"Filosofia preventiva" per bambini e adolescenti

di Matthew Lipman

PHILOSOPHY NEWS SERVICE / WHiP / Philosophy for Children  - 4 aprile 2000
http://www.philosophynews.com/whip/index.htm#p4c

   

Oggigiorno, trattando di medicina preventiva, psichiatria preventiva, o di qualunque altro tipo di prevenzione, occorre riservare un posticino alla filosofia preventiva. Quale tipo di filosofia? Il mio interesse in questa sede concerne quel tipo di filosofia messa a punto per avere un qualche ruolo nell'educazione dei bambini. E cosa previene precisamente la filosofia preventiva? Si potrebbe dire, suppongo, che essa tende al bene attraverso la prevenzione di sofferenze non necessarie ed ingiustificabili. E come funziona  praticamente? Allo stesso modo in cui funziona la philosophy for children: lasciando che i bambini facciano filosofia nel contesto di una comunità di ricerca filosofica.

Per esempio, alcuni mesi fa sono stato invitato (ma non ho potuto essere presente) ad un incontro a Montreal organizzato da La Traversee (C.F. 400, Saint Lambert, Quebec City, Quebec J4P 3P8). Tema dell'incontro era "La prevenzione della violenza e la philosophy for children". Bene, La Traversee è un centro che da circa sedici anni si occupa di aiutare donne e bambini che sono stati vittime di violenza sessuale. Da lungo tempo il centro sta usando la philosophy for children come parte integrante del suo approccio terapeutico, e i risultati sono soddisfacenti. Il direttore del centro, la splendida e capace Catherine Audrain, può contare su due consiglieri che sono eminenti professori con una solida preparazione in philosophy for children: Michel Sasseville, della Laval University, e Marie–France Daniel, dell'Università di Montreal.

Certo altre armi possono essere adoperate nella battaglia contro gli abusi su donne e bambini, ma non dovremmo permettere che ciò sminuisca il contributo unico che la filosofia può dare al processo di ripresa. Quello che la filosofia può fornire è un tipo speciale di illuminazione che è importante criticamente per coloro che sono rimasti sconvolti e sono alla deriva dopo aver subito violenza sessuale, e per la prevenzione di una tale violenza nei confronti di altri. Questi sono bambini la cui capacità di recupero [resiliency] deve essere ripristinata, per usare l'ottima terminologia adoperata da Stefan Vanistendael, uno dei leader dell'International Catholic Child Bureau. Una tale capacità di recupero dipende essenzialmente da fattori emotivi, ed è qui che il coinvolgimento degli psicologi è maggiormente necessario. Ma dipende anche da fattori cognitivi, come formare concetti, operare distinzioni e sollevare obiezioni. Dopo tutto, la capacità dei bambini di riprendersi dopo essere stati vittime di brutalità risiede in larga parte nella comprensione di ciò che è loro accaduto e di come è accaduto.

Quando i bambini cominciano a fare filosofia nel contesto di una comunità di ricerca diviene più facile discutere delle disavventure in cui essi sono stati coinvolti, in maniera de-centrata, a differenza di quanto avviene invece negli interventi di tipo psicologico, centrati direttamente sul bambino. Sollevare obiezioni e dialogare in maniera riflessiva contribuiscono a formare gradualmente difese concettuali che possono prevenire la ricomparsa di ciò che è accaduto. Per le vittime quanto è loro successo risulta inenarrabile, inconcepibile. La filosofia può giovare nel portare alla luce del giorno alcuni dei concetti necessari per superare l'avvenimento che ha avuto luogo. I bambini non dovrebbero senza ragione biasimare se stessi per ciò che è stato fatto loro. Ma a meno che le esperienze non vengano sviscerate, essi non possono comprenderle. E senza una tale comprensione, queste esperienze continueranno ad essere fonte di sofferenze. Facendo filosofia (ma non filosofia e nient'altro), i bambini hanno la possibilità di raggiungere e far propri i significati di cui hanno bisogno per la loro convalescenza e guarigione.

Nel suo costante tentativo di generare capacità cognitive di recupero nei bambini, l'International Catholic Child Bureau ha organizzato workshop di "comunità di ricerca" con bambini di strada in Brasile e nelle Filippine. (Nelle Filippine il referente è il professor Zosimo Lee, College of Social Sciences and Philosophy, University of the Philippines). La dott.ssa Catherine McCall, che molti lettori ricorderanno nel ruolo dell'insegnante nel film della BBC intitolato Socrates for Six Year Olds[1], ha una videoregistrazione molto commovente di se stessa che parla a Glasgow, in Scozia, con mogli picchiate. Né possiamo evitare qui di menzionare gli sforzi della dott.ssa Daniela Camhy, direttore dell'Austrian Center for Philosophy for Children, che ha condotto conversazioni filosofiche con bambini bosniaci rifugiati. Con il passare del tempo ne conosceremo molte altre di iniziative del genere, ma non è affatto prematuro affermare che esse già ci sono.

Per ridurre la crescente ondata di violenza diretta contro bambini indifesi occorre equipaggiarli di capacità di recupero, così come c'è bisogno di dar loro quello che J.Anthony Blair e Ralph Johnson nel titolo del loro libro chiamano Logical Self-defence [2]. Ciò che questo testo può fare per gli adulti, la filosofia per la scuola elementare può farlo per i bambini. Innanzitutto, essa può aiutarli a pensare in maniera autonoma. Questa non è un'impresa di poco conto. Kant osservò giustamente che è sempre possibile far svolgere ad altri il nostro lavoro, ma è una pessima idea chiedere ad altri di pensare per noi. Egli raccomandò esplicitamente che i bambini fossero coinvolti nella ricerca filosofica. Essi non dovrebbero imparare la filosofia, ma proprio farla. Dovrebbero "imparare a filosofare".

A La Traversee i bambini violentati adoperano il dialogo filosofico per scoprire strade alternative e accettabili per fronteggiare la violenza. Attraverso questa deliberata forma di ricerca, in cui si confrontano su questioni filosofiche altrimenti senza risposta, essi riescono a mettere a punto e a migliorare il proprio giudizio. Nelle loro comunità di ricerca filosofiche i bambini capiscono quanto possano essere importanti l'uno per l'altro, e questa rilevante considerazione evidenzia le limitazioni legate a standard come l'auto-sufficienza e l'autonomia. A La Traversee donne picchiate o bambini possono interrogarsi da soli o tra di loro su quanto sono disposti a fare di ciò che resta della loro vita. Una tale ricerca può, di certo, essere pericolosa, come le coraggiose donne di Glasgow hanno chiarito. È bene sapere tuttavia che la filosofia per la scuola elementare può aiutare queste vittime a farsi un'idea di come possano venir fuori dalla propria situazione, per ricominciare.

 

La philosophy for children è il ragionare per bambini
di Matthew Lipman, studioso universitario e professore
di filosofia presso la Montclair State University,
in New Jersey, USA.

 


[1]
  Trad.: Socrate per seienni  [n.d.t.].

[2]  Trad.: Auto-difesa logica  [n.d.t.].

 

 

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Traduzione italiana a cura di Alessandro Volpone

 

 

 

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