Le iniziative
In questa sezione potrete trovare le notizie
riguardanti le iniziative del Comitato per Piazzale Libia e riportate dalla
stampa nazionale
Le iniziative del Comitato per Piazzale Libia in difesa della Piazza si sono moltiplicate in questi ultimi tempi.
Il Corriere della Sera venerdì 23 e sabato 24 ha pubblicato due articoli, nella sezione cronaca di Milano, dando ampio risvolto alle proteste degli abitanti di ogni angolo di Milano contro l’avanzata dei parcheggi e la cancellazione del verde pubblico.
Simona Ravizza,
Corriere del 23 aprile, in un artico intitolato “ In piazza contro il taglio
dei nostri alberi” riporta le dichiarazioni del portavoce del Comitato di Piazzale Libia,
Sia in questo articolo che in quello apparso nel giorno successivo, sempre a firma di Simona Ravizza e dal titolo “ box sotterranei, affare da 500 milioni di euro”, viene evidenziato che l’Amministrazione comunale è intenzionata a procedere alla costruzione dei parcheggi sotterranei in tempi brevi.
Le iniziative del Comitato per Piazzale Libia e di tutti gli altri comitati spontanei sorti in città, hanno eco anche nell’edizione domenicale del Corriere della Sera del 25 aprile, ove, un articolo a nome di Isabella Rossi Fedrigotti intitolato “ Vi parlo da albero, non buttatemi via per un box”, stigmatizza il comportamento dell’amministrazione comunale in merito al piano parcheggi.
Non dimentichiamo l’articolo pubblicato sempre sul “Corriere della Sera”, di Giulia Maria Mozzoni Crespi, “Piazzale Libia: Vent’anni di battaglie per salvare gli alberi dall’autosilo”, sintetizza la lotta intrapresa dal Comitato in difesa degli alberi.
La
Repubblica, 29 Aprile 2004
Sta lì, in mezzo al traffico e alle auto, dall´inizio del ?900. Con il suo enorme
fusto e le foglie che d´autunno si colorano di rosso acceso. Diventando
quasi un simbolo del verde in città. Ed è da qui, dalla quercia più antica di
Milano, dall´enorme pianta di piazza
XXIV Maggio, che lunedì alle 17 partirà la marcia degli alberi. Per raggiungere Palazzo Marino e chiedere la convocazione di un
consiglio comunale straordinario, per affrontare la questione del verde di quartiere.
Una forma di protesta colorata ma
decisa, organizzata dai Verdi, ma anche da una rete di comitati e da varie
associazioni: da Ciclobby a
«Non si può pensare a questa città solo in funzione delle
auto e delle esigenze degli automobilisti - dichiara il consigliere comunale dei Verdi, Maurizio Baruffi - Il Comune non considera le
esigenze di anziani, bambini e di tutti coloro, per i quali l´albero o il
giardinetto sotto casa rappresentano l´unico spazio verde o di refrigerio
durante l´estate. Per questo chiediamo che i cantieri già partiti vengano bloccati». Un problema, quello degli alberi,
arrivato anche in Regione, dove i Verdi hanno presentato una proposta di legge
per impedire la costruzione di parcheggi in piazze dove siano presenti piante
più vecchie di 3 anni.
Quelle che, secondo i comitati, dovrebbero scomparire a centinaia per fare posto a silos e cemento. E che per il Comune, invece, saranno sostituite da altro verde: «Entro il 2007 partiranno 120 cantieri per costruire circa 10mila posti auto in più - spiega l´assessore al Traffico Giorgio Goggi - Un´esigenza di questa città, dove ci sonno 66mila auto in divieto di sosta, parcheggiate in curva o sui marciapiedi. In tutto saranno tagliati 330 alberi: nemmeno tre per ogni cantiere. Al loro posto ne saranno piantati 1.400 - continua Goggi - . Tutti ad alto fusto, perché sotto il cemento ci saranno almeno due metri di terreno vergine. Alla fine toglieremo 25mila auto da strade e piazze. Bisognerebbe pensare di più al bene collettivo e non ai piccoli interessi di quartiere».
