Dicembre 2001

Sulla strada della rifondazione comunista. Sintesi delle tesi di maggioranza per il congresso del partito - Paolo Ferrero

Un buon avvio del Pinerolese Social Forum - Bruna Ricca

In via di approvazione il bilancio preventivo al comune di Pinerolo - Gruppo consigliare

La riforma del mercato del lavoro secondo il Governo. Sintesi del Libro bianco di Enzo Chiattone

Sanità ne Pinerolese


Sulla strada della rifondazione comunista. Sintesi delle tesi di maggioranza per il congresso del partito - Paolo Ferrero

I passaggi salienti del documento di tesi mi paiono cosi riassumibili:

1) L’analisi del processo di globalizzazione come vera e propria rivoluzione capitalistica. In questi venticinque anni il capitale è uscito dalla sua crisi e si è divincolato dalla presa della, forza operaia attraverso un gigantesco processo di trasformazione. Come ci dice Marx nel Manifesto del partito comunista, il capitale ha mostrato il suo volto rivoluzionario, modificando se stesso, la sua composizione tecnica, modificando la classe e il complesso delle relazioni sociali. Così come Lenin e la Luxemburg seppero cogliere la novità dell’imperialismo rispetto al capitalismo che aveva analizzato Marx, noi oggi dobbiamo essere in grado di cogliere la novità di questa globalizzazione capitalistica rispetto al ciclo di accumulazione precedente. Proprio perché il capitalismo è un modo di produzione a base rivoluzionaria il marxismo non può essere un sistema dogmatico e bloccato ma deve essere un sistema scientifico che, nella misura in cui è in grado di analizzare le novità, conferma la sua validità rivoluzionaria.

2) L’analisi della crisi di egemonia del neoliberismo e l’analisi e valorizzazione degli elementi di disgelo sociale. Cerchiamo cioè di cogliere le caratteristiche salienti delle soggettività sociali che emergono dalle contraddizioni capitalistiche. In primo luogo, i significativi segnali di ripresa del conflitto di classe a partire dai metalmeccanici intrecciato con la nascita e l’estendersi del movimento no global; non movimenti di resistenza subalterni ma che al contrario si pongono sia pure in forma ancora insufficiente al livello delle contraddizioni poste dal capitale. Movimenti non facilmente riassorbibili perché mettono al centro della propria contestazione e della propria proposta i punti di fondo, della globalizzazione: le contraddizioni di classe, di genere, ambientali, il nodo dell’immigrazione. Il movimento non è ancora una risposta compiuta alla globalizzazione: è una potenzialità matura non completamente dispiegata. Su questa potenzialità dobbiamo lavorare.

3) L’analisi del caso italiano in cui si intrecciano la crisi verticale del centro sinistra, le contraddizioni, i limiti e le potenzialità della - situazione sindacale sia confederale che extraconfederale, il tentativo di costruzione di un blocco sociale reazionario maggioritario da parte del governo di destra. L’uscita da questa situazione non viene individuata nella inefficace riproposizione di forme di alleantismo politico ma dalla messa al centro della questione sociale; solo la ricostruzione, dal basso, di un nuovo movimento operaio, di una nuova qualità del conflitti sociale, ci può permettere di battere il disegno reazionario delle destre.

4) La definizione della nostra proposta strategica nella costruzione della sinistra di alternativa. Il nostro progetto, è quella di dar vita ad una rete di relazioni stabili tra le diverse soggettività sociali, culturali, politiche, di movimento che si collocano nel campo dell’alternativa. Contro ogni presunzione settaria e contro ogni ipotesi di scioglimento di rifondazione in nuovi soggetti politici, il nostro partito deve saper cooperare alla costruzione di questo articolato campo della sinistra di alternativa.

5) Un deciso passo in avanti sulla strada della rifondazione comunista, che ridefinisce la nostra identità di comunisti a partire dalla rottura con lo stalinismo e dalla proposizione di una diversa cultura politica comunista. Dobbiamo rompere l’identificazione tra stalinismo e comunismo sbandierata dalla destra come dal centro sinistra, per riaffermare — a partire da Marx — il comunismo come processo di liberazione, come progetto di trasformazione auspicabile, da riscrivere con le giovani generazioni che nel movimento si affacciano sulla scena politica. -

6) Per fare tutto questo il documento propone l’avvio di un deciso processo di autoriforma del partito che superando il suo carattere monosessuato, gli elementi burocratici e testimoniali, sappia trasformare il partito in un organizzatore di lotte, di vertenze, di luoghi di aggregazione sociale e di autorganizzazione dei soggetti sociali; costruttore di relazioni con i diversi soggetti che si muovono sulla strada dell’alternativa. Un processo di autoriforma che sappia porre il nostro partito all’altezza delle sfide e delle occasioni che ci sono poste dalla crisi dell’egemonia del neoliberismo.

