Warning: sex.
Una vita diversa
- terza parte -
L’indomani il palazzo comincia a riprendere vita.
Dopo la partenza di Oscar anche i padroni di casa si erano concessi una pausa dalle mondanità e conseguentemente ciò, la servitù, pur sempre nei limiti dei doveri quotidiani… ugualmente massacranti…
Le cameriere corrono su e giù per lo scalone… asciugamani candidi per toilette, lenzuola pulite, candele nuove, fiori freschi ovunque. Altre si occupano dei bambini e di tutto quello che serve per farli giocare e tenerli puliti…
Nanny e altre due veterane della cucina, riempiono le dispense, sistemano la legna, preparano continuamente biscotti per le colazioni, conserve di frutta, burro… e ancora formaggi a ribollire sul fuoco, verdure fresche appena colte immerse nei grandi catini a lavare, frutta di stagione che deborda dalle casse e sulle fruttiere di cristallo in bella vista sui tavoli delle sale da pranzo…
Dalla cucina escono miscelandosi, acuti, mille odori… il brodo per i bambini, la cacciagione per gli adulti… il Potage per le signore… cioccolato per torte… e l’aria si fa sempre più dolciastra e speziata, colmandosi dei profumi dei grossi mazzi di sedani, di pomodori maturi a grappoli gettati sulla tavola, della salvia e dell’alloro, indispensabili per cucinare le prede della caccia; si mescolano l’asprezza delle cipolle, la leggera indisponenza delle trecce degli agli… al punto che i funghi aromatici lasciati fuori ad essiccare sembrano lì a prendere aria fresca.
Due ragazzini si rincorrono innocenti nel cortile del palazzo, sotto l’occhio vigile delle due loro personalissime cameriere…
Tutto questo riporta la vecchia Nanny a tempi più lontani... ben più sereni… quando i suoi ragazzi erano ancora bambini e gestiva le loro giornate, al di là delle lezioni e degli allenamenti…
China alla fontanella l’anziana donna riempie di acqua fresca i catini per la cucina, presa per un attimo dalla nostalgia…
André sta sellando il cavallo per l’ambasciatore. Aveva già catturato con le narici, le pupille ed il cuore, gli stessi odori e le stesse sensazioni della nonna.
Oramai sopravvive nella sua
triste condizione di servo, perdendosi nei suoi doveri quotidiani… morto nel
cuore. Ignora perfino le ragazze lì vicine che gli lanciano lunghi sguardi e
sorridono tra loro… ragazze giovani, fresche come l’acqua che zampilla dalle
fontanelle…
- André è cambiato, non trovi? Non so… più bello? –
- No, soltanto più magro… -
- Non è mai stato grasso, ma che dici?? –
- Per me è bellissimo, quello che mi piace di più sono gli occhioni a cane bastonato… -
- Invece, secondo me, sono i capelli… con i capelli più lunghi, così… trascurato… ha l’aria più… mmm… SELVAGGIA!AH! AH! AH! –
Le fanciulle scoppiano a ridere, si schizzano attirando la sua attenzione, lui accenna loro un saluto… torna subito al suo lavoro, catturato come sempre dai suoi pensieri…
Poco più in là, in giardino, i bambini continuano a rotolarsi sull’erba, l’uno sull’altra… André li osserva con infinita nostalgia…
- André Grandier… - si volta, ma deve abbassare lo sguardo… è la ragazzina con le lentiggini, la nipote del generale… la guarda stupito.
- Non mi ricordavo il tuo nome e l’ho chiesto a quelle tre oche starnazzanti che ti guardano e ridono! –
Il ragazzo non può trattenere un sorriso strizzando gli occhi…
- Toccato! Questa volta ti ho fatto ridere… -
Lui però involontariamente torna subito serio.
- E ora cosa c’è?! -
André, attonito, non sa cosa risponderle… poi dietro le spalle della fanciulla, scopre gli occhi del padre!
