Jeffrey Lebowski (Jeff Bridges) detto Drugo (in inglese Dude che nel linguaggio popolare americano significa tipo nel senso di individuo) � un ex figlio dei fiori disoccupato che spende le giornate fra una canna di maria e  gli amici al centro di bowling.
Una sera tornando a casa subisce un�aggressione da parte di  due sgherri, che non trovano di meglio da fare che mingergli sul tappeto.
Dopo aver scoperto di essere rimasto vittima di un caso di omonimia, Drugo crede giusto  farsi risarcire il tappeto � che dopotutto� dava un tono all�ambiente!- e si reca a casa dell�altro Lebowski, un magnate ricco e dispotico.
Cominciano cos� per il pigro Drugo una serie di peripezie che lo trascineranno in un affaire di rapimenti e di riscatti (in cui sono coinvolti dei fantomatici crucchi nichilisti), di incontri piacevoli (la notte di passione con la figlia di Lebowski, Maude,
Julianne Moore) nonch� a pagare  a caro prezzo la sua condizione di outsider (l�incontro con un mafioso produttore di film porno e con il reazionario capo della polizia non saranno certo dei pi� gradevoli). Ma  il caro Drugo non affronter� da solo tutte queste vicissitudini.  Ad animare la vita del nostro vi  sono infatti personaggi magistralmente offerti come macchiette: si parte dal reduce del Vietnam reso ottuso dai suoi stessi stereotipi -fra i quali quello di un irriducibile  compiacimento per la polemica e per l�azione fine a se stessa (conquistiamo la collina!)- per passare al maniaco sessuale riciclatosi come giocatore di bowling  (freudiano il rapporto con la palla?), fino ad arrivare al cowboy, in un certo senso  vero narratore della vicenda, che cerca di riattivare in Drugo in qualche modo una  certa deontologia �professionale� (Drugo � proprio necessario dire tutte quelle parolacce?).
Alla fine dell�intera storia si giunger� stupefatti alla conclusione che � stato tutto un equivoco e che, de facto, non � stato rapito nessuno.  Insomma molto rumore per nulla.

Al loro settimo lungometraggio i fratelli Coen ci regalano una commedia pressoch� perfetta nella sua spietata critica ad alcuni aspetti chiaroscurali della societ� americana, esemplare nel dare tanto una buona impressione di facciata, quanto nel rivelarsi poi in tutti i suoi inevitabili aspetti contraddittori.  Il film si sviluppa  tramite i classici topoi del noir: rapimenti, riscatti, inseguimenti, pedinamenti etc. ma tutto prende sempre  una gustosa curvatura farsesca, che alleggerisce ogni tensione, fino a sfociare  nel grotesque vero e proprio, grazie al poderoso intervento di figure quali Walter Subjek (un epico John Goodman), tornato dal Vietnam completamente imprigionato in una singolare retorica delle situazioni.  Da notare anche la particina affidata a  Steve Buscemi, bravissimo nel ruolo di Danny, l�unico amico di Lebowski ad avere forse  una �colpa� ben precisa�quella di essere normale.

                                                                            Simone Bulleri
Jeff Lebowski (J.Bridges)
"Dia retta ai suoi genitori, Lebowski:   SI TROVI UN LAVORO!!!"
 
(di S.Bulleri)
Walter Subjek (J.Goodman)
"..è tuo questo compito, Larry?.."
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