
Care lettrici e cari lettori di questo
nostro piccolo notiziario, con piacere Vi invito a partecipare alla tradizionale festa di
sostegno alle attività de circolo e del quotidiano "Liberazione". Sono sicuro
che Vi troverete bene, la ripresa delle lotte aumenta la voglia di incontrarsi e di capire
cosa ne pensano altri compagni, la festa è un occasione, certamente meno impegnata, ma di
certo molto utile. Quest'anno a causa delle elezioni politiche ed amministrative della
città di Pinerolo, non siamo riusciti a preparare una festa più ampia e rinnovata come
ci eravamo proposti di fare l'anno scorso, ed abbiamo ripiegato su una cena seguita da
canti e balli. A presto: Luigi Fenoglio N.B. Per la buona riuscita della cena sono gradite le prenotazioni e la puntualità, per i dolci ci affidiamo alla vostra generosità. Si può prenotare fino a Giovedì 29 Agosto telefonando a: Luigi Fenoglio 0175 392346; Gianpaolo Cleri 0121 55145; oppure inviando una e-mail al circolo: [email protected] . |
Cronistoria e prospettive del movimento no global a Pinerolo Di Marina e Gianpaolo Riprendono il 6 settembre presso la sede di Alp-Cub gli
incontri del coordinamento pinerolese contro il G 8. Sono già in programma per il 13
settembre una serata di formazione sulla struttura della Banca etica e
sullorganizzazione della rete Lilliput e nel mese di ottobre, in data ancora da
definire, un convegno ad Agape di Prali per approfondire i temi della non violenza e
discutere della struttura organizzativa del movimento. Era inoltre forte lesigenza di far conoscere la verità e
denunciare pubblicamente le violenze subite: è stata rilasciata unintervista
allEco del Chisone ed è stato chiesto un pubblico incontro con i parlamentari
locali. Nellauditorium di Corso Piave, strapieno nonostante il periodo di ferie,
venerdì 27 luglio tanti hanno trovato ancora il coraggio di salire sul palco davanti a un
microfono per raccontare la propria esperienza, per chiedere a Merlo, Fassone e Malan
impegni precisi per ristabilire verità e giustizia e garanzie per le libertà
democratiche violate a Genova. |
| Testimoniaze
sulla carica al corteo pacifico La testimonianza di Rita e Chiara h 6.30 Cinque pulmann partono da Pinerolo :destinazione Genova.300 persone, intere famiglie, gente di tutte le età. Insomma, gente comune, tranquilla, intenzionata soltanto a manifestare pacificamente.h 10.30 Arrivo a Genova. Nessun controllo da parte delle "Forze dell'Ordine". Migliaia di persone come noi si dirigono verso il corteo. Piccoli gruppi circoscritti armati di oggetti contundenti e protetti da caschi e corazze entrano indisturbati nel corteo. Il nostro gruppo li evita immettendosi nel corteo in un altro punto e mantiene una distanza di sicurezza, non comprendendo le loro intenzioni. h 12.30 ca. il corteo procede pacificamente e festosamente. Non si percepiscono tensioni nei nostri pressi. h 14.30 ca. Il corteo si blocca in Corso Italia. In lontananza si vedono i fumi dei primi lacrimogeni lanciati dalle "Forze dell'Ordine". Ci fermiamo in attesa di capire se arretrare o proseguire per la via autorizzata del corteo. Alcuni di noi si avvicinano alla zona degli scontri (piazzale Kennedy) e riferiscono di aver visto un gruppo di facinorosi assaltare e incendiare una banca di fronte ad un blocco più consistente di esponenti delle "Forze dell'Ordine" . Decidiamo allora di restare lontani e fermi in attesa che il gruppo dei facinorosi venga arginato e che quindi il corteo possa procedere. Alcuni intorno decidono di fare sit-in, noi restiamo in piedi pronti eventualmente ad arretrare; tutti cerchiamo di mantenere la calma e non scatenare il panico. h 15.30 ca. All'improvviso la situazione degenera e i primi lacrimogeni arrivano sulla folla. Si scatena il panico generale, la gente urla e cerca di fuggire spaventatissima. Continuano a piovere i lacrimogeni lanciati anche dall'elicottero che sin dall'inizio sorvolava sul corteo. La folla sconvolta senza poter più respirare nè vedere si accalca, quasi ci stritoliamo a vicenda. Alcuni riescono ad arrampicarsi, altri trovano via di fuga verso la spiaggia. Ma questo noi non lo abbiamo visto.... RITA: mi volto indietro