VERDE
PUBBLICO, UN BENE RARISSIMO A MILANO
DIFESA
“ALLA RADICE” DA TAGLI E IPOCRISIE
LE PIANTE (se ci fosse bisogno di ripeterlo):
Ø Regolano la temperatura,
mitigando gli eccessi di caldo, a volte con riduzioni di alcuni
gradi.
Ø Migliorano la qualità dell’aria e contribuiscono a fissare una certa quantità di polveri
atmosferiche.
Ø Assorbono i rumori
contribuendo a contenere l’inquinamento acustico.
Ø Influenzano positivamente l’umore delle persone, esercitando un benefico effetto psicologico nella
direzione di un migliore equilibrio mentale.
Ø Offrono vantaggi sociali e ricreativi, soprattutto
per bambini ed anziani.
Ø Proteggono il terreno
nella sua stabilità.
Ø Hanno una funzione culturale e
didattica (in botanica e, più in generale, nelle scienze naturali).
I bambini di Milano, un giorno, troveranno
le piante solo sui libri?
Ø Migliorano l’aspetto estetico della città (funzione di “arredo”).
LE RADICI (sì, le piante hanno anche le radici! Oh, meraviglia!):
Ø Sono una parte vitale della pianta non meno importante di quella aerea.
La pianta non è
solo ciò che si vede. Vive anche sotto terra.
Ø Assorbono acqua ed elementi nutritivi, necessari alla vita
vegetale ed in questo compito utilizzano solo la parte più esterna
(quella lontana dal fusto). Tranciare giovani radici periferiche significa
affamare ed assetare i vegetali, rallentarne la crescita ed indebolirli,
rendendoli, fra l’altro, più attaccabili dalle malattie.
Ø Fissano al terreno arbusti ed
alberi. Tagliare radici primarie potrebbe significare comprometterne la stabilità
meccanica, con rischi per l’incolumità delle persone.
Ø Avrebbero bisogno di un terreno naturale o agrario, dotato
di sostanza organica e struttura equilibratamente
porosa, non cementificato in superficie. Il suolo urbano, peraltro raramente
studiato e sondato in modo serio, è spesso compattato, asfittico, mal drenato,
interrotto da strutture edili, pervaso da materiali detritici
ed inquinato da sostanze tossiche. Dobbiamo offrire alle piante qualcosa
in cambio. Perché non cominciare almeno dal non mutilarle
o limitarne gli spazi vitali?
Ø Costituiscono una fonte di sostanza organica che migliora la
struttura del terreno. Nei suoli urbani, non sottoposti a lavorazioni agrarie,
ciò è un bene prezioso per i vegetali.
Ø Hanno bisogno di esplorare un’area paragonabile almeno
a quella della chioma.
Limitare il volume di suolo a loro disposizione è un danno grave.
Rispettare distanze di pochi metri
dal fusto con scavi e nuove costruzioni sotterranee, è una presa in giro.
NON BASTA EVITARE DI RIDURRE IL VERDE, ELIMINANDO ALBERI,
ARBUSTI E TAPPETI ERBOSI, BISOGNA ANCHE NON DANNEGGIARE I VEGETALI SUPERSTITI.
SI PUÒ SOSTENERE CHE IL POSTO AUTO (PARCHEGGI SOTTERRANEI)
DEBBA AVERE LA PRECEDENZA SUL VERDE PUBBLICO, UN’OPINIONE LEGITTIMA, CHE NON
CONDIVIDIAMO, MA DI CUI APPREZZIAMO L’ONESTÀ.
NON SI DICA PERÒ CHE SCAVARE E COSTRUIRE STRUTTURE SOTTERRANEE A POCHI METRI DAGLI ALBERI LACERANDO LE RADICI E LIMITANDOLE IN SPAZI RIDOTTI NON COSTITUISCA UN ATTENTATO ALLA LORO VITA.
Comitato per
Piazzale Libia - sito internet: http://it.geocities.com/piazzalelibia/