NCCLS EP14-P - L'effetto matrice

Il sottocomitato sull'effetto matrice, di Fred D. Lasky, Donald J. Boone, John H. Eckfeld e altri ha rivisto la linea guida che si occupa di uno dei più subdoli nemici della qualità nel laboratorio di analisi cliniche. Un fenomeno che insidia, oltre alla qualità dei risultati dei campioni clinici, quella dei materiali di controllo utilizzati nei programmi interlaboratorio (valutazioni esterne, VEQ, o prove di abilità, PT).

Il documento EP14-P si affianca al precedente standard EP7 sulla valutazione delle interferenze. La differenza tra i due consiste nei seguenti punti

  1. obiettivo di EP14 è rilevare la differenza tra particolari campioni (come i materiali di controllo) e quelli comuni dei pazienti, emtre EP7 puntava a dimostrare l'effetto di specifiche sostanze o caratteristiche sui campioni dei pazienti.
  2. Il metodo adottato da EP14 si basa sul confronto con una popolazione di pazienti, mentre EP7 utilizzava la precisione del metodo e la variabilità biologica e l'effetto di quantità crescenti di interferente
  3. l'analisi dei dati in EP14 si basa sulla dispersione intorno alla linea di interpolazione (best fit), mentre in EP7 si fonda sui risultati di serie di pool
  4. EP14 confronta la deviazione dei risultati del materale in esame con quella dei campioni dei pazienti, mentre EP7 confrontava la deviazione con la quantità interferente

La procedura EP14 prevede la disponibilità del sistema in valutazione e di un sistema di comparazione (metodo definitivo, di riferimento, approvato per il sistema di riferimento nazionale per i laboratori clinici, NRSCL, metodo comunemente utilizzato). 20 campioni freschi vengono analizzati per tre volte con calibrazione separata, preferibilmente nella stessa giornata). Ai 20 campioni vengono intercalati casualmente i materiali in valutazione.

I risultati vengono elaborati con la regressione lineare o con quella polinomiale di secondo grado, se si evidenzia una curvatura importante. Se la dispersione intorno alla linea di regressione fosse crescente con la concentrazione, andrebbero utilizzati i logaritmi dei risultati originali. Se la dispersione non è regolare, i risultati andrebbero suddivisi in intervalli più piccoli da analizzare separatamente.

Dall'analisi degli scostamenti dalla linea di regressione si ottiene l'intervallo predittivo al 95% per i valori del metodo in esame in relazione a ciascun valore del metodo di comparazione. Se per i materiali in valutazione si ottengono risultati esterni all'intervallo predittivo, è probabile la presenza di un effetto matrice.

L'entità dell'effetto matrice potrebbe essere però non significativa. Per giungere ad una conclusione, perciò, è necessario confrontarla con criteri indipendenti. I limiti imposti ai programmi di PT non sono adatti a questo scopo, perchè intesi per singole misure e non per medie di replicati. Effetti matrice di entità non clinicamente significativa, d'altra parte, potrebbero essere importanti nel caso in cui il materiale venisse utilizzato come calibratore.

Il documento EP14-P contiene una procedura relativamente semplice, con calcoli statistici di media difficoltà. Non è tanto destinata ai singoli laboratori, quanto ai fornitori di materiali per VEQ o PT. E' comunque utile, anzi indispensabile agli operatori dei laboratori conoscenza l'esistenza e, almeno a grandi linee, i principi, sia per ricordarsi di valutare criticamente i risultati di VEQ o PT, sia per evitare l'errore grossolano, purtroppo comune, di utilizzare materiali di controllo con valori assegnati dal produttore per confrontare l'accuratezza di metodi e sistemi analitici diversi.

Marco Pradella

Pubblicazione recensita

National Committee for Clinical Laboratory Standards (NCCLS). Evaluation of matrix effects. Approved guideline. EP14-A. Villanova, PA: NCCLS, 2000


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