007 “For Your Eyes Only”

 

MISSIONE CORTINA

 

di Edward Coffrini Dell’Orto

 

 

PROLOGO

 

“Scusate ragazzi, sto facendo un’intervista per conto della Proloco. Voi viaggiate da soli o con amici”?

Mancio: “No no, viaggiamo soli ma con molto bagaglio, pensi che ieri ci sono arrivate anche due Samsonite su una golf”.

Questa volta la preparazione è stata veramente curata nei minimi particolari infatti prima di partire in missione avevo chiamato l’azienda di soggiorno di Cortina presentandomi come presidente dello 007 Admiral Club ed ottenendo una serie di indirizzi e telefoni che avrebbero fatto fortuna nelle nostre precedenti missioni.

 

 

GIOVEDI’ 24 FEBBRAIO 2000

 

Mancio passa a prendermi all’hotel Admiral alle 19, carichiamo ogni genere di puttanate e partiamo per la nuova missione. In auto non manca nulla 6 pistole, fucile per il biathlon, sci, scarponi, sci da fondo, 2 caschi, berretti 007 Admiral Club, Quarterdeck, Mondo Bond, macchine foto a raffica, videocamera, pellicole a grappoli, fondine ascellari, ecc… ecc… siamo in due ma la macchina straripa.

Incredibilmente non ci fermiamo dopo 400m dal solito McDonald’s  ma tiriamo fino all’immancabile ingorgo all’imbocco della A4.

Primo e unico pit stop nei pressi di Verona: benzina cibo e si riparte. A mezzanotte e mezza arriviamo all’albergo Natale di Cortina dove, stravolto, ci accoglie il proprietario.

“Scusi non è che per caso ha una mappa di Cortina che vorremmo fare un giro, che so al trampolino?”  “ a quest’ora !! ma lei è matto” SPAM !! e ci chiude in stanza dandoci la buona notte.

La vista dalla finestra è da sogno: si vede tutta la soletta in cemento armato di sostegno dei box appositamente forata per il ricambio dell’aria… a parte questo trascurabile inconveniente l’albergo è molto carino e ordinato anche se il proprietario è convinto che io sia pazzo.

 

 

VENERDI’ 25 FEBBRAIO 2000

 

Sveglia, colazione e inizio missione.

Telefonata al direttore del GIS di Cortina, Antonio Colli che, malgrado i suoi impegni, si rivela disponibilissimo come tutto il resto dello staff e ci invita al PALAZZO DEL GHIACCIO dove ci affida alla ex comparsa del film, Fabrizio Genova. Dopo averci illustrato tutti i posti dove sono state girate le riprese con ROGER MOORE, lo convinciamo a portare allo scoperto la vecchia ROLBA (macchina per lucidare il ghiaccio) che usarono durante le riprese dell’hockey e, ironia della sorta, veniva guidata da Giovanni: suo padre. A questo proposito scopriamo che anche il Colli partecipò al film. Infatti ai tempi, giocava nella squadra del Cortina e venne ingaggiato per… per finire in rete spinto da 007. Prima di andar via riusciamo anche a fargli mettere una porta da hockey sulla pista e, dopo le foto di rito, non perdo l’occasione per tuffarmi in porta come uno dei tre cattivi. A questo punto ci raggiunge il nostro agente in Cortina il PRINCIPE Aldo Marini che come al solito è abbronzato da far schifo.

Finito col palazzo del ghiaccio ci danno l’autorizzazione per fare “quello che vogliamo” alla PISTA DI BOB. Aldo ci porta sul posto e inizia la nostra serie di vaccate vere nel più perfetto stile bondiano. Durante le riprese del film morì un pilota di bob e da allora la pista olimpica è stata accorciata ma decidiamo di andare proprio nel punto esatto del set e così, carichi come muli, con tutta l’attrezzatura che di norma impegnerebbe un’intera troupe cinematografica, iniziamo la salita verso la parte della pista più a monte rispetto all’attuale partenza. Con estrema gioia mi accorgo che la pista è all’ombra e ancora discretamente innevata. Lampo di genio!! “Oh Mancio, se io salgo a piedi fino a là e scio dentro la pista tu da qui puoi riprendermi”. “Ma sei sicuro? Non sarà pericoloso.” “No no, tranquillo.” “Se lo dici tu…” Ripetiamo la scena addirittura 4 volte compreso un salto per immettermi su tracciato!!

