Haram, l'utimo sigillo d'amore
Oltrepassai l’equatore da nomade,
come il soffio di un respiro
per giungere al porto finale
della mia transumanza.
Caddero
le polverose colonne della modestia,
cadde l’esile velo
che tiene lontano gli affanni del
mondo fisico
dalla pace del tuo sorriso sacro,
ardito premio del viaggio infinito.
Riconobbi la donna che avevo sognato,
che avevo amato.