Warning: sex.
Una vita diversa
- ottava parte -
Josephine gli apre il palmo della mano, vi posa la bocca, la bacia.
- Ti amo… non posso farci niente…
- Ti prego, Jo… - André sta per scoppiare - Non farlo… -
Ma lei continua. Gli bacia le guance, le labbra, piccolissimi baci su tutto il viso, a labbra serrate. Si stacca per guardarlo. Lui la sta ammirando.
- Amami, non importa se un giorno me ne pentirò. –
- Non posso… - intanto lei gli sbottona la camicia - Non posso, Jo… sarei divorato dai rimorsi… -
- André… - gli prende il viso tra le mani - Sono stanca. - la sua bocca è unita a quella del ragazzo - D’ora in poi, preferisco vivere nei rimorsi che nei rimpianti. –
Gli sfila la camicia, apre le mani sul suo torace, lo guarda, lo tocca. André chiude gli occhi, alza la testa come a guardare il soffitto, la bocca dischiusa. Sono in piedi di fronte al letto. La bocca di lei gli sfiora il petto, la sua lingua trova i capezzoli. Lui vacilla.
- Guardami. –
André è sconfitto. Le disfa il fiocco sul collo della camicia da notte, lei passa le braccia dalla scollatura. Cadono i veli e lo spettacolo che gli si presenta è disarmante: una fanciulla splendida, avvolta solo dalla luce sempre più fioca del lume. E la cosa che più lo lusinga è che è lì solo per lui. La prende in braccio stendendola sulle lenzuola e resta un istante immobile ad ammirarla sdraiata sul suo letto.
- Non avrei mai potuto sognare creatura più celestiale… -
Jo non parla: sta rabbrividendo.
- Non puoi avere freddo… hai paura… -
Lei lo guarda senza rispondergli.
- L’ultima cosa che vorrei è farti del male. –
L’olio nel lume sta finendo, solo le stelle e uno spicchio di luna gli sono testimoni: questa volta non ci sarà niente e nessuno a disturbarli, le menti sono libere e sgombre da brutti pensieri. André si scioglie dall’abbraccio, apre completamente le tende per fare entrare più luce.
- Dio come sei bella… -
Si sfila i pantaloni senza esitare. Josephine arrossisce. Si china sopra di lei incrociando le ginocchia con le sue cosce, schiudendogliele, inevitabilmente. La bocca a cercare la bocca, le mani farneticanti senza meta, lei lo sente, in tutta la sua eccitazione. Non ci sono ne’ incertezze ne’ atti di rabbia questa volta, solo i loro corpi nudi, stretti l’uno all’altra.
- Sono felice… oh… André… -
Persi nell’atto di scambiarsi l’amore, si consumano dai baci. André venera il corpo della sua compagna, le regala continue attenzioni e lei, trasportata dalla passione, gli risponde senza più inibizioni. Sono un’anima sola e sono pronti per unirsi… ma dolcemente. Lui sa che deve stare attento. Una leggera pressione… piano… riesce ancora a distrarla con i suoi baci appassionati. Si blocca, ma la ragazza lo riaccende. Il desiderio di lei sta esplodendo, dalle viscere. Indietro non si torna. Affonda il bacino tra le sue gambe più forte, possedendola. Jo si sente lacerare, gli pianta le unghie nella schiena, stringe le palpebre, si irrigidisce, ma lui è entrato in lei inesorabile e si muove, prima delicatamente, poi ritmicamente, portandola a gemere ora di dolore, ora di piacere, stupita, estasiata, donna tra le sue braccia.
E trascorrono tutta la notte amandosi senza sosta, bagnando le lenzuola col sudore e con i loro umori, ingordi, offrendosi in cambio più volte il sommo piacere…
I raggi del sole li scoprono nudi, abbracciati. André apre gli occhi, ammira quella visione… Il corpo di una divinità femminile riverso sulle coltri, il viso nascosto dai capelli sconvolti, la sua candida schiena, i glutei perfetti, le gambe slanciate e sottili.
