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Alcune delle nostre attività più recenti
21 luglio 2003 - récital dell'arpista Sara Terzano alla Piccola Casa della Divina Provvidenza - Torino.
La testimonianza di Sara:
Cara Chiara,
                  finalmente sono riuscita a suonare al Cottolengo: mi sono divertita molto, Suor Gabriella è stata  ospitale e piena d'entusiasmo e questo pubblico veramente speciale mi è sembrato molto coinvolto e partecipe.Ho sentito tra le corde il vero potere della musica: sa proprio arrivare ovunque!!!


28 luglio 2003 - récital del gruppo vocale Eufoné, diretto dal M.o Ruo Rui, alla Piccola Casa della Divina Provvidenza - Torino.
La testimonianza del M.o Ruo Rui:
Carissima Chiara,
siamo stati al Cottolengo con una rappresentanza del nostro coro (14 persone
in tutto).
Il lunedì precedente avevo fatto già una veloce visita in modo da vedere il
luogo e conoscere Sr. Gabriella.
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Questo 28 luglio, essendo la chiusura del ciclo, ha visto la partecipazione anche dell'orchestrina che già aveva animato altre giornate. Noi ci siamo alternati alle loro esecuzioni e questo ha dato più varietà al "sound" complessivo (che, all'aperto e affidato solo alle voci, poteva essere un po' monotono...)
Direi che la nostra partecipazione ha avuto un buon esito, ma non potrebbe essere diversamente vista la straordinaria verve di questa sorella innamorata di Dio e del prossimo e del frizzante ambiente circostante. I miei coristi sono stati assai contenti e alla fine ci hanno persino mandato a casa con una enorme coppa che nemmeno la Juve...
A caldo e ti butto qualche considerazione che potrebbe - secondo la tua discrezione - essere condivisa anche con gli amici di PlM. Avevamo già avuto altre esperienze di animazione in ospedali e ricoveri e ci sono state delle conferme.
1- Ogni situazione chiede di esser valutata per le proprie singolari caratteristiche. Chi è malato può reggere tempi di ascolto inferiori a chi è sano. Molto dipende dal luogo.
2 - I tempi di ascolto, in cui si preferisce che ci sia una forte attenzione non devono superare blocchi di 10 - 15 minuti. Poi occorrono due parole, un diversivo, un brano più chiassoso dove ci si può anche permettere di parlare.
3 - Se ci si è preparati un repertorio può accadere che non sia eseguito per intero: secondo le necessità dei presenti bisogna intuire se tagliare o ricompaginare l'ordine dei pezzi.
4 - Senza temere di essere superficiali vanno privilegiati i brani vivaci, ritmati, con qualche titolo noto, senza  la necessità di lunghe esecuzioni integrali. Benvenute due parole (due!) di introduzione ai pezzi.
5 - E' carino lasciarsi coinvolgere da qualche espressione tipica del luogo che ci ospita (un canto, una danza, un brano popolare).
6 - Se poi la riuscita tecnica non sarà - a nostro giudizio - perfetta, non esterniamo recriminazioni ma lasciamoci coinvolgere dal punto di vista di coloro che ci ospitano (per i quali quel che più conta è, probabilmente, aver incontrato nuova gente che si interessa di loro).


15 agosto 2003 - récital del violoncellista Giovanni Ricciardi, del violinista Giovanni Bertoglio e della pianista Chiara Bertoglio alla casa per anziani "Casa Amica" di Chiomonte.

21, 22, 23 novembre 2003 - récital dei pianisti Massimo Gervasi, Brunello Tirozzi, Akanè Makita, Emiliano Giannetti, Valeria Profeta Romano e Barbara Martellini, della flautista Daria Capponi e del fisarmonicista Fabio Colaceci presso l'Ospedale Pediatrico "Bambin Gesù" di Roma

I bigliettini dei piccoli pazienti dell'ospedale (clicca per visualizzare)

La testimonianza di Brunello Tirozzi:
L'esperienza al Bambin Gesù è stata veramente di quelle forti che toccano corde profonde. Veder sorridere
dei bambini malati fa molto piacere specialmente se questo è un effetto di quello che si suona e di come viene presentato ai bambini. Le madri dei piccoli ci hanno chiesto di tornare perchè abbiamo fatto un grosso piacere a loro ed ai loro figli, così ci hanno detto.
Se noi andassimo a suonare regolarmente in quella sala del Bambin Gesù potremmo continuare questo contatto così diretto ed immediato con i bambini attraverso la musica. Penso che aiuteremmo i bambini a stare meglio e forse a guarire più in fretta. E faremmo stare meglio anche i genitori di questi bambini che ovviamente sono molto angosciati dalla situazione in cui si trovano.

