Rivedendo la puntata “Una fuga misteriosa”, mi è venuto in mente di scrivere questa ff. Ho pensato alla collana che Oscar regala a Rosalie come pretesto per scrivere qualcosa su quest’ultima.

Da qualche parte su internet, ho letto che in “Heroica” della Ikeda, Rosalie rimane vedova con un bambino. Le vicende sono ambientate in età napoleonica, ma mi sono permessa di anticipare gli avvenimenti.

Questa ff è, infatti, ambientata durante il Terrore di Robespierre.

Vorrei dedicarla a Paola (Paul J) perché è una persona magnifica e so che Rosalie è un personaggio che le piace molto. Spero di renderle merito…  

 

Il medaglione

  

La donna guardava intensamente la collana che stringeva fra le mani tremanti.

Da quando suo marito era morto, lasciandola sola con un bambino piccolo, le loro condizioni economiche erano notevolmente peggiorate.

Il benessere che la Rivoluzione aveva promesso di donare al popolo francese non era stato altro che una vana speranza. La situazione non era mutata da quando la monarchia era stata abbattuta, anzi, si poteva dire notevolmente peggiorata.

Adesso bastava anche un piccolo sospetto o poche parole espresse in modo sbagliato per essere imprigionati e giustiziati per ordine di colui che tutti definivano l’incorruttibile e dei suoi amici.

Fortunatamente, per il momento, ella godeva della protezione di Robespierre in nome dell’amicizia che lo aveva legato a suo marito Bernard, ma per quanto sarebbe potuta durare?! Quell’uomo sembrava disposto a mandare alla forca perfino sua madre pur di difendere quelli che riteneva essere gli ideali della Rivoluzione e, se così fosse stato, anche lei e il suo bambino sarebbero potuti finire sul patibolo. Ci voleva così poco… se solo fossero riemersi particolari inopportuni della sua vita: la sua nobile nascita, i suoi anni giovanili trascorsi presso una famiglia aristocratica, l’identità di sua madre….

Sua madre… chissà che fine aveva fatto…

Allo scoppio della Rivoluzione, la contessa de Polignac si era rifugiata all’estero come molti altri nobili, ma già da prima Rosalie non ne aveva avuto più notizie, da quando era scappata per non essere obbligata a sposare il duca de Guiche e si era rifugiata a Parigi. Aveva continuato a sentire parlare di lei come dell’eminenza grigia, dell’ombra della regina, della donna che affiancava Maria Antonietta in feste, ricevimenti e sperperi… E lei sapeva che era tutto vero. E sapeva anche, meglio di molta gente del popolo, fino a che punto poteva arrivare la perfidia di quella donna pur di soddisfare la sua sete di potere e ricchezze.

L’aveva conosciuta la contessa de Polignac, l’aveva odiata per essere stata l’artefice della morte della madre adottiva e aveva finito per scoprire che quella stessa donna era la sua vera madre. Aveva perfino provato ad ucciderla, ma non ne era stata in grado: i vincoli di sangue appena scoperti gliel’avevano impedito…

Chissà: se l’avesse fatto, forse, adesso, non avrebbe dovuto preoccuparsi di nulla…

In quel momento, però, ciò che la impensieriva maggiormente era la salute del suo bambino. François era ancora molto piccolo e aveva bisogno di cibo a sufficienza per crescere sano. Non poteva permettere che gli mancasse di che mangiare.

Ma i soldi iniziavano a scarseggiare e i prezzi erano aumentati in modo smisurato rispetto ai salari. Lei lavorava già dalla mattina alla sera e per cosa se non per un misero stipendio?!

Certamente, se avesse venduto il medaglione, ne avrebbe ricavato una buona somma, ma non poteva… era l’unico ricordo che le rimaneva di lei, di Oscar.

Oscar… e André…

Li aveva visti morire entrambi. In quei terribili giorni di Luglio, li aveva ritrovati e li aveva nuovamente persi. E per sempre, questa volta.

Oltre ai felici ricordi di quegli anni trascorsi a Palais Jarjayes, tutto ciò che le restava dei suoi due cari amici era quel medaglione che Oscar le aveva donato prima di vederla seguire la contessa de Polignac.

Come avrebbe potuto venderlo o anche solo darlo in pegno…?!

-       No! Non voglio! – si disse decisa – Lavorerò di più, farò qualsiasi cosa, ma non mi separerò mai da questa collana! –

Un giorno, quando François fosse stato più grande, l’avrebbe data a lui. Gli avrebbe raccontato dei due angeli che avevano protetto la sua mamma e il suo papà e gli avrebbe insegnato ad amarli come se Oscar e André fossero stati lì, ancora insieme a loro.

 

 

 

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