Renzo Montagnani
il gusto difficile di non prendersi mai sul serio
a cura di S.Bulleri (da
il Principe n.� 26-27 del giu/lug 1997)
- aggiornato al gennaio 2001 -
Con la scomparsa di Renzo Montagnani il Teatro e il Cinema piangono uno dei sorrisi pi� accattivanti della scena, oltre che un tipico rappresentante di quello spirito prettamente toscano -bonario e scanzonato- che contraddistingue i toscani in tutto lo Stivale.
Il pensiero mi porta a quando, da piccolo, guardavo con cautela i suoi filmetti �proibiti�:
Il colonnello ci sta con la liceale, La dottoressa nella corsia dei militari, e cos� via�  Tutti film di serie B che non rendevano certo giustizia al suo particolare talento, ma che permettevano ad un bambino i dodici anni di conoscere i primi �rudimenti� di anatomia femminile.
Mi vedo ancora l� davanti al televisore, col telecomando in mano pronto a cambiare canale se necessario, a guardare lo spogliarello della bellona di turno.  Cos� � fatta una donna? �mi stupivo-, e poi� E  poi arrivava lui a stemperare l�erotismo di una scena troppo hard, intercalando con i suoi �Ooooh!� o �Uh sign�r!� o �L�� meglio che vada via�, oppure ancora �Bella trappolona!�.
Se per i telespettatori Montagnani era il colonnello con la liceale, il Necchi di �Amici miei� o l�iracondo Don Fumino, per gli appassionati di teatro era un interprete maturo e calibrato, mai sguaiato, mai sopra le righe, impegnato a divertire e far riflettere; insomma impegnato a emozionare (si ricordi per esempio la sua interpretazione �non molti anni fa- dello scioccante e serissimo
�I fisici� di D�rrenmat.

Figlio di un ferroviere, era nato ad Alessandria l�11 settembre del 1930, ma si era subito trasferito a Firenze.  Laureato in Farmacia per compiacere i genitori, Montagnani aveva esordito con la Radio (come Sordi e Manfredi).  Nel �54 la svolta:
Macario lo volle nella sua rivista e l�, diceva, aveva imparato il mestiere.  Dagli anni �60 in poi divent� una delle presenze pi� assidue sugli schermi italiani; il pubblico apprezzava quell�ometto non alto, col volto rotondo e simpatico dotato di una voce calda e rilassante.
Poi ci sono stati i film importanti. 
Monicelli lo scelse per �Amici miei atto II� e per �In viaggio con Anita� del 1979; Luciano Salce lo diresse in �Riavanti marsch� nel �77.  Ma fu Cinzia Th Torrini ad offrirgli uno dei ruoli pi� belli, accanto a Piera Degli Esposti, nel famoso �Giocare d�azzardo� nel 1981.  Franco Giraldi lo volle invece in �La giacca verde� del �79.
Troppe volte la critica lo ha sottovalutato, ma lui da pignolo scrivano fiorentino qual�era non si � mai scoraggiato, affrontando con lo stesso spirito di alta professionalit� sia film di serie B che pieces teatrali impegnate, come
�Un uomo � un uomo� di Brecht (1963) o �Vestire gli ignudi� di Pirandello nel 1966.

Purtroppo per ragioni di famiglia (un figlio handicappato) aveva bisogno di lavorare e doveva accettare qualunque proposta gli arrivasse.  Ultimamente aveva recitato, nonostante la malattia che lo aveva colpito e la debolezza, la sua parte sulla set de
�Il mastino�, serie televisiva del regista Ugo Giordani per Raidue.  Sebbene stremato aveva fatto la sua parte fino alla fine, anche a costo di recitare su una sedia a rotelle.
Ecco come lo ricorda
Eros Pagni, protagonista di questa serie e co-protagonista nell�episodio �Il grande poliziotto� interpretato da Montagnani: �Voglio ricordarlo con la forza che si � imposto sul set del film, quando il suo fragile corpo ormai cedeva.  Voglio ricordar la sua onest� morale e la sua schiettezza, e il coincidere spesso, in lui, dell�uomo e dell�attore, cosa che la critica non sempre comprese, e che � stata vera sino alla fine�.

                                                          Simone Bulleri
R.Montagnani ed E.Fenech
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