Concetto di intelligibile

 

I pitagorici furono i primi a dedurre che l’osservazione della natura fosse limitante per la filosofia, perché essa si poneva davanti al filosofo come un velo che non gli permetteva di vedere chiaramente cosa ci fosse dietro. Questo era però intelligibile, cioè col ragionamento si poteva arrivare a capire quello che si cela dietro la natura anche senza vederlo con i propri occhi.

Il pensiero permette di oltrepassare questo velo e di conoscere la verità a color che ambiscono a scoprirla, che comprendono che fermarsi ai dati che provengono dai sensi sarebbe riduttivo. Coloro che operano questo metodo per arrivare alla verità più intima e profonda, sono definiti da Platone filosofi, mentre colore che si limitano all’osservazione della physis e ad avere verità sulla sua apparenza e non sul suo principio più intimo, sono definiti filodoxoi. Eraclito dice che coloro che si fidano delle apparenze hanno solo opinioni, che dice essere giochi da ragazzi. Essi, aggiunge, credono di sapere e capire ma sono sordi.

I pitagorici furono appunto i primi a sfruttare appieno le capacità del pensiero umano per giungere alla profonda convinzione che i numeri fossero l’arché, cioè che delle precise relazioni numeriche costituissero la base della natura e di tutte le cose che la compongono, che appaiono disposte armonicamente. Se si fossero basati solo sull’osservazione dell’apparenza, non avrebbero raggiunto che altre convinzioni simili a quelle dei fisiologi, sì la filosofia nasce grande, con grandi interrogativi, ma man mano che essa va avanti la risposta che si trova per essi è sempre più complessa e profonda.

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