Chi � davvero Augusto Pinochet y Ugarte?  Un criminale assetato di sangue, un eroe, un cinico massacratore, il salvatore del Cile?  Proviamo a capirci qualcosa, cominciando da lontano.

1-  Per decenni, fino agli anni '60, la vita politica del Cile era stata dominata da tre partiti: quello radicale (anticlericale, laico e rivoluzionario); quello liberale e quello cattolico (ufficialmente "
Partito Conservatore").  A livello minoritario c'erano i partiti socialista e comunista.
I giovani cattolici appartenenti al Partito Conservatore erano raggruppati in una associazione, la ANEC, la quale sub� profondamente l'influsso del pensiero di sinistra, indirizzandosi verso una politica di aperta simpatia e in seguito di collaborazione con i "progressisti".  Questo determin� una grave crisi tra le forze antisocialiste ed anticomuniste, tanto che nel 1948 si ebbe una scissione nel Partito Conservatore e la nascita di una nuova formazione: la
Democrazia Cristiana, modellata proprio, nel nome e nei programmi, su quella italiana.
Nel frattempo si protrasse la crisi del Partito Conservatore, che langu� quasi vent'anni, fino a fondersi nel 1966 con i liberali, dando vita al
"Partito Nazionale".
Ormai la massa popolare di tendenze conservatrici era disorientata, e fin� per rinunciare alla politica attiva: la serie di errori strategici delle forze di centro-destra e i tradimenti pi� o meno espliciti, da parte di loro esponenti, dei valori che esse rappresentavano, furono una delle principali cause della successiva vittoria delle Sinistre in Cile.

2-  Nel 1964 si svolsero le elezioni presidenziali: la vittoria del comunismo (che nel precedente triennio si era rapidamente rafforzato) era data per certa, cosicch� i conservatori, per resistere pi� efficacemente, decisero di appoggiare il candidato democristiano
Eduardo Frei.  Egli risult� vincitore con circa 1.500.000 voti, contro 1.250.000 andati alle Sinistre.
Certamente molti in seguito si pentirono di aver dato il proprio appoggio a Frei; costui, infatti, decise di varare uno strano programma anticomunista, secondo il quale bisognava "precedere" la sinistra sulla strada delle riforme.  In sostanza si trattava di combattere i socialcomunisti facendo diventare il Paese proprio come i socialcomunisti medesimi volevano che diventasse!
Nei fatti, uno dei provvedimenti pi� significativi fu una riforma agraria (rivelatasi fallimentare) tutta basata sulla confisca, e che gett� in miseria una grande massa di contadini, prima legittimi proprietari, i quali peraltro rappresentavano anche il nerbo delle forze di centro-destra.
Non si � dunque molto lontani dal vero nel dire che i sei anni di presidenza del democristiano Frei aprirono la strada alla vittoria dei comunisti.  (La strategia di quegli anni fu poi narrata con grande profondit� in un libro-denuncia dal giornalista e scrittore
F. V. Xavier de Silveira)

3-  Nel 1970 si svolsero le nuove elezioni presidenziali: il candidato delle Sinistre, il marxista e massone
Salvador Allende, vinse con 1.075.000 voti su quello del Partito Nazionale, Jorge Alessandri, che ne ottenne 1.036.000.  Terzo, il candidato della DC Radomiro Tomic con 824.000 voti.
Tale risultato mise in luce da una parte la netta crescita della parte conservatrice (che ne '64 era alleata della DC, mentre nel '70 correva da sola) e dall'altra lo sconcertante travaso di voti dalla DC alle Sinistre marxiste, che vinsero anche (e forse soprattutto) grazie al collaborazionismo di parte del mondo cattolico.
Perfino l'allora Arcivescovo di Santiago,
card. Silva Henriquez, arriv� ad affermare pubblicamente che era pienamente lecito per un cattolico votare dei candidati comunisti.

