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IL RITORNO DEL SOFISTA
Sulla pericolosità delle filosofie in vendita sullo scaffale
di Roger Scruton
Londra – 11 agosto 1997
Gli
antichi ateniesi, viaggiando in lungo e in largo nel Mediterraneo, videro la
varietà e assurdità delle religioni dell'uomo. E dopo secoli di fiorente
commercio, gli dèi locali e le relative celebrazioni dovettero non soddisfare
più il loro bisogno religioso. La fame spirituale fu amplificata dallo stress
della vita cittadina, dalla costante minaccia di distruzione e dalla spaventosa
visione del totalitarismo di Sparta: visione della vita greca senza luce, grazia
e senso dell'umorismo, come se gli dèi fossero andati via da quel mondo.
Nell'affollato spazio dell'Atene di Pericle vennero maestri erranti, che vendevano la loro saggezza fra la popolazione confusa. Ogni ciarlatano avrebbe potuto commettere un omicidio, se un numero sufficiente di persone avesse creduto in lui. Uomini come Gorgia e Protagora, che andavano di casa in casa chiedendo una ricompensa per i loro insegnamenti, fecero leva sulla ingenuità di gente resa ansiosa dalla guerra. Al giovane Platone, che osservava tali buffonate con indignazione, questi "sofisti" dovettero sembrare una minaccia per la grande anima di Atene. Uno solo fra di essi sembrava degno di attenzione, e costui, il grande Socrate immortalato da Platone nei suoi dialoghi, in realtà non era un sofista, ma un vero e proprio filosofo.
Il filosofo, secondo le indicazioni di Platone, risveglia lo spirito d'indagine. Egli aiuta i suoi ascoltatori a scoprire la verità, conducendoli, mediante la sua opera catalizzatrice, a risposte sulle questioni della vita. Il filosofo è il maieuta, e la sua dote è quella di aiutarci ad essere ciò che siamo – esseri liberi e razionali, cui non manchi niente di ciò che serve per comprendere la propria condizione. Il sofista, al contrario, può fuorviarci mediante astute fallacie, traendo vantaggi dalla nostra debolezza e offrendo la soluzione di problemi di cui è egli stesso la causa.
Molti sono i segni del sofista, ma i principali sono i seguenti: il linguaggio ingarbugliato, la accondiscendenza e la parcella professionale. Il filosofo usa invece un linguaggio chiaro, non parla sottovoce con il suo pubblico e non chiede di essere pagato. Tale fu Socrate e, proponendo lui come ideale, Platone definì lo stato sociale del filosofo nei secoli a venire.
Nessuno dubita più ormai del fatto che la Sofistica sia sopravvissuta e stia bene. Molti degli odierni guru sono dei sofisti: Derrida, Foucault, Heidegger, Lyotard, Rorty, per menzionarne solo cinque. Ma coloro che sono sopravvissuti traggono i loro profitti attraverso il sistema universitario, tenendo lezioni che pretendono di essere formative. La pratica presocratica di offrire privatamente una guida a gente confusa e curare i loro disturbi spremendone il portafoglio (cosa che fornisce un ottimo motivo per indurci a lasciar perdere la confusione mentale), invece, è stata fino a poco tempo fa appannaggio esclusivo degli psicoanalisti.
Oggi tuttavia siamo entrati nell'era post-moderna – era in cui opinioni e credenze sono ormai sullo scaffale, a disposizione di chiunque. Una gran quantità di persone si sta rivolgendo alla filosofia, interrogandosi in qualche modo sulle possibilità dell'esistenza. E quale sarebbe l'utilità di una guida se essa non potesse essere impacchettata e offerta al consumatore, come unguento personalizzato per le proprie ferite? Louis Marinoff, professore di filosofia del City College di New York è stato fra i primi ad approfittare del mutato clima culturale. Se la filosofia viene gestita e venduta opportunamente – deve essersi detto – la gente pagherà per essa. In genere le merci si valutano in base al loro prezzo, e nella nostra cultura consumistica solo ciò che ha un certo prezzo ha valore e può essere di consolazione.
Il prof. Marinoff paragona vantaggiosamente la sua merce a quella di uno psicoterapeuta. Di recente, discutendo il caso di una donna perseguitata dallo spirito del fratello defunto, egli ha scritto: «Gli psicoterapeuti avrebbero affermato che ella volesse ravvivare il senso di colpa seguito alla morte del fratello. Ma poteva anche essere possibile, secondo certi sistemi di credenza, che ci fosse davvero qualche strana presenza da lei. Io ero lì per aiutare la cliente a capire quale fosse il suo sistema di credenze».
La cosa è stata riportata dal New York Observer, e potrebbe essere attendibile. L'affermazione la dice lunga sull'idea che il professore ha del proprio commercio. Il filosofo non ci guida più verso la verità, mediante l'attivazione della nostra personale capacità di ragionamento. Tutt'altro, egli mostra un catalogo, ovviamente ben aggiornato, di "sistemi di credenze", aiutandoci a trovare quella che meglio fa per noi. E nessun dubbio nel convincere il cliente di aver investito bene i propri soldi; il "sistema di credenze" prescelto vestirà addosso perfettamente, soprattutto se illustrato mediante concetti molto vaghi, e sarà prezzato in maniera tale che il cliente troverà necessario, da un punto di vista psicologico, persuadere se stesso di essere stato davvero curato.
Non deve meravigliare, dunque, che il prof. Marinoff stia catturando numerose prede con il suo fiuto, o che gli psicoterapeuti di New York abbassino frettolosamente le loro tariffe in risposta all'unica concorrenza che gli sia mai stata fatta, dopo il collasso delle religioni tradizionali.
I sofisti sono tornati per cercare una riscossa, e sono tutt'altro che impauriti, proprio perché travestiti da filosofi. In effetti, in quest'epoca di sconfortante relativismo e soggettivismo, solo la filosofia ci resta per contrastare l'onda d'urto, ricordandoci che quelle cruciali distinzioni su cui è basata la vita – vero-falso, bene-male, giusto-sbagliato, ecc. – sono oggettive e fin troppo rigide. La filosofia ha parlato finora con i toni dell'accademia e non con la voce del chiromante.
Quando Platone ha fondato l'Accademia, collocandone al suo cuore la filosofia, l'ha fatto per proteggere il prezioso bagaglio della conoscenza umana dagli assalti dei ciarlatani, per creare una specie di tempio della verità in mezzo alla falsità e per emarginare i sofisti che banchettavano sulle confusioni del prossimo. Di certo egli non avrebbe mai sospettato, comunque, di stare così fornendo ai sofisti il loro ultimo travestimento.

Traduzione italiana a cura di Alessandro Volpone
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