e faccio appena in tempo a vedere una moltitudine di poliziotti venirmi addosso che uno di loro mi colpisce violentemente alla testa, ferendomi e facendomi cadere. Nonostante fossi sanguinante ed inerme a terra, ognuno di loro cui venissi a tiro infieriva su di me con calci e manganellate in tutto il corpo. Erano tanti, almeno dieci, quindici, tutti su di me. Quando ho capito che cosa stava succedendo mi sono riparata la faccia con le mani e questo ha impedito che un ulteriore calcio mi deturpasse il viso, fratturandomi "solo" la mandibola. Cercando di rialzarmi con le ultime forze rimastemi intravedo Chiara affianco a me in terra che mi aiuta a mettermi in salvo. Ma come se non bastasse un poliziotto passando mi spruzza uno spray urticante dentro un occhio. Poi verso la spiaggia la salvezza, un ragazzo mi getta dell'acqua sul volto ed altri immediatamente giungono in mio soccorso. Pensavo di morire. CHIARA: stretta nella folla impazzita cado in terra, spinta. Terrorizzata penso che sarei morta calpestata dai miei stessi compagni in fuga. Improvvisamente mi ritrovo sola a terra , di fronte a me solo poliziotti con scudi caschi e manganelli. Uno di loro mi colpisce. Solo allora ho capito che erano fuori di sè e che avrebbero potuto massacrarmi. Dopo di che non ricordo più distintamente, forse mi sono coperta gli occhi o li ho chiusi. Ricordo soltanto le grida vicine di una donna che urlava: - Perché? Perché? Non vi abbiamo fatto nulla. Perché? -.Poi mi sento chiamare, mi volto e vedo Rita . Era lei ad urlare ed ha il volto pieno di sangue. Sconvolte cerchiamo di metterci in salvo. Sulla spiaggia ritroviamo un piccolo gruppo di Pinerolesi, gli altri dispersi e irrintracciabili. Abbiamo tutti paura e siamo bloccati, fuori ancora le "Forze dell'Ordine" .Quando, dopo ore, riusciamo ad uscire sulla strada i medici ci caricano sull'ambulanza. ...ecco i danni subiti: RITA: - trauma cranico facciale - frattura mandibola sinistra (prognosi: 30 giorni senza poter masticare nè parlare) - ferita alla fronte: un punto di sutura - ematoma su tutta una coscia e vari sul corpo CHIARA: - due ematomi, uno sotto il braccio, uno sulla gamba (...con me sono stati "gentili"...) .E questi sono soltanto i danni fisici. Ma quelli morali? La paura e l'umiliazione non si dimenticano... RITA: quando chiudo gli occhi rivedo la scena ogni volta, come se fosse un film surreale. La testimonianza di Luigi Parto da Pinerolo alle ore 7.00 del 21 Luglio con mia moglie, mio figlio ed altre 250 persone provenienti da gruppi, associazioni e partiti, facenti parte del coordinamento Pinerolese contro il G8. In preparazione della manifestazioni di Genova si sono organizzate nel Pinerolese due manifestazioni pacifiche e diffusi circa cinquemila volantini. Arriviamo a Genova (Nervi) verso le 10,30 e incominciamo subito a sfilare. In quattro ore di marcia abbiamo incontrato una grande quantità di gente assolutamente pacifica senza assitere ad alcun incidente. Poco dopo le ore 15,00 il nostro spezzone di corteo si arresta in Corso Italia a 400 metri da piazzale Kennedy, dove in lontananza vediamo fumo e lancio di lacrimogeni.Attendiamo quasi una mezz'ora guadagnando alcune decine di metri, ma il lancio di lacrimogeni in Piazzale Kennedy non sembra diminuire.. Davanti a noi c'è tutta gente pacifica ben identificata con bandiere e striscioni. Sono preoccupato per la nostra delegazione che aveva come punto di ritrovo la zona dello stadio di Marassi e non può procedere. Decidiamo di indietreggiare di 100 metri ma è difficile perché dietro di noi c'è una grande massa di persone. Ci spostiamo sulla carreggiata verso il mare dove c'è meno ressa e indietreggiamo. All'improvviso vedo che i lacrimogeni incominciano a cadere sul corteo, creando panico tra la gente che davanti a noi incomincia a corre indietro. Un lacrimogeno raggiunge la strada (via Podgora circa 100 metri più avanti) dove ci sono migliaia di persone che guardano pacificamente la situazione. Cerco mia moglie, la prendo per mano e cerchiamo di correre indietro. In un attimo siamo pressati come sardine da migliaia di manifestanti. Mi giro indietro e vedo un lacrimogeno cadere a dieci metri