“Ciao caro amico,
tra due giorni sarò lì per il funerale, insieme alla famiglia Jarjayes, e non voglio vedere quelle bambine quindi mettile subito in un orfanotrofio e che non si sappia mai di chi erano figlie.
Lo so che il loro cognome è Grandier e non si può cambiare, per questo ti chiedo il piacere di metterle in un istituto che non sia in Normandia.
Io so di un orfanotrofio in Bretagna, ci sono stata anche io quando ero piccola, mandale lì.
Il collegio è “………………”.
Grazie tante, non saprò mai come ringraziarti.
Marie Glasses”.
Verso sera il medico ricevette la lettera e riuscì a stento a mantenere le lacrime.
“Come si può volere così male ai propri nipoti? Io i miei li adoro tutti anche se mi trovo in una situazione di povertà.
Lei invece potrebbe permettere a quelle bambine un futuro migliore, pieno di gioia e di felicità, darle un’istruzione adeguata e un futuro sicuro davanti.
Mi dispiace così tanto, piccoline, sicuramente avrete un futuro triste davanti a voi e dovrete contare solo su voi stesse per farvi forza e andare avanti nella vita”.
Il medico dopo aver pronunciato queste parole diede un bacio sulla fronte a tutte e tre e poi disse al cocchiere che poteva partire.
“Addio, piccole, non vi vedrò più, ma prima di morire il mio ultimo pensiero sarà per voi”
Una lacrima scivolò giù dalla sua pelle ormai vecchia e stanca.
1768 Bretagna:
“Salve, conte Dalla Pellegrina, salve contessa Fersen, cosa posso fare per voi?”
“Vedete, cara donna, noi vorremmo prendere in affidamento le tre gemelle Grandier”
“Certo, vado a prenderle subito, attendete qui”.
La governante del collegio andò a chiamare le sorelline che stavano giocando tranquillamente con altri bambini.
“Joy, perché non facciamo uno scherzo a Marie?” disse Desirè con un’aria furba sul viso.
Le bambine avevano ormai
quattro anni ed erano cresciute molto unite tra di loro e poi si divertivano da
matti a scambiarsi i nomi a piacimento con le persone che le conoscevano poco o
che non le avevano mai viste e per
confondere le governanti giovani che erano sempre molto severe con loro.
“GEMELLE GRANDIER!!!” urlò la governante.
“Oddio, Desie, ci sta cercando, perché non ci nascondiamo?”
“Ma sei matta, Joy, vuoi prenderle ancora? Io no non voglio più vedere quel frustino odioso”.
“Hai ragione, ma dov’è Marie?”
“Eccola, è già la con la governante e c’è anche Giordy” disse Desie con un’aria molto stufa sul viso.
“Sbrigatevi, bambine, sono venuti a prendervi due conti e vogliono portarvi con loro, andate a cambiarvi e non perdete tempo, entro dieci minuti vi voglio qui, vestite bene e con le valigie pronte”
“Va bene, Madame, saremo molto veloci” disse Marianne in fretta e poi scappò coprendosi il viso con le mani, quel viso che così piccolo, ma che aveva già tanto pianto.
“Marie, Marie, cos’hai? Aspetta sorellina” urlò Joy mentre le correva dietro.
Ben presto si trovarono tutte in camera a piangere.
Piangevano lacrime salate perché quella novità seppur molto gradita era anche motivo di estrema sofferenza perché dovevano lasciare i loro due amici più cari che da due anni ormai condividevano la vita con loro, ogni giorno erano insieme e si volevano bene come se fossero fratelli.
“SIETE PRONTE?”
“Si, si, siamo pronte, signora, arriviamo subito” disse Desie con le lacrime agli occhi.
“BENE. ADESSO COMPORTATEVI BENE E INCHINATEVI AI CONTI MI RACCOMANDO”
“Va bene” risposero all’unisono.
“GIORDAN E ANCHE FRANçOIS STATE LIì. VOI NON C’ENTRATE NIENTE CON LORO, VOI NON SARETE ADOTTATI”
La governante e le tre bambine si diressero nella stanza dove si intrattenevano i giovani conti per una tazza di thè.
“Bene, Conti Dalla Pellegrina, queste sono le tre gemelle che volevate vedere”
I due conti rimasero un po’ scioccati dalla somiglianza delle bambine, ma la governante continuò:
“Lei ha i capelli un po’ più corti ed è Josephine, lei con questi riccioli è MarieAnne e questa un po’ più bassa delle tre è Desirè, non spaventatevi per la loro somiglianza perché loro hanno un braccialetto diverso per ognuna.
Ad esempio Josephine lo ha di colore giallo, Desirè rosso e MarieAnne invece verde.
Se le vedete insieme le riconoscerete subito, mentre se le vedete singolarmente è un po’ più difficoltoso, ma poi ci si abitua subito. Era molto più difficoltoso quando erano appena nate”
“Molto bene, grazie, Madame Barlow, ora è meglio che ci presentiamo noi.
Ciao, bambine, io sono il Conte Sebastiano Della Pellegrina e provengo dall’Italia ho solo 19 anni, ma sarò ugualmente un buon educatore, mentre lei è mia moglie Adelaide von Fersen e proviene dall’America e anche lei ha 19 anni.
Noi abbiamo deciso di prendervi in affidamento e di portarvi con noi in America dove andremo a vivere la prossima settimana”.
“Molto bene, bambine, salutate e ringraziate il Conte”
“Salve, Conte” dissero Desirè e Josephine un po’ imbarazzate, mentre la povera Marie non era riuscita a dire niente e se ne stava con il viso abbassato e piangeva silenziosamente.
“MARIE, SALUTA SUBITO I CONTI E NON FARE LA MALEDUCATA”
“Scusate, Conti Dalla Pellegrina” Marie finì la frase con un inchino e poi corse fuori dalla stanza dove c’erano i fratelli Baier,appena li vide gli si lanciò tra le braccia e piangevano tutti e tre moltissimo.
Intanto nella stanza i Conti si guardavano perplessi e poi Sebastiano decise di raggiungere Marie.
“Piccola, cos’hai?”
“Scusatemi, Conte, ma noi siamo sempre state insieme a questi bambini e mi dispiace tanto lasciarli, per noi ormai erano diventati nostri fratelli”
“Capisco, allora vorrà dire che verranno anche loro con noi. Dopotutto, due in più o due in meno non mi interessa, e poi sai in America ci sono anche altri tre bambini!!!”
“Grazie, grazie, Conte” Marie dalla gioia le si lanciò tra le braccia.
“A te va bene, vero, Adelaide?”
“Certo, e poi siccome sono maschi almeno faranno compagnia anche a Fabien” disse la Contessina colma di gioia e poi aggiunse: “e poi sai che a me piacciono i bambini”