Dopo aver documentato tutto con le solite foto per il numero 1 di QUARTERDECK passiamo alla SCENDA DEL FONDO: entra in azione il Mancio e io prendo la videocamera. Hop hop hop con fucile in spalla e pettorale 5007 della “Engadin Skimarathon”, gentilmente omaggiatomi da Dony, sale a ritmo di ERIC KRIEGLER(John Wyman). “Ok adesso fai finta di sparare, poi scendi di lì che ti filmo anche in discesa”. “Sì, ma guarda che c’è poca neve”. “Ma va attacca, attacca”. Urta un pietra, poi nel prato e alla fine finisce a pelle di leone sulla neve. Tutto documentato e filmato. “Stai bene?” “Benissimo”.

Sudati fradici e con una fame della Madonna ci riavviamo verso il palazzo del ghiaccio per l’appuntamento con Colli. Due panini, una Red Bull e siamo come nuovi.

Seguiamo la macchina del direttore fino al TRAMPOLINO che ormai non viene più impiegato da diversi anni per gare ufficiali e una volta arrivato al cospetto della struttura, ci rendiamo conto che solo un malato di mente potrebbe cimentarsi in un’attività del genere. “Posso mettermi sci e scarponi per delle foto di scena?” “Sì, sì fai pure”. E una volta varcata la porticina d’ingresso mi trovo davanti ad una rampa di scale strettissime che conducono all’ascensore, entriamo in ascensore saliamo fino in vetta, ancora una rampa di scale e ci siamo. Una volta in vetta il Colli ci svela che, per il film, hanno utilizzato il trampolino solo per la prima parte ma il salto vero è stato ricostruito in prossimità della pista di bob. “Ah mi sembrava un po’ impossibile saltare di qui con sci da discesa”. “No no, guarda che il Kristian (GHEDINA, ndr) ogni tanto mi chiede di venire qui per provare i salti come allenamento per le libere”. Foto autoscatti e riprese video siamo pronti per scendere.

Ma la sequenza del trampolino richiede ancora la parte più emozionante: la discesa dal muro dove atterrano i saltatori. “Edu, sei sicuro di quello che fai”. “Tranquillo la neve è poca, ghiacciata e il muro è verticale: che problema c’è”. “Io scendo con la macchina e ti filmo”. “Benissimo, aspetto un tuo cenno” …come al solito diventiamo l’attrazione turistica del posto e la folla si ferma a vedere la scena. In effetti non credo che siano in molti i pazzi che decidano di sciare proprio lì. “Ma chi cazzo me lo fa fare ogni volta di mettermi in sti casini… Va beh, se l’ha fatto Bond posso farlo anch’io”. Finita la discesa estrema che ha richiesto almeno 5 curve in salto mi lascio andare a qualche curvone da gigante. Ultime foto e poi via rapidi: destinazione MENEGUTO.

DE GASPER GIORGIO DETTO IL MENEGUTO, il mito vivente di Cortina ci accoglie all’interno della sua fattoria con una gentilezza stupefacente. Il cocchiere della carrozza sulla quale vengono filmate le scene con Bond e Melina, ci concede un’intervista che riporteremo in esclusiva su questo numero di QUARTERDECK e per rendere più reale l’atmosfera attacca la slitta al trattore e la trascina su di una lingua di neve. Nonostante siano passati quasi 20 anni il personaggio è rimasto tale e quale dimostrando uno spirito e un senso dell’umorismo invidiabile tanto che alla fine conclude l’intervista con la celebre frase: “L’AMORE, L’AMORE…” Finita l’intervista lo salutiamo e fissiamo un tavolo per cena nel suo ristorante.

Il tour de force non è ancora finito saltiamo in macchina e ci presentiamo al MIRAMONTI… ”Io sto al Miramonti” diceva Bond. Qui ci aveva già spianato la strada il buon Aldo e andiamo direttamente dal Capo ricevimento dell’albergo, il Sig. Cabutti che ci indica il balcone della stanza utilizzata durante le riprese (l’interno era ambientato a Pinewood), ci mostra i corridoi dell’albergo che però non corrispondono, ci conferma che la stanza N. 300 non esiste e ci ricorda che Moore alloggiava veramente al Miramonti durante il film e che in particolare utilizzava due suite unite.

