La mia migliore amica
- terza parte -
N. B. Questa ff è da leggersi in relazione a "France" di Perla, che trovate on-line sul sito di Alex

Aprii immediatamente la lettera e ne lessi il contenuto. Fu una lettera dettagliata, nella quale mi raccontò finalmente ciò che aveva fatto durante quell’anno trascorso a Parigi. Al suo arrivo aveva alloggiato in un albergo, poi si era trovata un appartamento. Mi disse che aveva girato tutta la città e che aveva avuto delle strane sensazioni, come se già conoscesse quei posti, percezioni di dejà-vù che man mano si facevano sempre più frequenti e insistenti. Era anche stata ricoverata in ospedale per uno svenimento dovuto, forse, a un calo di pressione durante una visita nel luogo dove sorgeva la Bastiglia. Quell’avvenimento l’aveva turbata molto, ma poco tempo dopo si era ripresa e aveva trovato due lavori, uno come guida turistica e uno come traduttrice di libri, finché ebbe un altro dejà-vù nella reggia di Versailles. Aveva iniziato così a cercare delle risposte per quei suoi sogni e visioni in alcuni testi di Brian Weiss [1], psichiatra ed esperto in reincarnazioni ed esperimenti di regressione. Aveva anche deciso di lasciare la Francia ad un certo punto, ma poi aveva cambiato idea. Non poteva cancellare dal suo cuore i motivi per i quali era andata lì. Si era perciò iscritta all’università, dove aveva conosciuto André, il suo tutor, diventato il suo più grande amico. Forse se ne era anche innamorata, ma non aveva avuto il coraggio di scrivermelo. La mia amica stava bene e io ero felice per lei.
Ero più rilassata, ma il pensiero di ciò che era successo quella mattina nell’ufficio di Louis mi ossessionava. Decisi di fare un giro. Camminai per la città fino a quando il mio sguardo incrociò quello della persona che passava tra i miei pensieri. Erano mesi che non ci incontravamo e non pensavo che si sarebbe fermato. Forse furono i miei occhi pieni di lacrime a fargli mettere da parte il rancore che aveva nei miei confronti. Mi chiese cos’avessi e gli raccontai di Louis. Alex andò su tutte le furie: come poteva un uomo di quell’età approfittarsi di una ragazzina come me?!
-
Non sono più una
ragazzina! – gli dissi.
Mi
guardò fisso negli occhi e mi diede ragione. Voleva però andare ugualmente dal
mio manager e dirgli la sua. Cercai di convincerlo che non aveva importanza, che
forse i sentimenti che provava per me erano reali.
-
Allora perché sei
così sconvolta? – mi chiese.
Non
avevo il coraggio di dirgli che mi ero accorta di non aver mai smesso di amarlo,
che la mia ambizione era stata più forte del mio amore. Mi avrebbe preso per una
stupida bambina viziata. Ma ad Alex bastava un solo sguardo per capirmi e lo
sapevo. Riuscii a sussurrargli solo un “scusa” prima che mi baciasse.
Eravamo tornati insieme e questa volta gli promisi che niente e nessuno ci
avrebbe più separati l’uno dall’altra. Louis mi permise di terminare lì il
nostro contratto e il mese dopo, riprese le scuole, tornai al college.
La mia vita in quei mesi trascorse serenamente tra lo studio e Alex. Poi tornò anche France. Ne fui felice, ma mi accorsi subito che in lei c’era qualcosa che non andava. Qualcosa la turbava e lei non voleva parlarne con nessuno, neanche con me. So che iniziò a frequentare uno psichiatra e io intuii che ci fosse qualche collegamento coi suoi deja-vù e le sue letture sulla reincarnazione, ma non me ne diede mai una conferma. Scappò per qualche tempo nella tenuta dei suoi nonni nel Kentucky, poi arrivò André. Seppi che non lo aveva avvisato prima di tornarsene in America, ma lui, spinto dal grande amore che provava nei suoi confronti, l’aveva ritrovata. Tornarono insieme in Francia e si sposarono.