La testimonianza di Daria Capponi:

Carissima Chiara,
Anche se vengo da precedenti esperienze di volontariato è stata la prima volta che ho suonato per i bambini. Lo avevo già fatto con un'orchestra in un altro Ospedale di Roma, ma suonando da solista l'impatto naturalmente è stato diverso, perchè c'è stato un contatto più diretto con i bambini, con i genitori ed il personale medico.
E' stata quindi un esperienza leggermente faticosa (non lo nascondo!) ma nello stesso tempo vedere come la musica è riuscita ad alleviare, anche se per poco tempo, le piccole o grandi sofferenze, a regalare un po' di gioia e a far sorridere sia i più piccoli che gli adulti ha reso quel concerto un'esperienza straordinaria.
Voglio descriverti due immagini che mi sono rimaste impresse e che porterò sempre dentro di me.
Mentre suonavano Massimo e Brunello il mio sguardo si è posato su una mamma che aveva in braccio la sua bambina e si vedeva che si lasciava trasportare dalla musica e spero tanto che in quel momento la musica le alleggerisse le sue preoccupazioni...
E poco prima che io iniziassi a suonare un brano, un bambino libanese, seduto su una carrozzella di fronte ha me, mi ha dato spontaneamente il tempo: uno, due, tre, quattro ed io...ho subito attaccato!
Alla fine del concerto i genitori ci hanno chiesto di tornare, segno che la musica ancora una volta è entrata nel cuore delle persone ed ha avuto un effetto benefico.
Ed è bello pensare che i bambini potranno associare un bel ricordo a quel luogo di cui non ci si ricorda volentieri.
Spero che Portare la Musica abbia un grande futuro perchè credo ci sia bisogno di lei!!
Tanti cari saluti,
                      Daria

22 novembre 2003
- récital dell'organista Santina Amici e del cornista John Fraser presso il Santuario del Divino Amore in Roma

6 dicembre 2003 - due récital del contralto Mariacinzia Bauci e del fisarmonicista Pierantonio Gallesi presso la Comunità per tossicodipendenti Nefesh e l'Associazione Axé per il tempo libero delle persone con disabilità.

La testimonianza di Mariacinzia:
Ciao a tutti e in special modo a Santina che ho sentito spesso per telefono. L'esperienza è stata faticosa ma del tutto positiva. Abbiamo capito che la sete di musica e, chissà, forse anche di altre forme come teatro, danza... (la butto lì, magari Portare la Musica potrebbe ampliare i suoi orizzonti), è tanta. Il calore e la solarità di Axè ( centro di aiuto a disabili adulti, per la maggior parte down) sono stati meravigliosi e la complessità umana di Nefesh (comunità per problemi legati al carcere, alla tossicodipendenza, all'alcolismo, ai disturbi mentali) affascinante. Come musicisti abbiamo anche compreso che il problema è portare la musica ma con una voglia di comunicazione e di calore, che magari sacrifica un po' di virtuosismo, e che sono sicura ci tornerà utilissima anche nelle serate professionali che Pierantonio ed io stiamo facendo. Vi abbraccio e faccio a tutti i miei auguri per le feste. Ciao e a presto. Pierantonio e Mariacinzia.

13-14 dicembre 2004 - récital presso il Conservatorio di Torino dei violinisti Mariacristina Rallo e Giovanni Bertoglio, della violista e violinista Luisa Ratti, della violoncellista Chiara Manueddu, dell'arpista Sara Terzano e della pianista Chiara Bertoglio, e workshop presso il Sermig di Torino in occasione della festa per il decennale della Fondazione Paideia (assistenza a bambini con disabilità, malati o con problemi familiari).

La testimonianza di Chiara B.:

