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Osservazioni su Dionaea muscipula


La Dionaea muscipula viene solitamente considerata una pianta carnivora facile, senza troppe pretese, un classico punto di partenza per i principianti che si accostano alla coltivazione e all'osservazione delle piante carnivore. Forse � vero, ma nella mia pur breve esperienza di coltivazione ho avuto modo di notare, oltre ad un elevato numero di decessi nella mia collezione, molti comportamenti peculiari e risposte anche complesse agli stimoli esterni da parte di questa pianta, che forse tendono ad essere sottovalutati.

Ho pensato che forse valesse la pena di soffermarsi ed approfondire certe osservazioni fatte da numerosi autori (molti dimenticati, molti sparsi nelle biblioteche e sulle reti informatiche) ed anche alcuni coltivatori.

Nota: queste osservazioni, purtroppo, non sono frutto di un metodo propriamente scientifico di indagine, nel senso che mancano del tutto osservazioni in loco, mancano modelli botanici di riferimento e, soprattutto, sono state fatte su un limitato numero di esemplari.



PIGMENTAZIONE

La pigmentazione rossa, dovuta ad antocianine e carotenoidi, nel fenotipo pi� tipico e diffuso, ovvero la cosiddetta variet� 'typical' (per intenderci, che non sia 'Akay Ryu', 'all green', 'all red', etc.) si manifesta principalmente nella pagina interna delle trappole e, in modo meno evidente, anche in quella esterna. � una propriet� difficilmente controllabile in coltivazione, difatti esistono dionee che si colorano tantissimo, assumendo un rosso molto intenso e a volte scuro, altre che invece si colorano poco o nulla. L'intensit� e la distribuzione del colore rosso sembrano inoltre evolvere nel tempo, sia durante la stagione di crescita che da un anno all'altro.
Ci troviamo quindi di fronte ad un carattere che dipendere da fattori sia genetici che ambientali (disponibilit� di nutrienti, bilancio minerale, fotoperiodo, temperatura, escursione termica giorno/notte) ed � anche correlato all'et� della pianta.



GERMINAZIONE E VERNALIZZAZIONE DEI SEMI

La vernalizzazione, cio� la necessit� che il seme percepisca un periodo minimo di freddo, � un evento condizionale, non automatico, della fisiologia del seme. Questo significa che l'embrione non va in dormienza PER FORZA dopo che il seme cade dalla capsula, ma soltanto se non si verificano le condizioni adatte alla germinazione.
C'e' quindi un periodo entro cui il seme puo' ancora decidere di germinare, prima di andare in dormienza.
Non ho mai verificato a dovere, ma sembra che questo periodo possa durare almeno un paio di settimane per i semi appena prodotti e dispersi. Passato questo periodo, se non ha avuto sufficienti stimoli a germinare, il seme si disidrata, entra in dormienza e, prima di riattivarsi, DEVE andare incontro ad un periodo di freddo minimo, in modo tale che "capisca" che l'inverno e' finito e al ripresentarsi delle condizioni di germinazione possa nascere. Se invece le condizioni ambientali sono favorevoli entro i primi giorni dalla dispersione del seme, questo allora puo' nascere.
Questo fenomeno ha anche la sua giustificazione evolutiva: se il clima e' ancora "buono", e' meglio che la pianta nasca subito, cosi' avra' il tempo di svilupparsi a dovere e potra' passare l'inverno e, alla primavera successiva, anziche' un seme si avra' una pianta gia' pronta per riprendere la crescita. Se, viceversa, le condizioni non sono favorevoli, il seme e' meglio che se ne stia tranquillo, cosi' evitera' di far nascere una piantina troppo tardi, troppo vicino all'inverno col rischio di farla morire perche' non sviluppatasi in tempo per poter reagire al freddo.



