Warning: sex.
Una vita diversa
- nona parte -
La pioggia batte violenta sui
tetti, qualche goccia filtra tra le tegole. Il sordo rumore dell’acqua che
scende, l’odore del fieno umido. Nelle scuderie, André e Josephine sono
sdraiati su una grande coperta dietro una carrozza, a leggere.
-
Senti qua, Jo… Al contratto sociale si affida, dunque, il compito di
ripristinare relazioni sociali libere e dirette, in cui la volontà di tutti sia
accettata e vissuta come una sorta di… legge di natura… -
Jo sta sottolineando un altro
passo sul suo libro, si interrompe e lo guarda.
-
André, se continuerai così, diventerai uno di quelli oratori nelle
piazze di Parigi. –
André le sorride togliendosi
i capelli dagli occhi.
-
Non scherzare! –
-
NO! NO! Dico sul serio! Fomenterai il popolo contro i Jarjayes, la gente
inferocita verrà qua e ci lincerà tutti… L’ultima cosa che vedrò, prima
di penzolare dalla forca, sarà la tua faccia… compiaciuta! –
André scoppia a ridere.
-
Jo, smetti! - le si avvicina - Lo sai che non potrei farti del male. - la
prende da sotto le ascelle tirandola verso sé - Diventerei pazzo nel vedere il
tuo corpo che penzola da una forca… - André ride - Saresti eccitante anche lì,
ma a quel punto non potrei più averti. No! Mi fai più comodo così! –
I due si rotolano nel fieno,
scherzando e deridendosi. Si baciano, si cercano giocando.
-
ANDRÉ! ANDRÉ! –
André si alza di scatto.
-
E’ la voce della nonna: cosa sarà successo?! Resta lì, Josephine…
non ti muovere. –
Scatta in piedi, si rassetta
il più possibile e corre verso la porta della rimessa. La nonna è già
entrata, ha visto tutto, non si meraviglia affatto: è già da molto che si è
accorta che i due ragazzi si vedono di nascosto. Fa finta di niente, come
sempre. Il nipote le è grato.
-
André! –
-
Cos’hai, nonna?! Cos’è successo?! Perché sei uscita sotto questa
pioggia?! –
La nonna lo guarda negli
occhi, non riesce a parlare. Josephine esce dal suo riparo, si avvicina ai due,
ha intuito qualcosa. La nonna la guarda, poi guarda ancora il nipote.
-
Il padrone ti cerca… -
-
Vado subito, nonna, ma non ti dovevi preoccupare così. –
Nanny gli afferra il braccio.
-
Si tratta di Oscar… -
André vacilla, Josephine lo
sostiene.
-
Sta tornando... -
Nanny abbassa lo sguardo, non
vuole guardare il nipote, si infila il mantello e fa per andarsene.
-
Sbrigati, André! - chiude la porta senza voltarsi.
Josephine vede tornare gli
occhi di André velati, come la prima volta che si sono incontrati. Capisce
perché la nonna è uscita senza guardare in faccia il nipote, per risparmiarsi
la sofferenza di vederlo affondare… ancora, inesorabilmente. André abbassa lo
sguardo sulla ragazza, lei lo fissa con gli occhi lucidi. Le liscia i capelli,
prende la testolina con le mani, le bacia le labbra.
-
Devo andare… -
Si china a raccogliere la
giacca, si volta. Josephine gli si stringe alla vita, lo abbraccia così forte
da togliergli il respiro, singhiozza appiccicata al suo petto, non alza la
testa. André capisce che è disperata. Le appoggia sulle spalle la sua giacca,
la prende in braccio, esce di corsa dalla rimessa correndo sotto la pioggia. Lei
gli stringe le braccia al collo, piangendo sotto la giubba, ad occhi chiusi.
André entra come una furia
nel salone, dopo aver lasciato Jo in cucina con la nonna, che non mancherà di
informare meglio la ragazza. Sale le scale di corsa, bussa, entra nello studio
del generale.
-
Allora, André, tua nonna ti avrà informato… -
André non riesce a crederci.
-
Si, signore… -
-
Ho ricevuto una lettera in cui Oscar mi informa che presto lei e suo
marito arriveranno a palazzo. Per quello che riguarda Oscar non devo ricordarti
nulla, ma se le sue abitudini ora sono diverse… ehm… insomma, ora non è più
un soldato… tu sarai comunque anche a loro disposizione, qualunque cosa gli
serva.
André annuisce, si congeda
dal generale, torna nella cucina. La nonna gli corre incontro.