Durante la giornata del 14 dicembre ho avuto modo di vivere emozioni che difficilmente scorderò. Ho avuto il privilegio di accostare per la prima volta al pianoforte ed alla musica bambini e ragazzi molto diversi tra loro - alcuni normodotati, alcuni gravemente malati, altri affetti da varie disabilità.
Ho visto la musica come un piccolo "miracolo", che ha disegnato splendidi sorrisi sul volto dei bimbi che hanno partecipato al concerto ed ai laboratori.
I bambini con cui ho avuto modo di lavorare sono stati splendidi, e mi hanno mostrato come la capacità di amare e di accostarsi all'arte trascenda tutti i limiti della natura. L'abbraccio di ringraziamento del piccolo L., nato senza l'esofago, e che ora, a sei anni, è pieno di tenerezza e simpatia; il sorriso di T., cieca e trapiantata di reni; quello di S., in carrozzella ma radiosa di allegria; il piccolo D. che non rispondeva quando gli parlavo ma è venuto ad abbracciarmi alla fine del concerto; e L., gravemente autistico, che sfogava la sua incomunicabilità "picchiando" il pianoforte, ma si è miracolosamente calmato quando ho cominciato a suonare Schubert tenendolo sulle mie ginocchia.... e tutte le altre emozioni della giornata e del bellissimo "saggio", in cui questi stessi bambini hanno eseguito una splendida improvvisazione a dieci mani, felici di essere stati in grado di imparare a suonare in un solo giorno... sono emozioni scritte con il fuoco nel mio cuore e mi terranno compagnia per tantissimo tempo.

11 gennaio 2004 - récital presso la Chiesa Sant'Elia Profeta nell'Ospedale Sandro Pertini di Roma, dell'organista Santina Amici, del cornista John Fraser, del Soprano Loredana di Bartolomeo, e del violinista Elvin Dhimitri

La testimonianza di p. Carmelo, assistente spirituale dell'ospedale:
Musica e canto a servizio della salute nell'Ospedale Sandro Pertini di Roma.
...un enorme corridoio di Ospedale dal pavimento verde-riposante ma leggermente mosso, bisognoso di manutenzione, si trasforma, come d'incanto, in luogo di incontro, di socializzazione, di ascolto...in una parola in luogo " terapeutico preventivo, curativo e riabilitativo ".
La magia è opera del Volontariato Pastorale S.Elia Profeta (ASVEP) nato e operante, 24 ore su 24, nell'Ospedale Sandro Pertini della nostra bella e problematica città eterna.
Fondatore e guida spirituale di questo piccolo gruppo (circa 50 aderenti e tanti collaboratori) di volontari Cristiani è il Carmelitano dell'Antica Osservanza, Padre Carmelo.
La "sala" pian piano si popola di pazienti, di volontari, di parenti, di amici, di operatori sanitari, di ex pazienti che ritornano volentieri in ospedale per questi appuntamenti ricreativo-culturali.
Si respira aria di attesa, di meraviglia.
Le volontarie si adoperano come api per accogliere, per ordinare tutto ciò che occorre per la riuscita della serata.
Finalmente Padre Carmelo "apre il sipario" (basta solo un movimento delle palpebre e il "sipario" è fatto!!!) e con poche battute spiega il significato terapeutico di questo momento. "Sì, una vera e propria terapia", ripete Padre Carmelo con il sorriso sulle labbra e gli occhi fissi sugli Operatori Sanitari presenti ma sempre un po' scettici e diffidenti su questo discorso. L'arte, continua il Padre Carmelo, è vera terapia preventiva, curativa e riabilitativa e nessuno può farne a meno se non vuole rendere fredda e sterile la vita, se non vuole che il tempo della prova, della malattia sia un tempo morto, un tempo da disperazione.
Tutto è pronto.
Tanti pazienti allettati, grazie ad un telefonino che hanno a capo del letto, sono in sintonia con noi.
Entrano, finalmente, i quattro terapeuti- artisti di questa particolare Domenica 11 Gennaio 2004: Loredana Di Bartolomeo (soprano), John Fraser (corno), Elvin Dimitri (Violino) e Santina Amici (organo).
Applausi scroscianti e liberatori. Silenzio e attesa. Si respira "gratuità".
Parte subito il Violino accompagnato dall'Organo, incalza il Corno e finalmente esplode la voce di Loredana che ci regala forti emozioni e vibrazioni.
I pazienti, soli o accompagnati dai volontari o dai parenti, provenienti dai reparti di medicina, di cardiologia, di ginecologia, dalla Palazzina B. dall'Ortopedia, dalla Psichiatria, hanno gli occhi lucidi e pieni di gioia e sognano, sulle onde del canto e della musica, un celere ritorno in famiglia.
Anche gli Operatori Sanitari presenti sono emozionati e, in silenzio, si assoggettano a questa meravigliosa terapia musicale, strumentale e canora. Il flash sottolinea e immortala  i momenti più forti della serata.
Ci si saluta calorosamente, si applaude, si sorride e ciascuno, più risollevato nel corpo (non è mancata la tradizionale fetta di panettote ed un goccio di spumante) e nello spirito, ritorna, con rinnovato coraggio, pronto a lottare per difendere e promuovere la vita, in reparto o a casa.
Grazie, grazie a tutti. Parlatene, passateparola e...a presto rivederci.