da noi, mi rivolto e vedo mia moglie inciampare in un blocco di cemento messo nel marciapiede per impedire il transito delle auto e cadere su un altra ragazza. Cerco di difendermi dalle spinte ed evitare che altre persone calpestino mia moglie. Riesco ad aiutarla a rialzarsi, ma perdo del tempo. Intanto l'aria è diventata irrespirabile. Mi dirigo verso l'esterno del marciapiede. Attorno a me la gente corre, mi volto e vedo un muro di poliziotti venire verso di noi con maschere antigas e manganelli. Nel corso arriva un blindato a tutta velocità. Rricevo una manganellata sulla testa che mi fa sanguinare, cerco riparo sotto alcuni cespugli ormai pieni di persone, non riesco a respirare e sento la faccia bruciare intensamente, sono stordito e tengo mia moglie per mano. Appena riesco a respirare mi alzo e guardo verso la strada. Ci sono ancora molti poliziotti che manganellano persone con le mani alzate in segno di pace. Noto che qualche poliziotto cerca di trattenere i suoi colleghi che esagerano. Sono arrabbiato e con un po' di incoscienza mi metto ad urlare "non picchiate chi non ha fatto nulla" "non picchiate le donne", Mentre continuo ad urlare vedo che la carica è proseguita ancora per diverse centinaia di metri, travolgendo migliaia di persone assolutamente pacifiche. Incomincio a diventare più cosciente e preoccupato per la sorte degli altri manifestanti. Attendo che la situazione si calmi e cerco di contattarli, dandoci appuntamento nel sagrato della chiesa di Boccadasse, dove piano piano ci ritroviamo. Mio figlio non so dove sia per circa un ora, riesco a sapere che sta bene e si trova all'Ospedale con la sua ragazza che ha avuto una distorsione e una altra ragazza di Pinerolo a cui i poliziotti hanno spaccato la mandibola. La testimonianza di Claudia Il corteo di Sabato 21 Luglio sarebbe potuto essere una bellissima esperienza se non fossero avvenuti i fatti tragici che sappiamo. Ho partecipato con il mio ragazzo e dei miei amici, più o meno ci conoscevamo tutti, Nessuno di noi era "armato" ne era preparato a violenze come quella che abbiamo subito: il mio ragazzo aveva portato addirittura un mazzo di fiori da portare in piazza Carlo Giuliani, ma purtroppo non ci siamo neanche arrivati, il mio ricordo de quel Sabato è sempre molto nitido, anche due settimane dopo, e credo lo sarà sempre.Ore 15,30 circa: stiamo manifestando pacificamente con tanti altri gruppi intorno quando ad un certo punto incominciano a vedersi i fumi dei lacrimogeni a circa 150 metri di distanza dal punto in cui eravamo noi; sentiamo persone che iniziano ad urlare i primi "indietro, tornate indietro piano" e non capivamo perché , tuttavia arretriamo un poco; Ore 15,45 circa: improvvisamente la "marcia indietro" si fa più frenetica e poi tutti siamo presi dal panico: come tanti ho avuto paura di rimanere schiacciata e calpestata dai miei stessi compagni: tutti cercano di correre, il fumo dei lacrimogeni ormai impregna l'aria che si è fatta irrespirabile: inciampo in un pilone del marciapiede e mentre sto cadendo sento una forte botta in testa: un poliziotto mi ha colpita in un momento di panico e debolezza come questo: incredibile! Sento la voce del mio ragazzo che mi chiede come sto e col suo aiuto riesco a rialzarmi velocemente, dando un occhiata ai blindati blu che si avvicinano, e corro all'impazzata verso una boscaglia li vicino; con altre persone scavalco un muretto e mi nascondo tra i cespugli, soffocando per i lacrimogeni, continuando a tossire e a sputare nel mio fazzoletto bagnato: è un momento bruttissimo, sto veramente male; ho perso il mio ragazzo ma per fortuna ci sono altre persone vicino a me e ci facciamo forza a vicenda, increduli e disperati Ore 16 osiamo alzare lo sguardo, toglierci i fazzoletti dalla bocca: il fumo asfissiante si è diradato un po', attorno a me vedo solo facce sconvolte ed occhi arrossati ; con cautela esco dalla boscaglia e provo a chiamare il mio ragazzo: per fortuna sta bene, almeno lui non se le è prese come me! Dopo riesco a ritrovarmi con alcune persone del mio gruppo: abbiamo vissuto tutti dei momenti da incubo, non possiamo credere a quello che ci è capitato, eppure è vero.
