| La tradizione giainista I giainisti sono probabilmente i vegetariani pi� stretti e coscienziosi del mondo; sono tuttora i massimi promotori e sostenitori di gruppi di attivisti vegetariani in India, che pure tradizionalmente � (o era) un paese vegetariano per motivi etici. I gianisti o giaini sono seguaci di una catena di maestri (tirthankara) che risale a Rishabha, ed ebbero un grande successo a cominciare dai tempi di Mahavira, coetaneo del Buddha. Gli insegnamenti di Mahavira sono molto simili a quelli del Buddha, ma pi� radicali. Il termine "giainista" deriva dal sanscrito jina, conquistatore: lo scopo della vita spirituale � per i giainisti quello di vincere la propria natura inferiore e purificarsi fino a raggiungere la perfezione. Per ottenere questo scopo, il primo e pi� importante precetto � quello della non violenza (ahimsa), che definiscono "fratellanza universale di tutti gli esseri": i giainisti si astengono perfino dal lavorare la terra, fabbricare la seta e intraprendere attivit� commerciali di preparazione del cibo, sempre per evitare di danneggiare in qualsiasi modo gli insetti, indossano spesso una garza davanti alla bocca, filtrano sempre accuratamente l'acqua, non mangiano radici, non mangiano cibi avanzati (che potrebbero contenere qualche insetto), non mangiano dopo il tramonto per evitare che insetti alati attirati dall'illuminazione finiscano nel piatto, e spesso vanno in giro con uno scopino speciale per allontanare eventuali formiche dal loro cammino, per evitare di calpestarle inconsapevolmente. I monaci giainisti non indossano mai scarpe, per evitare di usare cuoio e pelle, spesso si strappano capelli e peli del corpo per evitare di danneggiare inconsapevolmente pidocchi o altri parassiti, e considerano il digiuno -- anche fino alla morte -- come un'attivit� meritoria in s� e un degno modo di morire, preferendo rinunciare loro stessi alla vita che danneggiare in qualsiasi modo qualche altro essere vivente. Esistono due scuole di monaci giainisti: gli svetambara e i digambara. I primi si limitano a vestire di cotone bianco (per evitare la tintura delle stoffe, che pu� comportare danni ad esseri viventi) e i secondi vanno totalmente nudi come regola religiosa (digambara significa "vestiti di cielo"). Fu un monaco giainista, Hiravijaya Suri, che convinse l'imperatore musulmano Akbar (1556-1605) a proibire l'uccisione di animali in certi giorni; Akbar stesso fin� con il rinunciare alla caccia e diventare fondamentalmente vegetariano (anche se non vegetariano stretto o vegetariano attivista come Ashoka). Un altro giainista molto famoso � Mohandas Karamchand Gandhi, conosciuto in tutto il mondo come "Mahatma Gandhi", che era naturalmente rigidamente vegetariano. Essendo i suoi genitori fedeli giainisti, Gandhi non aveva mai assaggiato carne, pesce o uova, ma sotto il governo britannico, quando gli antichi principi della cultura indiana venivano derisi come arretrati e incivili, Gandhi si lasci� convincere dai compagni di scuola ad assaggiare la carne, perch� gli era stato detto che ci� "avrebbe accresciuto la sua forza e il suo coraggio." L'esperienza fu per lui terribile, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista emozionale e intellettuale, e lo convinse definitivamente della validit� della scelta vegetariana: "Bisogna correggere la falsa credenza che la dieta vegetale ci renda deboli, passivi e abulici. Io davvero non credo che la carne sia assolutamente indispensabile, per nessun motivo." Gandhi sostenne la necessit� di una dieta naturale basata su cereali integrali, zucchero integrale di canna e ortaggi freschi almeno vent'anni prima della rivoluzione macrobiotica di George Oshawa, e le sue teorie sociologiche ed ecologiche del villaggio auto sufficiente, della produzione e del commercio solidale, dell'uso di fonti energetiche alternative e rinnovabili, della necessit� di alfabetizzazione e rispetto e tolleranza per le varie culture, tradizioni religiose ed etnie precedono di molti anni le pi� moderne e progressiste tendenze della cultura globale. Gandhi scrisse cinque libri sul vegetarianesimo; in uno di essi, Le basi morali del vegetarianesimo, afferma: "Sono convinto che la carne non sia alimento adatto alla nostra specie. Il nostro errore � quello di imitare gli animali inferiori, perch� noi siamo superiori." Cosciente del fatto che le motivazioni morali costituiscono una spinta pi� forte di quelle esclusivamente igieniche, scrisse: "Sento che il nostro progresso spirituale ci porter� inevitabilmente a smettere di uccidere gli altri animali per soddisfare le nostre esigenze materiali." Un'altra famosa citazione di Gandhi afferma: "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono misurare dal modo in cui sono trattati i suoi animali." Il giainismo non possiede molti testi sacri come altre religioni, perci� non � possibile citare molti brani delle scritture a sostegno del vegetarianesimo, ma date le basi fondamentali della sua pratica che abbiamo presentato brevemente, possiamo tranquillamente affermare che non ce ne sia alcun bisogno... |