Non c’è tregua: “Vai Mancio, corri corri che se diventa buio non si riesce a filmare la piazza”. “Sì sì corri corri che fa un freddo porco”.

Arriviamo nella PIAZZA DELLA CHIESA dove la notte precedente, ignorando il cartello di isola pedonale, ci eravamo infilati in auto per poi imboccare contromano la circonvallazione di Cortina… più trafficata della Tangenziale nell’ora di punta. Sono le 5 del pomeriggio e in piazza non manca nessuno: 158 turisti per metro quadro e nessuna YAMAHA XT 500 con gomme chiodate. Per forza non c’è neve!! Muniti di videocamera cavalletto e macchina foto, possiamo iniziare la perlustrazione del set e appuriamo, come ci aveva detto il Meneguto, che il fiorista non esiste più (anche nel 1981 non esisteva ma era stato creato per l’occasione), al suo posto hanno costruito una banca ma il resto della piazza è rimasto invariato.

Cena come concordato dal Meneguto che ci intrattiene con i suoi racconti fenomenali e ci ripromettiamo di organizzare per il 2001 una festa per il 20° anniversario del film con Roger Moore coinvolgendo anche lo 007 Admiral Club, la Proloco,. le comparse e gli attori di allora.

Si è fatto tardi corriamo a vedere le prove del coro (Colli ci aveva invitato nel pomeriggio) ma arriviamo tardi e le prove sono già finite. PECCATO !

Nel frattempo sono arrivate anche le due SAMSONITE da Milano e ci aspettano in albergo. Lottando come leoni riusciamo ad ottenere un “9 e 30 pronti per la missione”.

Andiamo in camera, appanniamo tutto lo SPECCHIO COL VAPORE per scrivere TOFANA 10 AM. Ma c’è talmente tanto vapore in bagno che si appanna anche tutta la videocamera. Va beh per oggi ne abbiamo fatte abbastanza… Perdo i sensi e mi risveglio al trillo della sveglia di Spielberg Mancio.

 

 

SABATO 26 FEBBRAIO 2000

 

Ovviamente Franci e Betta sono in ritardo. La missione inizia in ritardo... Macchina, funivia e si parte con destinazione TOFANA. Nonostante Colli ci avesse avvisato che l’ultimo troncone della funivia, quello che consente l’accesso alla terrazza teatro dell’incontro tra Bond e Ferrari, era aperto solo d’estate proviamo a convincere il manovratore a fare aprire apposta per noi anche l’ultima funivia. La questione non è di sua competenza, chiama il responsabile che ci informa che purtroppo non è possibile… Peccato! Ci fermiamo alla stazione intermedia e sulla terrazza del bar rifilmiamo la scena dell’incontro tra i due del servizio segreto. Un’impresa facile per chiunque ma riusciamo a complicarla all’infinito: “Dai!! come fai a rimanere serio con quel cappello da cretino!”…

…Franci esplode dal ridere alla prima, io crollo alla seconda, alla terza guardo Franci (che con quel cappellino calato in testa e quegli occhiali da deficiente farebbe schiantare dalle risate anche un cieco) scoppio a ridere e sbaglio la battuta, alla quarta è la volta del Mancio che inizia a ridere subito dopo il ciak e finalmente alla quinta ripresa, tesi, concentrati e imbalsamati riusciamo nel nostro compito… Ovviamente i turisti hanno ancora oggi le convulsioni dalle ristate. …”Va bene ce l’abbiamo fatta”. “Adesso possiamo far finta di sciare ???”. “Ohhhh che caldo!!!!” “Dai andiamo no!!??”