- JOSEPHINE! Tua madre ti sta cercando!! –
- A SI?? E cosa diavolo vuole? –
- NON TI PERMETTERE, O… - fa per alzare la mano…
- SIGNORE… il suo cavallo è pronto !! –
André ha tolto dall’imbarazzo padre e figlia, salvando la ragazzina da un sicuro e sonoro schiaffone… Non ha potuto fare a meno di osservare tutta la scena, stordito da tutte quelle situazioni nuove che una dopo l’altra gli si presentano negli ultimi giorni…
L’ambasciatore sale in groppa al cavallo, la ragazzina fa un passo indietro… due… André la guarda un istante per controllare che non si faccia male e sorprende una lacrimuccia che viene trattenuta a stento tra le lunghe ciglia… lei se ne accorge, si sente scoperta, avvampa nel volto, fugge via, correndo a nascondersi nel primo rifugio che trova, dietro la grande finestra della cucina…
Il padre si allontana come una furia, senza guardare indietro…
“Ma che succede…?!” pensa André “Che strano rapporto che ha coi genitori, forse se avesse problemi a sopravvivere, apprezzerebbe quello che le viene concesso dalla vita… troppo viziata! Come al solito!!”
Torna nelle scuderie… rassetta gli arnesi, alza la testa… si gira.
- Cesar, amico... -
I due si guardano per qualche istante… c’è simbiosi. Pochi istanti e via… escono fulminei dalle stalle, cavallo e cavaliere, galoppando velocissimi, complici nella loro nuova amicizia… rallentano…
- Cesar… - lo liscia sul lungo candido collo - Solo tu puoi capirmi… ma non puoi immaginare fino a che punto mi ha ferito, la tua padrona! - scivola giù dall’animale, continua ad accarezzarlo… chiude gli occhi… i suoi capelli biondi al vento, gli occhi azzurri come il cielo… Sente che sta per cadere nuovamente nella più profonda disperazione… salta sul cavallo, corre di nuovo via. Soffre da impazzire... non riesce ad uscirne… - Oscar, non posso vivere lontano da te… ti prego… ritorna… mi accontenterei solo di guardarti… o forse troverei finalmente il coraggio di uccidermi, vedendoti tra le braccia di un altro… Oscar… ma almeno smetterei di soffrire così tanto… -
Ma
Oscar non può sentirlo… Troppo lontana… troppo piene sono le sue giornate,
troppe persone diverse, che finalmente non la giudicano… ricevimenti più
interessanti… donne più colte e più intelligenti che la stimolano a perdersi
in conversazioni aperte, come le loro menti. Le carezze quotidiane di quel suo
nobile e bellissimo marito, che riesce tuttora a far leggere invidia negli occhi
delle donne che li guardano danzare stretti nel loro intimo abbraccio. Lontana
dalla sua vecchia vita si sazia di quell’aria terza dei profumi di quella
terra… Passeggia giornate intere leggendo, visita i paesini nuovi accompagnata
da una guida d’eccezione: l’uomo che da anni era al centro dei suoi sogni…
Sorride con lui verso il sole, si veste come una donna… si sente donna…al
punto che crede che il cuore le stia per uscire dal petto… E sul suo petto si
addormenta, stanco, il suo giovane amante ogni sera, abbandonandola sazia di
lui, del suo corpo e dei suoi baci… Sveglia… a riflettere…
André torna nelle scuderie con lo stallone, il sole gli illumina il viso, i lunghi capelli gli incorniciano gli occhi verdi, la camicia sbottonata, sudato e ansimante anche lui per la corsa…
Da dietro le finestre del gran palazzo qualcuno lo osserva…
Entra in cucina dalla nonna.
- André… non sei uscito con Monsieur Gerard…?! –
- No… non ci sto capendo più nulla…E’ salito in groppa al cavallo, infuriato con la figlia, tutto questo dopo che stava per darle uno schiaffo e per giunta aveva tutte le ragioni di farlo… se n’è andato senza voltarsi con una rabbia che perfino il cavallo sarà riuscito a sentire! –
La nonna gli si avvicina, gli fa cenno con la mano di chinarsi, deve dirgli qualcosa a bassa voce…
- Quella ragazzina… me la sono vista entrare qui all’improvviso, piangendo disperata… sono corsa subito da lei, volevo farla sedere ma lei si è lasciata scivolare sul pavimento, tra i singhiozzi, con la testa tra le ginocchia… le ho chiesto perché mai stesse piangendo… non è niente, passa subito… mi ha risposto… si asciugava gli occhi con le maniche della camicia, ma le lacrime continuavano a scendere giù… mi sono inginocchiata, le ho lisciato un po’ i capelli… lei ha alzato lo sguardo… quegli occhi… -
André impallidisce… la nonna se ne accorge subito e cambia discorso…
- Allora le ho offerto una tazza della mia cioccolata… l’ha bevuta… -
- Scommetto che dopo ha smesso di piangere!!!!! –
- Si… -
- Lo sapevo, nonna… la tua cioccolata ha sempre avuto questo potere consolatorio… -
- NON SCHERZARE!! Ti dico che stava davvero male… non credo che sia solo per la scena di stamani... ci deve essere qualcosa di molto più grave… -
- No... non so cosa dirti… Io sono talmente preso dalla mia sopravvivenza che non mi sono accorto di nulla... a parte quell’episodio di prima... - poi il ragazzo si siede - Ora che mi fai pensare... non l’ho mai vista neanche con la madre... con una giornata come questa, di solito le signorine escono a passeggiare con le signore... con quei ridicoli ombrellini… e quel suo modo di vestirsi… l’atteggiamento che aveva l’altra sera sulle scale di fronte a tutti… -
- Lasciatelo dire da una vecchia come me… c’è qualcosa di strano… -
André scuote le spalle…
- Non mi interessa… - prende una mela dal cesto della frutta.