- Sei stata mia… non ci posso credere… -
Jo apre gli occhi, lo vede. Si sposta per dargli un bacio. Sotto il suo corpo c’è anche il suo sangue. André la prende, la fa passare sopra di sé, raccoglie i capelli con la mano, la bacia. Sente il sapore che ha gustato tutta la notte e l’odore che dalle narici gli è entrato dritto nelle vene: l’odore di lei e del suo corpo, un effluvio che lo eccita, implacabilmente, insieme alla sua vista. Alla luce del sole è ancora più seducente. Un giovane uomo non può resisterle. Fanno ancora l’amore, senza parlare, come se avessero paura che quello che hanno già vissuto sia stato tutto solo un sogno, ma questa volta è lei che comanda il gioco, restando seduta sopra il suo uomo, rendendolo pazzo di piacere e di sé…
Non possono smettere di stringersi, al punto di farsi male. In silenzio, smanianti di piacere come la sera precedente.
Quella mattina André tarderà ad entrare in servizio. Madame Corinne avrà una forte emicrania. Josephine sarà palesemente più bella agli occhi di tutti, raggiante, gradevolmente spossata, andrà a giocare nel giardino con i suoi fratellini, osservando il suo uomo a distanza, pregando che arrivi presto la sera…
Oggi Oscar non sta bene. Stanotte ha avuto degli incubi e le è rimasto nel cuore lo stato d’animo di chi ha sofferto senza riposare. Non riesce a darsi pace, non può affrontare un’altra giornata nella noia, senza cercare una soluzione. Si alza dal letto e apre i tendaggi: il sole entra nella stanza scoprendo il marito che dorme. Lentamente apre gli occhi, disturbato dalla luce.
- Oscar… che succede…?! Che ore sono…?! –
Oscar è seduta sul letto, gli sfiora con le dita la schiena.
- Oscar, se mi fai così… -
- No, devo parlarti… -
Fersen le si siede accanto.
- Deve essere importante… cos’hai? Ti ascolto… -
Intanto le bacia il collo, spostandole i capelli.
- Ti prego, non è il momento… -
- Ti ascolto… - e continua a baciarla, slacciandole il collo della camicia da notte.
Oscar ha la pelle d'oca: Fersen è un amante divino, sa già dove la può far arrivare. Le fa scivolare via la camicia, lasciandola nuda fino ai fianchi.
- NO! –
Fersen è allibito. Lei si riveste.
- Non hai sentito…? Devo parlarti… -
- Scusami… hai ragione… -
- La situazione mi è sfuggita di mano: ho bisogno di cambiare aria. Devo tornare a casa mia, almeno per un po’… qui sto diventando pazza, non so neanche più chi sono… -
- Oscar… tu sei mia moglie… -
- Essere tua è la cosa che più desidero, ma ho rinunciato a troppe cose… il mio incarico, tutte le responsabilità che avevo, gli impegni quotidiani che mi facevano sentire viva, efficiente… Questo trascorrere le giornate nei salotti non fa per me: dovrei solo prendere un po’ d’aria, è più di un anno che manco da casa… -
- Vorresti forse tornare a comandare i soldati…?! –
- E perché no?! Tu ed io… -
Fersen si alza di scatto.
- Spero che tu stia scherzando! –
- Forse ho esagerato, ma potrei ugualmente riavvicinarmi di più a quella che sono… -
- Oscar, ti rendi conto che potresti rovinare tutto?! –
- Ti riferisci ad un eventuale ritorno di fiamma tra te e la regina?! –
Lui abbassa lo sguardo.
- Se il mio matrimonio deve restare in piedi solo fuggendo dalla realtà, allora non ha ragione di esistere. –
- Io non voglio perderti, Oscar, ora che stiamo così bene, ora che mi hai insegnato ad amarti… -
- Tu non puoi sapere quanto ti ho sempre amato e sempre desiderato io… non ti lascerò mai portare via da me, ma devo tornare: ho lasciato troppo della mia vita, ho bisogno di capire… -
- Lasciami sistemare alcune faccende con mio padre e con i miei impegni… Potremo partire tra un paio di settimane… -
- D’accordo… anche se andremo incontro alla brutta stagione. Non sarà per molto, vedrai… - Oscar gli si avvicina – Sarà una vacanza anche per te… -
Si toglie la camicia da notte, lo abbraccia, lo bacia. Fersen, stregato, cade nel suo incanto.