FERTILIZZAZIONE

La fertilizzazione artificiale � tradizionalmente considerata dannosa se non mortale per la maggioranza dei generi carnivori, in modo particolare per quelli temperati, appartenenti alle Droseraceae e alle Sarraceniaceae. In generale possiamo considerarla un'opinione valida, tuttavia molti autori sostengono che un piano di fertilizzazione mirato ed attento sia possibile anche per queste piante.
Ho voluto quindi fare alcune prove, durate circa 4 anni, dalla primavera del 2001 all'autunno del 2004, utilizzando alcune soluzioni nutrienti.


2001

Nell'anno 2001 a Modena gi� all'inizio di febbraio le temperature minime notturne si situavano sopra agli 0�C, con punte massime attorno ai 10-12�C, per cui le dionee della mia collezione hanno dato segni di ripresa vegetativa piuttosto precoce. Per la sperimentazione sono state scelti due esemplari sani di Dionaea, acquistati l'anno precedente presso lo stesso rivenditore e coltivati normalmente. La soluzione utilizzata per i trattamenti era costituita da vitamine del gruppo B, auxine, gibberelline, aminoacidi, minerali (Fe, Mn, Ca, Mo, Cu, ..).

Le somministrazioni sono iniziate a partire dall'11 febbraio e sono state applicate con un pennello sia a livello fogliare che per os, cio� "per bocca", ovvero inumidendo l'interno delle trappole con la soluzione, perch� ho pensato che questa fosse la struttura pi� idonea per assorbire nutrienti, dal momento che in natura le prede vengono digerite a contatto con la pagina interna della trappola.
Questo tipo di fertilizzazione evita i problemi connessi alla tossicit� radicale degli elettroliti che costituivano la soluzione, soprattutto quelli di tipo azotato. La frequenza era di 1 fertilizzazione per os la settimana ed 1 fertilizzazione fogliare al mese, sulle foglie che di volta in volta sembravano le pi� robuste ed attive.
Ad inizio marzo le piante possedevano un certo numero di foglie, la dimensione media delle trappole si aggirava sui 3-4 cm e dopo circa un mese (aprile) dalla ripresa vegetativa � apparso lo scapo florale.

Alla fine del maggio successivo la crescita si � per� arrestata: lo scapo florale ha cessato di allungarsi, il fiore non si � aperto e non sono comparse altre foglie nuove. Ho per� osservato un fenomeno interessante sulle foglie rimanenti gi� sviluppate: hanno iniziato a perdere la pigmentazione rossa e tutte contemporaneamente hanno chiuso le trappole, che non si sono pi� riaperte.

Rimanendo nell'ambito delle ipotesi, questo comportamento potrebbe essere dovuto a due cause:
1. l'eccesso di nutrienti (azoto, ma non solo) induce la chiusura delle trappole per evitarne un ulteriore assorbimento nei tessuti di accumulo, onde evitare livelli (gi�) tossici per la pianta.
2. la nutrizione forzata a livello della trappola rende anergiche le trappole, per saturazione dei recettori e conseguente inibizione della risposta, fino a quando i livelli di nutrienti non tornano sotto la soglia di "attivit�".

Dopo un altro mese passato in questa condizione di completa inattivit� e persistente chiusura delle trappole, le piante sono morte. Ho osservato che la degradazione dei tessuti � iniziata dal centro della pianta, verosimilmente dal rizoma, al contrario di quanto accade durante la normale senescenza delle foglie, che si degradano a partire dalle zone pi� distali.

La conclusione di questo esperimento � che senza dubbio la fertilizzazione fosse stata eccessiva o troppo frequente, portando comunque a livelli tossici i vari nutrienti somministrati. La perdita di pigmentazione rossa va correlata con l'eccesso di N e con la concomitante inattivit� delle piante (vd. dopo caso [2])

2002

Visti i risultati ottenuti, per l'anno 2002 ho preferito differenziare la fertilizzazione ed utilizzare soluzioni nutrienti diverse, semplificate e pi� diluite rispetto a quelle impiegate nell'anno 2001.
I trattamenti sono stati effettuati su 3 piante di aspetto e dimensioni molto simili, acquistate l'autunno precedente; ciascuna � stata trattata con una soluzione diversa:

1. "minerale", con stimolanti, molto diluito
2. "organica", priva di stimolanti (acidi umici liquidi, carbonio organico, azoto organico, ossido di magnesio, ferro) meno diluito
3. "bilanciata" (carbonio organico, vitamine gruppo B, glucosidi, ossicumarine, azoto organico, macro e micronutrienti vari) a diluizione intermedia fra le due precedenti

Anche nel 2002 a Modena il clima primaverile � giunto precocemente. Le somministrazioni sono inizate attorno al 14 marzo, quando le piante avevano gi� foglie e trappole ben sviluppate.

