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| Ecco una serie di motivazioni fornite dai nostri membri per il loro impegno in Portare la Musica: | |||||||||||||||
| ...Il desiderio di alleggerire i problemi degli altri [Alessandro Ciucani, pianista] ...La voglia di fare qualcosa di utile per chi ha bisogno attraverso il mezzo che mi è più congeniale: la musica [Fernando Campigli, clarinettista] ...Il desiderio di fare della mia musica non solo un mestiere, ma un modo per avvicinarmi a chi soffre. [Chiara Bertoglio, pianista] ...E' sempre stato un mio sogno condividere con gli altri la mia passione per la musica e portare un messaggio di speranza e di gioia attraverso il mio strumento. Spero che il suono dell'arpa possa unirsi alle vostre voci per trasmettere anche nei luoghi più lontani la magia della musica. [Sara Terzano, arpista] Sono stato con il violoncello per "Projetos Ninos de rua" nelle zone più povere di Sao Paulo e mi sono accorto che basta pochissimo per comunicare e abbatere le barriere. Noi occidentali pensiamo sempre che la malattia o la diversità degli altri sporchi la nostra piccola felicità artificiale, ma in realtà i meno fortunati vogliono solo essere meno soli, comunicare appunto. [Giovanni Ricciardi, violoncellista] ...Nelle nostre precedenti esperienze ci ha colpiti la risposta positiva delle persone disagiate, il loro bisogno di musica, di bellezza, di amore. [Duo pianistico Malagoli-Guerra] Sono rimasta sempre colpita dalla flessibilità e l’adattabilità dei contenuti musicali a qualsiasi forma di disabilità. Nessun mio alunno, nemmeno i sordi, ha avuto difficoltà. [Barbara Filippi, direttrice di coro] Grazie di cuore della cartolina di ringraziamento da parte di tutto "Portare la Musica"! Ma, in verità, sono io a dover ringraziare tutti per aver reso possibile questa cosa, ché senza il sostegno di un gruppo così numeroso di persone non avrei osato lanciarmi nell'organizzazione di tutto questo. Proprio questa sera pensavo che soltanto un anno fa non avrei forse neppure tentato di proporre un concerto in un contesto simile agli amici con cui faccio musica da camera, nel timore di scontrarmi con quella mentalità, di fronte alla quale mi trovavo a disagio, di stampo freddamente "professionale" nel considerare gli impegni musicali. E invece è bastato lanciare, con un buon anticipo, poche parole sottovoce, perché l'idea si facesse strada nella mente di ognuno e alla fine ricevessi, di punto in bianco, la telefonata che riempiva gli ultimi due concerti della serie. Quindi penso di dover essere io a ringraziare tutti, per avermi dato la preziosa consapevolezza di non essere l'unico a trovare nella musica anche qualcosa che, di fronte a certe situazioni, non possiamo esimerci dal donare con tutta la generosità che ci è possibile. Grazie, quindi, per questo, oltre che per la splendida esperienza umana che questa piccola serie di concerti sta diventando. [Marco Scilironi, pianista] |
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