Il generale se ne uscì con la faccia che guardava a terra, atteggiamento per lui inusuale.
Poi cerco André e gli comunicò la notizia con un atteggiamento molto paterno, e poi quando André si mise a piangere lui lo abbracciò calorosamente.
André quella stessa sera uscì di corsa dal cancello della tenuta, mandando il cavallo a tutta furia.
Il generale si accorse solo dopo del gesto disperato del giovane e chiamò nel suo studio Oscar e dopo averle dato la notizia della morte di Josephine le diede il permesso di uscire a cercarlo perché lui aveva bisogno di lei, ma prima di montare a cavallo il generale la prese in braccio come un padre con la propria figlia e la strinse forte a sé e poi con un bel bacio sulla fronte disse:
“Oscar io ti voglio
molto bene, ti prego ricordalo sempre, vai e stai attenta perché è notte e se
ti accadesse qualcosa io ne morirei”
Poi anziché metterla in terra la mise di persona sul cavallo e con una carezza sulla guancia gli disse di andare che André aveva bisogno di lei.
Oscar si sentiva felice e dai suoi occhi uscì una lacrima di dolcezza, ma subito si ricordò di André e allora la sua felicità svanì e venne presa dallo sconforto.
Chissà come deve essere triste per lui questa vita, servo ed ora anche orfano, ma lei sarebbe sempre stata al suo fianco e così anche lui al suo.
Ad un certo punto si trovò davanti alla quercia e sdraiato sotto vi trovò André, sembrava addormentato e allora gli si avvicinò piano, gli sfiorò la guancia in una carezza e lui girò il capo verso di lei, gli occhi gli si riempirono di lacrime e iniziò a tremare, proprio come lei la notte precedente, allora Oscar si sdraiò vicino a lui e lo prese tra le braccia e iniziò a sussurragli una dolce melodia, André invaso da sentimenti contrastanti scoppiò a piangere e poi vinto dalla febbre che lo aveva colto si addormentò e subito dopo anche lei.
La mattina seguente si svegliarono abbracciati ma in un comodo letto, Oscar che si svegliò per prima si rese conto di non essere a casa sua ed ebbe un po’ paura, André quasi empaticamente si svegliò e in quel momento apparve nella stanza un giovane sui quindici anni.
“Ciao, bambini, io sono il conte Dalla Pellegrina, ditemi dove abitate così andrò io stesso a casa vostra a dire ai vostri genitori che state bene”
“Io sono André Grandier e lei è Oscar François de Jarjayes, noi quindi abitiamo a casa Jarjayes”.
“Bene, bene, allora vado subito a dare la notizia ai vostri genitori, ora prendete questo cioccolato caldo”.
Il conte se ne andò e i due bambini rimasti soli assaggiarono, per la prima volta, una cioccolata calda.
“Che bontà, vero, André?”
“Molto buona: mi fa passare anche la tristezza!!!”
“E' vero”
“Promettiamoci una cosa, Oscar”
“Certo, André, tutto quello che vuoi”
“Che rimarremo per sempre amici per tutto quello che accadrà”
“Certo, va benissimo e poi quando ci sentiamo soli e tristi questa cioccolata sarà la nostra bevanda”
“Va bene allora promesso”.
Poi il generale andò a riprendersi i suoi “bambini” e li riportò a casa, ma prima fece una cosa molto importante.