Warning: sex.
Una vita diversa
- seconda parte -
Di nuovo l’alba.
- André, svegliati. Ma come hai dormito…?! Mi avevi detto che ti saresti un po’ curato, rilassato… -
- Nonna, cosa c’è…?! –
- C’è che il padrone ha già chiesto di te e questa volta devi farti trovare pronto! –
- Al diavolo… Arrivo! –
La nonna rimane interdetta.
Acqua fresca sul viso, il nastro sui capelli, un rasoio, il sapone.
- Ti prego, André, scendi a fare colazione, ti prego. –
- Va bene, arrivo. –
Il caffè, che sapore forte, quanti giorni erano che non lo gustava… due biscotti e si alza movendosi lento verso l’armeria. La giornata lavorativa inizia, non c’ è più tempo per pensare, anche se è impossibile farne a meno… La sua spada, la spada di Oscar…
- Ha abbandonato anche lei… -
Certo, la nuova vita doveva essere nuova in tutto… Le sue pistole… L’ultima volta che gliel’aveva pulite era la sera in cui si esercitava vicino alla grande quercia e videro arrivare Fersen, appena tornato dall’America… Dopo di che tutto è precipitato nel modo in cui si trova a sopravvivere adesso.
- Maledetto… non smetterò mai di maledirlo. –
In cuor suo sa che non è così che dovrebbe pensare, ma la frustrazione è così grande…
A lavoro dunque, stanno arrivando ancora Jarjayes! - e scoppia in una risata a voce alta, più triste delle stesse lacrime.
Concentrato finalmente nei suoi doveri di servo fedele, trascorre l’intera giornata rimediando a tutti quei giorni in cui non si era fatto reperire… Poi però i colori del giorno, le luci cambiano d’intensità.
- Ma che ora è?!? Ho perso la cognizione del tempo… -
Corre verso il salone volgendo lo sguardo al pendolo che segna le ore interminabili che quel giorno invece erano volate, tanto grande era la mole di lavoro da svolgere. Non ha ancora notato il generale, il fratello con la famiglia e tutti i bagagli davanti alla scala di marmo. Si volta per il brusio.
- O DIO! Scusatemi… -
- Vieni, André, voglio presentarti i nuovi ospiti… -
- Madame Jarjayes, come siete buona… -
La donna aveva visto la scena dalle spalle di André e per togliere tutti dall’imbarazzo, lo prende per la spalla avvicinandolo alle candele del grande lampadario.
- Madame sono sporco… perdonatemi, non avevo visto l’ora… -
Il generale interviene:
- André, vorresti dire che hai portato a compimento tutto quello che ti avevo ordinato? -
- Si, signore: tutto! –
- Bene, in questo caso sei perdonato, ma non è questo il modo di presentarsi a degli ospiti! –
- Mi dispiace, perdonatemi, non si ripeterà mai più. –
La padrona di casa prende la parola.
- Il tuo nuovo compito ti terrà molto occupato, André. Questo è mio cognato Gerard, funzionario di stato, ambasciatore; sua moglie, la contessa Corinne; i loro figli Louis, Gerardine e… -
- MA CHE BEL QUADRETTO!!! MANCAVO SOLO IO A GUASTA RE LA FESTA! –
Un’espressione stupefatta si legge sul viso dei padroni di casa, ma non in quella degli ospiti.
“Curioso” pensa sbalordito André.
Un ragazzino seduto sul corrimano della scala, già quasi al piano di sopra, bel maleducato… già, ma lui può, è un nobile.
- JO! Vieni subito giù! –
Un balzo provocatorio, le gambe snelle avvolte in lunghissimi pantaloni di velluto leggero, le braccia delicate… Un adolescente magrissimo e nel pieno delle sue insoddisfazioni. André sorride ironico tra sé, oramai è un’età che ricorda con infinita nostalgia e mille rimpianti e non manca una stilla di invidia…
Ora si avvicina, quasi sotto la luce. Ricci… rossi! Raccolti in un lungo codino, efelidi in tutto il viso, sulle braccia scoperte, naso all’inverosimile rivolto all’insù…
- Che simpatico… -
- Jo, sei più simile alle mie aspettative di quanto tu non creda. E già che ci siamo, Presentati! - incalza il generale.
Un passo avanti, di fronte a tutti gli altri e all’intera servitù, il busto eretto… Incrocia le gambe, si inchina, abbassa la fronte:
- JOSEPHINE CAMILLE DE JARJAYES. AI VOSTRI ORDINI SIGNOR GENERALE!!! AH! AH! AH! - Si passa le dita tra i ricci della frangia, sulla fronte, sorride chiudendo gli occhi.
- André non crede alle sue orecchie. E quando si sforza di guardarlo meglio, è convinto per un istante che anche gli occhi lo tradiscano, forse per la stanchezza… No, è tutto vero… Una impertinente ragazzina intorno ai 18 anni che lo fissa dritto negli occhi, con un atteggiamento adulto…
- André vacilla…Le iridi azzurre, tanto chiare che sembrano di ghiaccio… Scopre con gli occhi una meravigliosa bocca a ciliegia, tanto carnosa e lei che gli si fa più vicina come per sfidarlo, piantandogli occhi negli occhi…
- Che diavolo hai da guardare tu?! –
- Non hai mai visto una bella ragazza con i pantaloni?! –
- La nonna dietro gli occhialini sgrana le pupille, gli altri sorridono quasi per dovere… I Jarjayes interrompendola le voltano le spalle e si avviano verso il salottino. Sono tutti intorno al camino, aspettando che venga loro comunicato il momento della cena. I bambini sono già in consegna alle cameriere più giovani.
- André, come pietrificato, accenna un sorriso con le labbra… Poi si scuote… Lei lo fissa e rimane di sasso… Mentre si volta per prendere le valigie, vede brillare una gemma nei suoi occhi… una lacrima sfuggita al suo controllo…
- Possibile… Ehi tu, cosa ti ho detto?! –
- Ma il ragazzo se ne è già andato. Rimane sola nell’ampio salone, guardando la figura del servo che si avvia verso le stanze al piano superiore.
- Cosa ho detto…?! –
André ora è di fronte alla porta della stanza di Oscar. Deve entrarvi e lasciare le preziose valigie di fronte al suo letto.
- Non ce la faccio! Non ci riesco… Non ho più potuto entrarci da tempo, non riesco a respirare… -
Titubante nell’afferrare la maniglia, viene distratto da una voce nella penombra….
- Aspetta, ti aiuto io. –
Si volta di scatto… E’ lei… la sua voce… gli occhi…
- OSCAR!!! –
- Come Oscar?!? Ma tu stai male!!! –
La ragazzina di prima, ancora lei…
- Mi hanno detto che questa è la mia stanza, le valigie che hai in mano sono le mie, quindi, se vuoi ti aiuto… -
Il ragazzo si immobilizza.
- Sono dentro! - poi abbassa lo sguardo - No, grazie, non posso permettermi più errori oggi… - posa le valigie a terra, si volta, si allontana.
Lei è furiosa, non si spiega il comportamento scostante di quel servo.
- Sei molto più cafone di quanto hai dimostrato oggi… EHI! DICO A TE!!! –
Ma André è ferito, continuamente, dappertutto… ogni angolo di quel palazzo lo strazia e quella camera poi… gli aveva dato il colpo di grazia. Non ascolta, non si rende conto di essere seguito fino a metà della rampa delle scale, lasciandola inconsapevolmente sconfitta dietro di sé, perché il suo cuore si è fermato nel momento stesso in cui ha aperto quella porta.
- EHI! BUONANOTTE!! –
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