-
Che cosa ti ha detto? –
-
Niente e tutto... Dov’è Josephine?! –
-
Mi ha chiesto informazioni, poi se ne è andata. André, stai attento…
la ucciderai… -
-
No, nonna... non le farò alcun male! –
Esce di corsa, sale le scale,
spalanca la porta della camera di Oscar: non c’è… e non è nella
biblioteca, non è nei salotti, non è in camera di André. Il ragazzo la cerca
in tutto il palazzo: non c’è. Allora corre fuori, sotto la pioggia. La vede
sugli scalini del grande patio. Le si avvicina. Lei lo guarda, non parla, è
bagnata dalla testa ai piedi, vuole restare lì: è la sua anima che glielo
impone. Lui la rispetta e le si siede accanto. Sta piangendo. André si sente
colpevole. La abbraccia, non gli importa se qualcuno può vederli. Jo gli si
accosta, ascolta il suo cuore. Il cuore di André… sembra che stia per
uscirgli dal petto.
-
Che ne sarà di me…?! –
-
Cosa diavolo stai dicendo?! Lei è sposata, felicemente… e poi io ho
te! -
Josephine si rincuora, ma non
è stupida: sa che il fantasma di Oscar c’è sempre stato tra di loro e che
ora sta per materializzarsi, rendendo tutto più difficile. André prende tra le
braccia la fanciulla, entra nel salone. Se la porta nella sua stanza, la
spoglia, la asciuga e le mette addosso una sua pesante vestaglia da camera,
dopodiché si toglie i vestiti bagnati anche lui, indossandone altri asciutti.
Sono vicini sul letto, lui la abbraccia, la scalda col suo corpo. Si
addormentano così, senza cenare, senza parlare, restando uniti in un abbraccio
confortante, per tutti e due.
Quella notte, André si
sveglierà e non riuscirà più a dormire.
-
Oscar… come farò a rivederti… con lui…?! Ho tanto pregato che tu
tornassi… - si volta, vede Josephine che dorme accanto a lui, indifesa - Oh
dio… cosa ho fatto…?! - gli tornano in mente le parole della nonna.
“André, stai attento… la
ucciderai…”
Ecco che viene assalito dai
rimorsi, non può perdonarsi di averla presa, di averla posseduta tutte le volte
che ha voluto.
Contemporaneamente, però, si
addolcisce anche pensando che ha imparato ad amarla. Poi ricade nello sconforto:
presto rivedrà il suo grande amore. Non ha il controllo di sé, teme di cadere
in errore, qualsiasi cosa faccia. Incontrerà di nuovo lo svedese... lo dovrà
servire… lo vedrà congedarsi dagli altri e salire in camera con lei…
-
Sto ricadendo nell’abisso… questa volta non ce la farò… -
La mano di Jo gli carezza il
viso, lui si volta a guardarla, accende una candela. La ragazza ha gli occhi
gonfi, non dice una parola, ma lo conforta con la sua presenza. André le si
sdraia accanto, soffia sulla candela, chiude gli occhi.
-
Josephine… Oscar… figlie di due fratelli… così somiglianti, così
diverse… -
Finalmente si addormenta:
riposare gli sarà utile; i giorni seguenti lo vedranno occupato insieme a tutti
gli altri nei preparativi per l’arrivo degli sposi.
La pioggia concede solo poche
ore di tregua in quei giorni. Il viaggio è stato lungo e difficile, ma ora il
sole sembra illuminare la strada di casa.
Oscar è stanca, infreddolita,
ma visibilmente serena. Fersen ha l’aria di uno che va incontro a
un’avventura, come se non fosse mai stato in Francia. Guarda fuori dalla
carrozza, continuamente. Sono arrivati...
Oscar si affaccia dal
finestrino. Niente più strade ostili, onde battenti. I grandi platani del
viale, la collina. Ecco il palazzo della sua famiglia. Le viene un nodo in gola.
Scorge tutta la servitù sul sentiero ad accoglierla, il padre e la madre di
fronte al porticato, un gruppetto di persone vicine. Le carrozze si fermano, la
porta si apre. Tutti i presenti restano a bocca aperta.
Oscar è splendida, anche dopo
questo lungo viaggio, anche se è stanca e spossata. La madre le corre incontro,
piangendo di gioia, la abbraccia.
-
Figlia mia… sei bellissima… non ricordavo più che il tuo viso era
così luminoso... fatti abbracciare… -
Anche il padre la accoglie a
braccia aperte. Oscar è felice. Ora è di nuovo tornata a casa, anche se per un
breve periodo... Si scioglie dall’abbraccio paterno e, mentre i suoi genitori
danno il benvenuto a suo marito, Oscar corre da Nanny, sulle scale.
-
Nanny!! –
-
Bambina… - Nanny scoppia a piangere, commovendo anche lei - Bambina
mia… sei bellissima… fatti abbracciare… OH DIO!! Questa volta il cuore mi
scoppierà nel petto!! -
Si stringono forte per alcuni
istanti. Oscar alza la testa. Il padre le si avvicina.
