Ultime pagine da una vita 

 

Parigi, 16 ottobre 1793

Caro diario,

         ho sempre trovato stupido il fatto di affidare ad un foglio di carta i sentimenti umani di una persona. Ma oggi mi trovo costretta a farlo, forse per mettere nero su bianco quali siano i miei reali sentimenti e far chiarezza nel mio cuore. Ho capito da poco che tutti i miei ideali, le mie fantasie e tutto ciò che mi dava gioia non erano altro che stupide esigenze giovanili, che sin dall’inizio di questa storia mi avrebbero portato dove sono ora.

Un pensiero ai miei bambini. Loro ancora non sanno che non ci rivedremo più. Anche se sono passati otto mesi da quando ci hanno separati, so che sperano di potermi rivedere. Povere creature innocenti! Come cresceranno senza la loro mamma? Spero solo che conservino sempre nei loro cuori, gli insegnamenti che ho saputo dar loro.

Solo ora comprendo le apprensioni e le preoccupazioni di mia madre, che si è sempre preoccupata delle mie decisioni e azioni, sapendo infondo al suo cuore, che mai avrei potuto adempire ai miei doveri. Anche allora ero già quella che ero, il mio destino era già stato segnato. So di averla delusa, so di aver fatto tutto il contrario di quello che lei ha saputo fare e ha cercato di insegnarmi. Ma io sono sempre stata una ribelle, troppo giovane per essere investita da compiti così gravi e importanti.

Solo ora trovo che la mia vita sia stata vuota. Non una totale libertà, non un vero amore a cui mi sia potuta lasciar andare completamente. Hans… oh, il mio Hans! L’unico per il quale il mio cuore abbia battuto sul serio. Me ne sono innamorata al primo sguardo, ma ero già sposata a quel tempo. Avrei dato la mia vita e tutto ciò che avevo per stare con lui, ma facendolo, avrei messo di mezzo altre persone che non lo meritavano. Così, entrambi, abbiamo dovuto tenere celato il nostro grande amore.

Ripenso anche ad Oscar… mi ha sempre difesa sin da quando ho messo piede in questo paese straniero. Era sempre al mio fianco, qualunque strada decidessi di intraprendere, e non mi ha mai scoraggiata. Ricordo le volte che mi ha salvato la vita e tutte le nostre chiacchierate confidenziali… tutti bei ricordi….

Ed infine Luigi. Per niente un marito modello, anzi, direi che un marito non lo è neppure stato! Troppo giovane e timido per farmi una qualsiasi coccola di cui avessi bisogno. Preferiva stare nelle sue officine piuttosto che adempiere ai suoi doveri coniugali. Ma anche lui, come me, è stato catapultato in un mondo che non era il suo, troppo presto.

Ultimi ricordi di una vita che tra poco non ci sarà più. I parigini che ho tanto amato verranno a portarmela via, ma non per questo arriverò ad odiarli. Non sono stata una buona regina e penso che sarò anche l’ultima. Ho sentito qualcuno parlare di Repubblica.

Sento dei passi che si avvicinano e con loro si avvicina anche la ghigliottina. Una volta davanti al boia chiederò perdono a Dio e chiuderò gli occhi, ma ora sono solo una donna che trema al pensiero della morte.

Addio, bambini miei. Addio, amici cari.

Maria Antonietta.

 

 

 

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