- André!!!!! Non puoi andare avanti così!! Sono settimane che non fai un pasto decente! Sei uno scheletro! -
Il ragazzo le sorride… esce dalla cucina, ha fame... non sente più la fame da tempo, convive con un dolore profondo che gli viene dallo stomaco…
Si avvia verso la sua stanza per lavarsi un po’… il sole è alto... fa caldo... l’ora di pranzo è passata da un pezzo, la sala da pranzo è vuota… osserva la tavola ancora apparecchiata... il posto della ragazzina… il suo piatto è pulito... le posate ancora composte... non è scesa per il pranzo… Poi esce dalla stanza… si avvia verso la sua camera cominciando a provare tenerezza per quella “bambina”…
- Cosa ci può essere che la fa stare così male, che le fa avere un così brutto rapporto con i genitori… lei che ha tutto, lei che è ancora così giovane… -
Poi entra in camera sua. Versa l’acqua della brocca nel catino, vi immerge le mani, chiude gli occhi e si sciacqua il viso… si toglie la camicia, passa le mani bagnate sul lungo collo… osserva la sua immagine riflessa nello specchio della toilette…
- Quella bambina… alla sua età la mia Oscar aveva già ricevuto da anni un compito che poca gente anche più adulta avrebbe saputo svolgere come lei…proteggere una regina… ironia della sorte...ora si trova a fuggire da quella regina... che tanto ha amato il suo nobile conte svedese… - il ragazzo precipita nuovamente nel baratro della disperazione - Voglio morire... nonna perdonami… non ci riesco... non posso vivere senza di lei… Che cosa ci faccio qui… in casa sua, dove tutto mi ricorda lei… -
Prende la camicia pulita… esce dalla stanza infilandosela con un braccio, con l’altro chiude la porta...si volta...con sua grande sorpresa si scontra con qualcuno…sgrana gli occhi…
- MADAME! MI PERDONI!! –
È la moglie dell’ambasciatore, madame Corinne…
La donna lo osserva dalla testa ai piedi…lui, imbarazzatissimo, si infila velocemente la camicia.
- Mi dispiace, madame... non me l’aspettavo… - intanto continua a calare la camicia dentro i pantaloni e lei spudoratamente continua a guardare…
- Hai visto mio marito? –
-
Si, si… o meglio... no... gli ho sellato il cavallo stamattina, ma se
ne è andato subito, non mi ha chiesto di accompagnarlo... non so dove sia
andato... forse a Parigi… Comunque in questa ala del palazzo non potrà
trovarlo... qui ci sono solo le camere della servitù… -
Lei gli si avvicina...lo fissa negli occhi... André arrossisce vistosamente… gli infila le dita della mano sinistra dentro i pantaloni, laddove era rimasta fuori una becca della camicia, la fa scivolare bene giù... sotto il velluto… mantenendo la mano in quella posizione lo tira verso sé, guardandolo fisso negli occhi… André non può fare a meno di mandare in avanti il bacino e seguirlo per inerzia… resta lì come un idiota... senza parole…
- Lo so… ma quando lo vedi digli che lo stavo cercando… - gli bisbiglia in un orecchio. Si allontana, ancora puntandogli gli occhi negli occhi.
Ora ha girato l’angolo del corridoio… il ragazzo si appoggia con le spalle al muro, inebetito… le pupille sgranate, la bocca socchiusa... resta lì... a riflettere sull’accaduto…
- Sono io che sono impazzito... o qui le cose precipitano…??? Cosa faccio… sto sognando... forse è un incubo e quando mi sveglierò sarà tutto come era prima…! No... non è un sogno, ma devo restare calmo... non è successo niente...!! -
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