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Un buon avvio del Pinerolese Social Forum

Di Bruna Ricca

Al ritorno dai due giorni passati ad Agape dove ci siamo confrontati su temi importanti come la nonviolenza e le potenzialità del movimento antiglobalizzazione, il nostro gruppo pinerolese si è organizzato in gruppi di lavoro che hanno visto il coinvolgimento complessivo di circa 40-50 persone secondo i propri interessi e delle proprie potenzialità. Sono così nati quattro gruppi tematici, ognuno dei quali pone particolare attenzione al territorio oltre che al "globale".
- Il gruppo teatro pone la propria attenzione sulle tecniche teatrali come mezzo per rendere più efficace e diretta la comunicazione a partire dai temi che riguardano la globalizzazione e le sue conseguenze sulle persone.
- Il gruppo G (informazione e comunicazione), si sta occupando di organizzare iniziative pubbliche, di tenere contatti con i mezzi di informazione: stampa; radio; Internet (si sta lavorando alla costruzione di un sito); gli studenti; le associazioni che fanno parte del Social Forum ( vedi Legambiente) e non, con le quali è importante uno scambio di materiali, un aggiornamento rispetto ai temi che si trattano, una condivisione delle modalità di azione ed un appoggio per sostenere le iniziative proposte. Il gruppo, sensibile al problema del contatto diretto con le persone, non si concentra solo sui mezzi di comunicazione ordinari citati ma lavora anche su forme di comunicazione alternative organizzando ad es. momenti di aggregazione e partecipazione su temi quali la riappropriazione degli spazi pubblici della propria città ed installazioni e azioni teatrali in collaborazione con il gruppo teatro.
- Il gruppo "globalizzazione e mondo del lavoro" individua come interlocutori prioritari i lavoratori delle piccole e grandi aziende e riflette sul modo di coinvolgerli nelle lotte per l'alternativa al liberismo.
-Il gruppo "consumo critico" si è posto il problema della contro-informazione relativa agli acquisti, problema tanto più significativo in un periodo dell’anno come quello delle feste di fine anno in cui l’attenzione a ciò che si compra dovrebbe diventare una prassi "politica".
Ogni nuovo arrivato potrà dare il proprio contributo ed i propri consigli, che saranno ben accetti, questo perché il movimento deve continuare ad essere dinamico per poter affrontare temi complessi e rispondere alle domande che ci vengono poste dall’esterno. Ogni gruppo si ritrova con cadenze decise al proprio interno e un portavoce ha il compito di coordinamento con gli altri gruppi e la preparazione dei momenti assembleari.
Un punto su cui dobbiamo ancora confrontarci è quello della Carta degli Intenti a cui vogliamo aderire. Stiamo discutendo la carta elaborata dal Social Forum di Torino all'interno di ogni gruppo e al più presto ci ritroveremo a condividerla in toto o solo in parte. Avere un documento di riferimento è importante al fine di permettere ad altri e ad altre di aderire al Social Forum sapendo quali sono le linee "politiche" che si vanno a condividere. La nostra struttura di lavoro è ancora in rodaggio: ci sono ancora difficoltà a gestire i momenti assembleari, si fa fatica a volte ad uscire da uno schema di "far politica" in cui solo alcuni si riconoscono, è necessario, a mio avviso, dare maggiore fiducia alle iniziative dei singoli gruppi, e il momento assembleare deve diventare sempre più il luogo in cui si comunicano le iniziative e si discutono le linee portanti del nostro lavoro.
Dopo tutto lo slogan "un altro mondo è necessario" non è solo una frase da gridare ma delle parole importanti e significative per ognuno e ognuna di noi e alle quali sappiamo di dover aderire nel loro significato profondo.

