...Ho avuto la fortuna di vivere per qualche mese in una delle citt�, a quanto dicono, pi� dinamiche e vive del momento: Barcelona.
Credo che tutte le grandi citt�, e in special modo quelle di mare, racchiudano in s� frammenti di altre culture e perci� contraddizioni, per� nessuna come Barcelona.
E' come se la
rambla -uno dei simboli della citt�- congiungesse la parte araba, le strade tunisine del barrio gotico, con la parte che rappresenta il potere economico-politico, le banche, e i grandi magazzini di plaza Cataluna; come se la importanti opere d'arte che testimoniano il contatto con altri popoli si scontrassero con il desiderio di indipendenza culturale dei catalani.
Questo scontro si manifesta nella stessa struttura urbana: il delirio architettonico modernista, traboccante di curve, colori e elementi preziosi � arginato dal rigoroso schema de
l'eixample, come se questo potesse contenere la stessa follia e irrazionalit�.
Altre citt� con un illustre passato storico e che hanno fatto del mare un vero e proprio impero, come la stessa Pisa, con il passare del tempo hanno sub�to un processo di decadenza; al contrario Barcelona ha saputo reagire e trasformare le proprie risorse.
Si corrono per� diversi rischi vivendo in un posto come questo se ci lasciamo prender da quello che un caro amico definiva "effetto velocit�".
L'effetto velocit� rappresenta la corsa di ogni giorno e ti entra nel sangue come un'infermit�: si corre, si corre, si corre anche quando non ce ne sarebbe bisogno, facendosi spazio, scontrandosi con gli altri.  Tutti quelli che ti si parano davanti e che fenano la tua marcia delirante sono identificati come "nemici".
Non esistono pi� vecchietti a cui cedere il posto nel metr�, n� mendicanti con cui essere compasionevoli, perch� tutto � indifferenza e freddezza e in mezzo a tanti sconosciuti si pu� sentire una gran solitudine.  Con l'effetto velocit� si perde la capacit� di fermarsi a guardare, tutto ci passa davanti agli occhi che, come i ciechi, non trattengono pi� nessuna immagine.
Mi sono accorta che ero stata travolta anch'io da questa frenesia, durante un viaggio in notturno.  Sar� stata la calma della notte aggiunta a questo piccolo viaggio nella citt� addormentata, ma sono riuscita ad aprire gli occhi, a cogliere nuovamente i particolari, a assaporare ci� che vedevo.
Adesso divido il mio tempo libero tra passeggiate pomeridiane sulla rambla dall'aria carica di energia e musica, piena di fiori e saltimbanchi, e lunghi ritorni a casa in "nit bus", momento in cui, fra teste ciondolanti per la stanchezza, ritrovo la pace per dar vita alle riflessioni pi� stravaganti.
Manca ancora un mese alla mia partenza definitiva, ma � come se gi� avessi nostalgia di questa "Barcelona encantadora".  Mi resteranno molte immagini contraddittorie di questa citt�: la citt� della Sagrada Familia e di Santa Maria del Mar, degli artisti di strada e di quelli che pretendono di venderti la fortuna nelle stazioni del metr�, ma anche la citt� dove non � raro vedere anziani e vagabondi fare a gara per frugare nella spazzatura.

                                                                    dott.ssa Elisa Soldani
Barcelona encantadora
di E. Soldani
(da L'Enin del 1 aprile 2000)
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