p. Carmelo, Carmelitano,
Assistente Spirituale Ospedaliero



8 febbraio 2004 - récital della flautista Giancarla Moscatelli, del soprano Loredana Di Belardino, e della pianista Santina Amici, presso l'Associazione Iniziative Sociale "Seguimi", Montale Rongone (MO)

La testimonianza di Santina:
Gentile Dottoressa,
come inizio giornata, posso dire che il primo pensiero è andato a Voi tutti. Nella mia mente sono passate le immagini che ho vissuto ieri pomeriggio. I sorrisi delle Signore, gli applausi, la gioia e l'atmosfera festosa.
Quel Vostro Signore, che è venuto a complimentarsi con noi, e, purtroppo le parole non gli uscivano dalla bocca, perchè il suo cuore era pieno di commozione, al punto che  uscivano solo lacrime, perchè come lui dice, "la musica prende il cuore e ci si commuove.!!
Tutto si è svolto con molta velocità al punto che questa mattina ho pensato: "Ho sognato, oppure è tutto vero?"

8 febbraio 2004 - récital dei violoncellisti Claudio Ronco ed Emanuela Vozza presso la «Casa Breda», Residenza Sanitaria Assistenziale per disabili affetti da sclerosi multipla, a Padova

La testimonianza degli ospiti:
A proposito del concerto di C. Ronco ed E. Vozza, Patrizia dice: "Sembrava, in certi momenti, di vivere dentro la storia... Il militare a capo del corteo, la ragazza dai grandi occhi... una storia d'amore raccontata con la musica!"
Luciano è impressionato dalla bellezza scenica degli strumenti e chiede se in futuro potranno toccarli, per "sentire sotto le mani il legno liscio con così tanta storia" ed il "profumo di centinaia di anni". Alberto si chiede:"Chissà chi lo ha suonato? Avranno avuto la stessa faccia di Claudio? E non sarà il violoncello uno strumento
troppo pesante per la gracile Emanuela?".
Anna è particolarmente colpita dalla giovane età di Emanuela, riguardo alla sua preparazione musicale:"E come fanno a dire che i ragazzi di oggi non amano più l'impegno? Ci vuole dedizione per suonare così uno strumento come il violoncello...".
Il giorno seguente il concerto tutti gli operatori della Struttura, che la domenica non erano presenti, erano a conoscenza del programma, delle storie, dei "personaggi". Claudio ha destato grande interesse, infatti, non solamente sul piano artistico musicale, ma anche come "affabulatore", grazie ad una presenza scenica decisamente capace ed entusiasmante.


22 febbraio 2004 - récital dei pianisti Massimo Gervasi e Brunello Tirozzi presso l'Istituto Suore Minime del Suffragio, a Roma

7 marzo 2004 - récital dell'Ensemble Barocco "Les Eclairs de Musique" presso la «Casa Breda», Residenza Sanitaria Assistenziale per disabili affetti da sclerosi multipla, a Padova

La testimonianza degli ospiti:
Riguardo il concerto del 7 marzo, le aspettative si sono fatte più chiare e tutti sono preparati: programma alla mano, attendono di vedere che fisionomia avrà questo clavicembalo! E le aspettative non sono deluse... Laura (raccontando alla sorella il giorno dopo): "Hanno suonato divinamente tutti gli strumenti...Come papà, che era cieco, ma suonava molti strumenti musicali!" . Alessandro, pur affermando la sua passione per la musica dance, ammette di "essersi divertito, tanto, proprio bravi questi ragazzi...e avranno la mia età!", mentre M. Luisa chiede "che tipo di flauto è questo, che pare di sentire cantare un  cardellino?". Franca:"Insomma, spero che veniate ancora, non ci fate stare molto senza sentirvi!" (non guarda nemmeno la tv per non sentire rumore...).
Gli inviti, che la prima volta erano partiti dal servizio animativo, ora partono direttamente dagli Ospiti di casa Breda, che telefonano ad amici e parenti, contenti di poter offrire un pomeriggio straordinario a "casa loro".
Conta molto anche l'introduzione esplicativa dei musicisti, che creano un legame tra la musica e la vita reale, escamotage importante per ravvivare l'interesse e l'attenzione (la patologia - sclerosi multipla - ha tra le componenti principali la stanchezza cronica).
Continua...
... continua...
Un ragazzo Down "dirige" il violinista Giovanni Bertoglio
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