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In via di approvazione il bilancio preventivo al comune di Pinerolo

La giunta comunale di Pinerolo ha licenziato il bilancio preventivo per l’anno 2002 che sarà discusso dal Consiglio Comunale nelle serate del 17, 18,19 e 20 dicembre.
Nonostante il gran parlare di federalismo o quant’altro, il primo problema con il quale ci si è trovati a fare i conti è l’esiguità dei trasferimenti statali, rimasti invariati rispetto allo scorso anno senza neppure essere adeguati all’inflazione. Tutto questo a fronte di aumenti di spesa non indifferenti.
Il primo e quello riguardante l’applicazione del nuovo contratto ai dipendenti degli enti locali (i quali continuano comunque ad essere tra i lavoratori peggio pagati) che per il comune di Pinerolo ha significato un aumento di spesa per il personale di circa 800 milioni (la spesa complessiva è di oltre 14 miliardi su un bilancio che pareggia intorno ai 44).
Il secondo sensibile aumento di spesa riguarda il contratto con ACEA per la raccolta rifiuti, aumento di circa 900 milioni (da 5.8 miliardi a 6.7) a fronte delle scelte fatte, senza dubbio premianti dal punto di vista ambientale (nuova discarica a norma rifiutando la scelta dell’inceneritore, impianti di divisione secco-umido, raccolta differenziata) ma che portano ad un aumento generale di spesa.
Vi sono poi circa 500 milioni di maggiori interessi sui mutui.
A fronte di questi aumenti di spesa, ai quali non è corrisposta come detto alcuna variazione in aumento dei trasferimenti ai comuni, si sono dovute compiere scelte per noi dolorose ma necessarie se, come avevamo espressamente indicato, non dovevano essere messi in discussione tagli di servizi o aumenti tariffari dei servizi stessi. Il primo recupero di risorse riguarda quindi l’addizionale IRPEF che aumenterà dello 0,2% passando dallo 0,1 allo 0.3 (aumentando il gettito di circa 1.4 miliardi). Certo in un momento nel quale salari e stipendi continuano a perdere valore non è una scelta facile da fare ma abbiamo ritenuto che fosse comunque più giusto distribuire sulla collettività il costo di quel "welfare cittadino" la cui copertura da parte del comune e praticamente ai limiti che la legge consente, piuttosto che "scaricarlo" direttamente sulle spalle delle famiglie aprendo tra l’altro spazi al privato e a quell’idea di "stato sociale per poveri" che ci vede così distanti. Un altro aumento riguarderà la TARSU (tassa raccolta rifiuti), aumento che si aggirerà intorno al 20%, sia a causa dei maggiori costi di cui sopra, sia a causa del fatto che il decreto Ronchi impone che tra il 2003 ed il 2005 si arrivi alla totale copertura di tale servizio con tariffe senza intervento diretto degli enti locali. L’ICI rimarrà invariata per le prime abitazioni (5,6 detrazione 150 €) mentre passerà al 6 per mille per le altre abitazioni ed al 7 per aree fabbricabili ed alloggi sfitti.
Per quanto riguarda i servizi come detto non solo non saranno ridotti -ma in alcuni casi potenziati (ad es. quest’anno partirà il nido part-time e sono previste per i nidi 5 nuove assunzioni) e nessun ritocco tariffario è previsto neppure in forma di arrotondamento all’euro. Questo è il terreno sul quale maggiormente ci siamo spesi vincendo le resistenze di chi, anche all’interno della maggioranza, pensava ad intervenire sulle tariffe per ottenere parte delle maggiori entrate necessarie. Crediamo sia inoltre da sottolineare l’attenzione, in un momento in cui tutti sembrano marciare in direzione opposta, che questo bilancio ha per le problematiche legate alla scuola pubblica sia dal punto delle strutture (investimenti per 750 milioni per la messa a norma di alcuni edifici e per la prosecuzione della rimozione delle coperture in eternit ancora presenti) che dei servizi ad essa collegati come l’assistenza fisica, le mense ed il servizio di pre e post scuola (in cui è tra l’altro da segnalare la stabilizzazione di circa 10 lavoratori provenienti dall’esperienza dei lavori socialmente utili). Grosso sforzo sarà infine dedicato al proseguimento e incremento della lotta all’evasione e all’elusione di TARSU ed ICI.