Iniziano le discese sugli sci e anche qui decidiamo di filmare qualche passaggio prima di spostarci sulla pista della libera di coppa del mondo e in zona traguardo scoviamo un boschetto che sembra fatto apposta per l’INSEGUIMENTO SUGLI SCI dopo il salto fuori dalla pista da bob. Tutto pronto e allestito in fuori pista, posizionato anche il bastoncino tra gli alberi per decapitare Franci e… Mancio: “Edu, ti prego guarda cosa sta arrivando”. Franci: “No, non ho parole”. Edu: “ Niente a monte, rifare tutto. Ma la prossima volta mi sa che ci conviene fare Fantozzi. Altro che Bond”. …Sta infatti arrivando una comitiva di bambini guidata da un maestro che decide di passare proprio tra i pini, in fuori pista, ed esattamente sul nostro set. Passata questa piaga d’Egitto ricostruiamo tutto e… ciak azione… parto io tra i pini inseguito dal Franci che va a schiantarsi contro il bastoncino che nel film servirebbe a disarcionare il motociclista. Problemi di budget: rivediamo alcuni dettagli. Colpo di scena collabora anche la Betta e decide di fare qualche foto di scena… PAZZESCO mai visto una valigia scattare fotografie.

Sono passate due ore dalla colazione e i Topi devono assolutamente mangiare… la loro autonomia è terminata… continuiamo le riprese solo in due… come al solito. Ci resta da filmare la mia fuga tra i pini con tuffo nella neve, la sparatoria con perdita della pistola e il vano tentativo di recupero della stessa con bastoncino da sci. La parte bondiana di “solo per i tuoi occhi” per ora è terminata.

Scendiamo a valle in funivia, abbandoniamo le Samsonite nei locker, e ci dirigiamo in macchina verso il LAGAZUOI: una funivia a strapiombo che sorge proprio in mezzo al teatro degli scontri della prima guerra mondiale. Qui abbiamo appuntamento con due nuovi attori reclutare per la prossima missione: Andrea e Federica. Facciamo appena in tempo a fare due piste che sono le 16:40 orario di chiusura dell’impianto di risalita. Ci fermiamo al rifugio fino alle 19:30. Buio pesto! Ma questa volta la sezione Q si è superata. Il Mancio era andato dal Davide di Tutto Per Lo Sport a Milano ad acquistare due torce da mettere in testa. Pazzesco!! …se le avesse avute Lazenby nel 1969 quando scappò dal Piz Gloria probabilmente avrebbe avuto la vita più facile. Foto di rito e si parte. Fortunatamente abbiamo effettuato una perlustrazione pomeridiana. Infatti: “Non è che fanno la stessa luce che illuminava le vittorie notturne di Tomba” “Ma si sa, le spie non devono dare troppo nell’occhio”. “Sì ho capito ma non si vede una Madonna” “Zitto!! Cos’è questo rumore?” “Sono gli uomini di Blofeld o è il drago del Dr. No??!!” …Erano solo i gatti che battevano le piste… Io approfitto della loro luce, mi infilo sulla pista appena preparata e inizio a tirare curvoni da gigante. Il Mancio viene blindato dal gattista che dapprima lo informa del fatto che la pista è chiusa “Grazie, non mi ero accorto. Mi capita spesso di sciare di notte con una pila in testa” e che sta sciando a suo rischio e pericolo. Franci si mette le mani in tasca e cerca dei… dopo una gufata del genere è il minimo! Poi deve subirsi la paternale dall’omino: “Mi raccomando non sciate dove ho appena lisciato”. “Edu, ha detto di non sciare dove ha appena lisciato”. “Senz’altro!!” Da lì a breve la missione volge al termine, la discesa è terminata… probabilmente una delle sciate più emozionanti della mia vita.

…All’insegna del relax voliamo in albergo, doccia rapidissima, raccogliamo i Franci che si erano dedicati alle vasche e agli aperitivi cortinesi e ci lanciamo verso le ultime due tappe della giornata: ripresa del primo incontro tra Bond e Ferrari all’interno della porta girevole del MIRAMONTI e MORTE DI FERRARI al Palazzo del Ghiaccio.

Per la prima chiediamo l’autorizzazione al solito Cabutti che gentilissimo ci autorizza e… scateniamo la curiosità delle ragazze alla reception.