La dionea trattata con [1] inizialmente non ha mostrato uno sviluppo particolarmente accentuato rispetto alle altre due, nonostante la presenza di stimolanti. La crescita si � mostrata nella norma (circa 1 foglia nuova/8 gg), tranne che per un iniziale aumento delle dimensioni medie delle trappole, verificatosi soprattutto fra aprile e giugno.
La pigmentazione rossa delle trappole era molto meno accentuata rispetto alle altre due piante ed � chiaramente diminuita, nonostante la continua esposizione al sole, durante tutto il periodo di fertilizzazione. Questo potrebbe essere correlato con un'osservazione generalmente accettata, secondo la quale un elevato apporto di nutrienti azotati insieme a ioni bivalenti (tipo Ca e Mg) porta ad un aumento della biosintesi di clorofille, a scapito di antocianine e carotenoidi, quali formano pigmenti rosso-arancio.
L'aumento dimensionale delle trappole potrebbe dipendere dall'effetto di due fattori: la scarsit� di nutrienti organici, che in genere stimola la pianta a investire energia sui sistemi di cattura e la concomitante somministrazione di stimolanti a livello fogliare. La pianta si sarebbe quindi ritrovata con un grande numero di nutrienti, non percepiti per� come preda perch� non assorbiti dalle ghiandole delle pagine interne, che insieme alla tendenza naturale della dionea a sviluppare le trappole in condizioni di bassa disponibilit� organica, hanno determinato un aumento dimensionale delle stesse.
Alla met� giugno la pianta ha per� iniziato a dare segni di peggioramento: assottigliamento dei tessuti, arricciamento dei margini fogliari, perdita di colorito; queste reazioni si sono presto evolute in un blocco vegetativo generalizzato che ricordava molto quanto accaduto nella sperimentazione del 2001 e si � protratto per i tre mesi successivi. Va aggiunto che la pianta non ha fiorito, n� prodotto alcuno scapo florale, ma � difficile dire se la causa di questo fosse la fertilizzazione o semplicemente lo stato di sviluppo. Comunque, dopo una lieve ripresa intorno alla fine di settembre, la pianta � infine morta prima dell'inverno.

La dionea trattata con [2] non ha dato particolari risposte nei primi 3 mesi, tuttavia dopo questo periodo iniziale ha mostrato un'incremento costante della pigmentazione rossa sulle pagine interne ed esterne delle trappole, unite ad un lieve, ma costante, ispessimento dei tessuti ed aumento dimensionale medio delle foglie.
Lo scapo florale � apparso pi� tardi del previsto, ovvero intorno al 10 di aprile, ma la pianta ha proseguito normalmente la crescita e la fioritura � stata portata a termine.
A seguito della chiusura del fiore si � avuta la tipica flessione di vigore nella pianta, che si � protratta fino alla met� di settembre, per giungere infine al mese di ottobre, in cui si � avuta la stagionale produzione di foglie esili e trappole per lo pi� inattive, ma che comunque rientrano nella crescita fisiologica della pianta.
Al termine della stagione ho osservato quindi che la somministrazione di soluzione [2] alle dosi indicate ha portato ad una lieve accelerazione nella crescita, unita ad una maggiore pigmentazione rossa. � meno chiaro il ritardo della fioritura, ma ho osservato che, a seguito di trattamenti fertilizzanti o stimolanti prolungati nel tempo, la fioritura va spesso incontro ad anomalie, come del resto si � osservato anche nelle altre esperienze qui raccontate.