4- L'ascesa di Allende sembr� aprire una nuova era: per la prima volta il marxismo si trovava al potere senza una rivoluzione violenta, ma grazie ad elezioni democratiche.  Tuttavia il governo Allende non tard� a dimostrare la propria intera fedelt� ai principii del socialismo reale.
Suoi provvedimenti furono quelli di radicalizzazione della riforma agraria, la nazionalizzazione della maggior parte delle industrie pesanti, e la creazione di un modello economico in larga misura simile a quello sovietico.  L'unica conseguenza di tutto questo fu il rapidissimo crollo del sistema produttivo del Cile, che anni prima si avviava a diventare uno dei paesi pi� moderni dell'America Latina.
Come se non bastasse, un'altra fra le pi� gravi emergenze era il terrorismo comunista, soprattutto quello del MIR (
"Movimento de Izquierda Revolucionaria"), che si rese responsabile di una lunghissima serie di attentati spesso contro cittadini inermi: durante gli anni di Allende oltre 50.000 cileni abbandonarono il Paese rifugiandosi in Argentina, a causa delle violenze e rappresaglie indiscriminate dei terroristi.
Del resto, la propaganda di Stato affermava la necessit� di appoggiare le sinistre al potere, allo scopo di non gettare il Cile nell'anarchia: ma diversi esponenti di formazioni militari e paramilitari illegali ricevevano sottobanco forti somme di denaro da parte di non pochi uomini politici: in un certo senso anche quei terroristi facevano pur sempre il giuoco di Allende�
Oltre a ci�, il Cile di quegli anni pullulava di miliziani cubani, spie russe ed agenti segreti ungheresi e cecoslovacchi: � lecito chiedersi cosa facessero tutti costoro in un Paese che si voleva chiamare "civile"?
I comunisti al governo arrivarono perfino ad abolire l'indipendenza della Magistratura istituendo, in modo del tutto incostituzionale, dei giudici eletti dal popolo secondo la maggioranza esistente, con la conseguenza di renderli di fatto tranquillamente manipolabili dal potere politico, con quale garanzia per i diritti e la libert� dei cittadini non � difficile immaginare.

5- Il Cile che si presentava nel 1973, dopo un triennio di governo marxista, era un Paese irriconoscibile, profondamente abbattuto economicamente e socialmente.
Una Nazione gi� in piena guerra civile ed incapace di una reazione forte in difesa della propria dignit�, calpestata da un manipolo di veri despoti capeggiati da Allende; il quale non perdeva occasione per rassicurare falsamente il popolo che tutto andava bene, che non c'erano problemi e che semmai il pericolo erano i "reazionari" e non la rivoluzione socialista.
Ma il popolo ormai era sordo alla patetica propaganda di un regime che si era gi� condannato con le sue stesse mani e che aveva posto le premesse della propria fine: rimase nella storia la
"marcia delle pentole vuote" fatta dalle casalinghe nell'ottobre del '72, segno palese che il Governo aveva ormai perduto l'appoggio di quel "paese reale" che, ipocritamente, diceva di rappresentare.
Infine gli scioperi nei trasporti, che bloccarono il Cile dall'autunno '72 per quasi tutto il '73.  Come reagire alla situazione di devastazione provocata dallo scellerato governo Allende?  Come risalire dall'abisso facendo appello agli ultimi resti delle forze di resistenza del Paese?
Il Parlamento giunse a sciogliersi poich� Allende non si dimetteva neanche dopo essere stato messo in minoranza.  Poi, l'undici settembre del 1973 un certo
Augusto Pinochet y Ugarte (nominato Comandante in capo delle Forze Armate da Allende nell'agosto dello stesso anno, ndr) fino ad allora anonimo burocrate con la passione per la storia napoleonica, decise che non si poteva pi� attendere ed inizio a marciare verso quel palazzo in vecchio spagnolesco, "la Moneda"�

                                                                                Francesco Rubini
Il Cile da Allende a Pinochet
di F. Rubini  (da L'Enin, 1 aprile 2000)
�il Principe, Pisa, 1994-2001 (il Principe, registr. Archivio Commissione attivit� studentesche dell'Universit� di Pisa)
S. Allende
A. Pinochet
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