Warning: sex.
Una vita diversa
- prefazione -
Prova ad immaginare che tutto si interrompa al momento della scena del ballo e che, dopo quell’episodio, la vita di tutti i nostri protagonisti non sia più la stessa…
Fersen si accorge di Oscar, riflette sui propri sentimenti per la regina, sulla lunga e lenta agonia a cui sta andando incontro per questo suo amore impossibile, scegliendo una via di fuga da tutto questo: Oscar.
- Oscar il mio migliore amico, mia complice, non avrò mai bisogno di darle spiegazioni. Oscar bellissima, intelligente, fiera e nobile, viva e vitale, perfetta moglie da presentare al mio vecchio e stanco padre che, infondo, mi permise di viaggiare e di vivere finora in questo ambiente solo per vedermi tornare un giorno con una compagna, la più vicina possibile a quelle che erano le sue aspettative per me. –
La nostra Oscar fuori di sé, turbata dall’infinita gioia che l’amore corrisposto di quel nobile bellissimo le stava regalando, scossa da tutti quei cambiamenti, ancora giovanissima e piena di vita da vivere, vogliosa di conoscere le gioie di una vita da donna.
Insomma… niente Cavaliere Nero, niente tragedie in agguato, assolutamente nessun ripensamento solo la gioia di vivere questo nuovo ciclo della vita, immersa nei suoi pensieri di donna finalmente, nella consapevolezza di avere molto da imparare dal suo navigato marito, sicura che non l’avrebbe mai costretta a sottomettersi a pizzi e merletti se non l’avesse voluto lei, come lei, dal canto suo, non l’avrebbe mai portato a parlare della regina se lui fosse stato restio nel farlo. E ancora… ferventi preparativi per le nozze, il generale suo padre finalmente libero dai sensi di colpa che da qualche tempo avevano cominciato ad assediare i suoi pensieri, la mamma di Oscar sollevata dal peso di veder consumare la figlia in una vita inadeguata al conseguimento della serenità di una donna.
- Cosa può esserci di più bello di questo giorno? - si ripeteva Oscar, mentre le cameriere la aiutavano ad indossare quel suo fantastico vestito, sbalordite anche loro dalla bellezza che irradiava questa stupenda donna, inondando di luce viva la stanza ed i loro volti.
Tutto perfetto. Tutto studiato nei minimi particolari.
La famiglia del conte svedese aveva fatto preparare un’ala del palazzo di famiglia apposta per i nostri novelli sposi: non era consigliabile restare a Parigi e neanche in Francia, ma opportuno allontanarsi dalla regina, da quella corte che non perdonava, dalle caserme e… dai soldati.
Quindi dove sarebbe stato meglio vivere, se non in Svezia, acquisendo nuove conoscenze, nuovi costumi, più libertà, lontani dal passato e dalle chiacchiere, oltre che una nuova meravigliosa vita insieme…?
E lei, con i suoi capelli raccolti come le aveva chiesto lui, scendeva ora la scalinata del palazzo lasciando a bocca aperta chi assisteva a quello spettacolo, incontro al padre che un po’ frastornato la accompagnava all’altare in una chiesa fastosissima e gremita da una folla composta da tutte le personalità più influenti, autorità militari, dame incipriate luccicanti di sete, rasi e velluti, preziosi di ogni forma e colore, fiocchi e piume…
Addobbi principeschi, champagne e vini spumeggianti sgorganti come ruscelli zampillanti, rose variopinte ovunque, echeggianti tintinnii di bicchieri in ogni dove, brusii, risate e complimenti agli sposi, camerieri persi dietro agli esigenti ospiti ed al continuo rifornimento dei buffet… il bacio tenerissimo di Fersen.
Fersen bellissimo più che mai, più di un dio greco, gli occhi fieri e consapevoli del suo fascino, rivolti a lei, solo a lei… finalmente…
Giunge la sera, la quiete, la camera da letto vuota, gli sposi alloggiano in un castello sulla strada per la partenza… soli, felici, turbati e stanchi, ma pronti per arrendersi l’una all’altro.
Donna… finalmente donna e tra le sue braccia esperte e seducenti.
Bellissimo con i capelli sconvolti, nudo su di lei, dentro di lei, lei che non poteva fare a meno di chiudere gli occhi e muoversi con il bacino, e gemere in quella antica ritmica danza…
Insomma… l’estasi, la nuova vita, il viaggio… le sue braccia intorno ai suoi fianchi… la carrozza che alle prime luci del giorno si stava preparando a muovere verso nord… Tutto perfetto…
- Sei felice Oscar? –
Conosceva già la risposta.
Non c’è di che rispondere, perché la bocca di lei si muove verso la sua, donandogli un bacio appassionato…
Lo sguardo rivolto alla strada che cominciava a riempirsi di polvere: addio luoghi della mia vecchia vita, addio… addio…
- Oscar… non ti sei dimenticata qualcosa… qualcuno…? –
- Non sono riuscita a trovare André. La nonna aveva tanto da fare e una faccia così stravolta, così strana… Comunque, gli ho lasciato una lettera ed il mio medaglione, in ricordo della nostra grande amicizia… -
- Sei sicura che per lui fosse solo amicizia…? In molte occasioni l’ho scoperto a guardarti con uno sguardo particolare… non è che anche tu…? –
- Tu cosa?? Vuoi farmi riimpugnare la mia spada? –
- Eh no! No, mia preziosa dama… da ora in poi voglio che tu usi le armi che hai appena cominciato a brandire con me… -
Questo è quanto…
E mentre la carrozza scompariva all’orizzonte portandosi via i baci e le risate dei due giovani amanti, poco più in là un raggio di sole riusciva a penetrare dalla fessura di uno scuretto sprangato, in una delle finestre delle grandi scuderie di famiglia, scoprendo il viso, nell’ombra, di un ragazzo
sdraiato in mezzo ai mucchi di fieno. Il viso nascosto dalla paglia e dai suoi stessi capelli, il corpo disteso completamente abbandonato, le braccia congiunte sotto il torace…
André… Verrebbe voglia di dirgli “ALZATI, cosa ci fai qui…?”o anche mille altre cose…
Ma questa volta la nostra storia comincia da qui…
Non ha pretesa di dimostrazione di qualcosa, non vuole essere una rivincita o una sconfitta per nessuno: è solo il mio grande desiderio di continuare un po’ più umanamente questa storia,
rendendola più vicina possibile a quelle che erano le mie aspettative, ora che ho il coraggio di riscriverla dopo 20 anni che torna puntualmente a farmi piangere ogni qualvolta mi si presenti in una qualsiasi delle sue forme di narrazione…
Nessuno potrà mai sostituire la Ikeda, BERU BARA è fantastica proprio così per come è, ma vogliamo sognare ancora un po’…?!
E già che ci siamo…
Proviamo a renderla un po’ più piccante…
Dunque accomodati…
Come ti dicevo, prova ad immaginare che…
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