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bacheca del settembre 2002 concordata tra i Gruppi consiliari COMUNISTI ITALIANI e L’ULIVO
La vicenda degli archivi delle Officine Grafiche Stianti ha suscitato una moltitudine di pareri ed emozioni: fatto inevitabile, data l’importanza che quell’azienda tipografica ha avuto nella storia e nell’economia della San Casciano novecentesca. Proviamo a riepilogare la successione degli avvenimenti.
La lenta decadenza dell’attività della Stianti ha subito una brusca accelerazione alla metà degli anni Ottanta, e si è trasformata in una forte crisi che ha coinvolto direttamente decine di famiglie sancascianesi. Le Amministrazioni comunali sono state, fino al trasferimento dell’attività nell’attuale sede del Ponterotto, in ogni maniera vicine ai lavoratori dell’azienda e hanno cercato di seguire e indirizzare, in stretto contatto con le rappresentanze sindacali, le varie fasi della crisi, con lo scopo primario di salvaguardare e tutelare i diritti sociali ed economici dei dipendenti Stianti. Oggi, dopo il trasferimento dell’azienda e dopo un lungo lavoro preparatorio, è possibile trasformare lo stabilimento e l’area circostante per migliorare e ampliare le condizioni abitative e commerciali della nostra cittadina. Accanto agli appartamenti e ai servizi, sorgerà tra l’altro un parcheggio multipiano che richiamerà, nei materiali e nel disegno, le mura del Viale Corsini, e che sarà coronato da una nuova piazza fruibile ai cittadini. Tutto questo, senza spese per la comunità.
Sappiamo quanto interesse collettivo rivestano queste opere. L’edificio Stianti non è restato neanche per un secondo una cattedrale inutilizzata, uno spettro di se stesso vuoto e inutile. Crediamo che anche questo sia un segno tangibile di rispetto per le centinaia di lavoratori che hanno operato, lottato, faticato intorno alle macchine della Stianti. Non è stata sottovalutata l’importanza simbolica dell’edificio: la parte più vecchia della costruzione, di maggior pregio, verrà conservata e restaurata, mantenendo le attuali linee architettoniche.
Durante i lavori di demolizione, gli operai si sono trovati davanti uno stanzone pieno di libri accatastati alla rinfusa. Molto tempo prima di questo ritrovamento, l’Amministrazione Comunale aveva più volte contattato gli eredi Stianti per avere notizie su libri, documenti, fotografie, macchinari che avessero rilevanza storica e archivistica. Le lastre fotografiche d’epoca sono così entrate in possesso della Biblioteca Comunale. I macchinari sono per ora oggetto di promesse che cercheremo di concretizzare in futuro. Per quanto riguarda libri e documenti, dalle indagini svolte con la collaborazione della Soprintendenza non sono risultati esistere o essere disponibili pezzi documentali che potessero assurgere alla dignità di Archivio. Naturalmente, tutto il materiale in possesso della famiglia Stianti può essere acquisito da un Ente pubblico o da una Fondazione solo dietro donazione della famiglia stessa; nessun ente è per ora a conoscenza di pezzi di tale valore da dover essere forzosamente acquisiti al patrimonio culturale italiano, nel rispetto delle leggi vigenti. Torniamo a quei libri trovati nell’edificio durante la demolizione. Innanzitutto la proprietà non era certo pubblica, ma privata. Dopo le meritorie segnalazioni di alcuni cittadini sensibili al problema, constatata anche la sostanziale indifferenza della proprietà alla sorte di quel materiale cartaceo, il personale specializzato della Biblioteca Comunale ha fatto più sopralluoghi e acquisito al patrimonio librario comunale un centinaio di volumi ritenuti interessanti per il loro contenuto: romanzi, trattati di storia dell’arte, edizioni scolastiche, monografie di pittori. Alcuni di questi volumi erano già in possesso della biblioteca, e sono perciò ora disponibili in doppia copia. Questa è la nuda cronaca dei fatti.
E’ veramente curioso che dal consigliere Borri vengano accusati di "sottovalutazione e indifferenza", di non "valorizzare l’opera dei tanti dipendenti Stianti", proprio i rappresentanti di quelle forze politiche che in questi anni hanno dimostrato nei fatti di avere a cuore le sorti dei lavoratori, dell’azienda, dell’edificio e della sua storia. Continueremo a seguire con attenzione le vicende della "variante Stianti", sicuri di contribuire così a rendere migliore e più facile la vita dei cittadini sancascianesi. Nei prossimi anni cercheremo anche di valorizzare al meglio le storie politiche e personali, le passioni, le memorie delle lavoratrici e dei lavoratori, di donne e uomini che sentiamo vicini e a cui saremo sempre grati (se il Consigliere Borri ci vorrà aiutare, saremo grati anche a lui).
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