La soluzione [3], inizialmente pensata come intermedia fra le altre due perch� organica e minerale in parti quasi uguali, ha mostrato risultati molto simili al trattamento [2]: dopo un periodo di "latenza" iniziale nella risposta al trattamento, la pianta ha iniziato a divenire pi� rigogliosa dopo il terzo mese di crescita, mostrando anche una crescente pigmentazione rossa, che tuttavia era meno pronunciata rispetto al caso precedente. In questo caso lo scapo florale � apparso ancora pi� in ritardo rispetto agli altri trattamenti: 19 aprile. La fioritura � stata completata e il resto della stagione attiva � trascorsa abbastanza ordinariamente, per lo pi� simile a quanto detto per il caso [2].

Al termine del 2002, dopo la seconda stagione di esperimenti, nonostante il numero ridotto di individui osservati e le condizioni poco riproducibili, abbiamo comunque alcuni elementi su cui riflettere: innanzitutto, i fertilizzanti di tipo organico sembrano pi� sicuri da impiegare e meno "invasivi" rispetto a quelli minerali. Non possiamo ancora trarre la conclusione che i fertilizzanti minerali siano del tutto inutilizzabili, ma di sicuro occorrono cautele particolari per poterli usare con una Dionea. A proposito di cautela, i fertilizzanti e gli stimolanti devono sempre essere usati MOLTO diluiti; probabilmente la causa di morte nell'esperimento del 2001 � da attribuirsi all'eccessiva concentrazione e frequenza dei trattamenti.
Un altro elemento determinante potrebbe essere la presenza di azoto inorganico solubile, principalmente nitrati e nitriti, che com'� noto da tempo sono fatali se in contatto con il terreno; non siamo tuttavia in grado di dire nulla a questo punto delle osservazioni, nemmeno se possano essere tollerati a livello fogliare.
Un'osservazione interessante riguarda invece l'effetto di ritardo che le fertilizzazioni in generale sembrano avere sulla fioritura. Come gi� precedentemente ribadito, � difficile stabilire se tale effetto sia da attribuirsi unicamente ai trattamenti o se vi siano altri fattori che influiscono su questo fenomeno, certo � che la concomitanza con le fertilizzazioni sembra piuttosto evidente. Aggiungo che altre piante, coltivate in prossimit� di quelle fertilizzate e quindi a parit� di altre condizioni, hanno mantenuto apparentemente inalterato il loro ciclo di fioritura.
Se l'ipotesi fosse vera, l'effetto dei fertilizzanti sarebbe poi tutto da stabilire: non sarebbe da escludere uno sbilancio nutrizionale e quindi ormonale.

2003

Per il 2003 ho voluto cercare una conferma dei risultati ottenuti durante l'anno precedente, al tempo stesso cercando di non perdere altre piante. Pensando a quanto succede in natura, ho pensato di eliminare i fertilizzanti con un contenuto minerale troppo elevato, perch� le prede delle dionee verosimilmente recano loro i nutrienti per lo pi� in forma organica, mentre i minerali solamente in tracce. Ho voluto anche togliere stimolanti troppo forti, tipo GAA, affinch� il nutrimento apportato e altri ormoni e lasciare le vitamine del gruppo B.
Associando queste considerazioni ai risultati del 2002, ho scelto di impiegare una soluzione estremamente diluita contenente acidi umici liquidi, amminoacidi e concime per orchidee.

Il fertilizzante � stato applicato sempre per os, ma anche per via fogliare, in modo molto metodico e regolare ogni 15 giorni per tutta la stagione attiva, da aprile a settembre, osservando solamente una pausa nel periodo pi� caldo, che a Modena ha coinciso dall'inizio di luglio fino al 20 di agosto. Le piante osservate sono state 3: due trattate e una di confronto, il "gruppo" di controllo.

I trattamenti cos� svolti hanno prodotto effetti simili a quanto osservato per la soluzione [2] del 2002, con risultati molto graduali ma evidenti rispetto al non trattato per numero di foglie prodotte, persistenza delle trappole, persistenza del fiore, ripresa dopo l'appassimento del fiore e vigore autunnale.

