di George Orwell
Chi ha letto il libro potrebbe storcere il naso - come ogni volta che ci si trova di fronte al rifacimento cinematografico di un romanzo, per giunta un bel romanzo.  Mai come in questo caso, per�, il film � mostruosamente azzeccato.  Lo consiglio cos� ai neofiti come ai lettori del libro.
La produzione ha girato le riprese proprio nel 1984 e negli stessi mesi in cui Orwell aveva ambientato la sua famosa storia; per quanto possibile, inoltre, le location sono quelle originali del testo (Alexandra Palace, a Londra).  Ci� lascia intendere quanto i realizzatori volessero restare aderenti all�originale letterario.
Se il libro � geniale, efficace e massacrante, a volte perfino pesante, il film non � da meno: la pellicola ha subito uno speciale trattamento che �uccide� i colori, il trucco � pesantissimo, le musiche angoscianti e ossessive fanno il resto, ed � da sottolineare come una chicca la partecipazione degli Eurythmics � Annie Lennox, per intenderci � alla colonna sonora alla canzone dei titoli di coda �Julia�.
E veniamo infine alla recitazione: efficace, su tutti John Hurt (Winston), il protagonista, e brava anche Suzanna Hamilton (Julia); ma un piccolo capolavoro � il cammeo di � udite udite � Richard Burton, impeccabile nello spietato e disincantato ruolo di O� Brien, mefistofelico membro del Partito.
Tra le curiosit� c�� da dire che anche la Lennox compare dietro al protagonista in una scena, mentre Burton, morto pochi mesi dopo le riprese, era stato scelto dopo il rifiuto di altri tre candidati alla stessa parte.  Gli Eurythmics sono stati imposti dal produttore per dare un�impronta pop al prodotto, scatenando le furie del regista; la prima scelta in verit� era caduta su Dawid Bowie (che si era ispirato proprio ad Orwell nel 1974 per alcune canzoni del suo album �Diamond dogs�) ma le sue pretese economiche furono giudicate eccessive.
Il regista e sceneggiatore � Michael Radford, che avrebbe diretto dieci anni dopo �Il Postino� con Massimo Troisi e venti anni dopo �Il mercante di Venezia� con Al Pacino e Jeremy Irons.
Un cast eccezionale per un gran bel film, nel quale la propaganda totalitaria e guerrafondaia dell�Ingsoc (il Partito) scandisce i successi produttivi e militari del Paese, facendo da contraltare alla verit� manipolata dai media e dai giornali, alla lingua mortificata e svilita, alla istituzione familiare minata fin nelle sue radici istintuali, alle razioni di cibo e di strumenti in diminuzione, alla storia d�amore e di ribellione, di tradimento e di mistificazione.
Non c�� spazio per la tradizione, la memoria, la Storia.  Il negozio di antiquariato � una creatura del Partito, come la Neolingua, lo Psicoreato, la guerra stessa.  �Sotto i larghi rami del castagno io ho venduto te, tu hai venduto me�: anche l�unica speranza di rivolta, i terroristi capitanati dall�ineffabile Goldstein (John Boswall) si rivela una delle verit� costruite per eliminare  cittadini sospetti e chiunque altro non ammetta che due pi� due non sempre fa quattro, se il partito lo dice.
E chi cade nella rete non viene semplicemente giustiziato: sarebbe una sconfitta per il Grande Fratello non essere ubbidito ciecamente da tutti, non essere amato sinceramente, totalmente. Ma come persuadere un ribelle?  Ecco: tutti sappiamo cosa c�� nella stanza 101, e proprio quello verr� usato per farci il lavaggio del cervello.
Quando perfino il pericoloso ribelle si � convinto che due pi� due pu� anche fare tre (o cinque), egli pu� finalmente ringraziare di essere stato redento, essere giustiziato, gassificato e disperso nella stratosfera.  Ma prima, l�ultimo bicchiere di rum Victory al caff� del castagno, una goccia la offre la casa, e giusto il tempo di un ultimo atroce dubbio: il Grande Fratello esiste?  E due pi� due fa�.  �Ti amo�.
Hosted by www.Geocities.ws

1