| Lando Buzzanca a cura di P. Bargagli (da il Principe n.�23 del marzo 1997) - aggiornato al gennaio 2001 - |
| Filmografia: - Il popolo degli uccelli (1999) - Tutti gli anni una volta all'anno (1994) - Cinema (1989) - Secondo Ponzio Pilato (1988) - Vado a vivere da solo (1985) - Prestami tua moglie (1980) - Travolto dagli affetti familiari (1978) - San Pasquale Baylonne protettore delle donne (1976) - Il gatto mammone (1975) - Il fidanzamento (1975) - Il cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza (1975) - Il domestico (1974) - Bello come un arcangelo (1974) - L'arbitro (1974) - Io e lui (1973) - Quando le donne persero la coda (1972) - Le inibizioni del dottor Gaudenzi, vedovo col complesso della buonanima (1972) - L'uccello migratore (1972) - Il sindacalista (1972) - La Calandria (1972) - Il vichingo venuto dal Sud (1971) - Homo eroticus (1971) - Il debito coniugale (1971) - Le belve (1971) - Il merlo maschio (1971) - Quando le donne avevano la coda (1970) - Fermate il mondo... voglio scendere! (1970) - La prima notte del dottor Danieli, industriale, col complesso del... giocattolo (1970) - Un caso di coscienza (1970) - Quei temerari sulle loro pazze, scatenate, scalcinate carriole (1969) - Professione bigamo (1969) - Il trionfo della casta Susanna (1969) - Operazione San Pietro (1967) - Don Giovanni in Sicilia (1967) - Le dolci signore (1967) - Ringo e Gringo contro tutti (1966) - Spia spione (1966) - Caccia alla volpe (1966) - Per qualche dollaro in meno (1966) - I nostri mariti (1966) - James Tont operazione D.U.E. (1966) - Una rosa per tutti (1965) - James Tont operazione U.N.O. (1965) - Made in Italy (1965) - Letti sbagliati (1965) - Colpo grosso ma non troppo (1965) - L'idea fissa (1964) - Il magnifico cornuto (1964) - Cadavere per signora (1964) - Extraconiugale (1964) - Sedotta e abbandonata (1964) - I mostri (1963) - La parmigiana (1963) - I giorni contati (1962) - Divorzio all'italiana (1961) |
| Lando Buzzanca � generalmente ricordato come interprete di film commerciali e ridanciani, e a questa "etichetta" deve tanto la sua fortuna tra i fans quanto la sottovalutazione presso i detrattori. Nato a Palermo nel 1935, nipote d'arte (lo zio era il noto caratterista Gino Buzzanca), Gerlando -questo il suo nome di battesimo- possedeva sin da giovane quelle doti naturali che ha sempre evidenziato in ogni tipo di interpretazione, dal banalissimo film commedia al teatro; e proprio alla carriera di attore teatrale si avvi�, poco pi� che ventenne, frequentando l'Accademia d'arte drammatica di Roma, esordendo sulle scene con la Compagnia dei sette giovani. Attore spigliato e insieme attento, apprezzato come attore brillante sia pel fisico asciutto, spigoloso, dagli inconfondibili tratti, sia per la istintiva capacit� d'interprete legato alla tradizione dialettale siciliana, Buzzanca si mise presto in luce e subito fu notato dal regista Pietro Germi che ne intu� e valorizz� le capacit� in due films di costume, "Divorzio all'italiana" (1961, con Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli) e "Sedotta e abbandonata" (1963): esordi importanti che a parer della critica restano ancor oggi tra le sue migliori prove. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste: alla media di un film all'anno Buzzanca conquista un enorme successo di pubblico con films come "Il magnifico cornuto" (1964), "James Tont" ('65), "Don Giovanni in Sicilia" e "Meglio vedova" ('66). Erano gli anni in cui al botteghino facevano sfracelli i films di Franco & Ciccio. Seguendo il filone, negli anni settanta (del '70 sono "Il prete sposato" e "Quando le donne avevano la coda") continua ad incarnare l'inguaribile seduttore pasticcione, rigorosamente ed orgogliosamente siciliano; il clich� demenziale dell'homo eroticus attira le ire delle femministe nonostante la macroscopica auto-ironia e paradossalit� dei personaggi ("Il Vichingo venuto dal sud", '71 e "Il merlo maschio" del '72)- ma ribadisce il favore del pubblico per il genere, nel quale lui � per tutti "Lando supermacho", come ancora oggi lo conoscono in sudamerica. Alla fine degli anni settanta approda anche in Tv, mentre continua la carriera cinematografica discostandosi difficilmente da come il suo pubblico lo vuole ("Bello come un arcangelo", "L'arbitro", entrambi del '74; "Il gatto mammone", 1975) Nella gustosa e ilare semplicit� di questi films -che pure non di rado insinuano negli intrecci comici anche aspetti seri ed inquietantidella realt� ("All'onorevole piacciono le donne", "Il sindacalista" del '72)- Buzzanca recita con la sua affinata e stupefacente maschera alternando espressioni boccaccesche (ormai cult) e drammatiche, esaltando nel contrasto la sua epidermica comicit�. Dopo il declino che colpisce il genere (del 1985 � "Vado a vivere da solo" con Jerry Cal�), Buzzanca si allontana dalla grande ribalta per dedicarsi di nuovo al suo primo amore, il teatro, dove interpreta negli anni novanta commedie di M�liere, per tornare al cinema solo con proposte serie: ne "Il popolo degli uccelli" di Rocco Cesareo, Buzzanca interpreta nel 1999 il ruolo di un pensionato che la societ�, ma anche la famiglia, lentamente emargina, nonostante sia ancora in forze e in salute; una prova d'attore che dimostra, se ve ne fosse bisogno, la sua poliedrica e consistente capacit� interpretativa nei ruoli drammatici come in quelli comici. Pietro Bargagli |
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