Questo successe circa tre anni fa. Partecipai anche io alle loro nozze, una
cerimonia molto intima, e fu il giorno più bello e commuovente che abbia mai
vissuto. France e André si amavano profondamente. E quello fu anche l’ultimo
giorno in cui li vidi. Le nostre strade si divisero nuovamente.
Anche
io un anno fa coronai il mio sogno d’amore con Alex. Al contrario di quella
della mia amica, la mia fu una cerimonia abbastanza sfarzosa, degna di una
principessa. I miei avevano esagerato come al solito e, dopo le nozze, come
avevo promesso a mio marito in una serata di fine estate di qualche anno prima,
andammo a vivere in Svezia.
Adesso,
Alex ha messo da parte la sua professione come modello ed esercita felicemente
quella di dottore qui in Svezia, una terra verso la quale ha uno strano rapporto
di amore-odio. E io ho abbandonato tutti i miei propositi di celebrità per
dedicarmi ala mia famiglia. Soprattutto adesso che aspetto questo bambino: il
frutto dell’amore esistente tra me e Alex.
Sto
aspettando France. Il suo volo atterrerà fra qualche minuto. Ci rivedremo dopo
tre lunghi anni. E per lei, questi anni, sono stati davvero lunghi…. André è
morto poco più di sei mesi fa. Il suo amato André…. Dopo quel tragico
avvenimento, nessuno è più riuscito ad avere notizie di lei, neanche i suoi
genitori. Ha lasciato la Francia senza avvisare nessuno, così com'è già
successo molte altre volte. Soltanto la scorsa
settimana mi è arrivata una sua lettera. Raccontava la storia di Oscar François
de Jarjayes, una ragazza vissuta nel Settecento a Versailles, tra il palazzo
della sua famiglia e la reggia. Il padre l’aveva cresciuta come un uomo
affinché, un giorno, prendesse il suo posto di generale. Iniziò la carriera
militare a quattordici anni come capitano delle guardie reali e terminò come
rivoluzionaria al comando di alcuni soldati della guardia metropolitana insorti.
Morì il 14 Luglio 1789, a 33 anni, sotto i colpi di coloro che resistevano
all’interno della Bastiglia. Durante la sua breve, ma intensa vita aveva
protetto la famiglia reale, conquistato la stima e l’amicizia di Maria
Antonietta, amato due uomini. Il suo primo amore, per il conte svedese Hans Axel
di Fersen, era stato un sentimento travagliato, non ricambiato e, per certi
aspetti, egoistico; poi, invece, ci fu André, l’ unico vero amico, fratello,
compagno d’armi che avesse mai avuto… l’uomo che era morto per lei, per
starle vicino anche a costo della sua stessa vita…. Mi chiesi cosa
significasse tutto quello. Solo giunta al termine della lettera riuscii a
completare il puzzle. “Tutto si ripete”, aveva aggiunto infondo.
Sono
riuscita a rintracciarla due giorni fa. L’ho pregata di raggiungermi qui in
Svezia. France non voleva, ma le ho ricordato che aveva promesso di starmi
accanto e di fare da madrina al mio bambino quando sarebbe nato. Ed è quasi
giunto il momento. Non importa quale sarà il suo sesso, lo chiamerò Oscar e
sarò molto felice se sarà una bambina… ho capito cosa volesse dirmi France
nell’ultima sua lettera che ho ricevuto… e spero che ritrovi la sua serenità
e la sua forza… magari io, Alex e il bambino potremo esserle d’aiuto… lo
spero….
FINE
________________________
[1] Brian Weiss è uno psichiatra laureatosi alla Columbia e alla Yale University, ha diretto per anni il dipartimento di psichiatria al Mount Sinai Medical Center di Miami (Florida) e adesso si occupa di reincarnazione. Per approfondire questo argomento visita il sito http://www.brianweiss.com/