La Manifestazione del 3
maggio 2004 in difesa degli alberi
Repubblica <http://www.repubblica.it/>
- 4 maggio 2004
Per la Marcia degli alberi sotto la pioggia sono in duecento ma ogni cartello,
ogni slogan, rappresenta una fetta di città. Solo lo striscione della zona Sud,
di comitati ne rappresenta 31. Scende in piazza la Milano che non fa
professione abituale di militanza, che non si vede il 25 aprile o il Primo
Maggio: pensionati e genitori, come le Mamme antismog nate come comitato nel
2001, durante un inverno denso di veleni da traffico. Il loro simbolo è un
passeggino vuoto, «perché ci invitavano a tenere a
casa i figli a causa dell´inquinamento», spiega
Giulia Orombelli. Bambini dentro, auto a spasso. Alle
Mamme antismog questa filosofia è sembrata sbagliata e oggi sono qui, alla
Marcia indetta da Verdi, associazioni ecologiste come
Si parte da piazza XXIV Maggio alle 17 e ci si accorge subito che la
protesta, più che mai, è roba di condominio. Gli alberi in pericolo si contano
a decine (i 39 frassini di piazza Aspromonte), a
manciate (6 tigli in largo Rio de Janeiro), a unità (il bagolaro di piazza
Oberdan). Ma dietro l´apparente sindrome nimby (not in my back yard, non nel mio
cortile) che farebbe parlare alcuni di mancanza di visione complessiva, un´idea unificante c´è: «Si sta distruggendo il verde di
quartiere, quello dei giardinetti».
Come? Con i box sotterranei soprattutto (ad esempio i 700 a rotazione in
Darsena, più 300 per residenti), poi con la Gronda Nord e la Gronda Sud.
O con il nuovo ponte di via Giordani, spiega Roberto Prina, «che ha due corsie per senso di marcia ma non una
strada di calibro adeguato per far scorrere il traffico. È in programma ma non
ancora finanziata».
E se il sindaco Albertini e il vice De Corato
spergiurano che tutti gli alberi sradicati per i lavori vengono
ripiantati altrove, i verdi Maurizio Baruffi e Carlo
Baruffi
ritiene di avere un asso nella
manica, «il nuovo codice ministeriale dei beni culturali e del paesaggio».
Mette automaticamente sotto vincolo le piazze create da oltre 50 anni, verde
compreso. «Va chiesto un parere alla soprintendenza per ogni progetto - insiste
Baruffi - e in caso di conflitto la decisione è rimessa al presidente del
consiglio dei ministri». Alchimie da esperti. Perfino una piazza paciosa come
questa è in grado di produrre un cartello sanguigno: «De Corato
assassino degli alberi». La sua, per i manifestanti, sarebbe una visione
cimiteriale del verde perché nei conti mette dentro pure le aiuole dei
camposanti.
Qualcuno fa poesia
citando il monito ai visi pallidi di un capo indiano, nel 1855: «La vista delle vostre città fa male agli occhi dell´uomo
rosso. Che gusto c´è a vivere senza poter
ascoltare il suono dolce del vento o il fruscio delle fronde del pino
profumato?». Altri discettano di tecnologia. Con i parcheggi meccanizzati, che
portano l´auto al box con delle piattaforme, non servono rampe e si consuma un
terzo di superficie in meno. In via Filzi si è già fatto.
In piazza della
Scala, l´auto che apre la Marcia spara a tutto volume l´inno di Sergio Endrigo, Per fare un albero, manco fosse
l´Internazionale ecologista, mentre il presidente nazionale dei verdi, Alfono Pecoraro Scanio, commenta: «Si fanno opere pubbliche con gli stessi
criteri di 40 anni fa e i cittadini protestano. Scaricare i problemi su di loro
è tipico di chi non sa amministrare». Davanti al portone di Palazzo Marino
rimane un carrello della spesa con dentro un pinetto,
beffardo regalo al sindaco e ai suoi assessori.
Allarme dei
Quartieri: stop ai tagli. De Corato: 1.600 nuove
piante contro le 436 abbattute
«Basta box, difendiamo il verde»
La marcia per gli alberi. Scontro Comitati-Comune.
«Vogliamo più giardini»
dal Corriere
<http://www.corriere.it/> - 4 maggio 2004
Una giornata (di pioggia) dedicata agli alberi di Milano. Con
un nuovo incontro-scontro a distanza tra i comitati di quartiere e il Comune: i
primi in piazza in difesa delle piante, il secondo pronto a rispondere
alle proteste con i numeri sul raddoppio del verde in città negli ultimi sette
anni. Con la marcia degli alberi ieri la lotta contro l’avanzata dei box è
arrivata davanti a Palazzo Marino: alcune centinaia di irriducibili
hanno sfilato per la città da piazza XXIV Maggio a piazza della Scala per dire
no all’abbattimento delle piante per fare posto ai posteggi. Immediata la
risposta dell’assessore ai Parchi e Giardini, Riccardo De Corato:
«Sulle trentanove aree dov’è in corso la realizzazione dei parcheggi
saranno piantumati 1.600 nuovi alberi, al posto dei
436 abbattuti o trapiantati - osserva il vicesindaco -. Lo stesso criterio sarà
applicato anche per i progetti in via di definizione, oggi contestati dai
comitati di quartiere». La manifestazione a salvaguardia
del verde si è svolta soprattutto al suono di due slogan: «Milano chiede più parchi e più verde» e «Basta con il taglio delle piante».
