Spesso di fronte una buona birra, con la cicca sempre accesa fra le dita e quel sorriso mesto maledettamente fisso sul volto, con di fronte -in fondo agli occhi del vero amico- l'immagine della tua anima e con lo spirito rivolto al passato, si lasciano riaprire quelle ferite che pensavamo cicatrizzate: le ferite del cuore.
E lo facciamo (e beati voi se non vi capita ) non perch� siamo masochisti o perch� ci piace indugiare nella melanconia, ma perch� dietro quelle cicatrici, conficcata nel cuore c'� sempre una scheggia di quel dolore  che muovendosi risveglia quel "lupus cordis" sopito e non possiamo tacere dissimulando, dobbiamo dargli sfogo sperando che pago si riassopisca e stavolta per sempre.
In quegli ingrati inevitabili momenti riviviamo il lutto di quella perdita e troviamo ad accogliere il nostro dolore quello dell'amico e questa simpatia ci conforta, e non si piange  solo per pudore o perch� non si hanno pi� lacrime.
Ci si confida certi di comprensione, comunicando con gli occhi oltre che con le parole, e ci si scambiano le immagini della passata felicit� come delle vecchie foto ingiallite e si salutano quelle ormai lontane gioie con brevi sospiri simili a singulti e maschere tirate, cercando di esorcizzare la paura di non poterla mai pi� ritrovare.
Almeno bevendo quella dolce amara birra si pu� avere la scusa� s�, si pu� sempre dare la colpa all'alcol e far finta che sia solo una conseguenza dell'aver bevuto, si sa l'alcol a volte deprime...
Cos� uscendo a tarda ora da quel locale sar� la birra a prendersi la colpa per gli occhi lucidi e sar� lei a renderci pian piano il cuore pi� leggero, mentre guardando la notte nel cielo attraverso le alte gole delle viuzze nasce lentamente una canzone sussurrata che quando sar� finita all'unisono, avr� preso il posto di quel dolore spazzato via dall'ultima risata liberatoria
Quella sciocca paura ora non c'� pi� perch� si riscopre di esser felici anche solo di vivere, e tornando a casa ciascun per s� dopo l'ultimo saluto ciascuno pu� pensare con gioia che "finch� c'� birr� ehm vita c'� speranza!"..
                                                                 Michele Sarag�
Mal di cuore
di M. Sarag� (da L'Enin del 1 aprile 2000)
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