2004

Avendo visto che la fertilizzazione del 2003 aveva dato risultati graduali ma interessanti, ho proseguito lo stesso tipo di fertilizzazione, utilizzando sempre la miscela molto "organica" e tenendo sempre come confronto una pianta non trattata.
I risultati sono stati coerenti con le aspettative ed hanno ricalcato l'andamento dell'anno precedente: leggero ritardo della fioritura, leggero aumento della pigmentazione rossa, buon ritmo di crescita durante tutta la stagione, breve riposo post-fioritura. Dopo il secondo anno trascorso con questo tipo di fertilizzazione, si pu� dire che la soluzione impiegata, pi� che aumentare la crescita effettiva della pianta, sembra piuttosto aiutarla nei momenti di stress (come dopo la fioritura) e garantirle un tasso di produzione abbastanza uniforme e continuo, eccezion fatta per i periodi pi� caldi, quando la fisiologia della dionea impone un lieve arresto.
Una cosa da aggiungere, sempre senza per� poterla correlare alla fertilizzazione in modo certo, � che la Dionea trattata ha iniziato a moltiplicarsi spontaneamente, dividendo il rizoma.

2005

L'inverno fra il 2004 e il 2005 � stato particolarmente rigido e tenace in tutta Italia, tanto che la ripresa delle mie piante (non solo carnivore) qui a Modena si � spostata in avanti di quasi un mese rispetto al consueto.
Le prime foglie delle dionee, sia quelle di controllo che quelle fertilizzate l'anno precedente, non sono apparse prima di aprile e gli steli florali hanno iniziato ad allungarsi intorno al 10 di maggio.

Comunque sia, a questo punto � legittimo chiedersi se i trattamenti fin'ora svolti possano essere considerati effettivamente utili per migliorare la crescita della dionea e se sia auspicabile che la fertilizzazione si diffonda fra gli appassionati di piante carnivore.
Ci troviamo di fronte ad una pratica che ha FORSE qualche vantaggioo, ma SICURAMENTE presenta molti rischi, le cui migliori testimoni sono le Dionee che mi sono morte.

Dopo questi pochi anni di prove e di osservazioni resta difficilissimo, se non impossibile, capire cosa veramente le fertilizzazioni possano o non possano fare alle piante, soprattutto perch� per non arrivare a livelli tossici bisogna impiegarne concentrazioni talmente diluite da avere un effetto poco evidente se non nell'arco di alcuni anni, il cui reale beneficio � comunque dubbio, quando non addirittura trascurabile rispetto alla coltura tradizionale.
In generale, pare che SE condotta come descritto in questo articolo, la fertilizzazione non sia in grado di dare risultati stupefacenti, piuttosto sembra aiutare la pianta ad avere un nutrimento costante ed equilibrato, garantendole un buon tenore di crescita e una certa resistenza agli stress, come nel caso del periodo post-fioritura.


2006-2007: conclusioni

Dopo l'estate del 2005 ho completamente interrotto i trattamenti di fertilizzazione sulle Dioneae e devo dire che non ci sono molte aggiunte da fare rispetto a quanto detto in precedenza. Le mie piante da allora si sono molto sviluppate tanto che ho dovuto dividerle in pi� vasi e non sembrano mostrare nessuna differenza nella crescita rispetto a quando erano trattate coi fertilizzanti: sono in piena salute, producono nuove foglie per tutta la stagione vegetaiva e non sembrano nemmeno soffrire la fioritura, che io lascio sempre procedere spontaneamente. Dalle prove effettuate nelle condizioni descritte dal 2001 al 2005 sembra proprio che i vantaggi della fertilizzazione siano pressoch� nulli, mentre le piante morte o sofferenti sono state molte. A questo punto possiamo concludere che una buona coltivazione ed una corretta esposizione alla luce, insieme ad un tempestivo cambio di substrato di crescita (annuale o al massimo biennale) per la Dionaea muscipula contino molto di pi� di qualunque metodo di sviluppo forzato.

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