capitolo 1:
 ACCADDE UNA NOTTE DI PIOGGIA

 
 
5 APRILE 1764.
 
Era quasi Pasqua e i temporali di primavera si facevano sentire ormai ogni notte, tenendo sveglie molte persone.
 
NORMANDIA.
 
In un misero paesino una giovane donna molto malata stava compiendo il suo ultimo miracolo al quale aveva dedicato i suoi ultimi nove mesi di vita, ovvero dare alla luce due bambini gemelli.
 
“Dai, signora Josephine, spinga la prego perché vedo già la testa del piccolo”
 
“Ahhh, mi manca la forza, Dio aiutami!!!”
 
“Ecco ci siamo! E' una bambina, una incantevole bimba, come la chiamerete?”
 
“Desirè, perché è sempre stato un mio desiderio avere una femmina”
 
“Molto bene, signora, adesso spinga ancora un poco così vedrà anche l’altro angioletto”
 
“Ahhh, sento che sto per andarmene, dottore”
 
“No, no, ci siamo quasi: un piccolo sforzo”
 
“Ahhh, Ahhh!!!!!!!”
 
“Ecco, ecco: è nata, è un’altra bambina, signora, uguale all’altra! Come la chiama?”
 
“Marianne, signore, Marianne come la mia mamma Marie e come la mia cara suocera Anne,  Ahhh, Ahhh,!!!!!”
 
“Cosa succede, signora? Presto, infermiera, mi aiuti! O – MIO – DIO – C’E’ – UN’ALTRA – CREATURA!!!!! Presto dobbiamo procedere prima di perdere sia madre che figlio”
 
“Ahhh, Dio, dammi la forza per dare alla luce anche questa mia piccola creatura, perché ne ha il diritto”
 
“Bene, bene, è nata! E' nata! E' un’altra bambina! Complimenti, signora, ha dato alla luce tre gemelle”

“Dottore, la chiami Josephine, come la sua mamma che l'ha amata, tanto anche se per poco”

 
“Certo, signora”
 
“Addio, mio piccolo André, addio Desirè, addio Marianne e addio  Jo – se – phine”
 
“No, no, signora, non se ne vada!!!! Nooo, noooo, nooooo, signora Josephine Grandier, non mi ha nemmeno dato la possibilità di metterle in braccio l’ultima piccina”
 
Calde lacrime uscirono dagli occhi stanchi di quel vecchio dottore che aveva fatto nascere anche la povera donna solo 25 anni prima.
Il suo compito lo aveva portato a termine come sempre e le neonate stavano bene anche se il loro futuro sarebbe stato triste.
Mise ad ogni bambina un braccialetto di stoffa di colore diverso per permettere alla balia di riconoscerle, per evitare che allattasse la stessa bimba per due volte lasciando l’altra digiuna. 
Poi iniziò a scrivere un lettera ad una cara amica che aveva perso la figlia ed ancora non lo sapeva.
 
PARIGI.
 
In un grande palazzo dove vi abitava la famiglia Jarjayes, una piccola anima era in pena. Infatti la piccola Oscar, di appena otto anni, si girava e rigava sotto le coperte e tremava dalla paura. Ad un certo punto, un tuono più  violento e un colpo di vento improvviso fecero sbattere furiosamente le ante contro la finestra causando un rumore assordante.
Oscar nel sentire questo suono si lanciò fuori dal letto e con le lacrime agli occhi e con in dosso solo la camicia da notte si precipitò fuori dalla camera per giungere dove il suo cuore l’avrebbe portata, ovvero da André, un suo caro amico che la sapeva sempre consolare e che aveva un anno e mezzo in più di lei.
La bambina infreddolita si trovò davanti alla porta della camera di André ed iniziò a bussare forte e ad urlare nel pianto:
 
“André, André, ti prego, fammi entrare, ho paura!”
 
Dopo pochi secondi, André aprì la porta e guardò un po’ sorpreso Oscar che intanto si era rannicchiata in terra e piangeva a tal punto da non riuscire a respirare.
Molto spaventato si chinò su di lei e prendendola in braccio la porto nel suo letto.
 
“ Oscar, Oscar, calmati, ma cos’hai, piccola? Shhh, adesso ci sono qua io e nessuno ti farà del male”.

Intanto Oscar aveva smesso di piangere e nel guardare André si rese conto di essere al sicuro solo tra le sue braccia, iniziò a tremare dal freddo e André le chiese ancora perché piangeva, ma lei non ebbe nemmeno il tempo di rispondere perché un nuovo tuono e una nuova ondata di vento fece sbattere le ante e Oscar buttò le braccia al collo di André ed iniziò a piangere nuovamente e tra le lacrime sussurrò:

 
“ Ho paura, André, ho paura del temporale”
 
Detto questo, nascose il viso tra il collo e la spalla destra di André e iniziò a tremare, lui la strinse forte a sé e non ci fu più bisogno di parole, si distese con lei tra le braccia e si coprì fino alle testa e iniziò a tranquillizzarla con delle carezzine sulla schiena, dopo poco Oscar si tranquillizzo e si addormentò tra le braccia del suo amico. 
Se la notte precedente aveva piovuto, la giornata che si apprestava ad iniziare preannunciava invece il sereno.
La governante di palazzo Jarjayes e nonna di André si alzò prima di tutti come sempre e si mise a preparare la colazione per i padroni.
Quando andò a svegliare André, vide al suo fianco la sua piccola Oscar che dormiva sonni tranquilli e ne fu felice, solo che doveva per forza svegliarli e così fece, prima che il padre della piccola si accorgesse dell’accaduto.
Dopo poche ore, Oscar ed André, seppero dal generale Jarjayes che in un paesino in Normandia erano nate tre gemelle e presto questa voce si sparse per tutta la Francia e non solo.
Non si parlava d’altro: la nascita delle bambine era festeggiata per le strade come la nascita del Delfino di Francia.
 
Intanto, il buon dottore decise di tenere segreta l’identità delle bambine e, per il loro bene, le rinchiuse insieme alla giovane che le allattava in un convento di suore di clausura.
Poi finì la lettera e la spedì alla destinataria che l’avrebbe ricevuta entro poche ore. 
Ma intanto rifletteva sulla vita di quella sfortunata famiglia.

 

 

 

 

Home - Indietro

Hosted by www.Geocities.ws

1