In corteo anche
politici e rappresentanti di associazioni
ambientaliste, tra i quali Carlo
Ma De Corato ribadisce: «L’amministrazione non solo rispetta il verde, ma lo moltiplica: dal 1997 a oggi sono stati piantati 47 mila nuovi alberi». L’assessore ai Trasporti Giorgio Goggi insiste: «O lasciamo migliaia di auto in strada, a coprire gli spazi della città con un tappeto di veicoli inquinanti oppure - osserva - bisogna avere il coraggio di sacrificare due-tre alberi per parcheggio , certificati dalla divisione Parchi e Giardini . E mettere le auto sotto terra».
L’Unità on line 8
Maggio 2004
Milano sfila per salvare i suoi alberi
di Germana Pisa
Milano. La Milano che non respira sotto la cappa di inquinanti ha sfilato oggi, 3 maggio, sotto una pioggia
inclemente, insistente, fin sotto le finestre del sindaco Gabriele Albertini, che si sta adoperando per ridurre ulteriormente
la quantità di ossigeno nell’aria, già pesantemente diminuito negli ultimi anni
a causa soprattutto dell’incremento massiccio del traffico. Lo fa attuando una
politica scellerata di distruzione del verde esistente, quello significativo, degli alberi secolari e non di rado protetti
da vincoli ambientali rigorosi: egli si fa forte dei “pieni poteri” per il
traffico ottenuti dal governo per agire – letteralmente – come un buldozer. E ai buldozer i
milanesi si oppongono in vari modi trovando non di rado forme
estreme di resistenza: come la signora Federica, che ha trascorso ore e
ore su uno degli alberi del parco del quartiere Olmi, per impedire che l’area
venisse recintata e che si desse il via ai lavori. La signora, non giovane, era
in piazza oggi più combattiva che mai. Con lei i rappresentanti di una decina
di quartieri di Milano, tra i più noti dal punto di vista ambientale e
monumentale; tutti concordi nel respingere la scelta apparentemente
incomprensibile dell’amministrazione comunale di costruire parcheggi
sotterranei nei luoghi dove sono le piazze più ricche di alberi
di grosso fusto e di essenze rare. Ci si potrebbe chiedere come mai il sindaco
scelga proprio i luoghi verdi, le piazze storiche amate dai residenti e loro
luogo di ristoro per costruire parcheggi. La risposta sta forse nel fatto che egli
ha “monetizzato” decine di migliaia di ettari di
territorio milanese dove avrebbe potuto costruire altrimenti tutti i parcheggi
che voleva..Così mi dice un rappresentante di un
comitato, oggi in piazza a protestare. I cittadini di piazza del Politecnico,
come di piazza Aspromonte, piazza Libia, p.le Novelli, largo
Rio De Janeiro, del quartiere Olmi ed altri si domandano perché debbono
accettare di buon grado l’abbattimento degli alberi secolari per far posto a
cantieri pluriennali e a poche decine di parcheggi ad uso privato; le “mamme
antismog” si chiedono se dovranno portare i loro figli a giocare in mezzo alle
auto, gli abitanti della Darsena del Naviglio, al quartiere Ticinese, il più
caratteristico di Milano, si domandano perché dovrebbero accettare senza
fiatare lo sventramento di un luogo “vivo nella memoria storica dei milanesi,
di grande rilevanza storico urbanistica..” come recita
il volantino distribuito oggi e in cui appare anche l’appello di Dario Fo,
Paolo Rossi, Marco Vitale, Moni Ovadia,
Giovanni Raboni , che chiedono al sindaco di
sospendere il progetto di parcheggio per non residenti sotto la Darsena stessa.
Sotto le finestre di Palazzo Marino i cittadini
frustrati dalle scelte municipali gridano a gran voce il loro risentimento. I
cartelli e gli striscioni sono coloriti. “Basta seghe! “ - “Albertini,
De Corato, Goggi, il vostro
habitat è il deserto” e ancora: “Salviamo le nostre piazze storiche!” Più delle
grida che si levano verso le finestre del sindaco, una canzone, diffusa dagli
organizzatori, parla al cuore dei presenti..a quello del sindaco non
si sa: Questa: “ per fare un tavolo ci vuole il legno – per fare il legno- ci
vuole un albero..per fare tutto ci vuole un fioore..” Ricordate Endrigo?