| Senza dubbio, la migliore definizione della Legione resta quella data da Padre Bruckberger dopo un lungo soggiorno nel sahara algerino: �La legione � un ordine militare essenzialmente creato per i desperados (vedi noi studenti): la patria di chi non ha pi� patria, degli sradicati, di chi non sa dove andare, di coloro che avendo tutto perduto mettono in comune la sola cosa che ancora possiedono: la vita�. E, in effetti, non vedo altro da aggiungere. Ancora oggi alla "Legio" approdano disperati che fuggono dalla miseria (il 35% delle reclute proviene dai paesi dell'Europa dell'Est) o dalla giustizia (l'anonimato � garantito). Non tutti per� sono costretti ad arruolarsi; ve ne sono alcuni che cercano deliberatamente di fuggire dalla grigia esistenza delle citt�, fatta di delusioni professionali e di consuetudini. La legione offre una paga sicura, la cittadinanza francese, il miraggio di gloriose gesta, ma chiede in cambio l'abbandono della propria identit�, la cancellazione del passato, l'obl�o della lingua, della religione, della famiglia. In passato nella L. straniera si arruolarono anche aristocratici di una certa fama quali il principe georgiano Dimitri Amilakuari, e il futuro Re di Serbia Piero I. Giuseppe Bottai, ministro delle Corporazioni sotto Mussolini, and� ad espiare nella Legione quel "difetto di vigore critico e di rigore morale" che gli imped� di opporsi con efficacia alla degenerazione del Fascismo; legionari furono anche Ernst Junger e Cole Porter. Oggi, coi disperati, si arruolano anche medici e studenti universitari. Tornando alla Storia, gli atti di eroismo dei legionari, sono diventati mitici: a Dahomay, nel 1892 un pugno di legionari sconfisse diecimila guerrieri e amazzoni armati di asce e coltelli; nel 1863, a Camerone, 65 k�pi blanc (il k�pi � il tipico copriccapo rigido a forma cilindrica con visiera) furono massacrati da duemila soldati messicani: gli ultimi cinque legionari, piuttosto che arrendersi si lanciarono in una disperata carica alla baionetta. Ma la storia della Legione contiene anche capitoli di difficile interpretazione: durante la seconda guerra mondiale -per esempio- quasi tutti i reparti si schierarono col governo nazionalista di Vichy del maresciallo Petain; e nel 1961 alla vigilia dell'indipendenza della "loro" Algeria, tentarono addirittura un golpe contro il presidente francese De Gaulle. Inoltre numerosi danni furono arrecati alla Repubblica Centrafricana. Chiunque abbia un'et� compresa tra i 17 e i 40 anni si pu� arruolare presentandosi in uno dei sedici posti di informazione della Legione dislocati in Francia. I presupposti per l'arruolamento sono: una solida costituzione fisica e attitudine alla vita militare. I volontari sotto i trent'anni sono privilegiati se in possesso di un titolo di studio (diploma, laurea), fondamentale per l'impiego dei mezzi sofisticati in dotazione alla Legione. � possibile che si arruolino volontari con la fedina penale sporca, ma bisogna sfatare la tradizione per cui la Legione sarebbe un porto franco per ladri e assassini: la recluta non deve avere ordini di cattura internazionale per omicidio o traffico di droga. Il volontario pu� vedersi garantito l'anonimato e, terminato il servizio minimo di cinque anni, potr� avere -se lo vuole- nome e documenti nuovi. La Legione opera comunque un'attenta ricerca sul passato di ogni recluta. La ferma iniziale �, appunto, di cinque anni. Ma nei primi sei mesi sia il volontario sia la Legione possono sciogliere il contratto. Il volontario trascorre le prime settimane al 1� Reggimento, ad Aubaigne, poi viene trasferito a Castelnaudary e per sedici settimane � costretto a paga bassa, marce forzate, prove di sopravvivenza, scalate, navigazione, orientamento etc. Terminato il corso di base il volontario percepisce un premio di arruolamento equivalente a quattro milioni di lire e viene assegnato ai reparti operativi. Dopo i cinque anni potr� lasciare la Legione, ottenendo lo statuto di residente privilegiato (per la cittadinanza francese) e un valido appoggio per il reinserimento nella vita civile; oppure potr� rinnovare la ferma per tre mesi o tre anni, ulteriormente rinnovabili. Emb�, che aspettiamo? Simone Bulleri � il Principe 1994-2001 (il Principe, registr. Commissione attivit� studentesche Universit� di Pisa) |
| Legio, patria nostra di S.Bulleri (da il Principe n.�20/21 del gennaio 1997) |
![]() |
| Se non avete sostenuto gli esami necessari per evitare il servizio militare; se non avete il coraggio di dirlo a vostro (il quale quasi sicuramente non capir�); se, infine, ritenete inopportuno presentarvi nuovamente a casa: questo articolo fa al caso vostro! Seguite la Legione straniera, l'unica vera alternativa! Trovare notizie su questa leggendaria "armata di senza patria" � un'impresa ardua e perigliosa, quasi quanto arruolarvisi. Quando entrate in libreria a chiedere informazioni, le commesse vi osservano basite, fanno una breve ricerca e poi: "spiacente, non abbiamo libri sulla legione straniera". Ma io, che non ho altro da fare, ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto che esistono solo tre libri a riguardo. Ecco due notizie per noi giovani reclute. La legione straniera fu fondata il 10 marzo 1831 (durante la campagna d'Algeria) da Re Luigi Filippo, col fine di sbarazzarsi di tutti i mercenari stranieri che si erano rifugiati in Francia. L'ordinanza, firmata dal monarca, consent� la formazione di un reggimento composto da soldati stranieri cui era consentito operare unicamente fuori dal territorio continentale del Regno. Da quel momento nacque la figura leggendaria del legionario �misterioso e maledetto, che conosce un solo dovere, l'obbedienza, e ha un solo desiderio, l'obl�o�. |
|