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Mozione su Genova approvata dal Consiglio Comunale di Pinerolo .sulla base delle testimonianze delle centinaia di concittadini intervenuti alla manifestazione contro i G8 tenutasi a Genova il 21/07 u.s. nelle quali essi denunciano il fatto di essere stati fatti oggetto di cariche ingiustificate e particolarmente violente con lanci di gas lacrimogeni e colpi di manganello da parte delle forze dell'ordine (avvenute senza alcun preavviso) mentre, intorno alle ore 16 in C.so Italia a circa 400 m da piazzale Kennedy, in modo assolutamente pacifico e non violento, esercitavano diritti costituzionalmente garantiti partecipando ad una manifestazione autorizzata;ESPRIME La ferma condanna per questo attacco avvenuto ai danni dei manifestanti che in nessun modo stavano arrecando problemi d'ordine pubblico e ritenuto da tutti i partecipanti indipendentemente dalla loro collocazione politica, ingiustificato e particolarmente violento (alcuni cittadini pinerolesi hanno dovuto ricorrere a cure mediche ed una ragazza in particolare ha riportato la frattura della mandibola ed altre contusioni); IMPEGNA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE A pretendere dei chiarimenti in merito alle autorità competenti e a
prendere le opportune iniziative in tutte le sedi idonee. Affinché in nessun caso abbiano
a ripetersi simili atteggiamenti da parte delle forze di polizia, rendendosi evidente che
in caso do effettiva necessità di tutela dell'ordine pubblico deve essere data la
possibilità a chi è pacificamente impegnato a manifestare le proprie idee di non essere
coinvolto in tale operazioni; |
La posizione del PRC sulla trasformazione dell'ACEA. Dal Gruppo consigliare di Pinerolo Preso atto che norme ed indirizzi comunitari e nazionali, pur se ancora
solo in parte vigenti, condizionano l'azienda speciale ACEA a trasformarsi in Società per
Azioni, il gruppo consigliare ha proposto al Sindaco ed alla maggioranza di adottare le
seguenti posizioni:
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Interessante dibattito sulle Cooperative. Di Enzo Chiattone Il 13 Giugno organizzato dall'ALP-CUB ed il Circolo Stranamore si è svolto un importante dibattito sulle cooperative, la nuova legge e la figura del socio lavoratore. La serata è iniziata con una buona illustrazione della nuova legge ad opera dell'Avv. Alida Vitale. Secondo la relatrice ci troviamo davanti ad una legge complessa, che si potrà comprendere bene solo quando sarà in fase di attuazione. Il nodo essenziale che la legge affronta e l'attribuzione al socio lavoratore anche dell'attribuzione di lavoratore dipendente, questo per evitare che cooperative "spurie", cioè funzionanti con modalità diverse da quelle proprie della esperienza prima del movimento cooperativistico, utilizzino regolamenti interni per retribuire i soci lavoratori al di sotto dei minimi del settore privato dei rispettivi settori. La necessità di una legge nuova in materia si è subito evidenziata nel vivace dibattito che ne è seguito Da un lato vi sono stati interventi importanti come quello di Paola Scaffidi che hanno valorizzato il lavoro svolto in cooperative che hanno cercato di mantenere forte lo spirito solidaristico e di miglioramento della qualità del lavoro e della partecipazione. Da un'altra parte sono venuti alla luce diversi aspetti caratteristici del nuovo modo di lavoro in cooperativa. Innanzi tutto si è notato che molte cooperative che svolgono servizi di pulizia o di assistenza per aggiudicarsi le gare di appalto praticano prezzi troppo bassi tali da indurre poi una gestione aziendalistica e autoritaria di sfruttamento dei soci lavoratori. Si sono inoltre evidenziati i problemi di molti lavoratori che pensano che il lavoro autogestito in cooperativa sia da preferire al lavoro organizzato del settore privato, ma che si scontrano con le leggi dominanti del mercato e non riescono a realizzare i loro obiettivi. Il punto più alto della critica è arrivato da alcuni lavoratori, ex lavoratori dipendenti che in seguito al fallimento della loro azienda poi assunti da una cooperativa sociale, che hanno dichiarato che è meglio avere un padrone che essere soci di una cooperativa. Altri interventi e le conclusioni hanno sottolineato che di una buona legge c'è assolutamente bisogno, che l'attuale legge offre alcuni spunti per dare più diritti ai soci lavoratori, ma che il problema della qualità del lavoro lo si migliora solamente con la lotta unitaria di tutti i lavoratori. |