La taverna che si chiamava "La porta della giungla"
Con l’achiote sulle guance
giungesti alla porta della giungla.
I miei passi avevo dimenticato
nei dedali dei suq
e in ogni piega del mare agitato
ti avevo attesa, invano.
“E’ qui che voglio annegare i miei
pensieri.
E annegare anche me stesso” ordinai.
Annuì l’oste,
complice della tua presenza.