-
Oscar, ricordi mio fratello, tuo zio Gerard? –
-
Non ne ero sicura, ero molto piccola, ma mi ricordava voi padre. –
-
Bentornata... voglio presentarti la mia famiglia… questa è mia moglie
Corinne, i miei due piccoli Louis e Gerardine e… come al solito, manca
Josephine, l’altra mia figlia maggiore… -
-
ECCOLA! - Corinne non si fa sfuggire l’occasione - Sta arrivando: era a
cavalcare con il vostro attendente!! -
Oscar si volta di scatto, il
sole la abbaglia. Sente gli zoccoli dei cavalli, vede arrivare qualcuno. La
fanciulla sul cavallo la osserva. Oscar rende gli sguardi. Josephine scende a
terra, i loro occhi si incontrano, i medesimi occhi azzurri. Oscar le sorride,
presentandosi.
-
Tu devi essere mia cugina… -
Sta arrivando un altro
cavallo.
-
CESAR!! - alza lo sguardo - ANDRÉ?! -
André ha un’espressione
apparentemente tranquilla, scende dall’animale.
-
Bentornata, Oscar… - la voce gli trema.
-
André… come sei cambiato… -
-
Anche tu… -
Josephine assiste alla scena
impotente. Vede lentamente crollare le difese del ragazzo, come castelli di
sabbia.
-
Come stai? Ti trovo bene… più maturo... –
-
Sto bene… -
Il ragazzo non riesce a parlarle. Jo
li interrompe.
-
André, i cavalli hanno sete. –
-
Scusami, Oscar… -
I due si allontanano verso le
scuderie. Oscar rimane a guardarli, interdetta. Più in là, André sta tremando
come una foglia. Le mani non riescono a sciogliere le briglie, i suoi occhi si
riempiono di lacrime, gli scoppia il cuore.
Vorrebbe correrle incontro e gridarle finalmente che l’ama, che non ha mai
smesso di amarla, in silenzio, dal profondo del cuore…
Josephine non può che assistere
inerme alla sua disperazione, affondando nel dolore con lui.
Arriva la sera, la famiglia al
completo si riunisce. Nel salone c’è una festa in onore dei giovani sposi.
Oscar e Fersen a tavola sorridono prendendosi per mano, raccontando della loro
vita in Svezia, della nuova famiglia, degli
impegni di lui nell’esercito di re Gustav...
Josephine osserva la sua ignara
antagonista dal lato opposto della tavola. Oscar si accorge che la ragazza
non le toglie mai gli occhi di dosso. Alla fine della cena, gli uomini si
ritirano nel salotto a bere, a fumare, a
parlare di affari. Oscar, la madre e le altre escono dalla sala da pranzo,
dirette verso la stanza della musica. I
bambini a letto, accompagnati dalle governanti.
-
Cosa può esserci di più romantico del grande nord, il paese dei
vichinghi?! - esclama Corinne.
Oscar la guarda.
-
Una cavalcata verso il tramonto! - risponde al suo posto Josephine.
Oscar le si avvicina.
-
Josephine, sei molto giovane, la tua fisionomia mi ricorda me quando
avevo la tua età… -
Jo prosegue.
-
Lo so: me lo hanno già detto!! –
-
AH, SI?! E CHI, di grazia…?! - Corinne le osserva sarcastica, la madre
di Oscar non può capire.
Entra Nanny nella sala con il vassoio
dei caffè, interrompendole.
Oscar le va incontro per aiutarla, la
governante le sorride carezzandole la guancia. Josephine abbassa
lo sguardo. Dalla porta aperta si intravede André che porta i cognac nella
stanza adiacente.
Lui passa veloce a testa bassa, Jo lo
segue furtivamente con gli occhi, Oscar nota questi suoi strani atteggiamenti,
ma continua a far finta di niente, riprendendo a parlare con la madre e con gli
ospiti.
La serata trascorre nei salotti. Oscar
non ha ancora avuto l’occasione di rivedere il suo grande amico
André, compagno di avventure di tutta una vita. Vorrebbe parlargli senza
intoppi, chiedergli un milione di cose...
André quella sera non avrà modo di piangere: la fanciulla che lo ama lo distrarrà tutta la notte, regalandogli momenti di puro piacere...
Oscar si sorprenderà a sognare ad occhi aperti. Finalmente è tornata a casa sua, alle sue vecchie abitudini. Non vede l’ora che arrivi il giorno seguente, per andare a galoppare col suo cavallo.
Magari con i suoi vecchi abiti, quelli che indossava in Svezia non sono adatti. Si volta a guardare il marito che dorme. Soffia sul lume, chiude gli occhi e finalmente si assopisce, serena, luminosa come la luna di quella notte.
Nel suo letto, André ora sta
dormendo, stanco per l’amore. Nei suoi sogni, appare lei, splendida come
l’ha rivista oggi, come l’ha sempre ricordata. Il suo cuore gliela impone,
quasi fosse indispensabile presenza alla sua
permanenza in vita. Il suo sangue ha sete di lei, non gli permetterà di
resisterle a lungo... non più, oramai…
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