Per la seconda rimaniamo nuovamente stupefatti della gentilezza dello staff del GIS. Infatti ci accendono le luci, illuminano a giorno il parcheggio del palazzo del ghiaccio e ci consentono di filmare la scena dell’arrivo della Lotus. Tutto è perfetto: io mi metto alla guida della Golf della Betta che si sdraia dietro per non essere ripresa, il Franci agghindato come un deficiente interpreta il solito Ferrari e il Mancio, al solito, filma il tutto. “Non giochi con quei bottoni, mi raccomando”. “Non si preoccupi”. E me ne vado verso il palazzo del ghiaccio. Poi filmiamo anche la scena di quando Bond si accorge che Ferrari è stato strangolato e, per inquadrare bene la spilla (dell’Admiral Hotel) nella mano di Franci, praticamente gli rompo un polso. “Bene, finito, andiamo”.

Cenetta al LAGO GHEDINA… posto clamoroso, bellissimo e romanticissimo per coppiette innamorate… Peccato che al posto di una Bond Girl io avessi il Mancio. Verso mezzanotte mi addormento esausto sulla sedia del ristorante… direi che la missione per oggi può considerarsi finita.

 

 

DOMENICA 27 FEBBRAIO 2000

 

I Franci, vista la giornata strepitosa, decidono di rimanere a dormire e mancano il primo appuntamento. Lo scisma è inevitabile. Così una volta effettuato il check out e caricato i bagagli (quelli veri) ci dirigiamo verso MIETRES alla ricerca della baita dove Bond salta con gli sci sul tavolo. Appena arrivati sul posto prendiamo la seggiovia e, una volta in cima riconosciamo subito la baita del film. E’ ancora presto e sul set c’è poca gente. Entriamo e chiediamo di parlare col proprietario che all’epoca non lavorava qui ma si dimostra disponibile a farci fare le nostre riprese: “ecco magari se non mi saltate con gli sci sulla tavola apparecchiata preferisco, ma se vi mettete sul parapetto va benissimo”. “Perfetto, non si preoccupi”. Posiziono gli sci in bilico tra il parapetto in legno e un ceppo che sembra posizionato lì per lo scopo e… ”Mancio dammi una mano a salire qua sopra se no mi ammazzo”. Soliti filmati, autoscatti e foto di scena e alla fine il risultato è ottimo: sembra proprio che stia saltando sui tavoli come 007… nel frattempo è arrivato anche il pubblico che ha realizzato che razza di squilibrati siamo. Questa volta però si tratta di un pubblico discreto che, da buone spie, si nasconde dietro ai giornali, per non farsi scoprire… rovinano tutto con il sonoro: le risate sono troppo alte.

Finito con le riprese al Mietres, salutiamo e ringraziamo il sig. Enrico e decidiamo di scendere (filmando la discesa in movimento) per andare al FALORIA e al CRISTALLO (dove Tomba è diventato Superman) per continuare la nostra giornata sciistica. Il paesaggio è da sogno e si capisce come mai ogni anno decidano di girare nuovi film in questa località. Nelle nostre corse tra un posto e l’altro abbiamo anche il tempo per concedere un’intervista/questionario ad una signorina della Proloco (vedi prologo).

Mentre noi siamo in missione e sciamo come pazzi, i Franci si sono ritirati al lago Ghedina a prendere il sole… ovviamente solo dopo essere passati dalla sede locale dell’INPS a ritirare la pensione di anzianità.

Prima di partire e lasciare il Cristallo c’è ancora il tempo di incontrare la leggenda dello sci Kristian Ghedina ma soprattutto una splendida Aston Martin DB6, che visto il motivo del nostro viaggio sembra messa li apposta per essere ripresa e noi, da brave spie, immortaliamo l’evento utilizzando la micromacchina foto da agente segreto… ”Perché? L’hai portata??” “E certo, per chi mi hai preso?”

Missione compiuta. We have been back alive….ma dopo Corfù, le Meteore e Cortina per completare il film ci mancano le riprese di Bibi nella camera di Bond ma soprattutto la morte di Blofeld. ….e chi è la più logica controfigura di Blofeld???? Esatto!! Franci che su sedia a rotella, con collare bianco indosso, con il gatto di Ivana in braccio verrà scagliato dentro la torre del ponte Farini!

 

Edward Coffrini Dell’Orto

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