt a 600 volt e modificare le ruote dei tram per la diversa larghezza dei binari rispetto a quelli del treno. Qualcuno poi ipotizza la soppressione dei passaggi a livello con dei semafori con buona pace della sicurezza e dei tempi di percorrenza!
Per concludere il tram potrebbe diventare il "cavallo di Troia" per la definitiva soppressione della tratta ferroviaria Pinerolo- Torre Pellice, si deve quindi rivendicare:

  • La riapertura della ferrovia Pinerolo- Torre Pellice.
  • La stazione passante a Pinerolo per accelerare i collegamenti con la Val Pellice
  • Il raddoppio dei binari sulla Pinerolo - Sangone come da petizione firmata da 5250 utenti
  • Velocizzare i tempi di chiusura dei passaggi a livello, soprattutto all'interno della città di Pinerolo per evitare le code in C.so Torino.

 

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Da Treviso uno stimolo per l'unità delle lavoratrici e dei lavoratori
Di Enzo Chiattone*

Il 27 e 28 gennaio si è tenuta a Treviso la conferenza di lavoratrici e lavoratori del PRC.
I contributi di esperienza arrivati da tutta Italia hanno individuato gli ostacoli da superare e gli obiettivi da perseguire per la ricostruzione di un movimento di classe su larga base, che permetta di garantire i diritti e la difesa del salario.
I vari interventi, sia della sinistra della CGIL sia di una folta rappresentanza del sindacato di base (COBAS, RDB, Orsa, ecc), hanno denunciato la perdita di salario negli ultimi 20 anni, la crescita di flessibilità e precariato con conseguente indebolimento dei diritti del lavoro, la deregolamentazione degli orari.
Riguardo ai salari va detto che quelli dei lavoratori italiani sono all’ultimo posto in Europa, indice questo – ha rilevato Bertinotti – dell’inciviltà di un paese. In questo preoccupante panorama è stata evidenziata la responsabilità della politica neo-liberista e del processo di globalizzazione in atto, che decide la sorte dei popoli aumentando squilibri sociali, diminuendo l’occupazione e producendo disastri ambientali. Per combattere tale andamento dell’economia è necessario costruire una piattaforma comune a tutte le forze sindacali antagoniste; ricostruire dal basso, dalla base, un movimento che metta al centro le esigenze dei lavoratori, sburocratizzando l’attuale modo di fare sindacato; rivalorizzare il conflitto come metodo in contrapposizione alla politica della concertazione, che ha accusato limiti nella difesa del salario e nel governo dell’attuale organizzazione del lavoro. "Occorre – dice Cremaschi della FIOM – rifiutare l’uso inumano dell’uomo sul lavoro; rimettere al centro l’uomo in carne ed ossa, non l’impresa". A questo proposito Cremaschi ha reso nota la sua iscrizione al PRC, unico partito a farsi carico di questo impegno.
Un contributo del nostro circolo potrebbe essere la formazione di una commissione lavoro che, attraverso l’inchiesta, promuova la discussione sui cambiamenti del mondo del lavoro, proponendo soluzioni, ad esempio, sulla tutela dei lavoratori atipici, precari, immigrati. Il compito potrebbe essere arricchito anche dal fatto che, sul nostro territorio, esistono importanti esperienze sindacali alternative.

*Operaio alla SKF di Airasca

 

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No al buono scuola! Si ad una buona scuola!

La giunta di centro-destra della Regione Piemonte si appresta a varare un provvedimento per finanziare le scuole private. Il meccanismo è chiaro: alle famiglie degli studenti delle scuole statali verrà concesso il rimborso delle tasse di iscrizione (circa 100.000 lire) alle famiglie di coloro che si iscrivono alle scuole private sarà invece possibile avere rimborsi delle rette fino a 10 milioni, saranno toccati da questi benefici anche le famiglie con redditi sino a 140 milioni. Questa non è che una sciagurata applicazione della legge di parità voluta dal centro-sinistra lo scorso anno. Contrastiamo il buono Scuola!

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