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Pietro Mele 2005

Altre considerazioni ...

Politica italiana

Non so se avete mai ascoltato Radio Radicale (potete trovare qui le frequenze: www.radioradicale.it ), ma vi consiglio di seguire qualche diretta dalla Camera dei Deputati o dal Senato. Beh, oltre a essere sovrappopolato, il nostro Parlamento segue delle procedure che a mio avviso (cioè da completo ignorante in materia) rallentano drasticamente il funzionamento di questo organismo.
Ecco una riunione "tipo":

- Presidente: "Onorevole Tizio, a lei la parola".
- On. Tizio: "Presidente, chiedo la verifica del numero legale"
(è necessario un numero minimo di parlamentari per approvare una legge).

- Presidente: "La richiesta è appoggiata?"
(la richiesta di verifica deve essere condivisa da un certo numero di parlamentari).

- Presidente: "La richiesta è appoggiata. Si proceda alla verifica del numero legale..."
(tutti i parlamentari devono premere il pulsante che hanno davanti per "certificare la loro" presenza; le virgolette sono dovute al fatto che spesso certificano anche la presenza dei colleghi vicini, che naturalmente sono assenti; la cosa naturalmente è una violazione del regolamento).

- Caso 1:
- Presidente: "La Camera (o il Senato) è in numero legale".
(e si procede con l'attività legislativa).

- Caso 2:
- Presidente: "La Camera (o il Senato) non è in numero legale. La riunione è sospesa e si riprende alle ore ..." (tipicamente mezz'ora dopo).


Ora, se sono ricaduti nel caso 1, i lavori continuano, ma è cosa normale che dopo un paio di minuti qualche altro parlamentare richieda la verifica del numero legale. E' comune ascoltare riunioni dove è più il tempo passato a verificare questo numero magico che il tempo in cui si produce qualcosa.

Mi permetto modestamente di proporre una soluzione.

Per avere un Parlamento che funzioni come si deve, sono necessarie due cose: un sistema automatico di controllo delle presenze, e una qualche penalità nei confronti di chi non è presente.

La cosa è tecnicamente fattibile. Ad esempio basta mettere un interruttore sotto il cuscino di ogni nostro rappresentante, in modo che quando ci poggia sopra il sedere venga registrata la sua presenza; se non ci si fida del sedere, si può leggere la sua impronta digitale (al giorno d'oggi non costa praticamente nulla). In questo modo, si può registrare automaticamente quanto assenteista è ogni parlamentare e a quali sedute è presente.

Le penalità: la prima e la più infida è quella di rendere pubblici i dati relativi alle presenze su un sito web, così che tutti possano esserne informati. La seconda consiste nel pagare i parlamentari in base alle presenze nel modo seguente (non c'entra il gettone): ognuno incassa una certa somma per ogni minuto di presenza, e perde la stessa somma per ogni minuto di assenza.
In questo modo chi partecipa per più della metà del tempo guadagna, chi invece non supera questa soglia si ritrova uno stipendio negativo, ed è quindi lui a dover pagare il Parlamento, e cioè gli italiani.

Che ve ne pare? Con un provvedimento simile, non sarebbe anche più semplice ridurre il numero dei parlamentari, divenuti improvvisamente più efficienti?

Naturalmente un simile regolamento deve essere attuato con una legge, che dovrebbe avere un comma che ne impedisca l'abrogazione da parte degli stessi parlamentari, e che la consenta solo al Popolo Sovrano tramite referendum (naturalmente mantenedo la soglia del 50%+1 degli aventi diritto).


P.S.: Spero che non ci sia un parlamentare di nome Tizio, altrimenti mi querela e sono rovinato!

P.P.S.: Se vi serve qualcuno che scriva il software necessario, io sono un candidato...



06/12/2005




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