Counseling filosofico e counseling esistenziale
Hermeneutic
Circular, Darren Wolf (ed.), October 2000.
http://www.existential.mcmail.com/
Dialogo fra Brigitte Friedrich e Tim Le Bon, ovvero fra la tradizione filosofica europea e quella analitica anglosassone. Queste due scuole rappresentano le basi, rispettivamente, della terapia esistenziale e del counseling filosofico [*].
Brigitte
Se non sbaglio, i
"metodi" usati nel counseling filosofico sono:
-
analisi concettuale
- pensiero critico
- l'uso di concetti filosofici nel dialogo.
Ma a me pare che i primi due elementi non siano caratterizzanti solo del counseling filosofico, ma appartengano a tutti i tipi di counseling, incluso quello esistenziale, mentre solo il terzo è tipico del counseling filosofico. Quest'ultimo punto, però, mi pare di scarsa utilità terapeutica.
Tim
Effettivamente questi
elementi si possono applicare ad ogni tipo di counseling; ma non è detto che
tutti i counsellor utilizzino l'analisi concettuale. Di fronte ad un cliente che
lo interroga sul significato della vita, il terapista esistenziale potrà
chiedergli qual è per lui il significato della vita o che cosa intenda per
significato della vita, concentrandosi così sul significato soggettivo portato
dal cliente piuttosto che su un significato comune inter-soggettivo. L'approccio
esistenziale è secondo me parziale, in quanto tende a concentrarsi sulla
fenomenologia prescindendo da altri aspetti. A proposito dell'utilizzo di
concetti filosofici durante il counseling, non penso che sia questo l'aspetto
caratterizzante, piuttosto considero fondamentale il fatto che un incontro di
counseling filosofico rappresenti un effettivo lavoro di indagine filosofica.
Brigitte
Quale può essere la
differenza fra i problemi che i clienti ci presentano? Ve ne sono di ordine
specificatamente filosofico contrapposti a problemi effettivi? In quest'ottica
possiamo anche cercare la diversità fra la riflessione filosofica e la
riflessione tout court.
Tim
Non tutte le domande sono di
ordine filosofico. Una domanda tecnica richiederà una risposta tecnica da parte
di un esperto con competenze adatte. Molte domande rientrano nel campo della
filosofia, in parte perché storicamente fanno parte del suo patrimonio di
indagine, in parte perché non possono trovare risposta nel campo empirico o
basandosi sulla sola logica. Per esempio "Qual è il significato della
vita" o "Cos'è un'emozione". Anche altre scienze possono
rispondere a questi interrogativi, ma l'approccio del filosofo si caratterizza
perché non fornisce risposte precostituite o empiriche, ed utilizza un metodo
per andare a fondo delle cose.
Brigitte
Non sono certo i soli
filosofi ad andare a fondo delle cose e a porsi delle domande.
Tim
Senza dubbio no; hanno però
l'abitudine di affrontare certi argomenti utilizzando un determinato insieme di
approcci.
Brigitte
Gli esempi di domande che hai
fatto finora sono piuttosto teorici. Prendiamo il caso di una donna che deve
decidere se lasciare il marito o no: sotto certi aspetti il suo problema
potrebbe anche rientrare in alcune delle categorie filosofiche che hai
menzionato prima, ma cosa ci può far dire che il consulente filosofico sia il
più adatto a questa persona? E se lo è, quali dei problemi che i clienti
portano non si può considerare in qualche modo filosofico?
Tim
Effettivamente purtroppo
molte persone ed anche molti consiglieri non si rendono conto quando i problemi
sono filosofici. Inoltre, ritengo che i consiglieri esistenzialisti non
dovrebbero fare riferimento nel loro lavoro soltanto al pensiero dei filosofi
esistenzialisti, ma più in generale a qualsiasi filosofo che abbia riflettuto
su temi esistenziali, e che la filosofia non esistenzialista debba essere
inclusa nei programmi di formazione dei consiglieri esistenziali.