Il gruppo consiliare del PRC

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La riforma del mercato del lavoro secondo il Governo

Sintesi del Libro bianco di Enzo Chiattone

  • Eliminazione del diritto al reintegro nel posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo (art.18 L.300/70). E’ l’attacco più grave ai diritti: il datore potrebbe licenziare chiunque, in qualsiasi momento, senza giustificato motivo, semplicemente accordando al lavoratore un piccolo risarcimento danni. Anche se, si dice, viene fatto per far emergere il lavoro nero o per confermare i contratti a termine sappiamo che, passato il principio, questa regola sarà estesa gradualmente a tutti. Questa è ingiusta, inoltre, perché da una parte dà (possibilità di assunzione, ad es. dei contratti a termine), ma dall’altra toglie (un contratto a termine anche confermato a tempo indeterminato, ma che può essere licenziato in qualsiasi momento, rimarrà un contratto a termine per tutta la vita!).
  • Completa privatizzazione del collocamento.
  • Liberalizzare la somministrazione (appalto) di manodopera da parte di agenzie specializzate, facilitando prestazioni strumentali ai processi di esternalizzazione del lavoro. Questo passaggio vuol di solito dire un arretramento dei diritti acquisiti dei lavoratori.
  • Estensione a tutti del sistema previdenziale contributivo, trasferendo risorse dal salario alle grandi finanziarie, col sostegno dei fondi integrativi privati. Riduzione degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, mobilità, disoccupazione).
  • Diritti e salari differenziati secondo il tipo di ingresso e del territorio in cui si lavora.
  • Sostegno del lavoro part-time da una parte e incentivo agli straordinari dall’altra, con estensione delle flessibilità a tutte le forme contrattuali.
  • Introduzione di ulteriori forme di lavoro precarie: il lavoro intermittente, per venire incontro all’esigenza di flessibilità da parte del datore (ci vogliono con la brandina e il cellulare). Quando il mercato tira si fanno straordinari e quando ristagna si sta a casa, a disposizione del padrone, percependo una piccola indennità di disponibilità (i lavoratori avevano bocciato questa proposta con un referendum alla Zanussi). Il lavoro a progetto, per prestazioni circoscritte nel tempo dei lavoratori autonomi. Estensione del rapporto di lavoro temporaneo anche ai disabili.
  • introduzione di arbitrati al posto del ricorso alla magistratura del lavoro.(l’arbitro è una figura più debole del magistrato perché viene pagato dalle parti e perché non ha potere di indagine)
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SANITA' NEL PINEROLESE

Pur disponendo i cittadini del pinerolese di servizi sanitari con prestazioni medio alte, basta una veloce occhiata ai tempi di attesa per visite ed interventi (che riportiamo sotto in tabella) per comprendere che non di tagli o di "stimoli concorrenziali" ci sarebbe bisogno ma di maggiori investimenti ed attenzione ad una sanità pubblica e di livello per tutti, unica garanzia di diritto alla salute.

Giorni di attesa per interventi operatori - ASL10

Reparto

Inizio 2001

Media primi 6 mesi

del 2001

Media ultimi 4 mesi del 2001

Punte

Ostetricia/Ginecologia

9

10,5

10,5

25

Urologia  

21

16

45

Otolaringoiatria  

21,9

21,4

45

Chirurgia

49

49,5

51,8

106

Ortopedia

55

57,2

66

90

Oculistica (cataratta)  

320

235

 

Giorni di attesa per prestazioni ambulatoriali* - ASL10

* Prestazioni con tempi superiori a 39 gg.

Fisioterapia per lombalgie

40

Stabile
Ambulatorio Alzeheimer

44

In aumento
Ambulatorio per le cefalee

50

Stabile
Prima visita oculistica

50

Stabile
Visita chirurgica di controllo

51

In aumento
Visita otolaringoiatra per bambini

52

In aumento
Ecografia

59

(41 al 08/01/01)
Urografia

60

Stabile
Visita chirurgia vascolare

80

In aumento
Visita reumatologica

87

In aumento
Prima visita diabetologica

88

In aumento
Prima visita oculistica diabetici

119

In aumento
Vista diabetologica di controllo

133

Stabile

No! Alla chiusura di 15 Ospedali in Piemonte
NO! All'accorpamento delle ASL
No! All'aumento dei tempi di attesa per interventi e prestazioni
N0! Ai tagli di personale e alla reintroduzione dei Ticket
No! Alle dimissioni selvagge
No! Ai 5 miliardi di aumenti per i direttori già ben pagati

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