Solo il pensiero di partire la rende serena e più bella, suo marito se ne accorge subito. Cadono sul letto insieme, ansiosi solo di fare l’amore.
- Sei sempre più bella… sono felice di essere tuo marito… -
Oscar non risponde, pensa solo a dargli piacere...
L’autunno è alle porte, i colori della natura stanno cambiando.
Ogni mattina Jo si sveglia tra le braccia di André, trascorrendo le giornate appagata da questo suo grande amore. Il ragazzo vive più serenamente perfino la sua condizione, lei riesce ad alleggerirlo dai suoi pensieri in ogni occasione. Baci furtivi e carezze rubate anche in presenza del padre voltato di spalle, sguardi complici, gesti passionali e codici criptati usati dai due in presenza di altre persone… tutto questo porta André a divertirsi, prendendosi gioco dei padroni...
I giorni volano tra le incombenze ed i giochetti di Josephine. Le notti infiammano di passione la sua anima, risucchiandolo nel vortice del piacere, trasfigurandolo, sempre più forte, sempre più uomo... Josephine riesce a stare al suo posto e nel contempo ad essere sempre presente per regalargli momenti di puro piacere. Lui cerca di darle più amore e più attenzione che può, riconoscente alla fanciulla per il solo fatto che esiste, affezionato a lei, devoto alla sua bocca, perso tra le sue braccia.
Sono a letto, svegli, è quasi l’alba.
- Ho sempre pensato che l’autunno fosse una stagione romantica, ma con te ora il cielo ha sempre gli stessi colori… -
André le liscia i capelli, ma fissa il soffitto, senza risponderle.
Jo oramai è abituata ai suoi silenzi, sa perfettamente che i suoi pensieri in quei momenti sono per Oscar e che lui non la amerà mai quanto ha amato lei. Ne hanno parlato spesso, ma si accontenta di sapere che ora è l’unica, che è suo e che anche lei gli appartiene. Non si stanca mai di baciarlo e di averlo. Lo accoglie dentro di sé come il fiume fa con l’acqua, come il cielo e le nubi, istintivamente, come se fosse nata solo per questo. Sta diventando sempre più bella e più donna, il suo viso è radioso, anche se si ostina ad indossare i pantaloni si nota chiaramente che le sue forme si sono ammorbidite, i suoi seni più rotondi, rigogliosi, più maturi. Ora è il tempo di vivere pienamente questa loro passione e i due ragazzi l’hanno capito. Non è dato a nessuno sapere quanto le cose belle possono durare. Sfruttano ogni possibilità per scambiarsi amore, sentendosi più vivi. André conosce ogni centimetro della sua pelle e della sua anima. Josephine sa sempre come comportarsi con il suo uomo, a letto e fuori; sa leggere nei suoi pensieri, tra le lenzuola oramai non ha più segreti. Ma tutto questo non basta… non può bastare…
…Oscar
François De Jarjayes sta per tornare…
“Perdonatemi
padre se solo ora vi faccio pervenire mie notizie, dopo svariati mesi che non vi
rendo più partecipe della mia vita. Io e mio marito siamo in procinto di
partire per la Francia. Entro la fine del mese di novembre dovremmo arrivare al
vostro palazzo. Abbiamo intenzione di fermarci soltanto per i mesi più duri
dell’inverno che qui in Svezia rendono la vita veramente difficile, molto più
di quanto possiate immaginare. Abbiamo lasciato troppo in sospeso, ne
approfitteremo per definire anche alcuni programmi economici.
Attendo
con impazienza il giorno in cui rivedrò tutti voi…
Dunque
a presto...
Vostra figlia
Oscar”
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