Brigitte
Quando affermi che
l'approccio esistenzialista e quello analitico dovrebbero essere considerati
come complementari, cosa intendi esattamente? A me sembra che la differenza fra
i due approcci filosofici stia nei differenti metodi che essi utilizzano. In
altre parole, probabilmente l'incontro fra un tema esistenziale ed un metodo
analitico produrrà un risultato di impostazione analitica, e non un misto fra i
due. Sotto questo aspetto non so se una filosofia che integri questi sistemi sia
possibile o nemmeno desiderabile.
Tim
La filosofia di impostazione
analitica ci permette di definire con precisione di cosa trattiamo e di non
trarre conclusioni approssimative. Ma le manca uno sguardo più ampio sui
significati della nostra vita, su ciò che la sostiene; filosofi come
Kierkegaard, Heidegger, Sartre e Camus hanno invece avuto il coraggio di
indagare sulla condizione umana chiedendosi come era possibile migliorarla. Ma
io non vedo come il metodo analitico sia incompatibile con questi argomenti, e
cito come esempio di incontro lucido e coinvolgente fra le due filosofie il
recente libro di Mike Inwood su Heidegger. Non amo la definizione di filosofia
onnicomprensiva a questo proposito, perché richiama l'idea di una filosofia
globale, mentre la vedo piuttosto come un insieme di metodi e un modo di agire.
Brigitte
Tu sostieni che ci sono
alcuni argomenti che vengono affrontati meglio da un consigliere filosofico,
piuttosto che altri da uno esistenziale, da un logopedista o da altre forme di
consulenza... mentre io non ne sono convinta. Forse, una persona con una domanda
più teorica, come quelle sul significato della vita cui ti riferivi prima, può
essere più adatta ad una consulenza filosofica, ma nella mia esperienza ho
osservato che ciò che interessa alle persone è essere aiutate ad osservare i
loro problemi da una prospettiva differente, e qualsiasi questa sia, li aiuterà
a vivere la loro situazione in modo diverso. Per me è importante mantenere il
mio atteggiamento di psicoterapista esistenziale nel lavoro con le persone,
anche se non so fino a che punto ciò sia importante per loro.
Tim
Quello che veramente importa
a chi ci consulta è di migliorare la qualità della sua vita; senza dubbio
vedere le cose da una differente prospettiva è importante, ma non è tutto.
Credo che l'utilizzo di strumenti filosofici ed uno sfondo filosofico durante i
colloqui con i clienti, li aiuti a riflettere meglio sulla loro situazione, a
definirla meglio e a collocarla meglio, esattamente come è avvenuto per me in
questo "dialogo socratico" in cui ci siamo impegnati, e che mi sembra
rappresentare un buon esempio di approccio filosofico.
Commento
dell'editore
Mi pare che ognuno sia
rimasto sulle sue posizioni. Tim sembra considerare la tradizione europea come
un tipo di filosofia con una sua propria metodologia, e alla fine valuta
l'intero dialogo come un processo analitico di argomentazione, revisione e
difesa. Brigitte dal canto suo trova difficile districarsi in un dialogo in cui
non è perfettamente capita e non riesce a definire chiaramente ciò che la
oppone a Tim. Questo disagio nel dare una definizione della pratica della
filosofia è tipico dei recenti sviluppi della moderna filosofia europea. In
ogni caso, un dialogo di questo tipo ci da l'opportunità di sviluppare il
nostro atteggiamento filosofico e il nostro atteggiamento terapeutico.
N.B.
Si ricorda comunque che anche Tim LeBon è un terapeuta esistenziale, oltre che
un counselor filosofico; esercita la propria attività a Londra; per
informazioni on-line: http://members.aol.com/timlebon/extherapy.htm#therapist.
[Nota del curatore dell'edizione html
della presente traduzione]

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